{"id":78804,"date":"2020-03-01T20:36:40","date_gmt":"2020-03-01T19:36:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=78804"},"modified":"2020-03-02T00:18:28","modified_gmt":"2020-03-01T23:18:28","slug":"swp-impatto-a-breve-e-lungo-termine-dellescalation-a-idlib","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/swp-impatto-a-breve-e-lungo-termine-dellescalation-a-idlib\/","title":{"rendered":"Impatto a breve e lungo termine dell&#8217;escalation a Idlib"},"content":{"rendered":"<p><em>Nella sezione dedicata ai\u00a0<strong>Think Tank<\/strong>\u00a0di AffarInternazionali ripubblichiamo, in esclusiva per l\u2019Italia, editoriali o estratti delle ricerche degli istituti di ricerca nostri partner in tutto il mondo. Mentre monta l&#8217;<strong>escalation a Idlib<\/strong> tra le forze turche e quelle siriane, ecco un editoriale della\u00a0<\/em><strong>Stiftung Wissenschaft und Politik (Swp) <\/strong><em>di Berlino\u00a0sulle due dimensioni del conflitto: il coinvolgimento turco in Siria e il pi\u00f9 ampio riavvicinamento tra Ankara e Mosca, nonostante i distinguo su Damasco.\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/www.swp-berlin.org\/en\/publication\/short-and-long-term-impacts-of-the-escalation-in-idlib\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Qui la versione originale<\/a>.<br \/>\n***<\/p>\n<p>Con l&#8217;avvicinarsi della fine della <strong>guerra civile in Siria<\/strong>, \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile rimandare la risoluzione delle questioni pi\u00f9 decisive. Ogni attore ha priorit\u00e0 diverse, che non sono facili da conciliare. Il regime siriano vuole riguadagnare il pieno controllo sul suo territorio, mentre <strong>Russia<\/strong> e <strong>Iran<\/strong> intendono contrastare gli elementi jihadisti. La <strong>Turchia<\/strong> \u00e8 stata costretta a rinunciare al suo obiettivo di operare un <em>regime change<\/em>\u00a0a Damasco ed \u00e8 ora sulla difensiva, limitando le sue priorit\u00e0 al blocco di qualsiasi struttura di governance autonoma curda e alla prevenzione di movimenti di rifugiati su larga scala verso l&#8217;interno.<\/p>\n<p>Mentre il desiderio di Ankara di impedire l&#8217;<strong>autonomia politica curda<\/strong> si pu\u00f2 conciliare in maniera plausibile con la volont\u00e0 siriana e russa di preservare l&#8217;integrit\u00e0 territoriale della Siria, lo stesso non si pu\u00f2 dire per la questione dei <strong>rifugiati<\/strong>. L&#8217;avanzata dell&#8217;esercito di Damasco verso nord crea inevitabilmente un flusso di migranti diretti verso la Turchia, accentuato dalla brutalit\u00e0 e dalla vendetta delle forze del regime siriano contro l&#8217;opposizione.<\/p>\n<p>L&#8217;uso da parte della Turchia di <strong>fazioni jihadiste<\/strong> come <em>proxy<\/em> durante tutto il conflitto siriano ha complicato ulteriormente il quadro. Come hanno sperimentato in passato gli Stati Uniti e il Pakistan, l&#8217;impiego di gruppi jihadisti come <em>proxy<\/em> militari pu\u00f2 avere effetti dirompenti sul lungo termine.<\/p>\n<p>In Siria, i gruppi jihadisti si sono concentrati nella provincia di Idlib, perdendo successivamente il controllo di altre zone del Paese. Sebbene si siano dimostrati incapaci di rovesciare il regime, la Turchia ha scelto di non interrompere il suo sostegno. Ankara non intende abbandonare questi gruppi perch\u00e9 sono stati utili in altri conflitti, in particolare contro lo Ypg curdo e, pi\u00f9 recentemente, in Libia. Ma, cosa ancora pi\u00f9 significativa, la Turchia non ritira facilmente il proprio sostegno per il timore che le milizie jihadiste si sentano tradite e si rivoltino contro Ankara.<\/p>\n<p>Colta tra l&#8217;incudine e il martello, la Turchia cerca di diffondere e rimandare il pi\u00f9 possibile la crisi. Idlib \u00e8 una bomba a orologeria gi\u00e0 da diversi mesi. Numerosi tentativi turchi di risolvere la crisi &#8211; come l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/siria-pace-massacro-idlib\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">accordo di Sochi firmato da Turchia e Russia il 17 settembre 2018<\/a> &#8211; hanno solo rimandato l&#8217;inevitabile. Ora che il regime siriano ha ripreso il controllo della maggior parte del Paese, <strong>Idlib \u00e8 l&#8217;unica enclave rimasta all&#8217;opposizione e non \u00e8 pi\u00f9 possibile rinviare il conflitto<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;inasprimento del conflitto<\/strong><br \/>\nAnche se non esiste una soluzione facile all&#8217;attuale escalation \u00e8 comunque possibile contenere la crisi. In questa fase entrambe le parti sembrano esercitare una pressione militare crescente. Le forze del regime hanno fatto progressi e hanno circondato gli avamposti militari turchi a Idlib e dintorni. <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/un-gioco-rischioso-e-pericoloso\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La Turchia ha risposto con il dispiegamento di forze aggiuntive<\/a>. Questo braccio di ferro pu\u00f2 essere visto come un rafforzamento delle posizioni di ciascuna delle due parti cos\u00ec da ottenere un accordo migliore.<\/p>\n<p>In un possibile compromesso, la Turchia accetterebbe l&#8217;avanzata del regime, ma cercherebbe di preservare una zona cuscinetto ridotta pi\u00f9 a nord, sia per contenere il flusso di rifugiati, sia per posticipare il momento del confronto con i propri\u00a0<em>proxy<\/em> islamisti. Questa soluzione riceverebbe anche il sostegno dei Paesi europei che, al pari di Ankara, considerano la prevenzione di nuovi movimenti di rifugiati come una priorit\u00e0 assoluta.<\/p>\n<p>Ancora una volta, qualsiasi soluzione sarebbe temporanea e la Turchia continuerebbe ad affrontare le conseguenze della sua politica siriana nel prossimo futuro. Qualunque sia il compromesso raggiunto, le tensioni devono essere allentate rapidamente, poich\u00e9 l&#8217;attuale escalation pu\u00f2 facilmente sfuggire di mano. Ci\u00f2 potrebbe avvenire semplicemente per un errore umano tra le forze militari, o pi\u00f9 probabilmente a causa del desiderio dei gruppi jihadisti di trascinare ulteriormente la Turchia nel conflitto.<\/p>\n<p><strong>Limitazioni della cooperazione russo-turca<\/strong><br \/>\nIn una prospettiva pi\u00f9 ampia, la recente escalation di Idlib evidenzia i limiti della cooperazione turco-russa. Infatti, l&#8217;avvicinamento di Ankara a Mosca \u00e8 stato dettato pi\u00f9 da considerazioni interne che da realt\u00e0 geopolitiche. Il presidente turco\u00a0<strong>Recep Tayyip\u00a0Erdo\u011fan<\/strong>, che cerca di consolidare il suo potere in patria, ha trovato nell&#8217;anti-occidentalismo un utile strumento per mobilitare il sostegno popolare ai suoi ambiziosi progetti politici.<\/p>\n<p>Pur essendo su fronti opposti in Siria e poi in Libia, cos\u00ec come in altre regioni come i Balcani e il Mar Nero, i due Paesi &#8211; e pi\u00f9 significativamente i due leader &#8211; riescono a portare avanti la loro collaborazione. L&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/azzardo-erdogan-s-400\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">acquisto da parte della Turchia del sistema di difesa aerea russo S-400<\/a> ha esteso la cooperazione al settore militare. I due Paesi hanno anche approfondito i loro legami nel settore dell&#8217;energia: Mosca \u00e8 il principale fornitore di energia della Turchia, mentre il gasdotto <em>TurkStream<\/em> permette alla Russia di bypassare l&#8217;Ucraina nella rifornitura dei mercati europei.<\/p>\n<p>Tuttavia, come \u00e8 diventato chiaro, nonostante le apparenze di una maggiore cooperazione, le rivalit\u00e0 strategiche continuano ad essere profonde.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non significa che il rapporto sia sull&#8217;orlo del collasso. Erdo\u011fan e Putin sono entrambi impegnati in prima persona per una riconciliazione. Tuttavia, la rivelazione di profondi conflitti strategici avr\u00e0 un impatto a lungo termine. Soprattutto per i Paesi occidentali, la recente escalation dovrebbe ricordare loro ancora una volta che la Turchia ha poco da guadagnare dalla sua deriva verso la Russia. Contrariamente al quadro cupo presentato nella maggior parte delle capitali occidentali, le possibilit\u00e0 di un&#8217;alleanza a lungo termine turco-russa sono ancora piuttosto limitate. Quindi, anche se sotto pressione, la Turchia potrebbe essere ora pi\u00f9 aperta all&#8217;influenza dell&#8217;Occidente.<\/p>\n<p>Le recenti dichiarazioni di sostegno di Washington possono essere considerate un segno che gli Stati Uniti sono gi\u00e0 consapevoli di questa possibilit\u00e0. E il sostegno finanziario tedesco ai progetti edilizi turchi nelle &#8220;zone sicure&#8221; della Siria settentrionale ne \u00e8 un altro esempio. Le aspettative devono per\u00f2 rimanere realistiche. La politica estera pro-russa della Turchia non far\u00e0 marcia indietro da un giorno all&#8217;altro, poich\u00e9\u00a0Erdo\u011fan e Putin troveranno una sorta di compromesso in mezzo alle crescenti pressioni. Ma la consapevolezza generale che il riavvicinamento turco-russo rimarr\u00e0 limitato aumenter\u00e0 il margine di manovra per i Paesi occidentali e per le fazioni filo-occidentali all&#8217;interno della Turchia.<\/p>\n<p><strong>\u00a9\u00a0<\/strong><strong>Stiftung Wissenschaft und Politik \/\u00a0<\/strong><strong>German Institute for International and Security Affairs<\/strong><\/p>\n<p><em>Traduzione a cura della redazione<\/em>.\u00a0<i><span lang=\"EN-GB\">Testo originalmente pubblicato nella collana \u201c<\/span><a href=\"https:\/\/www.swp-berlin.org\/en\/point-of-view\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/www.swp-berlin.org\/en\/point-of-view\/&amp;source=gmail&amp;ust=1583175246201000&amp;usg=AFQjCNG9HDFlhOqjgNcrMdhJLXaCA16f8g\"><span lang=\"EN-GB\">Point of View<\/span><\/a><\/i><i><span lang=\"EN-GB\">\u201d dell&#8217;Swp, l&#8217;Istituto tedesco di affari internazionali, consulente del governo di Berlino e del Bundestag sui temi di politica estera e di sicurezza.\u00a0<\/span><\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella sezione dedicata ai\u00a0Think Tank\u00a0di AffarInternazionali ripubblichiamo, in esclusiva per l\u2019Italia, editoriali o estratti delle ricerche degli istituti di ricerca nostri partner in tutto il mondo. 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