{"id":7890,"date":"2008-04-03T00:00:00","date_gmt":"2008-04-02T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-difficile-compito-del-prossimo-presidente-usa\/"},"modified":"2017-11-03T15:40:52","modified_gmt":"2017-11-03T14:40:52","slug":"il-difficile-compito-del-prossimo-presidente-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/04\/il-difficile-compito-del-prossimo-presidente-usa\/","title":{"rendered":"Il difficile compito del prossimo presidente Usa"},"content":{"rendered":"<p>Il segretario di Stato Usa Condoleezza Rice ha battuto il proprio record. Ormai \u00e8 andata e tornata tra Gerusalemme e Ramallah per ben tre volte negli ultimi quattro mesi. E sembra del tutto determinata a moltiplicare gli sforzi in direzione di un accordo di pace permanente che sono rimasti congelati dal febbraio del 2001. Disgraziatamente, i violenti scontri tra Israele e Hamas, e tra il governo di Hamas a Gaza e quello di Fatah a Ramallah, hanno portato a una situazione di stallo il processo lanciato lo scorso novembre ad Annapolis. E, mentre il tempo passa, i sondaggi che si conducono a ripetizione mostrano che una crescente maggioranza di israeliani e di palestinesi stanno perdendo fiducia sulle possibilit\u00e0 di un accordo di pace. E questi sondaggi prevedono che si dovr\u00e0 fare i conti con la vittoria delle forze nazional-religiose.<\/p>\n<p><b>Una dichiarazione di principi<\/b><br \/>Il processo di Annapolis \u00e8 basato sull\u2019idea che Ehud Olmert e Mahmud Abbas presentino al presidente americano George Bush una dichiarazione di principi entro la fine dell\u2019anno. La tragica situazione militare che prevale a Gaza e nel sud d\u2019Israele rende tale obiettivo alquanto fantasioso. Per consentire una svolta nel processo di pace il nuovo Presidente dovr\u00e0 iniziare cercando di ricrere un clima pacifico nella zona. Ci\u00f2 significa rinunciare alle ambizioni di Bush di poter determinare un cambio di regime nei territori palestinesi come parte della politica estera americana dopo l\u201911 settembre.<\/p>\n<p>\u00c8 alquanto chiaro oggi che se Hamas non avr\u00e0 un ruolo centrale nella soluzione del problema, rester\u00e0 la parte centrale di tale problema. L\u2019ultima dichiarazione di Khaled Meshal, capo del politburo di Hamas, a sostegno della creazione di uno Stato sovrano palestinese all\u2019interno delle frontiere del 1967 (in un\u2019intervista al quotidiano palestinese <i>Al-Ayam<\/i> del 2 aprile) apre la strada a un confronto politico con tale organizzazione. Meshal ha dichiarato che Hamas si \u00e8 impegnata verso una soluzione di tipo politico e ha sottolineato che la sua posizione ha ricevuto un voto di consenso e risulta accettabile per il mondo arabo nel suo insieme. <\/p>\n<p>La domanda \u00e8: sta bleffando? \u00c8 possibile, ma non lo si sapr\u00e0 mai se non si inizier\u00e0 a parlare. Se gli Usa e Israele hanno dei problemi a farlo direttamente, una terza parte \u2013 un governo arabo o europeo \u2013 dovrebbe avere l\u2019opportunit\u00e0 di raggiungere un terreno di comprensione con Hamas. Il primo accordo da concludere deve prevedere la fine del boicottaggio su Gaza e l\u2019autorizzazione all\u2019Autorit\u00e0 palestinese e ad Israele di condurre un serio negoziato conclusivo sullo stato dei territori. Se si scoprir\u00e0 che Meshal parla seriamente, un dialogo con Hamas potrebbe mettere nell\u2019angolo la fazione pi\u00f9 radicale nell\u2019organizzazione e provocare pi\u00f9 di un imbarazzo nel campo dell\u2019estremismo islamico.<\/p>\n<p><b>Approccio regionale<\/b><br \/>Supponendo che nei pochi mesi che mancano al momento in cui lascer\u00e0 la Casa Bianca il presidente Bush non compia gesti clamorosi in termini di politica mediorientale, la prossima Amministrazione erediter\u00e0 un grosso problema nella regione. Al di l\u00e0 del conflitto israelo-palestinese, trover\u00e0 il solito caos in Iraq, un\u2019instabilit\u00e0 cronica in Libano e una diffusa penetrazione di Al Qaeda un po\u2019 ovunque. Pi\u00f9 a lungo termine, il prossimo presidente dovr\u00e0 correggere l\u2019opinione diffusa in larghi strati dell\u2019opinione pubblica americana che tutti gli islamici in Medio Oriente sono nemici dell\u2019Occidente.<\/p>\n<p>Israele ha un interesse nel rafforzamento della posizione americana nella regione e nella relative capacit\u00e0 di costruire delle ampie coalizioni. Ci\u00f2 non si pu\u00f2 fare senza accostare il conflitto Israele-Paesi arabi in modo diverso da come \u00e8 stato trattato finora, e cio\u00e8 assumendo un punto di vista nel quale la minaccia dell\u2019egemonia dell\u2019Iran e di Al Qaeda venga considerata un tema di politica estera e non di politica interna.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il segretario di Stato Usa Condoleezza Rice ha battuto il proprio record. Ormai \u00e8 andata e tornata tra Gerusalemme e Ramallah per ben tre volte negli ultimi quattro mesi. E sembra del tutto determinata a moltiplicare gli sforzi in direzione di un accordo di pace permanente che sono rimasti congelati dal febbraio del 2001. Disgraziatamente, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[99,115,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7890"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7890"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7890\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":63328,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7890\/revisions\/63328"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7890"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7890"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7890"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}