{"id":79867,"date":"2020-03-25T08:08:00","date_gmt":"2020-03-25T07:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=79867"},"modified":"2020-03-27T07:56:37","modified_gmt":"2020-03-27T06:56:37","slug":"combattiamo-un-virus-che-non-e-solo-un-problema-sanitario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/combattiamo-un-virus-che-non-e-solo-un-problema-sanitario\/","title":{"rendered":"Combattiamo un virus che non \u00e8 solo un problema sanitario"},"content":{"rendered":"<p>Non vi \u00e8 alcun dubbio che il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/limpatto-del-coronavirus-covid-19\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Covid-19<\/strong><\/a> sia un virus globale. Non per nulla l&#8217;<strong>Organizzazione mondiale della sanit\u00e0<\/strong> (Oms) lo ha definito come <strong>pandemia<\/strong> e in base alle sue ultime analisi ha anche avvertito che la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/la-diffusione-delle-infezioni-nel-mondo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">diffusione nel mondo<\/a> sta accelerando. Fino ad oggi l&#8217;infezione si \u00e8 stranamente concentrata nell&#8217;<strong>emisfero settentrionale<\/strong>, muovendosi dalla Cina agli Stati Uniti attraverso l&#8217;Europa, che oggi rappresenta l&#8217;area maggiormente colpita ed in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>Un giorno forse comprenderemo perch\u00e9 in questa ampia fascia circolare alcuni Paesi siano stati contaminati meno di altri: ad esempio la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/3-crisi-per-putin-sara-lo-tsunami-perfetto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Russia<\/strong><\/a> e la <strong>Turchia<\/strong> rispetto ai membri dell&#8217;Unione europea, oppure l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/lo-sfumato-confine-tra-autorevolezza-e-autoritarismo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Iraq<\/strong><\/a> con pochissimi casi rispetto al confinante <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/vi-racconto-teheran-e-il-coronavirus\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Iran<\/a>,<\/strong> alle prese con numeri crescenti di morti e contagiati.<\/p>\n<p><strong>Le preoccupazioni di oggi e di domani<br \/>\n<\/strong>Insomma un virus incomprensibile ma che in ogni caso punta a colpire un po&#8217; tutti. Oggi, in effetti, l&#8217;Oms guarda con enorme preoccupazione ad altre parti del mondo e in particolare all&#8217;<strong>Africa<\/strong>, all&#8217;<strong>India<\/strong>\u00a0&#8211; che ha appena dichiarato il <em>lockdown<\/em>\u00a0pi\u00f9 grande al mondo, coinvolgendo 1,3 miliardi di persone &#8211; e all&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/coronavirus-tenuta-socio-economica-a-rischio-in-ecuador\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>America Latina<\/strong><\/a> dove per ora i casi di contagio sono ancora ridotti nei numeri, ma che non possono sperare di resistere a lungo ad una sua maggiore diffusione. Dappertutto, quindi, si guarda alle misure prese dalla <strong>Cina<\/strong> intorno al focolaio principale di Wuhan o dall&#8217;<strong>Italia<\/strong>, che nell&#8217;Ue ha dovuto per prima affrontare l&#8217;invisibile nemico.<\/p>\n<p>Tutti i Paesi stanno quindi adottando <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/le-misure-in-italia-e-nel-resto-deuropa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>misure di progressivo rigore<\/strong><\/a>, chiudendo spazi aerei, trasporti, aree e citt\u00e0 in cui si manifestano i primi casi, nella speranza di evitare il collasso dei rispettivi sistemi sanitari, in genere molto meno efficienti di quelli cinesi o europei. Il guaio \u00e8 che tutte queste misure vengono prese su base nazionale, guardando agli esempi di altri paesi, ma <strong>senza una vera e propria regia internazionale<\/strong>. In effetti, al di l\u00e0 delle indicazioni piuttosto generiche dell&#8217;Oms, nessun&#8217;altra istituzione globale \u00e8 in grado di offrire una regia unitaria per affrontare il contagio con regole uniformi e ci\u00f2 rischia obiettivamente di fare perdere ogni controllo sulla diffusione e durata nel tempo di questa grave pandemia. Per di pi\u00f9, al di l\u00e0 degli effetti nefasti dell&#8217;infezione sulle popolazioni mondiali, la vera sfida che si prospetta riguarda il nostro futuro sotto due profili principali: quello <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/bini-smaghi-effetto-economico-coronavirus-grave\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>economico<\/strong><\/a> e, in modo forse meno evidente ma con conseguenze ancora pi\u00f9 problematiche, quello <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/le-patologie-epidemiche-della-democrazia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>democratico<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p><strong>Un&#8217;economia di &#8220;guerra&#8221;<\/strong><br \/>\nPer quanto riguarda l&#8217;economia si \u00e8 sentito ripetere da pi\u00f9 parti che una volta superata l&#8217;emergenza sanitaria si dovranno affrontare gli <strong>effetti globali del caos economico<\/strong>. Non \u00e8 tanto la drammatica caduta e la volatilit\u00e0 delle Borse mondiali a preoccupare, quanto le conseguenze sull&#8217;<strong>economia reale<\/strong> che stanno gi\u00e0 oggi colpendo le imprese di ogni dimensione, le attivit\u00e0 commerciali e pi\u00f9 in generale i bilanci degli Stati. Il grande indebitamento che i Paesi maggiormente colpiti, come l&#8217;Italia, saranno costretti a sopportare non far\u00e0 altro che indebolire la capacit\u00e0 di ripresa e ricostruzione di un&#8217;economia che gi\u00e0 oggi appare come un&#8217;<strong>economia di &#8220;guerra&#8221;<\/strong>, <strong>ben peggiore della crisi finanziaria del 2008 e di quella dei debiti sovrani del 2010<\/strong>.<\/p>\n<p>Lo stesso segretario generale dell&#8217;Ocse, <a href=\"http:\/\/www.rainews.it\/dl\/rainews\/articoli\/coronavirus-ocse-scenario-peggiora-occorre-piano-marshall-330399a2-c716-4834-940c-274fa7642f72.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Angel Gurr\u00eda<\/strong><\/a>, definisce come <strong>ottimistica una crescita globale dell&#8217;1,5%<\/strong> e intravede invece conseguenze negative che dureranno anni, causate da <strong>una recessione che riguarder\u00e0 tutte le maggiori economie mondiali<\/strong>. Per l&#8217;Europa preoccupano in modo particolare le prospettive economiche della <strong>Germania,<\/strong> per la quale l&#8217;Ifo di Monaco prevede una <strong>caduta di oltre il 20%<\/strong> rispetto ai dati di qualche settimana fa. \u00c8 quindi evidente che sar\u00e0 necessario uno sforzo collettivo, europeo e mondiale, per avere qualche speranza di rapida ripresa economica: per l&#8217;Europa si \u00e8 menzionato addirittura un <strong>nuovo piano Marshall<\/strong>. Ma dove si troveranno risorse e volont\u00e0 politiche? E, soprattutto, come si potr\u00e0 fronteggiare una crescente e prolungata disoccupazione?<\/p>\n<p><strong>Lottare per la democrazia<br \/>\n<\/strong>Tutte domande che riportano all&#8217;altra problematica, quella relativa al <strong>futuro della democrazia<\/strong> nel mondo. Democrazia che gi\u00e0 prima dello scoppio della pandemia aveva dato numerosi segnali di indebolimento a livello globale. L&#8217;ultimo rapporto &#8220;<a href=\"https:\/\/freedomhouse.org\/sites\/default\/files\/FH_FITW_Report_2018_Final_SinglePage.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Freedom in the World<\/em>&#8220;<\/a>\u00a0relativo al 2018 fa un interessante confronto dello stato della democrazia fra due periodi successivi. Dal 1989 (anno della caduta del Muro di Berlino) al 2005 i Paesi &#8220;non liberi&#8221; erano diminuiti dal 37% al 23%, mentre le nuove democrazie avevano visto il balzo dal 36 al 46%. Nel successivo arco temporale, dal 2005 al 2018, l\u2019andamento \u00e8 stato opposto: i Paesi liberi sono diminuiti del 44% mentre quelli autoritari e dittatoriali sono aumentanti del 26%. Nel Gruppo dei 20 (<strong>G20<\/strong>), ad esempio, i Paesi sovranisti che contrastano il multilateralismo e le regole del commercio e della finanza internazionale rappresentano oggi una robusta minoranza, il cui peso economico vale tuttavia il 66,8% dell&#8217;intero gruppo e la valenza demografica il 79%. In altre parole, pur essendo numericamente inferiori, nei fatti costituiscono la schiacciante maggioranza. Fra di essi, oltre alla <strong>Cina,<\/strong> la <strong>Russia,<\/strong> la <strong>Turchia<\/strong> e l&#8217;<strong>Arabia Saudita<\/strong>, siamo oggi costretti a contare anche gli <strong>Stati Uniti, <\/strong>la<strong> Gran Bretagna <\/strong>e il<strong> Brasile<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La crescita dell&#8217;autoritarismo<\/strong> ha diverse ragioni. Ma una prevale su tutte: <strong>la grande crisi economica e finanziaria <\/strong>che dal 2008 in poi ha colpito gran parte del mondo occidentale, espandendosi a macchia d&#8217;olio anche nelle parti pi\u00f9 deboli dei vari continenti, dall&#8217;Africa all&#8217;America Latina. Questa crisi ha portato con s\u00e9 una visibile e crescente <strong>ineguaglianza fra le classi sociali<\/strong>, con i ricchi a distanziare sempre di pi\u00f9 sia le classi medie che quelle pi\u00f9 povere.<\/p>\n<p>Oggi, ai tempi del coronavirus e per fronteggiare la pandemia sono state prese misure altamente restrittive sul piano delle <strong>libert\u00e0 personali<\/strong>, da quella di movimento dei cittadini alla circolazione delle merci. Alcuni governanti nel mondo potrebbero essere tentati di cogliere al volo questa opportunit\u00e0 per <strong>stringere ancora di pi\u00f9 i controlli sulla societ\u00e0<\/strong>, come sta gi\u00e0 avvenendo in Turchia, in Russia o in Brasile. Ma perfino all&#8217;interno dell&#8217;Ue ci potrebbero essere tentazioni di questo genere: in <strong>Ungheria<\/strong>, ad esempio, il premier <strong>Viktor Orb\u00e1n<\/strong> sta cercando di fare passare una legge che gli attribuirebbe in esclusiva il potere di decretazione d&#8217;urgenza non solo sul piano sanitario, ma anche sulla sicurezza materiale dei cittadini e dell&#8217;economia, la sospensione di certe leggi e la deroga dalle regole democratiche oggi ancora esistenti nel Paese.<\/p>\n<p>Insomma, ci troveremo domani a combattere un virus che non rappresenta solo un grave problema sanitario, ma una notevole <strong>sfida sul piano economico e sulla sopravvivenza dei nostri valori democratici<\/strong>. Dovremo tutti mobilitarci, come avviene in queste settimane sul piano sanitario, affinch\u00e9 il futuro del mondo non sia peggiore del presente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non vi \u00e8 alcun dubbio che il\u00a0Covid-19 sia un virus globale. 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