{"id":79060,"date":"2020-03-09T01:05:12","date_gmt":"2020-03-09T00:05:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=79060"},"modified":"2020-03-11T10:36:58","modified_gmt":"2020-03-11T09:36:58","slug":"da-sophia-a-irene-loperazione-eunavformed-riprende-il-mare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/da-sophia-a-irene-loperazione-eunavformed-riprende-il-mare\/","title":{"rendered":"Da Sophia a Irene: l&#8217;operazione Eunavformed riprende il mare"},"content":{"rendered":"<p>Spinta dalla necessit\u00e0 di evitare l&#8217;afflusso in <strong>Libia<\/strong> di armi via mare, l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/eunavformed-dopo-accordi-cooperazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a> si propone di riavviare la missione navale <a href=\"https:\/\/www.operationsophia.eu\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Eunavformed Sophia<\/strong><\/a>. Il suo nome cambierebbe in <strong>Irene<\/strong>, ad evidenziare un netto cambio di passo, ma l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/italia-e-missioni-militari-internazionali-ripensare-la-strategia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Italia<\/strong><\/a> ne manterr\u00e0 il comando affidandolo al <strong>contrammiraglio Fabio Agostini<\/strong>.<\/p>\n<p>Il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/migranti-eunavformed-sicurezza-sar\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>soccorso alla vita umana<\/strong><\/a> (Sar) e il <strong>contrasto al traffico dei migranti <\/strong>passeranno, rispetto a prima, in secondo piano, essendo prioritario &#8211; come messo in chiaro dall\u2019Alto rappresentante dell&#8217;Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza <strong>Josep Borrell<\/strong> &#8211;\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/libia-dopo-la-conferenza-di-berlino\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">attuare il <strong>cessate il fuoco<\/strong> della conferenza di Berlino sulla Libia<\/a>. Le intenzioni dell&#8217;Ue &#8211; da consolidare nel prossimo Consiglio affari esteri del 23 marzo &#8211; dovranno ora affrontare la realt\u00e0 dell&#8217;<strong>embargo navale<\/strong>, oltre a una possibile ripresa dei flussi di profughi dalle coste turche.<\/p>\n<p><strong>Embargo coercitivo ed embargo coercitivo<\/strong><br \/>\nLe modalit\u00e0 di applicazione dell&#8217;embargo saranno basate sulla <a href=\"http:\/\/unscr.com\/en\/resolutions\/doc\/2292\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>risoluzione 2292<\/strong><\/a>\u00a0del Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu del 2016, pi\u00f9 volte riconfermata. Questa affonda le sue radici in un&#8217;altra risoluzione, la 1970 del 2011, emanata per far cessare le <strong>violazioni dei diritti umani<\/strong>\u00a0da parte del regime di Gheddafi. L&#8217;embargo non faceva distinzione fra le fazioni e tale \u00e8 rimasto, nel senso che vale ancora <strong>s<\/strong><strong>ia per Tripoli sia per Tobruk<\/strong>.<\/p>\n<p>Qualsiasi mercantile <strong>sospettato di trasportare armi in Libia<\/strong> potr\u00e0 quindi essere fermato e sottoposto a visita in alto mare &#8211; a condizione che si sia chiesto il consenso dello Stato di bandiera, anche se ottenuto presuntivamente &#8211; per poi sequestrarne il carico illegale. Per il controllo di porta-container, o di navi con merci inaccessibili, si potrebbe dirottare il mercantile in un&#8217;apposita area portuale. Il ricorso a <strong>misure coercitive<\/strong> da parte delle unit\u00e0 europee non sar\u00e0 possibile n\u00e9 contro navi da guerra straniere n\u00e9 contro mercantili da esse scortate.<\/p>\n<p>Sinora, l&#8217;<strong>operazione Sophia<\/strong> era dislocata lungo tutte le coste libiche. In futuro, la sorveglianza dell&#8217;Ue si concentrer\u00e0 invece nella zona di alto mare antistante la <strong>Cirenaica.<\/strong> Pu\u00f2 quindi dirsi che l&#8217;o<strong>perazione Irene<\/strong> attuer\u00e0 un <strong>embargo selettivo<\/strong>, in quanto sar\u00e0 dedicato ad una specifica area di mare del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/litalia-di-fronte-dinamiche-marittime-mediterraneo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mediterraneo orientale<\/a>.<\/p>\n<p>Ovviamente nessun attore internazionale, potendo ancora valersi delle porose frontiere terrestri di tutta la Libia, avrebbe interesse ad affrontare i controlli della forza navale Ue. A cercare il confronto in mare potrebbero per\u00f2 essere gli alleati di Tripoli, ed in particolare la <strong>Turchia.<\/strong><\/p>\n<p>Una dimostrazione di forza da parte di Ankara \u00e8 da mettersi in conto, magari nell&#8217;<strong>a<\/strong><strong>rea della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/libia-turchia-spartizione-zee\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Zona economica esclusiva<\/a><\/strong>\u00a0<strong>delimitata con Tripoli<\/strong>, che a sud va dal confine egiziano a Derna. Se ad essere sospettati di violare l&#8217;embargo fossero mercantili scortati, possiamo immaginare che proseguiranno indenni la navigazione: un simile scenario rappresenterebbe tuttavia una <strong>sfida all\u2019autorit\u00e0 delle Nazioni Unite<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Arma migranti<\/strong><br \/>\nLe riserve italiane &#8211; espresse sin dall&#8217;estate 2017 &#8211; sullo sbarco nel nostro Paese delle persone salvate (quasi 50 mila dal 2015) hanno impedito com&#8217;\u00e8 noto la prosecuzione di Sophia.<\/p>\n<p>Ora sono state <strong>Austria<\/strong> e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/ungheria-troppi-migranti-sulla-rotta-balcanica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Ungheria<\/strong><\/a> a chiedere che la nuova operazione, nello svolgimento degli obblighi Sar, non sia un <em>pull factor<\/em>. Questo spiega l&#8217;orientamento Ue a prevederne la sospensione qualora le attivit\u00e0 di soccorso divenissero predominanti. Lo spostamento dell\u2019area di operazione innanzi alla Cirenaica sembra anche essere volta a evitare i massicci interventi Sar del <strong>Mediterraneo centrale<\/strong>.<\/p>\n<p>Cosa succederebbe se dalle coste anatoliche o dai porti della Repubblica turca di Cipro del Nord riprendesse il <strong>flusso di migranti<\/strong> verso l&#8217;Italia, o verso la Grecia, mai interrottosi in questi anni e gi\u00e0 verificatosi in passato con episodi clamorosi?\u00a0Forme di risposta immediata a<strong> emergenze umanitarie <\/strong>&#8211; associate a meccanismi di scelta caso dello <strong>sbarco\/ricollocazione tra i Paesi partecipanti delle persone salvate <\/strong>&#8211;\u00a0dovranno necessariamente stabilirsi, ma \u00e8 da escludersi il ritorno all\u2019automatica regola dell&#8217;Italia unico luogo di sbarco.<\/p>\n<p><strong>Paesi partecipanti e mano tesa a Tripoli<\/strong><br \/>\nIl riconoscimento ottenuto dall&#8217;Italia con la conferma del\u00a0<strong>c<\/strong><strong>omando dell&#8217;operazione\u00a0<\/strong>\u00e8 un punto a favore che premia la nostra capacit\u00e0 di condurre operazioni multinazionali dedicate alla sicurezza marittima. Probabilmente la funzione di vice comando continuer\u00e0 ad essere affidata alla <strong>Francia<\/strong>, come avviene per Sophia, e anche questo \u00e8 una garanzia di successo dell&#8217;operazione.<\/p>\n<p>Pare che abbiano gi\u00e0 aderito, oltre alla Francia, <strong>Slovenia, Portogallo, Svezia, Irlanda<\/strong> e <strong>Bulgaria<\/strong>. Nulla si sa ancora di <strong>Grecia<\/strong> e <strong>Cipro,<\/strong> anche se entrambi sono i Paesi pi\u00f9 interessati direttamente ad attuare il contrasto in mare dell&#8217;espansionismo turco.\u00a0Ci sar\u00e0 di certo anche la <strong>Germania,<\/strong> ma Berlino pare avere un approccio pi\u00f9 attendista, per evitare scelte troppo mirate e integrare invece l&#8217;embargo navale con attivit\u00e0 di sorveglianza terrestre e aerea.<\/p>\n<p>Quello che sar\u00e0 la <a href=\"https:\/\/www.politico.eu\/article\/operation-sophia-to-be-closed-down-and-replaced\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><em>EU Operation Active Surveillance<\/em><\/strong><\/a> appare delineato, nonostante l&#8217;approccio anti-turco, in modo imparziale, secondo lo spirito di rafforzamento dell&#8217;integrit\u00e0 territoriale del governo di Tripoli che informa le risoluzioni dell&#8217;Onu.<\/p>\n<p>Al momento delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/le-dimissioni-dellinviato-delle-nazioni-unite-ed-il-conflitto-libico\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>dimissioni dell\u2019inviato Onu in Libia<\/strong><\/a>, motivate dalla difficolta di imporre il cessate il fuoco, sembra fuori luogo richiamare un tale aspetto. Il fatto \u00e8 che esso non \u00e8 mai venuto meno nell&#8217;azione delle Nazioni Unite ed \u00e8 ancora un punto di riferimento per l&#8217;Italia nei rapporti con Tripoli.<br \/>\nLa <strong>neutralit\u00e0<\/strong> della nuova missione nei confronti dei contendenti della crisi libica &#8211; che spiegherebbe anche il continuare a prevedere nel suo mandato l&#8217;embargo petrolifero contro la Cirenaica e l&#8217;addestramento della Guardia costiera libica &#8211; \u00e8 quindi un elemento di cui l&#8217;Italia dovr\u00e0 tener conto nel comandare l&#8217;operazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Spinta dalla necessit\u00e0 di evitare l&#8217;afflusso in Libia di armi via mare, l&#8217;Unione europea si propone di riavviare la missione navale Eunavformed Sophia. Il suo nome cambierebbe in Irene, ad evidenziare un netto cambio di passo, ma l&#8217;Italia ne manterr\u00e0 il comando affidandolo al contrammiraglio Fabio Agostini. 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