{"id":79366,"date":"2020-03-16T07:11:43","date_gmt":"2020-03-16T06:11:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=79366"},"modified":"2020-03-20T14:27:24","modified_gmt":"2020-03-20T13:27:24","slug":"coronavirus-vaccino-europa-politica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/coronavirus-vaccino-europa-politica\/","title":{"rendered":"Dall\u2019emergenza coronavirus un vaccino per l\u2019Europa politica"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/limpatto-del-coronavirus-covid-19\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">emergenza coronavirus<\/a><\/strong>, per la portata delle sue <strong>implicazioni politiche, economiche e sociali<\/strong>, oltre a quelle immediate di <strong>salute pubblica<\/strong>, rappresenta forse il test pi\u00f9 difficile degli Anni Duemila per l\u2019<strong>Unione europea<\/strong>, ancora di pi\u00f9 della crisi economica e finanziaria del 2008 e della cosiddetta crisi migratoria del 2015-2016. A questa emergenza l\u2019Unione ha dato <strong>una risposta che \u00e8 apparsa insufficiente e tardiva<\/strong> e che \u00e8 stata sfavorevolmente contrapposta a quella della <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/cina-primo-caso-di-successo\/\">Cina<\/a><\/strong>, dove l\u2019emergenza si \u00e8 prodotta e che sembra oggi essere uscita dalla fase acuta dell\u2019epidemia.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 ha senz\u2019altro contribuito ad alimentare le critiche verso il modello europeo. Nel dibattito pubblico e sui social media sono riemerse invocazioni alla riappropriazione delle competenze a livello nazionale, ed inviti a guardare a Pechino come esempio alternativo di gestione della crisi.<\/p>\n<p>Ma pensare di reagire ad una <strong>pandemia globale<\/strong> con misure di tipo esclusivamente nazionale \u00e8 di per s\u00e9 assurdo: il virus non conosce confini e soltanto un\u2019azione coordinata di tipo transnazionale sembra in grado di limitare la sua diffusione. Dall\u2019altra parte, il modello cinese non pu\u00f2 essere un\u2019alternativa valida, sotto diversi aspetti. La <strong>centralizzazione della risposta<\/strong>, il controllo capillare e la manipolazione dell\u2019informazione pubblica attraverso i media di Stato e la raccolta estensiva dei dati dei cittadini per limitare spostamenti e contagi sono strumenti tipici di un regime autocratico e implicano la negazione di libert\u00e0 e diritti individuali che sono invece il fondamento primario delle societ\u00e0 europee.<\/p>\n<p>Siamo di fronte ad un fenomeno multidimensionale, che chiama in causa almeno tre elementi: la risposta fattuale all\u2019emergenza sanitaria, una corretta informazione, il contenimento delle conseguenze economiche e sociali.<\/p>\n<p><strong>La competenza in materia di salute<\/strong><br \/>\nPer quanto riguarda la risposta all\u2019emergenza, occorre sottolineare che <strong>gli Stati membri hanno competenza esclusiva per quanto riguarda la definizione delle politiche nazionali in materia di salute<\/strong>, inclusa l&#8217;organizzazione e la fornitura dei servizi sanitari. L\u2019Unione ha soltanto un ruolo di completamento delle politiche nazionali, che comprende la lotta contro i cosiddetti \u201cgrandi flagelli\u201d (sulla base dell\u2019<a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/HTML\/?uri=CELEX:12008E168&amp;from=EN\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">articolo 168 del Trattato sul funzionamento dell\u2019Unione europea)<\/a>. A partire da questa base legale, un\u2019azione pi\u00f9 coordinata avrebbe potuto e dovuto essere stata promossa da Bruxelles e in particolare dai ministri della salute dei 27 Stati membri riuniti nel Consiglio Occupazione, politica sociale, salute e consumatori (Epsco).<\/p>\n<p>Inoltre, il Trattato di Lisbona ha introdotto la cosiddetta <strong>\u201cclausola di solidariet\u00e0\u2019\u201d<\/strong> (<a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/HTML\/?uri=CELEX:12016E222&amp;from=EN\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">articolo 222 del Trattato sul funzionamento dell\u2019Unione europea<\/a>), secondo la quale l\u2019Unione e gli Stati membri agiscono congiuntamente qualora uno di questi ultimi sia oggetto di un attacco terroristico o sia vittima di una calamit\u00e0 naturale o provocata dall\u2019uomo. Questa clausola avrebbe potuto essere stata attivata dall\u2019Italia attraverso una notifica contestuale alla Commissione europea e alla Presidenza di turno dell\u2019Unione. A quel punto, la responsabilit\u00e0 primaria sarebbe stata della Commissione e dell\u2019Alto rappresentante, che sarebbero dovuti intervenire individuando gli strumenti pi\u00f9 appropriati per reagire alla crisi a livello europeo, anche attraverso il Fondo europeo di solidariet\u00e0. Invece non ha funzionato al meglio il Meccanismo di protezione civile dell\u2019Unione attivato dall\u2019Italia a fine febbraio per chiedere agli Stati membri la fornitura di mascherine e dispositivi medici protettivi. <a href=\"https:\/\/www.politico.eu\/article\/coronavirus-italy-needs-europe-help\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Come denunciato dallo stesso rappresentante permanente dell\u2019Italia a Bruxelles Maurizio Massari<\/a>, nessun Paese ha risposto all\u2019appello. Soltanto domenica \u00e8 arrivata la notizia, positiva ma tardiva, dello sblocco di forniture di mascherine e altro materiale sanitario da Francia e Germania, <a href=\"https:\/\/twitter.com\/ThierryBreton\/status\/1239159336397688832?s=20\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">reso noto dal commissario al Mercato interno Thierry Breton<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Una comunicazione confusa<\/strong><br \/>\nE questo ci porta al piano comunicativo, che sembra riflettere la confusione e la reticenza all\u2019azione coordinata a livello europeo. L\u2019Unione avrebbe potuto fare decisamente meglio per rassicurare i suoi cittadini e mostrarsi reattiva e coesa, all\u2019altezza delle ambizioni di \u201c<strong>un\u2019Europa che protegge<\/strong>\u201d, come scritto nei documenti strategici e come sbandierato dai leader europei. Soprattutto in questi frangenti di crisi, quando la responsabilit\u00e0 sociale dei singoli pu\u00f2 fare la differenza, \u00e8 importante veicolare messaggi chiari e non contraddittori e allo stesso tempo far sentire la presenza delle istituzioni per rafforzare la fiducia tra la popolazione.<\/p>\n<p>Se la presidente della Commissione <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/la-presidente-della-commissione-europea-ai-cittadini-italiani\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Ursula von der Leyen <\/strong><\/a>ha lanciato, l\u201911 marzo, un accorato seppur tardivo messaggio di vicinanza all\u2019Italia, il Paese pi\u00f9 duramente colpito fino a questo momento in Europa, il giorno successivo la presidente della Banca centrale europea <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/la-gravissima-scivolata-della-presidente-della-bce\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Christine Lagarde<\/strong> ha rilasciato un\u2019improvvida dichiarazione<\/a> che ha fatto schizzare lo spread italiano e ha generato la <a href=\"https:\/\/twitter.com\/Quirinale\/status\/1238179263460900864?s=20\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">reazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella<\/a>. Solo dopo sono arrivate le precisazioni di Lagarde e la rassicurazione di von der Leyen che l\u2019Unione avrebbe fatto \u201c<em>whatever is necessary<\/em>\u201d per aiutare Stati membri e cittadini.<\/p>\n<p><strong>Misure economiche e sociali<\/strong><br \/>\nCi sono poi gli interventi legati all\u2019impatto economico e sociale dell\u2019emergenza. Le misure che hanno imposto il <strong>blocco della libera circolazione nel mercato unico<\/strong> e lo <strong>stop alle attivit\u00e0 commerciali e produttive in alcuni Paesi europei<\/strong>, tra cui l\u2019Italia, rischiano di avere conseguenze disastrose sull\u2019economia europea e richiedono misure forti di sostegno. In questi giorni sono arrivate buone notizie da Bruxelles, come la luce verde per gli Stati membri a tutta la spesa necessaria per interventi in ambito sanitario, sociale, di sostegno al lavoro e all\u2019economia sulla base della clausola sugli eventi eccezionali.<\/p>\n<p><strong>Via libera anche per gli aiuti di Stato<\/strong> per quelle aziende che hanno crisi di liquidit\u00e0 e hanno bisogno di supporto urgente, come ad esempio quelle nei settori del <strong>trasporto aereo<\/strong> e del <strong>turismo<\/strong>. Nelle prossime settimane, <strong>1 miliardo del bilancio europeo<\/strong> sar\u00e0 destinato a garanzia del Fondo europeo per gli investimenti, al fine di incentivare le banche a fornire liquidit\u00e0 per almeno 8 miliardi di euro alle piccole e medie imprese in difficolt\u00e0. Si attende anche un\u2019accelerazione per il lancio di uno Schema europeo di sussidi di disoccupazione, l\u2019impiego di 37 miliardi del Fondo di coesione per far fronte all\u2019emergenza e l\u2019espansione del Fondo europeo di solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Questo balzo in avanti, dovuto anche ad un\u2019azione diplomatica incisiva del ministro dell\u2019Economia <strong>Roberto Gualtieri<\/strong> e del lavoro politico del commissario <strong>Paolo Gentiloni<\/strong>, va sicuramente accolto con favore, anche perch\u00e9 potrebbe <strong>cambiare in maniera sostanziale il paradigma europeo in materia economica e finanziaria in una direzione pi\u00f9 volte auspicata dall\u2019Italia stessa<\/strong>. Quello che manca \u00e8 ora un <strong>grande piano di investimenti pubblici<\/strong> che riguardi il settore sanitario ma anche tutti quei settori che risulteranno maggiormente colpiti dalla crisi, dal welfare alle infrastrutture all\u2019istruzione. Ci si augura insomma che questa emergenza convinca tutti della necessit\u00e0 di dotare l\u2019Unione degli strumenti finanziari e politici necessari a far fronte alle sfide congiunturali e strutturali. E questo dovrebbe riflettersi anche nelle dimensioni e nelle priorit\u00e0 del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/la-trappola-del-bilancio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">prossimo ciclo di bilancio pluriennale 2021-27<\/a>.<\/p>\n<p>Il coronavirus avr\u00e0 conseguenze che nessuno \u00e8 ancora in grado di valutare appieno, ma quello che l\u2019Unione non pu\u00f2 permettersi \u00e8 senz\u2019altro di trasformarla nell\u2019ennesima occasione persa per far sentire ai cittadini la vicinanza e l\u2019utilit\u00e0 delle istituzioni, con le parole e con i fatti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019emergenza coronavirus, per la portata delle sue implicazioni politiche, economiche e sociali, oltre a quelle immediate di salute pubblica, rappresenta forse il test pi\u00f9 difficile degli Anni Duemila per l\u2019Unione europea, ancora di pi\u00f9 della crisi economica e finanziaria del 2008 e della cosiddetta crisi migratoria del 2015-2016. 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