{"id":78680,"date":"2020-03-01T09:46:43","date_gmt":"2020-03-01T08:46:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=78680"},"modified":"2020-03-02T11:33:26","modified_gmt":"2020-03-02T10:33:26","slug":"yemen-un-insieme-di-feudi-su-base-tribale-militare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/yemen-un-insieme-di-feudi-su-base-tribale-militare\/","title":{"rendered":"Yemen: un insieme di feudi su base tribale-militare"},"content":{"rendered":"<p>La <strong>guerra in Yemen<\/strong> entra nel quinto anno: con due governi rivali (Sanaa e Aden) e molte aree contese, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/yemen-guerra-quattro-anni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">il Paese \u00e8 sempre meno uno Stato<\/a> e sempre pi\u00f9 un insieme di \u201cfeudi\u201d su base tribale-militare, in competizione per potere territoriale e risorse economiche. Le <strong>vittime<\/strong> del conflitto avrebbero superato le <a href=\"https:\/\/www.acleddata.com\/2019\/10\/31\/press-release-over-100000-reported-killed-in-yemen-war\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">100 mila<\/a>, gli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/segnalazioni\/huthi-guerra-yemen-ardemagni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>insorti huthi<\/strong><\/a>\u00a0&#8211; movimento sciita zaidita del nord sostenuto dall\u2019Iran &#8211; possono ormai colpire, con missili e droni, in un raggio di mille chilometri, mentre le mine terrestri piantate soprattutto dagli insorti sono la terza causa di morte per gli yemeniti.<\/p>\n<p>Il <a href=\"https:\/\/www.securitycouncilreport.org\/atf\/cf\/%7B65BFCF9B-6D27-4E9C-8CD3-CF6E4FF96FF9%7D\/S_2020_70.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>report finale del panel di esperti dell\u2019Onu<\/strong><\/a>, pubblicato a fine gennaio, apre una rara finestra sulla realt\u00e0 del <strong>\u201cquasi-Stato\u201d degli huthi<\/strong> nel nord-ovest del Paese.<\/p>\n<p><strong>Yemen fra diplomazia e violenza<\/strong><br \/>\nL\u2019<strong>Onu<\/strong> ha appena mediato un accordo per uno vasto scambio di prigionieri tra le parti, mentre l\u2019<strong>Arabia saudita<\/strong> e i ribelli proseguono i colloqui informali in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/loman-dopo-qaboos-la-scommessa-della-continuita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Oman<\/strong><\/a>. Lo scorso novembre, i bombardamenti sauditi erano nettamente calati (<a href=\"https:\/\/osesgy.unmissions.org\/briefing-special-envoy-united-nations-secretary-general-yemen-open-session-un-security-council\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">meno 80% rispetto al periodo precedente<\/a>), per effetto della tregua offerta dagli huthi ai sauditi dopo gli attacchi iraniani alle installazioni di Saudi Aramco. Eppure, combattimenti e raid si stanno ora intensificando: a gennaio un attacco con missili e droni sulla moschea di un campo militare nel governatorato di Mareb ha ucciso\u00a0116 militari della Guardia presidenziale. Il presidente ad interim del governo internazionalmente riconosciuto, <strong>Abd Rabu Mansur Hadi<\/strong>, ha accusato gli huthi, che per\u00f2 non hanno rivendicato l\u2019azione. E ora gli huthi avanzano persino verso nord-est, occupando la citt\u00e0 strategica di <strong>Al Hazm<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel sud, la situazione \u00e8 solo apparentemente pi\u00f9 stabile. L\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/yemen-accordo-riad-abu-dhabi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>accordo di Riad<\/strong><\/a> per un esecutivo unitario fra governo riconosciuto, con sede ad Aden, e secessionisti filo-emiratini del Consiglio di Transizione del Sud (Stc), ha frenato le violenze, ma deve ancora essere applicato. Gli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/yemen-sud-indipendente-emirati-sauditi-rivali\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Emirati Arabi Uniti<\/strong><\/a> hanno concluso l\u2019annunciato ritiro di quasi tutti i militari dal Paese, ma rimane la rete di alleanze con le milizie pro-indipendenza del sud. Proprio in virt\u00f9 dell\u2019accordo di Riad, l\u2019Arabia Saudita cerca ora di recuperare un ruolo politico in Yemen: ai sauditi, non al governo riconosciuto, spetta l\u2019impervio reintegro dei secessionisti nelle forze di sicurezza. Intanto, al Qaeda nella Penisola Arabica (Aqap),\u00a0dopo l\u2019attacco americano che ne ha ucciso il leader, nomina <strong>Khalid Batarfi<\/strong>:\u00a0\u00e8 di origini saudite, ma \u00e8 molto legato alle comunit\u00e0 tribali del Hadhramaut. Il fallimento dell\u2019accordo di Riad giocherebbe anche a favore dei jihadisti.<\/p>\n<p><strong>Lo &#8220;Stato\u201d di polizia degli huthi<\/strong><br \/>\nNel nord-ovest, gli huthi controllano la quasi totalit\u00e0 del territorio, compresa la capitale Sanaa e <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/yemen-hodeida-equilibri-golfo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Hodeida<\/a><\/strong> sul Mar Rosso. Questo \u00e8 ormai lo <strong>\u201cStato\u201d del movimento-milizia nato a Saada<\/strong>, nell&#8217;estremo nord dello Yemen: gli insorti hanno bandito le nuove banconote ufficiali (sono valide solo le vecchie) e introdotto una moneta elettronica, l&#8217;<em>e-riyal.<\/em>\u00a0Ormai, anche la <strong>Banca centrale \u00e8 doppia<\/strong>, con sedi distinte a Sanaa e Aden. Secondo il report Onu, il movimento si arricchisce con tasse di importazione del carburante e portuali (Hodeida e Ras Isa), <em>check-point<\/em>\u00a0locali e appropriazione degli asset finanziari della famiglia dell\u2019ex presidente <strong>Ali Abdullah Saleh<\/strong>, che degli huthi fu alleato nel periodo 2014-17, prima che la rottura politico-militare culminasse nell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/12\/yemen-saleh-ucciso-huthi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">assassinio dello stesso Saleh da parte proprio degli insorti<\/a>.<\/p>\n<p>Proprio l\u2019alleanza di convenienza con il blocco di potere di Saleh permise agli huthi di sferrare il colpo di stato nel Gennaio 2015. In questo caso, il ruolo collaborativo, o di tacita approvazione, di molte trib\u00f9 del nord gi\u00e0 al fianco dell\u2019ex presidente fu decisivo. Infatti, i ribelli sono ormai riusciti ad assorbire gran parte delle reti di clientela, nonch\u00e9 di economia informale del vecchio regime. Alcune rivolte tribali anti-huthi (nelle regioni settentrionali di Hajja, Amran e Ibb) sono scoppiate nel 2019, ma il movimento-milizia \u00e8 riuscito a sedare il dissenso.<\/p>\n<p>Infatti, come uno <strong>Stato di polizia<\/strong>, gli huthi hanno un articolato apparato di repressione territoriale: la sicurezza preventiva opera fuori dalle strutture del \u201cquasi-stato\u201d e previene infiltrazioni, sovversioni di ufficiali e defezioni tra i combattenti, riportando direttamente al leader <strong>Abdel Malek Al Huthi<\/strong>.\u00a0Il bureau di sicurezza e intelligence, creato nel 2019 dalla fusione di due apparati dell\u2019era Saleh, si focalizza sulle minacce esterne al movimento; le <em>zainabiyat<\/em> si rivolgono infine alle yemenite con attivit\u00e0 di indottrinamento, controllo e intimidazione nei confronti di attiviste o di coloro che hanno manifestato pubblicamente. Sempre secondo il report Onu, quest&#8217;ultimo gruppo citato \u00e8 responsabile di arresti, detenzioni arbitrarie e torture. Una macchina della repressione che colpisce anche le ormai minuscole minoranze etniche e religiose presenti nei territori del nord, come nel caso di <strong>ebrei<\/strong> e <strong>bahai.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Huthi e Iran: il nodo delle armi<\/strong><br \/>\nIl legame politico-militare tra gli huthi e l\u2019<strong>Iran<\/strong> oggi \u00e8 pi\u00f9 stretto che nel 2015. I ribelli non possono essere considerati <em>proxies<\/em> di Teheran, ma sfruttano questa prossimit\u00e0 per fini di politica interna. Ricevono armi (fucili, missili anti-carro, lanciagranate) di probabile manifattura iraniana; acquisiscono, attraverso intermediari, parti commerciabili di armi che vengono poi integrate in droni e imbarcazioni a controllo remoto assemblate in Yemen. Dunque, gli huthi stanno sviluppando un\u2019<strong>industria militare autoctona<\/strong>, con l\u2019aiuto di esperti iraniani e libanesi. La rotta del contrabbando passa per il Mare Arabico, con il tradizionale <em>dhow<\/em> (in arabo <em>d\u0101w,<\/em> barca a vela), e dal poroso confine di terra con l\u2019Oman.<\/p>\n<p>Dopo cinque anni di guerra, lo Yemen ha sempre gli stessi confini sulla mappa. Dentro, la politica nazionale \u00e8 stata per\u00f2 sostituita da micro-poteri locali. Fra questi, il \u201c<strong>quasi-Stato<\/strong>\u201d degli huthi, nonostante l\u2019intervento militare di Riad, si \u00e8 ormai consolidato al confine con l\u2019Arabia Saudita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La guerra in Yemen entra nel quinto anno: con due governi rivali (Sanaa e Aden) e molte aree contese, il Paese \u00e8 sempre meno uno Stato e sempre pi\u00f9 un insieme di \u201cfeudi\u201d su base tribale-militare, in competizione per potere territoriale e risorse economiche. 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