{"id":79781,"date":"2020-03-21T10:16:39","date_gmt":"2020-03-21T09:16:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=79781"},"modified":"2020-03-24T07:08:31","modified_gmt":"2020-03-24T06:08:31","slug":"coronavirus-il-dilemma-tecnologico-della-commissione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/coronavirus-il-dilemma-tecnologico-della-commissione\/","title":{"rendered":"Coronavirus: il dilemma tecnologico della Commissione"},"content":{"rendered":"<p>Il 19 febbraio 2020 la <strong>Commissione europea<\/strong> ha presentato la sua <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/sara-una-svolta-per-leuropa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>strategia digitale<\/strong><\/a>. Accentuando gli sforzi compiuti negli anni scorsi, la Commissione intende modellare il <strong>futuro digitale dell&#8217;Europa<\/strong> favorendo lo sviluppo di tecnologie utili alla societ\u00e0, posizionando l&#8217;Europa nel mercato dei dati e mantenendo l&#8217;inquadramento di democrazia e di sostenibilit\u00e0 della societ\u00e0 europea, anche nella sua dimensione digitale. Nel frattempo, la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/limpatto-del-coronavirus-covid-19\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>crisi globale del Covid-19<\/strong><\/a> ha avuto un impatto sull&#8217;insieme delle politiche europee e nazionali, rivelandosi come un vero e proprio &#8220;<strong>cigno nero<\/strong>&#8221; (<em>black swan<\/em>) per l&#8217;andamento delle societ\u00e0 e va quindi presa in considerazione anche per il comparto digitale.<\/p>\n<p>La visione della Commissione \u00e8 quella di migliorare <strong>la posizione dell&#8217;Europa nel contesto digitale<\/strong>. Per questo mette al centro delle sue strategie i <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/strategy\/priorities-2019-2024\/europe-fit-digital-age\/european-data-strategy_it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>dati<\/strong><\/a>, ovvero la capacit\u00e0 di produrre e conservare dati in un contesto tecnologico e regolamentare europeo, ma anche di valorizzare la propriet\u00e0 tutelata da questi dati per lo sviluppo di filiere tecnologiche ed economiche basate sul controllo e la possibilit\u00e0 di uso dei dati come l&#8217;intelligenza artificiale.<\/p>\n<p>Dietro \u00a0queste visioni osserviamo una rivendicazione di maggiore <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/sovranita-digitale-priorita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>sovranit\u00e0 europea nel contesto digitale<\/strong><\/a>, con la consapevolezza che bisogna recuperare terreno dopo il quasi monopolio prodotto dalla crescita delle <strong>piattaforme<\/strong> industriali <strong>statunitensi<\/strong>, le quali prevedono una capacit\u00e0 di stoccaggio dei dati che di fatto pone sia il cittadino sia le istituzioni europee, pubbliche o private, in uno stato di dipendenza e di assoggettamento. Sulla tematica della sovranit\u00e0 digitale, anche da un punto di vista industriale, si osserva una convergenza europea con le <strong>posizioni italiane<\/strong> che mirano a fare crescere le capacit\u00e0 di controllo su ma anche di sicurezza dell&#8217;intero comparto digitale italiano, come ben illustrato dal concetto di &#8220;<strong>perimetro di sicurezza nazionale cibernetica<\/strong>&#8220;.\u00a0Per fare tutto questo la Commissione intende incentivare lo <strong>sviluppo di infrastrutture tecnologiche europee<\/strong> come forme di <em>cloud<\/em> europeo, annunciando investimenti fino a <strong>2 miliardi<\/strong>.<\/p>\n<p>Essa vuole inoltre sfruttare la propria <strong>capacit\u00e0 normativa<\/strong> per creare dei <strong><em>cluster<\/em> di dati<\/strong> che possano essere regolamentati a livello europeo e, anche poggiando sul mercato delle istituzioni pubbliche come amministrazioni o altro, aggregarsi sotto un regime che permetterebbe di porre le basi di un&#8217;<strong>economia digitale europea<\/strong>: dati europei regolati, aggregati e ottenuti in modo consensuale, che poi diventano il &#8220;petrolio&#8221; di una nuova economia digitale. Ecco la visione della Commissione.<\/p>\n<p><strong>La frontiera digitale per il comparto sanitario<br \/>\n<\/strong>Questa strategia prende anche spunto del successo del\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/ue-privacy-dati-gdpr\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Gdpr<\/strong><\/a>, il <strong>regolamento generale per la protezione dei dati<\/strong>, voluto dalla Commissione europea e che ha di fatto creato uno <strong>standard mondiale in materia<\/strong>. Fra i vari cluster di dati che la Commissione immagina come terreni fertili per lo sviluppo di un mercato europeo legato a una specifica regolamentazione, rileviamo quello dei <strong>dati del comparto sanitario<\/strong>. Il dato medico \u00e8 da sempre un argomento delicato, anche per la tutela della privacy, e mentre alcuni <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/una-svolta-per-il-modello-digitale-cinese\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Paesi come la <strong>Cina<\/strong> stanno forsennatamente spingendo per un impiego generalizzato dell&#8217;intelligenza artificiale nella medicina<\/a> che utilizzi l&#8217;insieme dei dati personali per nutrire i propri algoritmi, l&#8217;Europa si \u00e8 dimostrata prudente, temendo per la <strong>tutela dei diritti<\/strong>.<\/p>\n<p>La crisi del coronavirus pu\u00f2 in prima battuta sembrare un evento estraneo all&#8217;agenda digitale: si tratta di una crisi sanitaria che richiede una risposta medica. Ma <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/ecco-come-la-tecnologia-puo-rallentare-il-coronavirus\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la <strong>questione digitale<\/strong> arriver\u00e0 ben presto<\/a>. Prima di tutto stiamo assistendo di fatto a una vera e propria rivoluzione della societ\u00e0 che, costretta dalle misure di contenimento, ha trasferito sul digitale una larga parte delle <strong>funzioni lavorative, educative e sociali<\/strong>. Bisogner\u00e0 poi vedere quanto durer\u00e0 la crisi e se ci sar\u00e0 un ritorno al periodo precedente, ma intanto il digitale, che gi\u00e0 rivestiva un&#8217;importanza fondamentale, continua a crescere giorno dopo giorno.<\/p>\n<p>Dopo il confinamento, la seconda fase, quella della <strong>realizzazione di test estesi e del monitoraggio individuale di ogni cittadino<\/strong>, sia da un punto di vista medico sia da un punto di vista degli spostamenti, apre la prospettiva di un uso intensificato di app che permettono la produzione e la gestione di questi dati affidati alle autorit\u00e0 pubbliche.<\/p>\n<p><strong>I rischi della sorveglianza telematica<br \/>\n<\/strong>In assenza di progressi medici notevoli, sia dal lato dello sviluppo un vaccino sia da quello dei protocolli di cura, il <strong>monitoraggio individuale dell&#8217;intera popolazione<\/strong> viene gi\u00e0 indicato come l&#8217;unica via di uscita.<\/p>\n<p>Questa prospettiva pone un difficile dilemma: mentre la riduzione delle libert\u00e0 diventa effettiva nell&#8217;insieme delle nostre societ\u00e0, in nome della necessit\u00e0 di ridurre i rischi di contagio, si profila per la seconda fase dell&#8217;epidemia un <strong>regime di libert\u00e0 sorvegliata<\/strong> tramite app su smartphone in modo tale da evitare o limitare eventuali riprese dei contagi. Certamente ci possiamo augurare che la Commissione europea, utilizzando il proprio <em>know-how<\/em> in materia, sia in grado di proporre un meccanismo e delle regole di controllo post-epidemia uniformi che possano mantenere una mobilit\u00e0 europea basata sull&#8217;accesso ai dati di controllo ovunque nell&#8217;Unione. Tuttavia, la combinazione fra i poteri eccezionali assunti dai governi nel contesto della crisi e un sistema di sorveglianza telematico esteso all&#8217;insieme della popolazione lascia molti dubbi e viene a scontrarsi con i fondamenti delle nostre democrazie.<\/p>\n<p>I cinesi stanno usando la crisi del coronavirus per imboccare con ancora pi\u00f9 velocit\u00e0 la strada di una forma di <strong>totalitarismo telematico<\/strong>. Dopo il successo del Gdpr, riferimento mondiale nella protezione dei diritti nel contesto digitale, \u00e8 fondamentale che l&#8217;Ue giochi oggi un ruolo chiave nel <strong>necessario bilanciamento fra l&#8217;uso della tecnologia digitale per uscire della crisi e il mantenimento del nostro ordine democratico e sociale<\/strong>, il che rappresenta anche la ragion d&#8217;essere della nostra sopravvivenza.<\/p>\n<p><em>Questo articolo \u00e8 stato pubblicato nell\u2019ambito\u00a0dell\u2019<\/em><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/osservatorio-iai-ispi-politica-estera-italiana\/\"><em>Osservatorio IAI-ISPI sulla politica estera italiana<\/em><\/a><em>, realizzato anche grazie al sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.\u00a0Le opinioni espresse dall\u2019autore\/autori sono strettamente personali e non riflettono necessariamente quelle dell\u2019ISPI o del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 19 febbraio 2020 la Commissione europea ha presentato la sua strategia digitale. 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