{"id":78266,"date":"2020-02-17T00:44:12","date_gmt":"2020-02-16T23:44:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=78266"},"modified":"2020-02-21T07:10:30","modified_gmt":"2020-02-21T06:10:30","slug":"parla-romano-prodi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/parla-romano-prodi\/","title":{"rendered":"Cina, Iran, Libia, Ue, Brexit. Parla Romano Prodi"},"content":{"rendered":"<p><strong>Romano Prodi<\/strong>, gi\u00e0 presidente del Consiglio italiano e della Commissione europea, accetta di conversare con AffarInternazionali su alcuni dei principali dossier di politica internazionale.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/widget.spreaker.com\/player?episode_id=22866943&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;autoplay=false&amp;live-autoplay=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-logo=false&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-download=true\" width=\"100%\" height=\"200px\" frameborder=\"0\"><\/iframe><\/p>\n<p><strong>Presidente, comincerei da un Paese che conosce molto bene: la Cina. Come vive la Repubblica popolare le conseguenze della diffusione del coronavirus?<br \/>\n<\/strong>\u201cAscoltiamo e leggiamo osservazioni contraddittorie\u2026 <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/coronavirus-reazioni-epidemia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">si dice che abbiano avvisato con un po\u2019 di ritardo<\/a>, ma in tante circostanze di questo tipo prima di dire \u201cc\u2019\u00e8 una grande epidemia\u201d si \u00e8 sempre avuta grande prudenza. Questo \u00e8 comunque il problema che rimane tuttora aperto, non lo \u00e8 invece l\u2019aspetto dell\u2019azione fortissima intrapresa per fermare la diffusione del morbo. Sotto questo aspetto \u00e8 avvenuto qualcosa di assolutamente straordinario e inedito e non si sa quale altro Paese avrebbe potuto isolare 60 milioni di persone con una velocit\u00e0 e capacit\u00e0 di mobilitazione simile alla <strong>Cina.<\/strong> Sono abbastanza tranquillo sul fatto che riusciranno ad isolare il virus; quello che mi preoccupa molto di pi\u00f9 \u00e8 il problema di una possibile diffusione in <strong>Africa.<\/strong> Pensi a Lagos, per esempio, dove non sappiamo nemmeno quanta gente ci sia. Spero che non arrivi fino a l\u00ec, che questioni climatiche o di altro tipo lo impediscano, ma dobbiamo porci il problema per l\u2019umanit\u00e0 futura. Vi sono realt\u00e0 esposte, immagino l\u2019<strong>India<\/strong>, su cui potrebbero esserci conseguenze terribili che neanche stiamo prendendo in considerazione. Da ultimo, l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/cina-pil-coronavirus\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">aspetto economico<\/a>, che per\u00f2 valuto meno di come comunemente si considera. Voglio dire\u2026 \u00e8 s\u00ec molto grave e serio, ma come avvenuto in altri casi, di solito si ha una caduta in gi\u00f9 molto forte con una seguente rapida ripresa. Speriamo che questo avvenga\u201d.<\/p>\n<p><strong>La scorsa settimana ho intervistato all&#8217;Istituto Affari Internazionali il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/sahel-parla-losada-rappresentante-speciale-ue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Rappresentante speciale dell\u2019Unione europea per il Sahel<\/a>, un\u2019altra area a lei familiare. Le notizie da quel fronte sono sempre pi\u00f9 preoccupanti da ogni punto di vista.<br \/>\n<\/strong>\u201cSono totalmente preoccupanti. Mentre svolgevo quella stessa funzione per le Nazioni Unite, mi trovavo in <strong>Mali<\/strong> quando si registr\u00f2 l\u2019assalto terroristico dal nord, sostanzialmente limitato ad alcune parti del territorio. Da allora si \u00e8 completamente diffuso, fino ad arrivare al <strong>Burkina Faso<\/strong>, che era un Paese sicuro e pacifico. Oggi dal confine della <strong>Mauritania,<\/strong> ancora piuttosto sicura, fino al Sinai compreso, <strong>tutto il sub-Sahara \u00e8 impraticabile<\/strong>. Sono co-presidente della <strong>Commissione del Lago Ciad<\/strong> e pensi che non ci siamo mai potuti riunire negli ultimi anni, perch\u00e9 nessuno garantisce la sicurezza per l\u2019incontro. A queste condizioni non \u00e8 possibile immaginare cosa possa capitare in futuro. Un\u2019economia sottoposta a questi rischi non potr\u00e0 mai decollare. Anche se parliamo di una zona francese e francofona, da sola la <strong>Francia<\/strong> non ha nessuna possibilit\u00e0 di affrontare questo problema. Una politica europea non c\u2019\u00e8 e la Francia, va detto, \u00e8 assolutamente gelosa del suo ruolo in quei territori\u201d.<\/p>\n<p><strong>La Conferenza di Berlino per la Libia non ha portato neanche ad una tregua. Come pu\u00f2 sbloccarsi la situazione?<br \/>\n<\/strong>\u201c<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/libia-dopo-la-conferenza-di-berlino\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Berlino non ha fatto niente di nuovo<\/a>. Ha avuto almeno il <strong>vantaggio<\/strong> per\u00f2 <strong>di porre il problema a livello europeo<\/strong>. Ho parlato di problema, non di soluzione, ma perlomeno si \u00e8 cominciato a discuterne. La soluzione a livello europeo non c\u2019\u00e8 perch\u00e9 ormai le due potenze regionali, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/libia-pace-turchia-russia-haftar\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Russia<\/strong> e <\/a><strong>Turchia,<\/strong> si sono impadronite delle carte da gioco. In questo momento un\u2019Europa ancora frammentata, con una politica cos\u00ec fragile, difficilmente pu\u00f2 imporsi su queste due potenze. Qui si apre anche un altro capitolo: Mosca e Ankara, che hanno fatto negli scorsi anni una grande alleanza, fino alla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/azzardo-erdogan-s-400\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">vendita dei missili russi alla Turchia<\/a>, adesso stanno dividendo i loro interessi e i loro obiettivi in tutto lo scenario mediorientale. In <strong>Libia,<\/strong> uno sostiene il generale Khalifa Haftar e l\u2019altro invece Tripoli; in <strong>Siria,<\/strong> uno sostiene il governo siriano e l\u2019altro invece i turchi. Allora, mi chiedo, quanto potr\u00e0 durare questa alleanza che ha portato un nuovo equilibrio, o meglio nuovi rapporti di forza, in tutto il Medio oriente? Io dubito possa durare molto, perch\u00e9 entrambe hanno un comune obiettivo: diventare leader nel <strong>Mediterraneo<\/strong>. Il problema vero \u00e8 capire quando l\u2019Europa si accorger\u00e0 che questo \u00e8 un gioco gi\u00e0 sul tavolo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Professore, un altro Paese di cui ha grande conoscenza: l\u2019Iran. Siamo a qualche giorno dalle elezioni parlamentari, cosa dobbiamo aspettarci?<br \/>\n<\/strong>\u201cSe ragioniamo sui precedenti, dobbiamo aspettarci la solita oscillazione iraniana, secondo la quale dopo un governo ragionevole ne segue uno oltranzista. Questo \u00e8 quello che \u00e8 avvenuto negli ultimi 40 anni e questo mi preoccupa molto. L\u2019<strong>Iran<\/strong> \u00e8 oggi un Paese provato. Negli ultimi mesi la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/dai-metalli-al-manifatturiero-le-nuove-sanzioni-usa-alliran\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">situazione economica<\/a> ha portato a dei sacrifici per la gente che forse non si erano visti nemmeno nel lontano passato. L\u2019unico punto interrogativo \u00e8 che c\u2019\u00e8, come comunicano gli osservatori, una <strong>giovent\u00f9 molto pi\u00f9 determinata e vogliosa di cambiamento<\/strong>. Lo pongo a lei come punto interrogativo e non esclamativo.\u201d<\/p>\n<p><strong>Del presidente della Repubblica Islamica Hassan Rohani e della sua Amministrazione che idea si \u00e8 fatto?<br \/>\n<\/strong>\u201cHanno tentato di fare, ma erano oggettivamente deboli, come sono sempre stati i riformisti in Iran. Lei pensi a <strong>Mohammad Khatami<\/strong> (presidente dell\u2019Iran tra il 1997 e il 2005,\u00a0<em>n<\/em><em>dr<\/em>), persona su cui non c\u2019era niente da dire, che era un vero riformista. Ai tempi di Khatami, sono andato in Iran in visita ufficiale. Si pensava ad una apertura, per\u00f2 poi \u00e8 stato anche lui sopraffatto. Lo hanno isolato e indebolito, emarginato fino agli arresti domiciliari. Non ho mai avuto una esperienza diretta di <strong>Hassan<\/strong>\u00a0<strong>Rohani,<\/strong> ho per\u00f2 compreso a distanza la sua debolezza di fronte alla falange degli oltranzisti\u201d.<\/p>\n<p><strong>Veniamo alla nostra Europa. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen punta decisamente all\u2019ambiente. Potrebbe essere la svolta per il nostro continente, anche da un punto di vista politico e sociale, di coinvolgimento delle nuove generazioni? Qualcuno dubita dell\u2019aspetto economico del suo piano (<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/gree-deal-europeo-clima\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Green Deal <\/em>europeo<\/a>, <em>ndr<\/em>) nel senso che i soldi potrebbero non bastare. Cosa ne pensa?<br \/>\n<\/strong>\u201cDico che i soldi non bastano assolutamente. Finora non \u00e8 stato affrontato il problema. Il piano mi piace, non c\u2019\u00e8 dubbio, per\u00f2 attendo il momento in cui per attuarlo bisogner\u00e0 effettuare delle trasformazioni che aumenteranno i costi di produzione delle nostre imprese in modo sensibilissimo. Bisogner\u00e0 trovare i soldi per riequilibrare, visto che non si pu\u00f2 distruggere la capacit\u00e0 concorrenziale. Gi\u00e0 i polacchi si sono fatti avanti. Dicono di aver ridotto dal 100% all\u201980-70% la loro dipendenza dal carbone, ma che si fermeranno qui se non riceveranno altri soldi da poter investire. Questa \u00e8 la situazione attuale. Bisogna vedere se si riuscir\u00e0 ad imporre un\u2019imposta a livello generale per trovare le risorse. Me lo auguro, non sono tranquillo, ma lo spero davvero. L\u2019idea di trovare un <strong>progetto comune<\/strong> la ritengo molto importante anche per il futuro dell\u2019Europa, non solo materiale, ma anche per l\u2019immagine e la capacit\u00e0 di decisione europea. Vedo per\u00f2 che tutti questi accordi finora sono andati nel vuoto. Non solo <strong>Kyoto<\/strong> &#8211; che fu il primo a cui lavorai tanto per metterlo in atto e fu il primo caso di intesa mondiale, anche se non c\u2019erano n\u00e9 Cina n\u00e9 Stati Uniti \u2013 ma anche <strong>Parigi,<\/strong> solennemente sottoscritto da tutti prima dell\u2019uscita americana, firmato da tutti e seguito da ben pochi. L\u2019accordo di Parigi fu rispettato per pochi mesi, perch\u00e9 che non c\u2019era ancora un\u2019economia in forte ripresa. Infatti, <strong>non appena si \u00e8 registrata una ripresa economica \u00e8 aumentato il tasso di inquinamento del pianeta<\/strong>. Insomma, sostengo assolutamente questi piani, per\u00f2 ho abbastanza esperienza per dire che, se non sono supportati da un meccanismo economico di compensazione e di regolazione, difficilmente potranno andare in atto. Anche perch\u00e9 ormai <strong>noi siamo piccoli inquinatori<\/strong> rispetto al mondo, quindi significa fare uno sforzo enorme che non conta un granch\u00e9 <strong>se Usa e Cina continuano ad inquinare<\/strong> o, addirittura, ad intensificare il loro inquinamento\u201d.<\/p>\n<p><strong>Esiste una ricetta economica che pu\u00f2 andare bene per tutti gli Stati europei, per cercare di rilanciare l\u2019Eurozona? La presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde dice che la crescita della politica monetaria non basta. C\u2019\u00e8 una soluzione comune per dare un forte rilancio alla competitivit\u00e0 della nostra Unione?<br \/>\n<\/strong>\u201cL\u2019Ue ha fatto grandi progressi quando si sono fatti grandi progetti. Voglio dire che le cose che oggi sono biasimate da molti, come l\u2019<strong>euro<\/strong> o l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/allargamento-ai-balcani-piu-carote-e-bastoni-manca-il-coraggio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>allargamento<\/strong><\/a>, quando furono realizzate vennero applaudite gioiosamente da tutti gli europei. A quel tempo si capiva di essere davanti a un disegno storico. Se noi vogliamo che l\u2019Europa faccia progressi, bisogna avere un disegno storico. Lei prima ha gi\u00e0 messo un problema sul tavolo: la <strong>Libia<\/strong>. Bene, l\u2019avere una politica estera comune, appena fuori dalle nostre frontiere, farebbe molto in tal senso. Raggiungeremmo un\u2019identificazione, sarebbe un passo avanti per la politica comune non solo militare, ma anche di tipo economico. Invece credo che il passaggio dei poteri dalla Commissione al Consiglio, cio\u00e8 dall\u2019organo sovranazionale alle nazioni, ci ha portati indietro di decenni. Se noi non riportiamo un centro di decisione <strong>Parlamento-Commissione<\/strong> che in qualche modo sia un contropotere al Consiglio che rappresenta gli Stati, non faremo mai nessun progresso\u201d.<\/p>\n<p><strong>Un\u2019ultima domanda. Ci siamo sentiti qualche mese fa e lei era molto pessimista sulla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/lora-della-brexit\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Brexit<\/a>. \u00c8 un po\u2019 pi\u00f9 ottimista ora?<br \/>\n<\/strong>\u201cNon avevo torto qualche mese fa. Le cose sono andate nel modo peggiore tra le ipotesi che le prospettavo. <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/dopo-brexit-parte-salita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Boris Johnson<\/strong> minaccia ancora ora la Brexit dura<\/a>, ma io spero che avendo calmato la situazione interna, si possa arrivare ragionevolmente ad una separazione non distruttiva. Qual \u00e8 la caduta che io immagino? Un mantenimento il pi\u00f9 possibile dell\u2019area commerciale, del <strong>mercato unico<\/strong>. Il pi\u00f9 possibile perch\u00e9 abbiamo tutti interessi a mantenerlo. Questo per\u00f2 si accompagna sempre con altre decisioni che i britannici non accettano, ossia norme igieniche, norme sulla qualit\u00e0 dei prodotti e tutto quello che \u00e8 legato al commercio. Molto di questo viene messo in crisi dai britannici e non si pu\u00f2 avere libert\u00e0 di commercio se non ci sono alcune regole fondamentali nel commercio stesso. Io credo, tuttavia, che questo obiettivo possa essere avvicinato, anche se non raggiunto. Su altre questioni la divisione aumenter\u00e0 fortemente. La <em>City<\/em> stessa avr\u00e0 dei problemi, nonostante la sua forza ed <em>expertise<\/em>, perch\u00e9 \u00e8 probabile che Parigi sar\u00e0 indotta in tentazione a portare a casa tutte le competenze dell\u2019Ue. Credo che su questo ci sar\u00e0 una battaglia molto forte, cos\u00ec come su tutti i capitoli che riguardano la <strong>circolazione di manodopera<\/strong>. Anche se il Regno Unito terr\u00e0 un occhio particolare alla manodopera specializzata, occorrer\u00e0 seguire bene gli altri casi sui quali sar\u00e0 molto difficile avere un accordo. Poi penso che la Gran Bretagna sar\u00e0 delusa dai rapporti che avr\u00e0 con gli Stati Uniti, perch\u00e9 su alcune questioni i loro obiettivi sono incompatibili&#8230; e che fra quindici, vent\u2019anni Londra finir\u00e0 per <strong>ritornare nell\u2019Ue<\/strong>\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Romano Prodi, gi\u00e0 presidente del Consiglio italiano e della Commissione europea, accetta di conversare con AffarInternazionali su alcuni dei principali dossier di politica internazionale. Presidente, comincerei da un Paese che conosce molto bene: la Cina. 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