{"id":78870,"date":"2020-03-04T06:19:20","date_gmt":"2020-03-04T05:19:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=78870"},"modified":"2020-03-07T17:12:31","modified_gmt":"2020-03-07T16:12:31","slug":"israele-netanyahu-mancano-numeri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/israele-netanyahu-mancano-numeri\/","title":{"rendered":"Israele \u00e8 di Netanyahu, ma mancano i numeri per governare"},"content":{"rendered":"<p>Notte tra il 9 e il 10 aprile 2019: \u201cZe layla shel nitzakhon adir\u201d. Notte tra il 2 e il 3 marzo 2020: \u201cZe layla shel nitzakhon anak\u201d. Le due frasi in ebraico sono molto simili e vogliono dire sostanzialmente la stessa cosa: <strong>\u201c\u00c8 la notte di una vittoria enorme\u201d<\/strong>. Le ha pronunciate entrambe il leader del <strong>Likud<\/strong> <strong>Benjamin Netanyahu<\/strong>. La prima volta dopo gli exit poll delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/israele-elezioni-likud-netanyahu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">elezioni dell&#8217;aprile scorso<\/a>, quando il suo partito alla fine ottenne 35 seggi e il blocco di destra si ferm\u00f2 a 60 seggi, ovvero a meno uno dall&#8217;ottenere la maggioranza alla <strong>Knesset<\/strong> (61 su 120 eletti).<\/p>\n<p>Bastava il s\u00ec di un parlamentare \u2013 allora si pensava a quello di <strong>Avigdor Lieberman<\/strong>, che avrebbe portato in dote i 5 seggi del suo partito\u00a0<strong>Yisrael Beytenu<\/strong> \u2013 e Netanyahu avrebbe nuovamente guidato il governo di\u00a0<strong>Israele<\/strong>. Non se ne fece nulla e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/israele-incertezza-netanyahu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">si torn\u00f2 a votare a settembre<\/a>. Altro buco nell&#8217;acqua. Ora la notte di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/israele-ancora-alle-urne-e-potrebbe-non-essere-la-volta-buona\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">luned\u00ec 2 marzo<\/a>, Netanyahu \u00e8 salito sul palco per dire nuovamente: \u201c\u00c8 la notte di una vittoria enorme\u201d. I <strong>media<\/strong> israeliani, e non, si sono trovati d&#8217;accordo nel definirla tale eppure lo spoglio non \u00e8 ancora finito &#8211; siamo al 92% &#8211; e <strong>la maggioranza non c&#8217;\u00e8<\/strong>. <a href=\"https:\/\/www.haaretz.com\/israel-news\/elections\/israel-election-netanyahu-gantz-1.8601593\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Secondo i dati pi\u00f9 aggiornati<\/a>, al momento Netanyahu avrebbe 35 seggi mentre il <strong>blocco di destra<\/strong> \u2013 formato dal Likud, i <strong>partiti religiosi<\/strong> Shas e Yahadut HaTorah e i nazionalreligiosi di Yamina \u2013 si attesterebbe a <strong>58 seggi<\/strong>. 32 i seggi al momento assegnati a\u00a0<strong>Blu e Bianco<\/strong>, il fronte opposto a Netanyahu guidato dall&#8217;ex capo di Stato maggiore <strong>Benny Gantz<\/strong>\u00a0&#8211; e 16 quelli vinti dalla <strong>Joint Arab List<\/strong>, che ottiene uno storico terzo posto. Per definire, quindi, \u201cvittoria enorme\u201d quella di Netanyahu c&#8217;\u00e8 ancora tempo.<\/p>\n<p><strong>Numeri in crescita nelle periferie<\/strong><br \/>\nRimane per\u00f2 chiaro il successo personale del <strong>premier pi\u00f9 longevo d&#8217;Israele<\/strong>. Il leader del Likud, dopo la sorpresa di settembre in cui il suo partito si era posizionato dietro a\u00a0Blu e Bianco ha preparato con cura questa campagna elettorale, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/israele-sistema-proporzionale-instabilita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la terza in un anno<\/a>, rivolgendosi in modo mirato ad alcune fasce della popolazione, dagli agricoltori alla comunit\u00e0 etiope. Ha riportato migliaia di astenuti a votare, come dimostrano i dati di una <strong>maggiore affluenza alle urne<\/strong>, ha prosciugato Otzma Yehudit (il partito di estrema destra che rischiava di fargli buttare al vento voti, non entrando alla Knesset), ha riconquistato schede che prima erano andate alla destra laica di\u00a0Yisrael Beytenu e a Blu e Bianco.<\/p>\n<p>Nelle <strong>roccaforti del Likud<\/strong>, gli attivisti sono andati casa per casa, bussando e convincendo le persone ad andare a votare. A Beer Sheva, per esempio, citt\u00e0 del Negev (Israele meridionale), il Likud ha ottenuto oltre il 60% delle preferenze contro il 12% di Blu e Bianco. Nel nord, ad Afula e a Tiberiade supera di poco il 50% contro un ben pi\u00f9 risicato 17% di Gantz e compagni. <strong>Sono le periferie del Paese \u2013 e Gerusalemme \u2013 a riporre la propria fiducia in Netanyahu<\/strong>, a riportarlo in alto. Sono state le aree che paradossalmente avrebbero potuto avere pi\u00f9 risentimento nei suoi confronti: Sderot, che vive costantemente sotto i razzi di Hamas e jihad islamica, avrebbe potuto optare per il cambiamento. E invece il Likud ha stravinto anche qui. O meglio, Netanyahu ha stravinto. Perch\u00e9 \u00e8 lui a catalizzare i voti.<\/p>\n<p><strong>Alla ricerca di una maggioranza<\/strong><br \/>\nRispetto agli scenari politici e tenendo conto dei risultati, il primo ministro uscente avrebbe diverse opzioni davanti. Portare nella coalizione uno o due parlamentari dell&#8217;opposizione. L&#8217;accordo pi\u00f9 naturale sarebbe con Lieberman (7 seggi), ma l&#8217;ex alleato non vuole sedere con i partiti religiosi e ha posto il veto su un governo a guida Netanyahu. L&#8217;alternativa \u00e8 quindi puntare sui singoli: tra i giornalisti israeliani si specula su un possibile passaggio di <strong>Orly Levy-Abekasis<\/strong>, eletta con la lista di sinistra <strong>Labor-Gesher-Meretz<\/strong>\u00a0(7 seggi) ma in origine membro di Yisrael Beytenu. Il padre \u00e8 stato ministro degli Esteri del Likud e un suo cambio di casacca sembrerebbe un ritorno alle origini: ieri sera il Likud sembra le abbia offerto il ministero della Sanit\u00e0 e l&#8217;appoggio del partito per candidare il padre alla presidenza della Repubblica. Appoggio che sempre il Likud avrebbe per\u00f2 promesso anche al laburista <strong>Amir Peretz<\/strong>; ma due presidenti non possono esserci.<\/p>\n<p>Ci sono nomi \u201ccorteggiabili\u201d dal Likud anche nelle fila di Blu e Bianco, un partito nato sull&#8217;idea di battere <em>Bibi Ha Melech<\/em> (<strong>re Bibi<\/strong>, come \u00e8 soprannominato Netanyahu) ma che per tre volte \u2013 seppur andandoci vicino \u2013 non \u00e8 riuscito a farlo. <strong>L&#8217;ex generale Benny Gantz dovr\u00e0 usare tutta la sua disciplina per evitare transfughi ora che il suo progetto \u00e8 messo in dubbio<\/strong>: se i membri pi\u00f9 di destra di Blu e Bianco dovessero passare con il Likud, significherebbe la fine del partito e probabilmente dello stesso Gantz come politico di primo piano. Magari non nell&#8217;immediato, ma abbiamo gi\u00e0 un esempio nel recente passato: \u00e8 infatti esattamente ci\u00f2 che \u00e8 successo a Kadima e a Tzipi Livni. Nel 2009, Livni era alla guida del partito pi\u00f9 grande della Knesset (28 seggi). Nel 2019 ha chiuso la sua carriera politica, affossata di fatto dall&#8217;abilit\u00e0 politica di Netanyahu.<\/p>\n<p><strong>Incognita governo di unit\u00e0 nazionale<\/strong><br \/>\nSe Blu e Bianco dovesse resistere alla tentazione di sfaldarsi potrebbe tornare in auge un&#8217;opzione gi\u00e0 presentatasi ad aprile e settembre, quella del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/09\/israele-governo-incarico-netanyhau\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>governo di unit\u00e0 nazionale<\/strong><\/a>. Per il momento non \u00e8 credibile e dipender\u00e0 molto da quanti seggi alla fine otterr\u00e0 il blocco di destra. Ma se Netanyahu dovesse rimanere bloccato senza maggioranza, l&#8217;opinione pubblica potrebbe premere in questa direzione. Soprattutto perch\u00e9 <strong>nessuno vuole una quarta elezione<\/strong>.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che Gantz e molti dei suoi hanno chiarito di non avere nessuna intenzione di farsi guidare da un primo ministro sotto processo. Il 17 marzo infatti inizia il <strong>procedimento contro Netanyahu &#8211; incriminato per corruzione e frode &#8211;<\/strong> e Blu e Bianco non vuole fornirgli nessuno scudo. Anche per questo il leader del Likud spera di avere una coalizione autonoma: potrebbe far passare una legge come quella che in Francia garantisce al presidente l&#8217;immunit\u00e0 dai processi fino a fine dell&#8217;incarico (c&#8217;\u00e8 un&#8217;immunit\u00e0 parlamentare, ma Netanyahu vi ha rinunciato). Si gioca tutto su un pugno di seggi e bisogner\u00e0 attendere <strong>il voto dei soldati<\/strong> \u2013 l&#8217;ultimo conteggiato &#8211; per capire su quali binari si incamminer\u00e0 Israele.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Notte tra il 9 e il 10 aprile 2019: \u201cZe layla shel nitzakhon adir\u201d. Notte tra il 2 e il 3 marzo 2020: \u201cZe layla shel nitzakhon anak\u201d. Le due frasi in ebraico sono molto simili e vogliono dire sostanzialmente la stessa cosa: \u201c\u00c8 la notte di una vittoria enorme\u201d. 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