{"id":79048,"date":"2020-03-10T12:30:04","date_gmt":"2020-03-10T11:30:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=79048"},"modified":"2020-03-14T11:29:39","modified_gmt":"2020-03-14T10:29:39","slug":"le-patologie-epidemiche-della-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/le-patologie-epidemiche-della-democrazia\/","title":{"rendered":"Le patologie epidemiche della democrazia"},"content":{"rendered":"<p>E se il<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/limpatto-del-coronavirus-covid-19\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong> Covid-19<\/strong><\/a> non fosse la sola pandemia che affligge l&#8217;umanit\u00e0? Il quesito sorge alla lettura di due rapporti appena pubblicati, quello di <a href=\"https:\/\/freedomhouse.org\/report\/freedom-world\/2020\/leaderless-struggle-democracy?utm_campaign=wp_todays_worldview&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=newsletter&amp;wpisrc=nl_todayworld\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Freedom House<\/em><\/a> sullo <strong>stato della democrazia nel mondo nel 2020<\/strong>\u00a0e quello del <em><a href=\"https:\/\/www.pewresearch.org\/global\/2020\/02\/27\/democratic-rights-popular-globally-but-commitment-to-them-not-always-strong\/?utm_campaign=wp_todays_worldview&amp;utm_medium=email&amp;utm_source=newsletter&amp;wpisrc=nl_todayworld\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Pew Research Center<\/a> <\/em>sul <strong>sostegno ai diritti civili in 34 Paesi<\/strong>.<\/p>\n<p>Entrambi ci dicono che le istituzioni di molti Stati, spesso fra i pi\u00f9 importanti nella geopolitica globale, soffrono di patologie, certo non tanto drammatiche quanto il coronavirus oggi, ma forse pi\u00f9 sistemiche e durature di esso. E gli accadimenti occorsi di recente, quindi dopo la stesura delle due rassegne, lo confermano.<\/p>\n<p><strong>I regimi autoritari<br \/>\n<\/strong>Cominciamo dai <strong>regimi autoritari<\/strong> pi\u00f9 rilevanti. L&#8217;ottusit\u00e0 del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/cina-flessibilita-esterna-rigidita-interna\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pugno di ferro del <strong>Partito comunista cinese<\/strong><\/a> era gi\u00e0 emersa nel tentativo di imporre la giustizia di Pechino a <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/11\/hong-kong-erosione-dellautonomia-e-attendismo-cinese\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Hong Kong<\/strong><\/a>, in barba al principio detto dei &#8220;due sistemi&#8221;. Ora \u00e8 stata ribadita dalla gestione iniziale del virus, da alcuni paragonata a quella sovietica del disastro nucleare di Chernobyl. Ma questo non ci deve far perdere di vista il vero scandalo del regime di <strong>Xi Jinping<\/strong>: l&#8217;azzeramento culturale dello <strong>Xinjiang<\/strong> e il confinamento degli <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/mondiali-erfan-hezim-campione-uiguro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">uiguri musulmani<\/a>,<\/strong> in corso da diversi anni nei campi detti di &#8220;rieducazione e lavoro&#8221;, in realt\u00e0 forme aggiornate di lager o di gulag.<\/p>\n<p>La <strong>Russia<\/strong> pratica sistematicamente la tecnica del <strong>consolidamento del potere centrale<\/strong>, cio\u00e8 quello personale di <strong>Vladimir Putin<\/strong>, mediante elezioni rese plebiscitarie dalla previa costrizione delle opposizioni, inclusa l&#8217;incarcerazione dei loro leader, e tramite la sottomissione di tutti i poteri altri da quello del presidente. Questo approccio ha fatto anche scuola, e non solo con l&#8217;amico-nemico <strong>Recep Tayyip Erdogan<\/strong>. Le elezioni da poco tenutesi in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/la-repubblica-islamica-diran-e-le-elezioni-parlamentari\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Iran<\/strong><\/a> hanno visto il Consiglio dei Guardiani, controllato dalla Guida Suprema, escludere dalle liste gran parte dei candidati riformisti cos\u00ec da ridurre la competizione alle diverse anime del regime teocratico e autoritario. Qualche piccola consolazione nei tre casi: i segnali di autonomia mandati da elezioni locali nelle repubbliche russe e in Turchia, nonch\u00e9 l&#8217;astensionismo della maggioranza degli iraniani.<\/p>\n<p><strong>Le democrazie &#8220;mature&#8221;<br \/>\n<\/strong>Forse sono ancora pi\u00f9 allarmanti le fenditure apertesi negli edifici delle <strong>democrazie considerate mature<\/strong>. I sanguinosi incidenti che in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/cosa-ha-in-mente-modi-non-e-chiaro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>India<\/strong><\/a> hanno accompagnato la recente visita del presidente degli Stati Uniti Donald Trump a New Delhi sono la spia dell&#8217;odio generato dalla politica di Nerendra Modi: prima ha eliminato le libert\u00e0 di espressione e di comunicazione nel <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/08\/kashmir-india-autonomia-pakistan\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Kashmir<\/strong><\/a>, poi\u00a0ha promosso la <strong>legislazione sulla cittadinanza<\/strong>, gravemente discriminatoria contro la cospicua minoranza musulmana. Altro caso \u00e8 quello di <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/israele-netanyahu-mancano-numeri\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Israele<\/a>,<\/strong> dove, come nota <em>Freedom House<\/em>, il premier Benjamin Netanyahu ha cercato il sostegno dell&#8217;<strong>estrema destra<\/strong> con <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/israele-legge-stato-ebraico-democratico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">leggi sulla cittadinanza avverse ai non ebrei<\/a> e con la limitazione delle libert\u00e0 dei locali e degli stranieri critici della sua politica sugli <strong>insediamenti in territorio palestinese<\/strong>. L&#8217;arretramento rischia di scendere nel sentire della gente. Significativo in proposito quanto ci dice il\u00a0<i>Pew Research Center<\/i>\u00a0sul calo dell&#8217;attaccamento dei cittadini alla libert\u00e0 di parola: dal 44% nel 2015 al 32% nel 2019 in India e nello stesso intervallo, di soli tre anni, dal 58% al 51% in Israele.<\/p>\n<p>Cruciale, secondo il primo dei due rapporti, \u00e8 stato il venir meno di quella che viene definita &#8220;leadership democratica&#8221; degli <strong>Stati Uniti<\/strong>. E ci\u00f2 \u00e8 avvenuto sia in conseguenza della pressione esercitata all&#8217;interno del Paese nei confronti dei media non allineati, dell\u2019indipendenza giudiziaria e dei <em>whistle-blower<\/em> sulle interferenze estere nel sistema politico americano, sia, in <strong>politica estera<\/strong>, per effetto dell&#8217;abbandono dei valori della libert\u00e0, dei diritti umani e del multilateralismo cooperativo. Il tutto condito con le simpatie personali di <strong>Donald Trump<\/strong> per i vari Putin, Modi e Netanyahu<strong>.<\/strong> Non sorprende quindi che l&#8217;<strong>indice di democrazia<\/strong>, periodicamente elaborato da <em>Freedom House<\/em> su oltre duecento paesi, veda quello relativo agli <strong>Usa scendere di otto posizioni dal 2009 al 2019<\/strong>, scavalcando verso il basso vari partner, fra cui, si noti, l&#8217;Italia.<\/p>\n<p><strong>Capitolo Europa<br \/>\nNon che l&#8217;Europa stia bene<\/strong>. Le recentissime elezioni legislative in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/elezioni-slovacchia-sfida-nazionalista-v4\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Slovacchia<\/strong><\/a> &#8211;\u00a0contraddittorie rispetto a quelle presidenziali dello scorso anno che avevano visto sorprendentemente eletta <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/slovacchia-europeista-presidente\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Zuzana \u010caputov\u00e1<\/a>, progressista ed europeista &#8211; segnano una <strong>svolta a destra<\/strong> che ricolloca politicamente il paese nel <strong>gruppo<\/strong> <strong>Visegr\u00e1d<\/strong> (con Repubblica ceca, Polonia e Ungheria), avente in comune il noto processo di deterioramento delle credenziali democratiche: equilibrio dei poteri, rispetto delle opposizioni e delle minoranze e tutela dei diritti civili.<\/p>\n<p>Ma anche qui forse il problema pi\u00f9 serio sembra manifestarsi nella grande <strong>Germania<\/strong>,\u00a0che non \u00e8 pi\u00f9 quella che si inginocchiava con Willy Brandt a Varsavia, n\u00e9 quella di Helmut Kohl che si univa con la met\u00e0 Est sulla base della parit\u00e0 del marco, e neppure quella di <strong>Angela Merkel<\/strong> che apriva le porte ai profughi siriani. Il problema sta nell&#8217;assurgere di AfD (<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/la-germania-e-il-veleno-del-razzismo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Alternative f\u00fcr Deutschland<\/strong><\/a>, partito di estrema destra nazionalista, xenofobo e con venature neonaziste) a protagonista politico nei Laender orientali, come si \u00e8 visto in <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/meteora-akk-chi-prendera-lo-scettro-di-angela-merkel\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Turingia<\/a><\/strong>, e attore non trascurabile in quelli occidentali. E anche qui \u00e8 bene spiare nell&#8217;animo degli elettori, come ci aiuta a fare il <em>Pew Center<\/em>: il sostegno dei tedeschi alla <strong>libert\u00e0 di stampa<\/strong> \u00e8 sceso dal 73% nel 2015 al 67% nel 2019. Dato da leggersi con umilt\u00e0 in <strong>Italia,<\/strong> dove altrettanto \u00e8 successo negli stessi anni, ma dal 64% a un vergognoso 56%.<\/p>\n<p>Eppure, l&#8217;Unione duropea sembra conservare un qualche <strong>ruolo di riferimento valoriale<\/strong>, proprio delle sue scelte civili e ambientali, e <strong>multilateralista<\/strong>, insito nella sua natura di istituzione parzialmente integrata. E ci\u00f2 sia all\u2019interno sia all\u2019esterno della sua compagine. Questa seconda dimensione avrebbe le possibilit\u00e0 di crescere proprio a seguito del suddetto venir meno della leadership esercitata in passato dagli Stati Uniti, pur con le note ambiguit\u00e0 e ambivalenze. Ma i ruoli degli attori internazionali dipendono inesorabilmente dalle <strong>capacit\u00e0 geopolitiche e strategiche<\/strong> che essi sanno darsi. Ora queste sono a loro volta condizionate proprio dalla parzialit\u00e0 dell&#8217;integrazione intergovernativa, quindi subordinata all&#8217;intesa fra Stati membri, che abbiamo visto essere anch&#8217;essi variamente soggetti alle patologie di ritorni reazionari, autoritari, anti-immigratori. E, in pi\u00f9, sovranisti.<\/p>\n<p>Il che ci riporta al punto di partenza, ossia alla simultaneit\u00e0 con il coronavirus, per un&#8217;ultima considerazione. In realt\u00e0 un quesito: <strong>esiste un effetto reciproco fra la contingente pandemia sanitaria e le patologie della democrazia<\/strong>, che abbiamo definito sistemiche? <strong>Al momento la risposta sembra essere positiva e, purtroppo, pessimista<\/strong>. I meccanismi della propagazione virale parlano contro l&#8217;interdipendenza e la catena globale di valore che si erano instaurati nell&#8217;economia internazionale. E gli interventi politici prevalenti parlano contro la solidariet\u00e0 e l&#8217;efficacia delle istituzioni multilaterali. Ma, come dicono gli esperti di mercati finanziari,<strong> l&#8217;unica certezza oggi \u00e8 l&#8217;incertezza<\/strong>. Speriamo che il futuro porti a smentire il pessimismo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E se il Covid-19 non fosse la sola pandemia che affligge l&#8217;umanit\u00e0? Il quesito sorge alla lettura di due rapporti appena pubblicati, quello di Freedom House sullo stato della democrazia nel mondo nel 2020\u00a0e quello del Pew Research Center sul sostegno ai diritti civili in 34 Paesi. 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