{"id":78953,"date":"2020-06-11T09:42:58","date_gmt":"2020-06-11T07:42:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=78953"},"modified":"2020-06-11T10:49:49","modified_gmt":"2020-06-11T08:49:49","slug":"la-strategia-antiterrorismo-nel-regno-unito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/la-strategia-antiterrorismo-nel-regno-unito\/","title":{"rendered":"La strategia antiterrorismo nel Regno Unito"},"content":{"rendered":"<p>Il contrasto alla radicalizzazione e la deradicalizzazione rappresentano uno dei quattro pilastri della <strong>strategia antiterrorismo britannica<\/strong>, detta <strong><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/CONTEST\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Contest<\/em><\/a>,<\/strong> che comprende al suo interno anche l&#8217;interdizione agli attacchi terroristici attraverso l&#8217;operato delle forze di polizia ed intelligence, il rafforzamento di siti strategici (potenziali bersagli) e \u00a0interventi per mitigare le conseguenze di attacchi terroristici compiuti.<\/p>\n<p><em><strong>Prevent<br \/>\n<\/strong><\/em>Il pilastro che riguarda il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/il-contrasto-alla-radicalizzazione-terroristica-in-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>contrasto alla radicalizzazione<\/strong><\/a>, cio\u00e8 la deradicalizzazione, con nome programmatico <a href=\"https:\/\/www.lbhf.gov.uk\/crime\/prevent-strategy-overview-and-contact-details\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><em>Prevent<\/em><\/strong><\/a>, ha nel suo nucleo &#8220;la salvaguardia e il supporto alle persone vulnerabili per evitare che diventino terroristi o che sostengano il terrorismo&#8221;, ma si estende anche alla &#8220;riabilitazione e disingaggio di coloro che sono gi\u00e0 coinvolti nel terrorismo&#8221;.<\/p>\n<p><em>Prevent<\/em> \u00e8 considerato uno dei programmi di contrasto alla radicalizzazione di pi\u00f9 ampia portata in Europa, in quanto <strong>abbraccia quasi tutti i settori dei servizi pubblici e della societ\u00e0 civile<\/strong>. Il <strong>personale del sistema sanitario nazionale britannico<\/strong> frequenta corsi dove viene spiegato loro come individuare i primi segnali della radicalizzazione sui pazienti, soprattutto quelli affetti da patologie mentali, disturbi dell\u2019apprendimento o gravi dipendenze, soggetti cio\u00e8 che sono considerati pi\u00f9 vulnerabili all\u2019ideologia violenta propugnata dai gruppi terroristici. Il personale sanitario \u00e8 in questi casi il primo a dover contrastare l&#8217;insorgere di idee e comportamenti estremisti, mentre le <strong>f<\/strong><strong>orze dell&#8217;ordine<\/strong> sono chiamate solo in un secondo ed eventuale momento, nel caso in cui tali esternazioni di radicalizzazione si evolvano in minacce all\u2019incolumit\u00e0 e alla sicurezza.\u00a0La consapevolezza dell\u2019importanza di tali interventi all\u2019interno della societ\u00e0 britannica \u00e8 aumentata anche a seguito del <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/2008_Exeter_attempted_bombing\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>caso di Nick Reilly<\/strong><\/a>, attentatore solitario affetto da disturbi dell\u2019apprendimento e dalla sindrome di Asperger, che nel 2008 tent\u00f2 di farsi esplodere in un ristorante dell&#8217;Exeter.<\/p>\n<p>Analogamente, anche il <strong>personale scolastico<\/strong> \u00e8 formato ad individuare fra gli studenti possibili indicatori di vulnerabilit\u00e0 all\u2019estremismo violento, che possono anche ritrovarsi nelle idee espresse dagli stessi nei loro temi. Un tempestivo intervento pu\u00f2 essere fondamentale per impedire che un soggetto completi il proprio processo di radicalizzazione e diventi un terrorista. In <strong>Italia<\/strong> abbiamo avuto un caso simile, quello di <strong>Meriem Rehaily<\/strong>, giovane studentessa padovana, all\u2019apparenza ben integrata, che venne segnalata ai <strong>Carabinieri<\/strong> dalla sua insegnate di italiano proprio dopo che Meriem aveva scritto un tema dal contenuto inneggiante al <strong>jihad.<\/strong> Nonostante il tempestivo intervento della professoressa, Meriem \u00e8 comunque riuscita a raggiungere i territori del Califfato nel luglio 2015.<\/p>\n<p>Tale ultimo aspetto di <em>Prevent<\/em> \u00e8 stato aspramente <a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/a82e18b4-1ea3-11e9-b126-46fc3ad87c65\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>messo in discussione<\/strong><\/a> con la vicenda delle\u00a0<strong><em>&#8220;Bethnal<\/em><em> Green Academy Girls&#8221;<\/em><\/strong>, quattro ragazze di et\u00e0 fra i quindici e sedici anni frequentanti la stessa scuola che, all\u2019insaputa dei genitori ed insegnanti, si sono <strong>radicalizzate online<\/strong> (come Meriem Rehaily), fino a lasciare il Regno Unito per unirsi all&#8217;<strong>Isis in Siria<\/strong> fra il dicembre 2014 e febbraio 2015.<\/p>\n<p><strong><em>Channel<br \/>\n<\/em><\/strong>Il modello inglese di contrasto alla radicalizzazione cerca di <strong>limitare al minimo l\u2019intervento dello Stato<\/strong> ed usare come interlocutori persone o istituzioni pi\u00f9 familiari ai soggetti a rischio, che potrebbero non fidarsi di persone legate al governo. Una volta che i soggetti pi\u00f9 a rischio sono stati individuati, <em>Prevent<\/em> consente di effettuare <strong>interventi individuali mirati<\/strong> attraverso il programma <strong><em>Channel<\/em>.<\/strong><\/p>\n<p>Gli individui considerati pericolosi dal punto di vista della sicurezza, sono monitorati con procedure sempre pi\u00f9 supervisionate dalla polizia stessa. <em>Channel<\/em> \u00e8 uno strumento di deradicalizzazione molto flessibile, che vede il <strong>coinvolgimento di pi\u00f9 agenzie<\/strong> e che ha il fulcro in <strong>sessioni di dialogo fra il soggetto e un mentore<\/strong>, dove sono discussi temi quali il ruolo della religione nella societ\u00e0 occidentale, l&#8217;emarginazione sociale e il multiculturalismo, valore fondamentale della societ\u00e0 britannica. Possono fruire di <em>Channel<\/em> anche<strong> soggetti radicalizzati in carcere<\/strong> (non per forza per reati di terrorismo), che sono in procinto di terminare la propria pena e che, una volta usciti, potrebbero essere reclutati da organizzazioni terroristiche.<\/p>\n<p><strong>Note positive e critiche<br \/>\n<\/strong>Una caratteristica chiave di <em>Channel<\/em>, che lo distingue dagli altri simili programmi individuali a livello europeo, \u00e8 che pu\u00f2 essere <strong>attivato solo su base volontaria<\/strong>.\u00a0Perci\u00f2, i beneficiari di <em>Channel<\/em> sarebbero <strong>individui gi\u00e0 motivati ad abbandonare l\u2019estremismo<\/strong> e consapevoli della pericolosit\u00e0 di tali ideologie. Il successo di <em>Channel<\/em> \u00e8 corroborato anche dalle <strong>statistiche<\/strong> fornite dallo stesso governo britannico: nel biennio 2016\/2017, delle <strong>pi\u00f9 di seimila persone<\/strong> segnalate a <em>Prevent<\/em>, <strong>332<\/strong> hanno beneficiato del programma <em>Channel<\/em> ed il <strong>79%<\/strong> di esse hanno terminato il programma dopo che sono stati valutati come non pi\u00f9 a rischio terrorismo.<\/p>\n<p>Sebbene i numeri positivi della strategia di deradicalizzazione britannica, il 29 novembre scorso, sul <a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/uk-50594810\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>London Bridge<\/strong><\/a> (luogo gi\u00e0 oggetto di attacco da parte di jihadisti nel 2017), un cittadino britannico di origine pakistana, gi\u00e0 arrestato e condannato in passato per il reato di &#8220;preparazione di atti terroristici&#8221;, ha accoltellato a morte due persone, prima di essere a sua volta ucciso da un poliziotto. L\u2019attentatore, che aveva volontariamente frequentato con profitto due programmi sulla deradicalizzazione organizzati dal <em>Prison and Probation Service<\/em>,\u00a0dopo il suo rilascio dal carcere &#8211; era in libert\u00e0 condizionale &#8211; ha ucciso proprio due esperti di riabilitazione all\u2019universit\u00e0 di Cambridge.<\/p>\n<p>L\u2019attentato ha subito generato un dibattito in seno alla societ\u00e0 britannica, non solo sui programmi di deradicalizzazione, ma sulle misure antiterrorismo in toto. Cosa fare allora? <strong>&#8220;Buttare la chiave&#8221; dopo averli arrestati o tentare il loro recupero?<\/strong><\/p>\n<p><em>Secondo di tre articoli scritto dal magistrato Stefano Dambruoso, con l&#8217;ausilio di Francesco Conti per la ricerca, sul <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/il-contrasto-alla-radicalizzazione-terroristica-in-europa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">tema della radicalizzazione<\/a>.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il contrasto alla radicalizzazione e la deradicalizzazione rappresentano uno dei quattro pilastri della strategia antiterrorismo britannica, detta Contest, che comprende al suo interno anche l&#8217;interdizione agli attacchi terroristici attraverso l&#8217;operato delle forze di polizia ed intelligence, il rafforzamento di siti strategici (potenziali bersagli) e \u00a0interventi per mitigare le conseguenze di attacchi terroristici compiuti. 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