{"id":79079,"date":"2020-03-10T10:24:59","date_gmt":"2020-03-10T09:24:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=79079"},"modified":"2020-03-13T08:03:20","modified_gmt":"2020-03-13T07:03:20","slug":"la-trappola-del-bilancio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/la-trappola-del-bilancio\/","title":{"rendered":"La trappola del bilancio europeo"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 ampio consenso che i prossimi mesi saranno un test critico della capacit\u00e0 dell&#8217;Ue a far fronte alle sfide del momento. Fra le decisioni che dovranno essere prese c&#8217;\u00e8 anche quella sul <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/bilancio-pluriennale-il-vero-ostacolo-sul-futuro-dellue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>bilancio pluriannuale<\/strong><\/a>. Tuttavia, trasformare, come molti sono tentati di fare, questa pur importante questione nel test decisivo, equivarrebbe a cadere inutilmente in una <strong>trappola<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Le trib\u00f9 europee<br \/>\n<\/strong>Come \u00e8 noto, l&#8217;accordo \u00e8 reso pi\u00f9 difficile dalla perdita, a causa di <strong>Brexit<\/strong>, di circa 10 miliardi l&#8217;anno ed \u00e8 bloccato dall\u2019esistenza non di due, ma di almeno quattro trib\u00f9 che perseguono obiettivi contraddittori. Ci sono i cosiddetti \u201c<a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/world-europe-51594002\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>frugali<\/strong><\/a>\u201d (Olanda, Svezia, Danimarca, Austria) a cui interessa solo limitare le spese. Poi i \u201c<strong>coesionisti<\/strong>\u201d per cui la priorit\u00e0 \u00e8 salvaguardare i fondi per la coesione (circa un terzo del bilancio). Inoltre gli \u201c<strong>agricoli<\/strong>\u201d che pensano principalmente ai fondi per la Politica agricola (un altro terzo). Infine, gli \u201c<strong>innovatori<\/strong>\u201d, che hanno a cuore le nuove politiche dell&#8217;Ue: consolidamento dell\u2019euro ai fini della crescita, difesa, politica industriale, cambiamento climatico, ricerca, immigrazione, Africa (quello che resta). Alcuni paesi sostengono di appartenere a diverse trib\u00f9, ma a un certo punto dovranno scegliere.<\/p>\n<p>In particolare, a quale trib\u00f9 appartenga l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/eurozona-vincoli-bilancio-flessibilita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Italia<\/strong><\/a> \u00e8 un segreto meglio costudito dell&#8217;identit\u00e0 del paziente zero; a meno di fondare una quinta trib\u00f9, quella dei <strong>&#8220;ma anche&#8221;<\/strong>. Possiamo essere abbastanza sicuri solo di una cosa: come sempre ci sar\u00e0 un compromesso, ma poich\u00e9 anche chi ha obiettivi multipli alla fine deve arroccarsi su poche priorit\u00e0, a farne le spese saranno soprattutto gli &#8220;innovatori&#8221;. Conclusione deprecabile? Indubbiamente, ma da ricondurre alla sua giusta dimensione. Ci\u00f2 che divide i governi \u00e8 la differenza <strong>fra un bilancio limitato all&#8217;1% del Pil dell&#8217;Ue <\/strong>e<strong> uno limitato al 1,3%<\/strong>, che \u00e8 la richiesta \u201cmassimalista\u201d del Parlamento. Stiamo parlando di <strong>meno di 300 miliardi in sette anni<\/strong>.\u00a0Sono una cifra importante, ma non me la sentirei di sostenere che da essa dipende la capacit\u00e0 dell\u2019Europa di risolvere i propri numerosi problemi interni e riuscire a pesare in un contesto internazionale sempre pi\u00f9 complicato e a volte ostile.\u00a0Il risultato sar\u00e0 comunque modesto anche a causa dell\u2019<strong>emergenza coronavirus<\/strong> che esercita una nuova e imprevista pressione sulle finanze nazionali.<\/p>\n<p><strong>Tra risorse proprie e\u00a0<em>plastic tax<\/em><br \/>\n<\/strong>C&#8217;\u00e8 un secondo elemento della trappola: <strong>pensare che il problema sarebbe risolto se il bilancio fosse alimentato da nuove risorse proprie dell&#8217;Ue<\/strong>. Cosa si cela dietro queste parole che sembrano evocare nuove magiche fonti di finanziamento? Contrariamente a ci\u00f2 che molti credono, dal punto di vista legale il bilancio dell&#8217;Ue \u00e8 gi\u00e0 finanziato da risorse proprie, nel senso che i soldi che arrivano a Bruxelles costituiscono obblighi automatici dei paesi membri e non hanno bisogno di essere periodicamente votati dai Parlamenti nazionali come succede per le altre organizzazioni internazionali.<\/p>\n<p>Nella sostanza si possono definire &#8220;proprie&#8221;\u00a0solo quelle risorse per cui non \u00e8 logicamente possibile stabilire un legame logico con l&#8217;economia dei singoli stati membri. L&#8217;esempio tipico, in realt\u00e0 il solo, \u00e8 quello dei <strong>dazi doganali<\/strong> e dei <strong>prelievi agricoli<\/strong>, i cui proventi difatti sono attribuiti fin dall&#8217;inizio nella quasi totalit\u00e0 al bilancio dell&#8217;Ue. Supponiamo invece che vengano attribuiti all&#8217;Ue i proventi di un&#8217;<strong>eventuale<\/strong> <strong>imposta sulla plastica<\/strong>, come alcuni propongono. I fondi transiterebbero comunque dalle casse nazionali e potrebbero essere attribuiti a ogni singolo paese esattamente come avviene per tutte le altre entrate attuali tranne quelle citate. Con questo non voglio dire che una tassa europea sulla plastica sarebbe necessariamente una cattiva idea. Forse \u00e8 addirittura auspicabile, ma <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/ue-qfp-nelli-proposta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>non cambierebbe in maniera radicale la natura del bilancio<\/strong><\/a>. In particolare, non cambierebbe in nulla la propensione di ciascuno a ragionare in termini di &#8220;giusto ritorno&#8221;, cio\u00e8 il saldo fra ci\u00f2 che si paga e ci\u00f2 che si riceve.<\/p>\n<p><strong>Come uscirne<br \/>\n<\/strong>\u00c8 possibile uscire dalla trappola? Bisogna cominciare con l&#8217;essere coscienti che non stiamo parlando di un bilancio nel senso che la parola assume nel di battito politico dei nostri paesi. Esso non \u00e8 e non pu\u00f2 essere il momento in cui si definiscono le priorit\u00e0 politiche dell&#8217;Ue. Ci\u00f2 per diverse ragioni. Alcuni sembrano credere che il bilancio sia lo strumento per arrivare all\u2019unione politica, mentre \u00e8 vero l&#8217;opposto: <strong>senza una legittima unione politica non sar\u00e0 mai possibile avere un &#8220;vero&#8221; bilancio<\/strong>, inclusa un&#8217;autonoma capacit\u00e0 d&#8217;imposizione.<\/p>\n<p>In primo luogo, un bilancio che nella sua versione pi\u00f9 ambiziosa, e come sappiamo al momento irrealista, \u00a0assorbirebbe <strong>solo il 1,3% del Pil<\/strong>,\u00a0non pu\u00f2 in alcun modo essere uno strumento di politica economica. In secondo luogo, l&#8217;attivit\u00e0 principale dell&#8217;Ue, quella in cui da i risultati migliori, non \u00e8 raccogliere e distribuire denaro, ma <strong>regolare l&#8217;economia<\/strong> per facilitare l&#8217;integrazione e promuovere determinati obiettivi collettivi. Inoltre, perch\u00e9 ormai da molto tempo, da quando si giunse a un compromesso con la Gran Bretagna sul suo contributo, tutti i governi dal primo all&#8217;ultimo ragionano in termini di <strong>&#8220;<\/strong><strong>giusto ritorno&#8221;<\/strong>. Sappiamo che quel calcolo \u00e8 in parte arbitrario ed \u00e8 un modo perverso per calcolare i costi e i benefici dell&#8217;appartenenza all&#8217;Ue. Tuttavia, tutti i responsabili, dopo aver convenuto che si tratta di un&#8217;aberrazione, tornano a casa e danno istruzione ai propri diplomatici di trattare sulla base del &#8220;giusto ritorno&#8221;.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che ci\u00f2 che noi chiamiamo bilancio non \u00e8 altro che un <strong>documento contabile<\/strong> che riassume i costi delle scelte politiche decise in comune, fatte salve le correzioni per evitare agli uni o agli altri carichi giudicati eccessivi. La fonte del problema non \u00e8 quindi il bilancio, ma la <strong>mancanza di consenso sulle politiche<\/strong>. Se cos\u00ec non fosse, alcuni fra i paesi pi\u00f9 ricchi del pianeta non si accapiglierebbero per cifre tutto sommato irrisorie.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non vuol dire che il negoziato in corso non sia importante. Converr\u00e0 che ciascuno si batta per le sue priorit\u00e0 ed \u00e8 auspicabile che il risultato sia il meno restrittivo possibile e meno prigioniero della logica del &#8220;giusto ritorno&#8221;. In passato, un compromesso sarebbe stato trovato sulla base di un <strong>accordo franco-tedesco<\/strong>. Oggi, questo \u00e8 pi\u00f9 difficile a causa della lunga <strong>transizione della politica tedesca<\/strong> e dalla obiettiva <strong>debolezza interna di Macron<\/strong> che lo obbliga, dopo essersi eretto a paladino dei nuovi ambiziosi orizzonti dell&#8217;Ue, a ritrovarsi costretto alla tradizionale difesa degli agricoltori francesi.<\/p>\n<p><b>Prima il consenso<br \/>\n<\/b>Tuttavia <strong>sarebbe un grave errore legare a questo negoziato il futuro della nostra credibilit\u00e0<\/strong>, anche perch\u00e9 a un certo punto saremo comunque obbligati a spiegare all&#8217;opinione pubblica che si \u00e8 trattato del miglior compromesso disponibile. D&#8217;altro canto, non sar\u00e0 possibile spiegare a quella stessa opinione pubblica che bisogner\u00e0 abbandonare tutti i progetti innovativi solo perch\u00e9 non siamo riusciti a mettere nel bilancio risorse adeguate.<\/p>\n<p>Bisogna quindi tornare alla fonte vera dei problemi, che \u00e8 la <strong>mancanza di consenso sulle politiche<\/strong> da perseguire. Se siamo coscienti di questo, dobbiamo anche convenire che il bilancio non \u00e8 il terreno su cui si pu\u00f2 sperare di trovare l&#8217;intesa. Poich\u00e9 bisogna anche accettare che non sar\u00e0 sempre possibile trovare accordi unanimi, sar\u00e0 necessario che alcune iniziative &#8211; \u00a0in materia di <strong><a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/bc870fa0-56b0-11ea-abe5-8e03987b7b20\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">difesa<\/a><\/strong> o di <strong>immigrazione,<\/strong> forse anche di politica industriale e altro &#8211; siano lanciate su una base di paesi pi\u00f9 ristretta. In questo caso, sarebbe anche logico trarne le conseguenze finanziarie con contributi <em>ad hoc<\/em> dei paesi partecipanti al di fuori del bilancio dell&#8217;Ue. Prospettiva certo aberrante agli occhi dell&#8217;ortodossia, ma sicuramente migliore che dover frustrare le legittime attese dei cittadini. Se poi queste iniziative dovessero funzionare, arriver\u00e0 anche il momento di integrarle nel bilancio dell&#8217;Unione europea.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 ampio consenso che i prossimi mesi saranno un test critico della capacit\u00e0 dell&#8217;Ue a far fronte alle sfide del momento. Fra le decisioni che dovranno essere prese c&#8217;\u00e8 anche quella sul bilancio pluriannuale. 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