{"id":78391,"date":"2020-02-20T08:17:41","date_gmt":"2020-02-20T07:17:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=78391"},"modified":"2020-02-21T07:34:38","modified_gmt":"2020-02-21T06:34:38","slug":"il-piano-di-orban-per-continuare-a-contare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/il-piano-di-orban-per-continuare-a-contare\/","title":{"rendered":"Il piano di Orb\u00e1n per continuare a contare"},"content":{"rendered":"<p>In <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/segnalazioni\/est-europa-populismi-polonia-ungheria\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Ungheria<\/strong><\/a> la salute dello <strong>stato di diritto<\/strong> continua ad essere al centro di inquietudini interne e non. In patria, l\u2019<strong>opposizione<\/strong> liberale e di centro sinistra e i settori progressisti della societ\u00e0 civile puntano il dito sulla deriva antidemocratica verso la quale il Paese \u00e8 diretto a causa delle manovre politiche del governo di Viktor Orb\u00e1n. A livello internazionale, i <strong>vertici dell\u2019Unione europea<\/strong>\u00a0e organizzazioni attive sul fronte dei diritti civili e umani esprimono le loro vive preoccupazioni per la situazione. Le politiche adottate e portate avanti dall\u2019esecutivo di Budapest sono all\u2019origine della <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/cambiamo-ppe-ultimatum-orban\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sospensione di Fidesz dal Partito popolare europeo (Ppe)<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p>La vicenda \u00e8 tutt\u2019altro che vicina ad una soluzione, la cui natura dipender\u00e0 da diversi fattori e scelte. Si tratta ad esempio di vedere se all\u2019interno del Ppe prevarr\u00e0 alla fine un orientamento basato su questioni di principio o su un opportunismo che consentirebbe di portare avanti una sorta di compromesso con Fidesz, soggetto politico capace di una certa influenza a livello europeo. \u00c8 poi noto che Orb\u00e1n preferirebbe in fondo restare nel Ppe, il primo gruppo politico al Parlamento europeo, e cambiarlo dall\u2019interno <strong>spostandone a destra l\u2019asse politico<\/strong>, in senso nazionalista, ma sa che non sar\u00e0 cos\u00ec facile.<\/p>\n<p>Nell\u2019attesa continuano i contatti con l\u2019<strong>Ecr<\/strong>, il gruppo dove, insieme a Fratelli d&#8217;Italia, trova collocazione il polacco PiS di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/polonia-pis-kaczynsky-sella\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Jaros\u0142aw Kaczy\u0144ski<\/a>, alleato del premier ungherese. La tradizionale amicizia e solidariet\u00e0 tra i due Paesi del Gruppo di Visegr\u00e1d ha oggi delle motivazioni rinnovate, dovute al fatto che su Varsavia e Budapest pende la minaccia dell\u2019attivazione dell\u2019articolo 7 del Trattato sull&#8217;Unione europea per sanzionare politiche in grado di ledere lo stato di diritto. \u00c8 ad esempio recente la notizia della firma, da parte del presidente polacco <strong>Andrzej Duda<\/strong>, della legge che nega autonomia alla magistratura del paese. Gli esecutivi delle due parti difendono le loro realizzazioni affermando il principio secondo il quale ogni Stato \u00e8 sovrano e perci\u00f2 dotato del diritto di fare le scelte che crede pi\u00f9 opportune per il suo territorio.<\/p>\n<p><strong>Le violazioni di Fidesz<br \/>\n<\/strong>L\u2019opposizione polacca \u00e8 in subbuglio, analoga la situazione in Ungheria dove il <strong>mondo della scuola<\/strong> protesta contro il programma didattico reso noto dal governo e improntato a un chiaro <strong>nazionalismo.<\/strong> L\u2019associazione degli insegnanti ha preso posizione contro questo programma, destinato a essere introdotto a settembre nelle scuole statali, chiedendone il ritiro. Esso infatti comprende, fra gli autori da far leggere agli studenti, Albert Wass e Ferenc Herczeg, due scrittori di cui i critici sottolineano le simpatie filo-fasciste. Escluse dalle letture scolastiche, quelle di <strong>Imre Kert\u00e9sz<\/strong>, sopravvissuto all\u2019Olocausto e scomparso nel 2016, unico Nobel ungherese per la letteratura. Per il governo, il programma cos\u00ec concepito ha lo scopo di educare le nuove generazioni allo spirito patriottico; per l\u2019opposizione \u00e8 una vera e propria bomba nella battaglia culturale che il governo ha ingaggiato per plasmare le menti e privilegiare artisti e istituzioni che promuovono il nazionalismo contro la \u201ccultura liberale scadente\u201d.<\/p>\n<p>Il clima esistente nel Paese \u00e8 quindi tutt\u2019altro che sereno e le valutazioni che di esso vengono fatte da vari organismi internazionali che monitorano la democrazia a livello europeo e mondiale non sono buone. Per <em><a href=\"https:\/\/www.hrw.org\/europe\/central-asia\/hungary\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Human Rights Watch<\/a><\/em> e <em><a href=\"https:\/\/www.amnesty.it\/ungheria-censura-di-stato-sulle-denunce-di-amnesty-e-human-rights-watch\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Amnesty International<\/a><\/em> il governo di Orb\u00e1n lede gravemente diritti fondamentali, come quello di informazione e critica, e secondo <em><a href=\"https:\/\/www.transparency.org\/country\/HUN\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Transparency International <\/a><\/em>l\u2019Ungheria \u00e8 risultata essere nel 2019 il secondo paese pi\u00f9 corrotto dell\u2019Unione europea.<\/p>\n<p><strong>Nuove preoccupazioni per Orb\u00e1n<br \/>\n<\/strong>Nel suo discorso annuale sullo stato della nazione, pronunciato domenica 16 febbraio, Orb\u00e1n ha sottolineato i meriti del suo governo e, come sempre, indicato all\u2019opinione pubblica i pericoli che incombono sul Paese e che, di norma, vengono dall\u2019esterno. A suo avviso quello appena trascorso \u00e8 stato un grande decennio per il paese; decennio durante il quale, per\u00f2, l\u2019Ungheria \u00e8 stata minacciata dal <strong>calo demografico<\/strong> e dai <strong>cambiamenti climatici<\/strong>. Minacce tuttora esistenti, tanto che un insolito Orb\u00e1n ha annunciato alcune <strong>misure per la tutela dell\u2019ambiente<\/strong> oltre ad aver posto l\u2019accento sulla necessit\u00e0 di intervenire sul fronte demografico.<\/p>\n<p>Il suo discorso ha suscitato la riprovazione degli oppositori politici. Le critiche interne all\u2019attuale governo non provengono, per\u00f2, solo dai liberali e dal centro-sinistra; anche <strong>Jobbik<\/strong> da tempo attacca il Fidesz. Lo accusa da anni di aver ingannato i suoi elettori, di aver creato un sistema corrotto fatto di favoritismi e clientele a beneficio degli amici del premier. Nato nel 2003 come <strong>partito di estrema destra<\/strong>, da qualche anno Jobbik ha deciso di intraprendere un nuovo percorso per farsi percepire dall\u2019opinione pubblica come soggetto politico nazionalista e conservatore s\u00ec, ma moderato. Cos\u00ec i suoi vertici hanno cominciato, anni fa, a minacciare sanzioni contro membri e funzionari del partito colpevoli di esternazioni offensive nei confronti di ebrei e rom, esternazioni che un tempo erano sistematiche e libere all\u2019interno del partito.<\/p>\n<p><strong>Rilancio di Jobbik<br \/>\n<\/strong>Jobbik ha partecipato alle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/ungheria-orban-nuovo-successo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">elezioni politiche del 2018<\/a> con l\u2019intento di battere Fidesz e di sostituirlo al governo per un vero rinnovamento politico e spirituale del Paese. Le cose non sono andate cos\u00ec: Fidesz ha ottenuto la maggioranza parlamentare di due terzi e Jobbik ha perso voti rispetto alla tornata di quattro anni prima che l\u2019aveva visto crescere suscitando preoccupazione a livello europeo. In particolare, dopo il voto del 2018, Jobbik ha cominciato a prendere parte alle proteste di piazza organizzate dall\u2019opposizione centrista e liberale: una presenza la sua un po\u2019 defilata anche perch\u00e9 gli altri oppositori del governo Orb\u00e1n non dimenticano le origini di questo partito e la sua natura nazionalista.<\/p>\n<p>Grazie anche a un patto di desistenza con Jobbik,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/ungheria-budapest-orban-sconfitta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l\u2019opposizione ha prevalso al voto amministrativo<\/a> di ottobre, ma che lo schema possa replicarsi con successo a livello nazionale \u00e8 da dimostrare. Prima alfiere del radicalismo di destra, oggi Jobbik sta cercando spazio nel conservatorismo moderato, ma sembra che prima ancora sia alla ricerca di una nuova identit\u00e0 e di un ordine interno in termine di idee, posizioni e strategie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Ungheria la salute dello stato di diritto continua ad essere al centro di inquietudini interne e non. 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