{"id":78811,"date":"2020-03-01T23:57:23","date_gmt":"2020-03-01T22:57:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=78811"},"modified":"2020-03-04T06:20:06","modified_gmt":"2020-03-04T05:20:06","slug":"dinamiche-siriane-e-contagi-sullo-scacchiere-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/dinamiche-siriane-e-contagi-sullo-scacchiere-internazionale\/","title":{"rendered":"Dinamiche siriane e contagi sullo scacchiere internazionale"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;<a href=\"https:\/\/www.un.org\/sg\/en\/content\/sg\/speeches\/2020-02-28\/remarks-press-syria-and-covid-19\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Stiamo vivendo uno dei momenti pi\u00f9 allarmanti del conflitto, senza un&#8217;azione urgente il rischio di un\u2019ulteriore escalation aumenta di ora in ora<\/a>\u201d. Il monito sugli sviluppi bellici in <strong>Siria<\/strong> \u00e8 del segretario generale delle Nazioni Unite, <strong>Ant\u00f3nio Guterres<\/strong>, intervenuto al Consiglio di sicurezza convocato dopo l\u2019uccisione di almeno 34 militari turchi durante i raid delle forze di Damasco. Ai quali hanno fatto seguito azioni da parte di Ankara rilevanti perdite tra governativi e loro alleati. &#8220;L&#8217;esigenza pi\u00f9 urgente \u00e8 il <strong>cessate il fuoco immediato<\/strong> prima che la situazione sia del tutto fuori controllo\u201d, ha detto Guterres alla riunione d\u2019emergenza dei Quindici, spiegando che &#8220;\u00e8 in corso la preparazione di una missione umanitaria&#8221; a Idlib per valutare la situazione sul terreno.<\/p>\n<p>Faranno seguito dettagli pi\u00f9 precisi da parte del Palazzo di Vetro, dove durante il <a href=\"https:\/\/news.un.org\/en\/story\/2020\/02\/1058361\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Consiglio di sicurezza\u00a0<\/strong>chiesto d\u2019urgenza<\/a> da Stati Uniti, Germania, Gran Bretagna, Francia, Belgio, Estonia e Repubblica Dominicana, si \u00e8 assistito a un posizionamento decisamente <strong>pro-turco<\/strong> da parte di Washington, ammaliata dalle richieste di Ankara di possibili contromisure da parte della Nato. Soprattutto, \u00e8 questa la lettura attraverso il prisma americano, come argine al \u201cneo-espansionismo\u201d di <strong>Vladimir Putin<\/strong>. Mentre l\u2019Europa ad est si trova a dover fronteggiare la <strong>nuova emergenza migranti<\/strong> utilizzati come \u201carma letale\u201d contro il Vecchio continente da <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/un-gioco-rischioso-e-pericoloso\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Recep Tayyip Erdo\u011fan<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p><strong>Un passo indietro<br \/>\n<\/strong>Per comprendere lo sviluppo delle pi\u00f9 recenti dinamiche sul territorio siriano e i relativi <em>\u201cspill over\u201d,<\/em> ovvero i contagi sullo scacchiere internazionale, occorre fare un passo indietro. La Siria, approfittando della debolezze dei gruppi jihadisti sostenuti dalla Turchia, a dicembre ha dato inizio, con il supporto di artiglieria e aviazione russa, ad un\u2019avanzata nella <strong>provincia settentrionale di<\/strong> <strong>Idlib<\/strong>, ultima roccaforte delle formazioni jihadiste, soprattutto turcomanne.<\/p>\n<p>Il punto \u00e8 che in base agli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/da-teheran-a-damasco-tutti-i-nodi-spiegati-da-springborg\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>accordi stretti da Russia, Turchia e Iran<\/strong><\/a>, Ankara avrebbe dovuto gestire le zone considerate \u201cdi sicurezza\u201d, con l\u2019impegno di separare e liquidare i gruppi terroristici da quelli che avrebbero potuto porsi come interlocutori in una eventuale de-escalationbellica. Cos\u00ec non \u00e8 stato: ci sono formazioni vicine alla galassia qaedista &#8211; ex Nusra, per capirci &#8211; che continuano a operare nella provincia, compiendo attacchi contro postazioni governative e finanche a ridosso di quelle russe a Tartus e Latakia. L\u2019intesa, iniziata con i colloqui di Astana del 2017, \u00e8 pertanto decaduta di fatto: <strong>la Turchia continua a pretendere il controllo delle &#8220;zone cuscinetto\u201d, la Siria vuole liberare tutto il territorio nazionale, la Russia rafforza il suo dispositivo militare nel Paese<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Lo scontro<br \/>\n<\/strong>Il cortocircuito di fine febbraio \u00e8 scattato perch\u00e9, secondo i russi, <strong>i soldati turchi<\/strong> si trovavano al di fuori delle postazioni di osservazione nella provincia di Idlib. Ipotesi che \u00e8 stata seccamente smentita dallo Stato maggiore di Ankara. C\u2019\u00e8 poi un altro elemento: la difficolt\u00e0 a distinguere sul campo truppe turche e ribelli, perch\u00e9 Ankara ha fornito ai miliziani mezzi e armamenti pesanti le cui sembianze non sono state cambiate. Colori e mimetismo sono gli stessi, pertanto \u00e8 complicato capire a chi sono in mano.<\/p>\n<p><strong>La risposta turca non \u00e8 stata meno violenta<\/strong>, e non ha riguardato solo postazioni e militari di Damasco, ma anche <strong>Hezbollah<\/strong> che operano sul territorio siriano &#8211; almeno 12 quelli uccisi &#8211; oltre a un ancora ignoto numero di <strong>\u201cosservatori\u201d iraniani<\/strong>. \u201cIl conflitto \u00e8 cambiato nella sua natura negli ultimi giorni\u201d, ha sottolineato Guterres: traducendo dal linguaggio \u201conusiano\u201d significa che la situazione \u201c\u00e8 molto pi\u00f9 pericolosa di prima\u201d. La Russia lascia aperto un canale di dialogo con la Turchia, lo stesso sul quale \u00e8 stato condotto il <strong>negoziato libico<\/strong>, l\u2019altro dossier strategico dove a dettare le regole \u00e8 la dicotomia neo.egemonica Ankara-Mosca. Il punto \u00e8 che Idlib sta incrinando questo canale.<\/p>\n<p><strong>Emergenza umanitaria<br \/>\n<\/strong>C\u2019\u00e8 poi il fattore umanitario, con <strong>circa un milione<\/strong> (948 mila secondo <a href=\"https:\/\/www.sams-usa.net\/press_release\/civilians-civilian-infrastructure-in-northwest-syria-face-heightened-attacks-ten-schools-one-hospital-attacked-today\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Syran American Medical Society<\/em><\/a>) di sfollati in fuga dalla provincia settentrionale: molte donne e bambini, ma anche ex aderenti alla jihad che erano stati riposizionati a Idlib dagli stessi turchi man mano che le forze governative, assieme alla Russia, riconquistavano aree del Paese.<\/p>\n<p><strong>La morte dei suoi 34 militari<\/strong> \u00e8 stata l\u2019occasione per la Turchia di rafforzare la propria posizione sul piano internazionale. In difficolt\u00e0 sul campo, Ankara cerca <strong>l\u2019appoggio della Nato<\/strong> (e, attraverso questa, degli Stati Uniti), come fece nel 2015, trovando terreno fertile a Washington. L\u2019ambasciatrice americana presso l\u2019Onu, <strong>Kelly Craft<\/strong>, nel corso della riunione del Consiglio di sicurezza, ha detto chiaramente: &#8220;La Turchia ha il nostro pieno supporto nel rispondere per autodifesa ad un attacco ingiustificato&#8221;. Mentre il segretario di Stato <strong>Mike Pompeo<\/strong> ha fatto sapere che Washington &#8220;sta esaminando le opzioni per assistere la Turchia contro questa aggressione\u201d. Opzione appoggiata dai falchi repubblicani al Congresso, come l\u2019influente senatore <strong>Lindsay Graham<\/strong>.<\/p>\n<p>Con l\u2019Europa Ankara gioca <strong>la carta dei migranti siriani<\/strong>\u00a0&#8211; potrebbero essere sino a quattro milioni, secondo l\u2019Onu &#8211; ma anche mediorientali e asiatici, creando autostrade senza pedaggi percorse da centinaia di migliaia di rifugiati diretti verso Grecia e Bulgaria. E dinanzi alle quali, l&#8217;<strong>Europa<\/strong> distratta dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/limpatto-del-coronavirus-covid-19\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">emergenza del coronavirus<\/a> si troverebbe a dover gestire un <strong>esodo di massa<\/strong>, persino peggiore di quello del 2015.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9, perch\u00e9 la stessa <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/un-chicken-game-tra-erdogan-e-putin\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>dicotomia Ankara-Mosca<\/strong><\/a> (per alcuni una sorta di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/swp-impatti-a-breve-e-lungo-termine-dellescalation-a-idlib\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">gioco delle parti<\/a> \u201c<em>win-win<\/em>\u201d, ovvero dal quale traggono vantaggio entrambi) si replicherebbe in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/libia-pace-turchia-russia-haftar\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Libia<\/a>, dove il sultano Erdogan ha la <em>\u201cgolden share\u201d<\/em> sull\u2019azionariato di Tripoli, e Putin rimane referente strategico di Khalifa Haftar. Un&#8217;Europa in affanno e disorientata dal silenzio americano (in contrapposizione all&#8217;assordante chiasso della Nato nel 2011), qualora si avventurasse in un&#8217;azione di contrasto all\u2019afflusso di armi, specie contro i turchi, rischia di vedere Erdogan agire sui dispositivi di contrasto ai traffici di esseri umani nel Mediterraneo centrale, quelli dominati dalle rotte dirette in <strong>Italia.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Stiamo vivendo uno dei momenti pi\u00f9 allarmanti del conflitto, senza un&#8217;azione urgente il rischio di un\u2019ulteriore escalation aumenta di ora in ora\u201d. 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