{"id":78373,"date":"2020-02-18T12:00:28","date_gmt":"2020-02-18T11:00:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=78373"},"modified":"2020-02-18T10:20:41","modified_gmt":"2020-02-18T09:20:41","slug":"calmierare-lossessione-del-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/calmierare-lossessione-del-2\/","title":{"rendered":"Difesa: calmierare l\u2019ossessione del 2%"},"content":{"rendered":"<p>A margine del <a href=\"https:\/\/www.defense.gov\/Newsroom\/Transcripts\/Transcript\/Article\/2072124\/secretary-of-defense-dr-mark-t-esper-and-minister-of-defense-lorenzo-guerini-of\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">bilaterale di fine gennaio 2020<\/a> tra il segretario alla Difesa, <strong>Mark T. Esper<\/strong>, e il ministro della Difesa, <strong>Lorenzo Guerini<\/strong>, <span lang=\"EN-GB\"><span lang=\"IT\">l&#8217;americano<\/span><\/span> ha definito l\u2019Italia \u201cun ottimo partner\u201d, aggiungendo: \u201cVorrei che pi\u00f9 alleati e partner svolgessero il ruolo espansivo (<em>expansive role<\/em>) che l&#8217;Italia ha svolto come <strong>membro della Nato<\/strong>\u201d. Esper si riferiva al <strong>ruolo<\/strong>, quantitativo e qualitativo, che l\u2019Italia gioca <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/italia-e-missioni-militari-internazionali-ripensare-la-strategia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>nelle missioni internazionali<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p><b>Una politica <em>expansive<\/em> ed <em>expensive<\/em><br \/>\n<\/b>Questo riferimento esplicito offre due elementi interessanti: in primis, il contesto politico-concettuale in cui \u00e8 stato espresso; in secundis, un allineamento delle narrative americane ed italiane su una valutazione non meramente quantitativ0-fiscale, ma pi\u00f9 bilanciata, degli sforzi italiani sulla difesa. In tal senso, le missioni internazionali diventano un fattore calmierante rispetto ai desiderata americani sulla necessit\u00e0 di aumentare le spese militari, trasformando il <em>totem<\/em> del 2% da chimera a realt\u00e0 in tempi il pi\u00f9 rapidi possibili.<\/p>\n<p>Rispetto al primo elemento, Esper ha lodato l\u2019\u201c<em>expansive role<\/em>\u201d dell\u2019Italia dopo aver fatto notare che <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/nato-obiettivo-2-spese-capacita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>il raggiungimento del 2% resta un obiettivo fondamentale<\/strong><\/a>, auspicando altres\u00ec che l\u2019Italia possa offrire ulteriori risorse alle missioni in cui \u00e8 impegnata. Si potrebbe dire che Esper vorrebbe un ruolo italiano non solo \u201cexpansive\u201d ma anche pi\u00f9 \u201cexpensive\u201d: il raggiungimento del 2% del Pil di spesa sulla Difesa, nell\u2019ottica americana, resta imprescindibile.<\/p>\n<p><strong>F-35, 2% e Strade Sicure<br \/>\n<\/strong>Tale imprescindibilit\u00e0 va letta in un contesto di rinnovato slancio delle <strong>relazioni italo-americane<\/strong> sulla difesa basato su tre cardini. Il primo riguarda la decisione del nuovo governo di muoversi senza tentennamenti sul <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2013\/01\/non-solo-f-35\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>programma degli F35<\/strong><\/a>.\u00a0Questa\u00a0presa di posizione ha avuto un impatto estremamente significativo nelle percezioni americane legate all\u2019Italia, visto che negli ultimi anni questo era un punto di latente sfiducia.<\/p>\n<p>Il secondo \u00e8 il tentativo di Guerini di aumentare le spese militari, nonostante la chiara ammissione dell\u2019impossibilit\u00e0 di <strong>raggiungere il 2% entro il 2024<\/strong>, come promesso dall\u2019Italia al Summit Nato in Galles del 2014. Portare la spesa militare <em>senza scorciatoie contabili<\/em> &#8211; ad esempio, contando ricerca e <em>cyber<\/em> \u2013 quanto meno vicino alla media dei partner europei, sarebbe per Washington un risultato certamente sub-ottimale, per\u00f2 quanto meno un inizio e, soprattutto, un cambiamento di logica rispetto ai passi del precedente governo giallo-verde, in tal senso percepito come deficitario.<\/p>\n<p>Da ultimo, \u00e8 stata gradita l\u2019idea espressa da Guerini di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/sicurezza-difesa-forze-armate\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>limitare l&#8217;impegno delle forze armate nei gravosi compiti di sicurezza interna<\/strong><\/a> \u2013 l\u2019operazione <em>Strade Sicure<\/em>, ad esempio. Per gli Stati Uniti, ci\u00f2 significa un potenziale aumento della futura disponibilit\u00e0 italiana nelle operazioni internazionali.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;importanza italiana per Washington<br \/>\n<\/strong>\u00c8\u00a0qui che il secondo elemento emerge nella sua importanza quasi olistica rispetto all\u2019intero ambito delle relazioni tra <strong>Italia<\/strong> e<strong> Stati Uniti<\/strong>. \u00c8\u00a0interessante notare come la retorica degli Stati Uniti sulle relazioni con l\u2019Italia nell\u2019ambito della difesa sia lievemente cambiata. Le parole ricordate in precedenza di Esper, in tal senso, hanno riecheggiato quelle del presidente della Repubblica\u00a0<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2019\/10\/1208723\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Sergio Mattarella<\/strong><\/a>. Durante la sua visita a Washington nell&#8217;ottobre scorso, il capo dello Stato aveva rimarcato con forza\u00a0<strong>l\u2019importanza dell\u2019Italia come partner strategico<\/strong>, in qualit\u00e0 di \u201cquinto contributore\u201d e di \u201csecondo contributore di militari nelle missioni\u201d dell\u2019Alleanza, al di l\u00e0 delle diatribe contabili sul 2%.<\/p>\n<p>A completare questo quadro dove l\u2019elemento qualitativo della presenza italiana nelle missioni internazionali bilancia aspetti finanziari ben pi\u00f9 deficitari, vi \u00e8 la presenza di determinati <em>asset<\/em>. Uno di essi \u00e8, ad esempio, il <strong><a href=\"https:\/\/www.defenseone.com\/ideas\/2018\/04\/todays-not-quite-wars-italy-has-alternative-traditional-troops\/147457\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ruolo dei Carabinieri<\/a> <\/strong>come forza ibrida e dal background unico, diverso dalle forze militari classiche. Questa peculiarit\u00e0 rende i Carabinieri molto richiesti, soprattutto laddove vi sia bisogno di forze versatili che possano aiutare sia nel controllo del territorio che nella formazione dei propri agenti. Per gli <strong>Stati Uniti<\/strong>, il ruolo che i Carabinieri giocano in molte missioni, in Iraq e Afghanistan ad esempio, \u00e8 fondamentale, proprio per queste capacit\u00e0 specifiche che le forze americane non hanno.<\/p>\n<p><strong>Tra nuovi dossier e vecchi teatri<br \/>\n<\/strong>Nella <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/le-nostre-missioni-in-uno-scenario-sempre-piu-complicato\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">discussione sui futuri impegni italiani<\/a> nelle missioni internazionali, vi dovr\u00e0 essere un\u2019analisi molto rigorosa di come queste missioni possano essere funzionali rispetto agli interessi nazionali. In tal senso, l\u2019impegno in determinati teatri, come ad esempio l\u2019Afghanistan, dovr\u00e0 essere necessariamente riletto anche in un\u2019ottica non necessariamente allineata con le <strong>priorit\u00e0 americane<\/strong>, visto il contesto molto diverso rispetto a quando questo impegno fu preso.<\/p>\n<p>Per\u00f2, in tale dibattito, si dovr\u00e0 tenere conto di un elemento importante: il ruolo qualitativamente significativo nelle missioni internazionali serve non solo allo status internazionale del Paese ma, nel caso delle relazioni con gli Stati Uniti, anche a <strong>ridurre la pressione su altri dossier<\/strong>, come per esempio quello strutturalmente spinoso delle spese militari.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A margine del bilaterale di fine gennaio 2020 tra il segretario alla Difesa, Mark T. 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