{"id":78991,"date":"2020-03-07T08:00:42","date_gmt":"2020-03-07T07:00:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=78991"},"modified":"2020-03-11T07:49:13","modified_gmt":"2020-03-11T06:49:13","slug":"coronavirus-la-prima-crisi-di-sicurezza-globale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/coronavirus-la-prima-crisi-di-sicurezza-globale\/","title":{"rendered":"Coronavirus: la prima crisi di sicurezza globale"},"content":{"rendered":"<p>Dall\u2019inizio degli anni 2000, la Commissione europea ha finanziato una serie di programmi di ricerca sulla sicurezza a partire dal sesto programma-quadro, proseguendo poi fino all\u2019attuale <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/programmes\/horizon2020\/en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Horizon 2020<\/strong><\/a>. L\u2019<strong>attentato alle Torri Gemelle<\/strong> dell\u201911 settembre 2001 ha rappresentato un passaggio fondamentale di questa presa di coscienza: si cap\u00ec che il terrorismo di matrice islamista radicale poteva rappresentare un elemento capace di <strong>mettere in crisi<\/strong> una larga parte del pianeta.<\/p>\n<p>All\u2019epoca, aveva tra l\u2019altro colpito l\u2019uso di <strong>strumenti &#8220;non convenzionali&#8221;<\/strong>, ovvero aerei civili dirottati e usati come vettori di distruzione. Da quel momento in poi si \u00e8 ragionato sulla minaccia terroristica tramite l\u2019analisi di scenari e di possibili falle che potevano essere l\u2019oggetto di forme di attacco. Collaborando con altri centri europei, l\u2019<strong>Istituto Affari Internazionali<\/strong> \u00e8 stato pioniere in Italia nello promuovere attivit\u00e0 all&#8217;interno della\u00a0<em><strong>European Security Research<\/strong><\/em>, attraverso consorzi che associavano forze di sicurezza, produttori di tecnologia, centri di ricerca e istituti pubblici, fra i quali l\u2019<strong>ospedale Spallanzani<\/strong> di Roma.<\/p>\n<p>Va sottolineato che questo sforzo ha anche favorito l&#8217;ascesa di gruppi di attori nazionali, dei cluster, in grado di coordinare progetti e visioni sull\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/impreparati-nonostante-le-esperienze\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>evoluzione della sicurezza<\/strong><\/a>, come la piattaforma <a href=\"http:\/\/www.piattaformaserit.it\/argomenti\/chi-siamo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Serit<\/strong><\/a> in Italia.<\/p>\n<p><strong><em>Cybersecurity\u00a0<\/em>e informazione<br \/>\n<\/strong>Nel primo decennio degli anni 2000, il <strong>tema dell\u2019interruzione delle reti di infrastrutture critiche<\/strong> si \u00e8 imposto come lo scenario di riferimento. Si \u00e8 ritenuto che un\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/cyber-attacchi-sicurezza-energetica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">azione dolosa potesse rompere delle catene di forniture<\/a> di elettricit\u00e0, di acqua, di gas, di trasporto o di ospedali, bloccando di fatto la quotidianit\u00e0 del funzionamento delle nostre societ\u00e0 democratiche e frenando l\u2019economia.Il paradigma di un <strong>attacco a strutture &#8220;civili&#8221;<\/strong>\u00a0prosegu\u00ec dopo le Torri Gemelle. Nell\u2019ambito di questi scenari \u00e8 poi emersa un\u2019ulteriore criticit\u00e0, quella dei <strong>sistemi di comunicazione delle infrastrutture critiche<\/strong>. Si inizi\u00f2 a ragionare\u00a0quindi sulla debolezza e sulla possibilit\u00e0 di attacco alle reti di comunicazioni necessarie al buon funzionamento di qualsiasi infrastruttura.<\/p>\n<p>La sensibilit\u00e0 delle <strong>tecnologie dell\u2019informazione<\/strong> per gli scenari di sicurezza \u00e8 poi diventata un elemento preponderante negli ultimi anni, rappresentato dall\u2019onnipresente tema della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/terrorismo-governi-aziende-cyber\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>sicurezza cibernetica<\/strong><\/a>. Man mano che si \u00e8 sviluppata la <strong>digitalizzazione<\/strong> delle funzioni private e pubbliche della societ\u00e0, \u00e8 cresciuta anche la consapevolezza di debolezze intrinseche ai sistemi digitali con l\u2019impennata di attacchi o incidenti legati a questi strumenti. Questa logica spingeva a considerare che i pericoli di interruzione violenta della continuit\u00e0 delle nostre societ\u00e0 fossero legati a potenziali <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/cybersecurity-priorita-italiane\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>attacchi cibernetici<\/strong>,<\/a> scenario reso popolare ad esempio nel romanzo &#8220;<em>Black Out&#8221;<\/em>\u00a0dell\u2019autore tedesco Marc Elsberg, per poi addirittura spingersi fino a un futuro dove macchine \u201cintelligenti\u201d possano diventare un pericolo per l\u2019uomo &#8211; classica visione della fantascienza che potremmo battezzare il &#8220;paradigma <em>Skynet&#8221;<\/em> facendo riferimento al film \u201cTerminator 3 &#8211; le macchine ribelli\u201d.<\/p>\n<p><b>Natura incidentale<br \/>\n<\/b>La <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/limpatto-del-coronavirus-covid-19\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>crisi del coronavirus Covid-19<\/strong><\/a> che si sta sviluppando nel mondo ci deve per\u00f2 portare a riflettere su questo aspetto. Checch\u00e9 ne dicano i complottisti, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/poco-probabile-origine-militare-coronavirus\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">non si tratta di un piano doloso<\/a> messo appunto da un gruppo o da un Paese intento a destabilizzare l\u2019intero pianeta. No, si tratta di un incidente, o meglio un\u2019<strong>incidenza \u201cnaturale\u201d<\/strong>, che certamente verr\u00e0 poi meglio spiegata con ulteriori accertamenti scientifici, ma che riconduce a degli <strong>scenari di esplosione epidemica gi\u00e0 vissuti<\/strong>, come la trasmissione da alcuni animali all\u2019uomo.<\/p>\n<p>Dobbiamo quindi ribadire con forza la <strong>natura casuale e incidentale dell\u2019inizio della crisi epidemiologica<\/strong>. Questo elemento, che esclude scenari di intenzionalit\u00e0 dolosa, non \u00e8 pero nuovo. Gi\u00e0 nel contesto delle numerose ricerche sulla sicurezza effettuate in ambito europeo, la logica era quella di esaminare scenari di pericoli globali con matrice di tipo <strong>terroristico.<\/strong> Tuttavia, nell\u2019ambito dei lavori con vari specialisti settoriali chiamati in causa, veniva sempre appurato che le crisi prese in considerazione potevano sorgere pi\u00f9 probabilmente dopo incidenti o casi fortuiti, piuttosto che attraverso combriccole di colpevoli. Si tratta di un punto fondamentale che deve spingerci a sbarazzarsi delle <strong>paure antropocentriche<\/strong>, ovvero sia la proiezione dei propri timori sugli scenari di sicurezza, per guardare con pi\u00f9 pragmatismo alle criticit\u00e0 del mondo globalizzato.<\/p>\n<p><strong>Sanit\u00e0 pubblica a\u00a0rischio collasso<br \/>\n<\/strong>Gli studi compiuti erano stati centrati nell\u2019individuare le potenzialit\u00e0 di rottura legate ad un fattore strategico. Nel contesto del Covid-19 osserviamo come la<strong> disponibilit\u00e0 di capacit\u00e0 di assistenza respiratoria negli ospedali<\/strong> rappresenta un punto critico della crisi in corso, perch\u00e9 una percentuale non indifferente (fra i 6 e l\u20198%, secondo le valutazioni) dei contagiati ha bisogno di questo tipo di assistenza. Gli scenari di intasamento che emergono, ad esempio in <strong>Lombardia,<\/strong> fanno poi palesare effetti collaterali pesantissimi per l\u2019intera rete ospedaliera, rischiando di mettere a repentaglio la continuit\u00e0 di funzionamento della <a href=\"https:\/\/www.agi.it\/fact-checking\/news\/2020-02-27\/coronavirus-sistema-nazionale-ssn-7243927\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>salute pubblica<\/strong><\/a>. I vari piani di contrasto al contagio hanno come obiettivo quello di <strong>rallentare la crescita dei casi per evitare lo scenario catastrofico di collasso delle strutture ospedaliere<\/strong>, visto che ci\u00f2 potrebbe portare a una rottura di continuit\u00e0 delle nostre societ\u00e0.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 su questo punto che bisogna sbaragliare il campo da quelli che vogliono paragonare la crisi attuale ad una \u201cnormale\u201d pandemia. Se \u00e8 vero che per la stragrande maggioranza degli individui il Covid-19 non rappresenta un pericolo diretto, in quanto il contagio non produce effetti gravi, il virus rappresenta per\u00f2 il <a href=\"https:\/\/www.politico.com\/states\/california\/story\/2020\/02\/27\/coronavirus-threat-gives-strapped-state-health-agencies-a-new-crisis-1264110\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>primo vero scenario di rottura della continuit\u00e0 sanitaria<\/strong><\/a>, e quindi sociale, per gli effetti indiretti sulla rete ospedaliera. Bisogna che questo elemento sia molto chiaro se si vuole comprendere l\u2019importanza della lotta e delle misure di contenimento, che non servono a proteggere soltanto il singolo individuo, ma a evitare il crollo delle nostre societ\u00e0 su un punto critico, quello della persistenza delle cure ospedaliere.<\/p>\n<p><strong>Come rispondere alla crisi<br \/>\n<\/strong>Stiamo quindi affrontando la <strong>prima crisi di sicurezza globale<\/strong>. Questa emergenza incidentale presenta un chiaro scenario di potenziale interruzione della continuit\u00e0 della societ\u00e0, una realt\u00e0 difficile che va affrontata con grandissima dedizione e che ci dovr\u00e0 poi spingere a ulteriori riflessioni. Le analisi sulla sicurezza europea avevano avanzato un concetto di ridondanza e di resilienza, ovvero sia la capacit\u00e0 di resistere a delle interruzioni di un\u2019infrastruttura critica potendo contare su altre risorse o sistemi, o su capacit\u00e0 in eccesso.<\/p>\n<p>Nel caso Covid-19 gi\u00e0 abbiamo capito che una <strong>maggiore capacit\u00e0 umana e tecnologica della rete di salute pubblica<\/strong> rappresenta un\u2019assicurazione nei confronti di eventi che, seppur non facilmente prevedibili, vanno poi affrontati. Al di l\u00e0 delle pianificazioni, la solidit\u00e0 della rete pubblica sembra fondamentale ed \u00e8 un fattore che andr\u00e0 poi considerato con attenzione nel dopo-crisi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dall\u2019inizio degli anni 2000, la Commissione europea ha finanziato una serie di programmi di ricerca sulla sicurezza a partire dal sesto programma-quadro, proseguendo poi fino all\u2019attuale Horizon 2020. 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