{"id":7860,"date":"2008-03-28T00:00:00","date_gmt":"2008-03-27T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/un-dibattito-pubblico-indispensabile\/"},"modified":"2017-11-03T15:40:52","modified_gmt":"2017-11-03T14:40:52","slug":"un-dibattito-pubblico-indispensabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/03\/un-dibattito-pubblico-indispensabile\/","title":{"rendered":"Un dibattito pubblico indispensabile"},"content":{"rendered":"<p>Il rapporto del Gruppo di riflessione strategica costituito nell\u2019ambito del MAE \u00e8 importante per diversi motivi. Intanto, costituisce una riflessione a lungo termine sugli scenari di cambiamento mondiali, regionali e nelle aree di maggior rilievo per gli interessi nazionali italiani. Poi analizza le varie opzioni, rischi e opportunit\u00e0 che si presentano al nostro paese, ed esplicita i motivi delle scelte che suggerisce. Inoltre, tende a \u201cproteggere\u201d la politica estera dalle vicissitudini della lotta politica interna. In ultimo, potrebbe attivare un dibattito anche pubblico sulle priorit\u00e0 che l\u2019Italia dovrebbe perseguire in politica estera, intesa come patrimonio condiviso di tutti gli italiani.<\/p>\n<p><b>Scarsa attenzione<\/b><br \/>Il dibattito sulla politica estera \u00e8 stato in Italia sempre particolarmente carente. Un tempo, perch\u00e9 faceva parte della \u201cprerogativa regia\u201d. Dopo il secondo conflitto mondiale, per la spaccatura esistente nel paese anche sulle grandi \u201cscelte di campo\u201d: quella europea e quella atlantica. La contrapposizione ideologica \u00e8 terminata. E\u2019 divenuto possibile dibattere su quali siano gli interessi nazionali o \u2013 se l\u2019aggettivo nazionale non piace \u2013 su quelli generali del \u201csistema-paese\u201d. L\u2019Italia \u00e8 finalmente divenuta un paese normale. Si pu\u00f2 discutere di politica estera. Solo il dibattito democratico pu\u00f2 determinare consenso e pu\u00f2 determinare scelte autoreferenziali, non eteroreferenziali o, peggio, eterodirette. <\/p>\n<p>Una riflessione su ci\u00f2 che \u00e8 auspicabile per l\u2019Italia e su ci\u00f2 che le \u00e8 possibile \u00e8 reso necessario dal fatto che il contesto internazionale sta mutando molto rapidamente. Complessit\u00e0 e rapidit\u00e0 \u2013 quindi, imprevedibilit\u00e0 \u2013 caratterizzano tale cambiamento. La tecnologia ha mutato economia e societ\u00e0 e quindi le relazioni di sussidiariet\u00e0 esistenti fra i vari livelli di <i>governance<\/i>, come sottolinea giustamente il Rapporto. Le frontiere sono divenute porose, non solo in Europa, ma fra il nostro paese e il resto del mondo. La ricchezza \u00e8 divenuta nomade, mentre la solidariet\u00e0 sociale e nazionale \u00e8 rimasta ancorata al territorio statale. <\/p>\n<p>Le interdipendenze fra interno ed esterno sono aumentate. Il mutamento non \u00e8 stato mai tanto rapido come ai nostri tempi. La previsione \u00e8 perci\u00f2 diventata al tempo stesso pi\u00f9 difficile e pi\u00f9 necessaria. Basti pensare a quanto oggi sta avvenendo nell\u2019Unione Europea o nei rapporti fra l\u2019Occidente e la Russia. Nella prima, il tradizionale \u201casse franco-tedesco\u201d \u00e8 entrato in crisi e stanno emergendo nuove convergenze fra Parigi e Londra (e anche con Washington). Per quanto riguarda i secondi, esiste il concreto rischio di tensioni, che \u00e8 nell\u2019interesse soprattutto dell\u2019Italia &#8211; oltre che della Germania \u2013 attenuare, sostenendo per quanto le \u00e8 possibile le tendenze europeizzanti esistenti in Russia, che possono esprimersi solo se Mosca non si sente sotto pressione e se le vengono risparmiate nuove umiliazioni.<\/p>\n<p><b>Quadro globale<\/b><br \/>Il Rapporto 2020 \u00e8 il risultato di un\u2019iniziativa di cui si avvertiva sempre maggiormente la necessit\u00e0. Il suo intereresse deriva non solo dalla sua novit\u00e0, ma anche dal fatto che considera in un quadro globale tutti i principali settori, individuandone le correlazioni. L\u2019interesse \u00e8 accresciuto dal fatto che al Gruppo hanno partecipato esperti sia accademici che operativi, appartenenti a scuole ed esperienze diverse, che hanno confrontato le loro idee in modo aperto. Poich\u00e9 i compromessi sono sempre sterilizzanti, i redattori del rapporto hanno preferito rendere esplicite talune incongruenze. Esse rappresentano i punti a cui dare priorit\u00e0 in ulteriori analisi. Erano peraltro inevitabili in quello che rappresenta il primo tentativo nel nostro Paese di riflessione strategica complessiva e a lungo termine sulla politica estera nazionale. <\/p>\n<p>Essendo un <i>work in progress<\/i>, non poteva essere altrimenti. C\u2019\u00e8 solo da augurarsi che il <i>progress<\/i> continui. Il Rapporto costituisce infatti un\u2019eccellente base per ulteriori riflessioni e approfondimenti. Essi sarebbero facilitati se venisse deciso il rafforzamento dell\u2019Unit\u00e0 di previsione e analisi del Segretariato Generale del MAE. Tale rafforzamento \u00e8 reso ancora pi\u00f9 indispensabile dalla moltiplicazione delle Direzioni Generali del Ministero e dell\u2019articolazione di molte per area geografica, che ne rende pi\u00f9 complesso il coordinamento.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il rapporto del Gruppo di riflessione strategica costituito nell\u2019ambito del MAE \u00e8 importante per diversi motivi. Intanto, costituisce una riflessione a lungo termine sugli scenari di cambiamento mondiali, regionali e nelle aree di maggior rilievo per gli interessi nazionali italiani. 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