{"id":78688,"date":"2020-02-27T12:20:49","date_gmt":"2020-02-27T11:20:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=78688"},"modified":"2020-03-01T23:59:04","modified_gmt":"2020-03-01T22:59:04","slug":"impreparati-nonostante-le-esperienze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/impreparati-nonostante-le-esperienze\/","title":{"rendered":"Sul coronavirus impreparati, nonostante le esperienze"},"content":{"rendered":"<p>Tredici anni or sono lo <strong>IAI<\/strong> effettuava, insieme ad un gruppo di esperti, una ricerca per conto del <strong>Centro militare di studi strategici del ministero della Difesa<\/strong>\u00a0(CeMiSS) su \u201c<a href=\"https:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/la-minaccia-nbcr\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La minaccia Nbcr: potenziali rischi e possibili risposte<\/a>\u201d. Fra le esperienze internazionali esaminate vi erano alcuni attentati terroristici, ma, soprattutto, la <strong>Sars<\/strong>\u00a0(<em>Severe Acute Respiratory Syndrome<\/em>), l\u2019influenza provocata da un <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/limpatto-del-coronavirus-covid-19\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>coronavirus<\/strong><\/a> che dal novembre 2002 al luglio 2003 provoc\u00f2 8098 contagi e 774 morti, soprattutto in Cina, sud-est asiatico e Canada.<\/p>\n<p>La ricerca avanzava numerose proposte per preparare meglio il nostro Paese di fronte a questo tipo di emergenze sul piano politico, istituzionale, operativo, ma anche in merito all\u2019informazione per l&#8217;opinione pubblica. Gli eventi di questi giorni dimostrano quanto sarebbe stato utile adottare alcune misure che in questa circostanza risulterebbero efficaci.<\/p>\n<p>Scrivevamo nel 2007: \u201cLe lezioni apprese durante le numerose emergenze <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/difesa-minaccia-nbcr-evoluzione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Nbcr<\/strong><\/a>\u00a0(<strong>nucleare, batteriologico, chimico, radiologico<\/strong>) sono molteplici, ma quella pi\u00f9 importante \u00e8 la necessit\u00e0 di pianificazione preventiva a tutti i livelli, secondo il motto del gestore del rischio: \u2018<em>Aspetta il peggio, pianifica per il peggio, spera per il meglio<\/em>\u2019. In particolare, si legge nel volume, occorre organizzare l\u2019individuazione precisa dei responsabili della comunicazione e l\u2019allestimento di appositi piani comunicativi (\u2018<em>comunicare, comunicare, comunicare<\/em>\u2019). Il <strong>rischio di panico generalizzato<\/strong> potrebbe, infatti, limitare l\u2019efficacia di ogni intervento, aggiungendo ulteriori problemi e coinvolgendo potenzialmente anche gli addetti.<\/p>\n<p>Un\u2019emergenza Nbcr sarebbe caratterizzata sia dalla <strong>scarsa conoscenza delle caratteristiche tecniche<\/strong> del rischio da parte della popolazione, sia dalla <strong>paura<\/strong> intrinsecamente legata a una minaccia non visibile e dalla quale \u00e8 obiettivamente pi\u00f9 difficile difendersi. Molto dipenderebbe, quindi, da come verrebbe gestita la <strong>diffusione delle informazioni<\/strong>. Di particolare importanza sarebbe la ricerca del punto di equilibrio fra un\u2019informazione capillare, necessaria per limitare il contagio e individuare eventuali contagiati sfuggiti alla &#8220;cinturazione&#8221;, e un\u2019informazione limitata e riduttiva per non generare allarmismo.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 su questo piano \u00e8 evidente che l\u2019<strong>informazione andrebbe comunque gestita e controllata<\/strong>. In un Paese democratico, questo \u00e8 uno dei punti pi\u00f9 delicati, sia perch\u00e9 potrebbe incidere sulla libert\u00e0 di informazione che \u00e8 uno dei cardini del nostro sistema politico e sociale, sia perch\u00e9 in una societ\u00e0 \u201cmediatica\u201d come la nostra gli strumenti di informazione sono molteplici e variegati (televisioni, radio, sms, internet, social media).<\/p>\n<p>In quest\u2019ottica, la risposta dovrebbe probabilmente muoversi in pi\u00f9 direzioni: i responsabili dovrebbero essere preparati a gestire con grande cautela la politica dell\u2019informazione; a livello di rapporti con i <em>mass-media,<\/em> una soluzione potrebbe essere cercata nel coinvolgere direttori e giornalisti nella messa a punto di un <strong>codice di condotta volontario<\/strong> per la gestione delle informazioni nel caso di un\u2019emergenza Nbcr. La soluzione migliore sarebbe quella di far designare in ogni ente interessato un portavoce e farlo preparare adeguatamente, in modo che abbia un profilo tecnico ottimale e una riconosciuta autorevolezza, con un esplicito divieto di intervento a chiunque altro, compresi i suoi superiori&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Gli effetti collaterali dell\u2019attuale emergenza sanitaria<\/strong><br \/>\nQuello che \u00e8 avvenuto in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/coronavirus-dallitalia-i-provvedimenti-piu-duri-e-avanzati\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Italia<\/strong><\/a> negli ultimi dieci giorni dimostra, purtroppo, cosa pu\u00f2 comportare una <strong>cattiva gestione dell\u2019informazione nel quadro di un evento Nbcr<\/strong>, come l\u2019attuale epidemia.<\/p>\n<p>Sul <strong>piano interno<\/strong> sono stati adottati provvedimenti restrittivi da parte di autorit\u00e0 locali, in modo difforme rispetto alle indicazioni delle autorit\u00e0 centrali e differenziato a livello geografico, coinvolgendo servizi pubblici, attivit\u00e0 scolastiche, iniziative sportive. In questo quadro caotico, molte imprese, anche se localizzate in aree non coinvolte, hanno sospeso riunioni e trasferte. La rete dei medici di base, non adeguatamente preparata e coinvolta, non ha potuto filtrare i pazienti, aumentando il rischio che gli ospedali, invece che presidio contro il diffondersi del virus, ne possano diventare essi stessi un potente motore.<\/p>\n<p>Nel nostro studio, a proposito della Sars, segnalavamo che \u201cdi tutti gli infettati, il 21% lavorava nel campo della sanit\u00e0. Basti pensare al caso della provincia canadese dell\u2019Ontario, dove il 72% delle persone contagiate dalla Sars contrassero il virus in una struttura sanitaria (il 45% era rappresentato da medici e infermieri; il restante da pazienti e visitatori). Inoltre, un\u2019ampia parte del personale sanitario dovette essere sottoposto a misure di <strong>quarantena,<\/strong> aggravando perci\u00f2 le condizioni lavorative dei \u201csuperstiti\u201d e peggiorando il servizio prestato alla cittadinanza (tre ospedali di Toronto furono costretti a sospendere temporaneamente il ricovero dei malati)\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo dell&#8217;informazione<br \/>\n<\/strong>La <strong>mancanza di un\u2019efficace politica dell\u2019informazione<\/strong> si \u00e8 vista nell\u2019ingiustificabile accaparramento di prodotti alimentari e di presidi sanitari, ma anche, ed \u00e8 molto pi\u00f9 grave, nel mercato borsistico e finanziario, sia da parte degli investitori italiani che stranieri. Altra disastrosa conseguenza si \u00e8 avuta nel settore turistico, coinvolgendo aree lontane dai focolai come l\u2019Italia centrale o meridionale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-78705 size-medium alignright\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/IMG_2939-e1582804357223-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/IMG_2939-e1582804357223-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/IMG_2939-e1582804357223-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/IMG_2939-e1582804357223-125x167.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/IMG_2939-e1582804357223.jpg 1440w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/p>\n<p><strong>Sul piano internazionale<\/strong>, gli effetti negativi sono appena iniziati. Il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/la-diffusione-delle-infezioni-nel-mondo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>respingimento di cittadini italiani<\/strong><\/a> da parte di altri Paesi \u00e8 l\u2019inevitabile conseguenza del nostro allarmismo interno e dell\u2019applicazione di quella chiusura dei confini che alcuni vorrebbero mettere in atto in Italia, solo che in questo caso ne saremo noi le vittime. A parte i turisti italiani, queste misure potrebbero colpire il personale delle reti commerciali e i tecnici che garantiscono supporto ed assistenza ai clienti delle imprese italiane o che sono impegnati nelle numerose commesse acquisite all\u2019estero per la realizzazione di impianti e grandi opere, con un<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/cronaca\/2020\/02\/26\/news\/l_ombra_della_recessione-249663516\/?ref=RHPPTP-BH-I249675643-C12-P1-S2.4-T1&amp;utm_source=Gmi+Mailchimp+Integration+Prod+List&amp;utm_campaign=8575ae5043-EMAIL_CAMPAIGN_2018_07_08_04_14_COPY_12&amp;utm_medium=email&amp;utm_term=0_ff3735a749-8575ae5043-57031749\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong> danno economico<\/strong><\/a> che \u00e8 oggi impossibile quantificare.<\/p>\n<p>Solo una parte di\u00a0tutto ci\u00f2 era inevitabile, ma la gestione della politica dell\u2019informazione da parte delle autorit\u00e0 ha contribuito ad estenderne la dimensione.\u00a0Quando ne verremo fuori sarebbe auspicabile che anche su questo aspetto si aprisse un\u2019approfondita riflessione e ci si preparasse meglio ad affrontare queste emergenze.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tredici anni or sono lo IAI effettuava, insieme ad un gruppo di esperti, una ricerca per conto del Centro militare di studi strategici del ministero della Difesa\u00a0(CeMiSS) su \u201cLa minaccia Nbcr: potenziali rischi e possibili risposte\u201d. 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