{"id":78892,"date":"2020-03-05T09:59:36","date_gmt":"2020-03-05T08:59:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=78892"},"modified":"2020-03-09T00:45:27","modified_gmt":"2020-03-08T23:45:27","slug":"lunione-del-maghreb-arabo-tra-passato-e-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/lunione-del-maghreb-arabo-tra-passato-e-futuro\/","title":{"rendered":"L&#8217;Unione del Maghreb arabo tra passato e futuro"},"content":{"rendered":"<p>Il 2019 \u00e8 stato un anno importante per l\u2019<a href=\"https:\/\/maghrebarabe.org\/fr\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Unione del Maghreb arabo<\/strong><\/a> (Uma, l&#8217;unione politica che riunisce cinque Paesi nordafricani: Libia, Tunisia, Algeria, Marocco e Mauritania,\u00a0<em>ndr<\/em>). L\u2019organizzazione, nata a Marrakech il 17 febbraio 1989, ha festeggiato il suo 30esimo anniversario. Per celebrare tale ricorrenza, ho moltiplicato le attivit\u00e0 per permettere l\u2019organizzazione del settimo summit dell\u2019organizzazione, bloccato da pi\u00f9 di 25 anni. Questa, per me, \u00e8 la sfida pi\u00f9 importante per dare nuovo impulso all\u2019Uma.<\/p>\n<p>Il 2019, per\u00f2, \u00e8 stato anche un anno di <strong>importanti cambiamenti politici<\/strong>: in Mauritania, in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/tunisia-elezioni-saied-governo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Tunisia<\/a>, in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/algeria-sisifo-elezione-tebboune\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Algeria<\/a>. La <strong>crisi libica<\/strong> ha conosciuto un ulteriore peggioramento. In questo senso, spero che nel 2020 ci sia la possibilit\u00e0 di porre fine a tale questione.<\/p>\n<p><strong>Un Maghreb pi\u00f9 connesso, con s\u00e9 e con l\u2019Africa<\/strong><br \/>\nNel passato recente, l\u2019Uma \u00e8 stata molto attiva nel promuovere un maggiore sviluppo delle connessioni infrastrutturali e logistiche nella regione. Nel 2019, l&#8217;organizzazione ha rilanciato il progetto della <strong>rete ferroviaria trans-maghrebina<\/strong>. Credo vi sia un nesso causale tra lo sviluppo di infrastrutture e progetti inclusivi, come ad esempio l&#8217;adesione dell\u2019Uma al <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/07\/africa-afcta-area-libero-scambio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Trattato di libero commercio continentale africano<\/strong> (Afcta)<\/a>.<\/p>\n<p>Questi progetti potrebbero facilitare in futuro l&#8217;<strong>integrazione del Maghreb<\/strong>, <strong>attualmente la regione pi\u00f9 isolata del continente africano<\/strong>. La sinergia che unisce sempre di pi\u00f9 l\u2019Uma in Africa, e che si manifesta nel quadro informale del dialogo 5 + 5, potrebbe anche gradualmente promuovere sempre di pi\u00f9 la cooperazione orizzontale del Maghreb.<\/p>\n<p>Il rapporto tra Uma e <strong>Unione africana<\/strong> \u00e8 principalmente istituzionale. L&#8217;organizzazione \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.uneca.org\/oria\/pages\/amu-arab-maghreb-union\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">una delle <strong>otto comunit\u00e0 economiche regionali africane<\/strong><\/a>. Alcuni progetti avviati dalla <strong>Commissione economica per l&#8217;Africa<\/strong> (Eca) includono i cinque Paesi dell&#8217;Uma e l&#8217;<strong>Egitto<\/strong>, come il progetto sulla<strong> fibra ottica<\/strong>. Ma l&#8217;allargamento dell&#8217;Uma ad altri Paesi non \u00e8 all&#8217;ordine del giorno, anche perch\u00e9 vi \u00e8 ancora l\u2019assenza di una sostanziale integrazione nel Maghreb. I Paesi di questa regione purtroppo continuano a cooperare con gli altri gruppi principalmente in modo isolato; ci\u00f2 rappresenta un grave problema per lo sviluppo.<\/p>\n<p><strong>Uma e Ue<\/strong><br \/>\nLa <strong>Germania<\/strong> ha avviato il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/libia-dopo-la-conferenza-di-berlino\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">processo di Berlino<\/a> per impedire a Paesi stranieri di intervenire in Libia. &#8220;<strong>Impedire ai Paesi stranieri di intervenire in Libia<\/strong>&#8221; \u00e8 una frase che fa amaramente ridere. Chi ha iniziato ad intervenire? Quali sono questi Paesi stranieri? Io, da segretario generale dell&#8217;Uma, istituzione che gode della fiducia di tutte le componenti libiche, sono stato sistematicamente ignorato ed escluso dai numerosi incontri organizzati dagli europei sulla Libia.<\/p>\n<p>L&#8217;<strong>Europa<\/strong> dovrebbe imparare dai suoi fallimenti per non affrontarne un altro in Libia, dopo l\u2019errore di Sarkozy. Mi riferisco all&#8217;aver promosso un <strong>intervento militare contro Gheddafi<\/strong> mentre si negoziava una soluzione politica. Le dinamiche nel Maghreb sono collegate ai cambiamenti in atto in Medio oriente, in Africa e nel Mediterraneo. In questo senso, l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/turchia-libia-patto-russia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>intervento turco<\/strong><\/a> pu\u00f2 complicare ulteriormente la situazione libica e, di conseguenza, le dinamiche regionali.<\/p>\n<p>Trovo che il<strong> ruolo dell&#8217;Unione europea<\/strong> nel Maghreb sia poco attento. Vorrei citare, ad esempio, le conferenze sull&#8217;immigrazione, come quella di Bratislava, o quella sulla Libia. Gli europei spesso parlano tra loro, ignorando i maghrebini e il segretariato generale dell\u2019Uma. Questo approccio rappresenta un fallimento per l\u2019Ue. Siamo lontani dallo spirito del <strong>processo di Barcellona<\/strong>. I leader europei non devono perdere di vista il fatto che lo spazio mediterraneo ed euro-maghrebino, con la sua estensione africana, siano destinati inevitabilmente a cooperare per promuovere uno <strong>sviluppo comune<\/strong>, giustificato sia dalla storia che dal futuro.<\/p>\n<p><strong>Uma e Nato<br \/>\n<\/strong>Da <strong>ministro degli Esteri della Tunisia,<\/strong> ebbi la percezione che la <strong>Nato<\/strong> fosse genuinamente interessata al Maghreb, in particolare quando andai a Bruxelles per la conferenza al Consiglio degli ambasciatori della Nato, seguita da un dibattito molto intenso. Da<b>\u00a0<\/b>segretario generale dell&#8217;Uma, invece, ho avuto l&#8217;impressione opposta. La Nato non \u00e8 unita su molte questioni da quando \u00e8 arrivato <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/il-caos-costruttivo-per-il-medio-oriente\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Trump<\/a>,<\/strong> che sembra essere pi\u00f9 interessato all&#8217;Asia, come dimostrato dai dossier dell\u2019Iran e della Corea del Nord. Gli Stati Uniti sono il principale attore a cui si deve lo spostamento dell&#8217;<strong>interesse della Nato verso l&#8217;Asia<\/strong>. In tal senso, \u00e8 importante notare tutte le differenze che esistono tra Usa e Ue sul dossier nucleare iraniano, sul clima e su altri temi. Gli Usa per\u00f2 non possono allontanarsi dal Mediterraneo, dall&#8217;Africa, dal Maghreb. <strong>Il Maghreb \u00e8 il ponte tra Africa ed Europa<\/strong>.<\/p>\n<p>Certo,\u00a0<strong>la geopolitica, cos\u00ec come la natura, non considera il vuoto<\/strong>. La <strong>Cina<\/strong> e la <strong>Russia<\/strong> sono sempre pi\u00f9 importanti. Ma la presenza di altri attori nel Mediterraneo favorisce l&#8217;equilibrio. In ogni caso, l&#8217;interesse dell\u2019Uma \u00e8 essere amica di tutti e di cercare sempre di coltivare il proprio interesse in uno scambio vantaggioso per ognuno.<\/p>\n<p><strong>Maghreb, Uma, Mediterraneo: che futuro?<\/strong><br \/>\nIl concetto di &#8220;<strong>primavera araba<\/strong>&#8220;<strong> \u00e8 fallace<\/strong>: non corrisponde ad una realt\u00e0 tangibile. <strong>Una rondine non fa primavera<\/strong>. Una democrazia limitata alle urne e con una relativa libert\u00e0 di espressione rimane fragile e pu\u00f2 crollare se non \u00e8 consolidata da crescita economica e sviluppo integrale e sostenibile. Laddove c\u2019\u00e8 mancanza di sviluppo e di democrazia, il rischio fondamentalista resta in agguato. In tal senso, il <strong>fenomeno jihadista<\/strong> rimane estremamente preoccupante per il Maghreb e per l&#8217;Africa, e lo sar\u00e0 fino a quando alcuni cercheranno di trasportarli da una regione all&#8217;altra (per esempio Medio oriente e Africa) e finch\u00e9 i Paesi target non uniranno i loro sforzi militari e politici. Questo per non parlare degli effetti dannosi dei <strong>cambiamenti climatici<\/strong> in Africa. Il <a href=\"https:\/\/stories.undp.org\/how-to-stop-the-decline-of-lake-chad\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Ciad<\/strong><\/a> \u00e8 un chiaro e significativo esempio: gli apprendisti stregoni che hanno contribuito a creare gruppi terroristici finiranno per bruciarsi le dita, e non hanno il diritto di gridare al mostro che essi stessi hanno nutrito e allevato.<\/p>\n<p>Guardando al futuro, mi sento di mandare a un <strong>messaggio a Washington, Bruxelles, Roma<\/strong>: nutrire divisioni su divisioni \u00e8 una politica improduttiva nel lungo periodo. L&#8217;<strong>Italia<\/strong>, in Libia, ha fatto scelte che <strong>non promuovono la pace.<\/strong> I legami storici dell&#8217;Italia, con la Libia in particolare e il Maghreb in generale, possono svilupparsi solo in un clima di pace e proficua cooperazione per tutti.<\/p>\n<p>Per l\u2019Uma, la mia speranza principale \u00e8 riuscire ad organizzare il <strong>settimo vertice dell\u2019organizzazione<\/strong>, che si trascina oramai da un quarto di secolo. Ci\u00f2 che mi sta pi\u00f9 a cuore \u00e8 vedere finire le antiche controversie: bisogna smettere di rimodellare il passato, riaprendo vecchie ferite, cercando invece di guardare al futuro e lavorare mano nella mano per completare la costruzione del Maghreb, applicando gli accordi conclusi.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>integrazione del Maghreb<\/strong> sar\u00e0 l&#8217;ancora di salvezza che garantir\u00e0 uno <strong>sviluppo sostenibile<\/strong> e un&#8217;occupazione dignitosa per i nostri giovani e contribuir\u00e0 efficacemente allo sviluppo africano.<\/p>\n<p><em>Traduzione dall&#8217;originale in francese a cura di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/autori\/dario-cristiani\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Dario Cristiani<\/a>.\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2019 \u00e8 stato un anno importante per l\u2019Unione del Maghreb arabo (Uma, l&#8217;unione politica che riunisce cinque Paesi nordafricani: Libia, Tunisia, Algeria, Marocco e Mauritania,\u00a0ndr). 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