{"id":79896,"date":"2020-03-25T19:07:43","date_gmt":"2020-03-25T18:07:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=79896"},"modified":"2020-03-30T14:08:02","modified_gmt":"2020-03-30T12:08:02","slug":"la-filiera-alimentare-alla-prese-con-il-coronavirus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/la-filiera-alimentare-alla-prese-con-il-coronavirus\/","title":{"rendered":"La filiera alimentare alle prese con il coronavirus"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019emergenza sanitaria legata al diffondersi del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/limpatto-del-coronavirus-covid-19\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Covid-19<\/strong><\/a> sta mostrando forse per la prima volta per molti di noi il rischio di vivere in una situazione di <strong>insicurezza alimentare<\/strong>. Le immagini di <strong>lunghe code ai supermercati<\/strong> e di interi scaffali vuoti mostrano come le componenti della <strong>filiera alimentare<\/strong> e dell&#8217;epidemia interagiscano e producano impatti a livello nazionale, regionale e globale. Si tratta di una catena molto complessa, che coinvolge numerosi attori e fasi dalla produzione alla trasformazione, dalla logistica alla distribuzione, dalla ristorazione al consumo, dalla redistribuzione fino allo smaltimento.<\/p>\n<p>Costruire<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/10\/cibo-citta-sindaci-rivoluzione-alimentare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong> sistemi alimentari sostenibili e resilienti<\/strong><\/a> \u00e8 quindi fondamentale soprattutto in comunit\u00e0 altamente urbanizzate. Secondo la <strong><a href=\"http:\/\/www.fao.org\/3\/I8568EN\/i8568en.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fao<\/a><\/strong>, <strong>le citt\u00e0 oggi consumano pi\u00f9 dell\u201980% del cibo prodotto a livello mondiale<\/strong> e nelle periferie delle grandi metropoli milioni di persone vivono in cosiddetti deserti alimentari, senza accesso a cibo fresco e di qualit\u00e0. Pensiamo per esempio alle difficolt\u00e0 di nutrire una megalopoli di pi\u00f9 di 10 milioni di abitanti come <strong>Wuhan<\/strong> in una fase di totale <em>lockdown<\/em> e agli effetti che questo pu\u00f2 avere sulla salute pubblica, l&#8217;alimentazione e anche sulle <strong>crisi umanitarie<\/strong>.<\/p>\n<p>In queste settimane, il <a href=\"https:\/\/www.wfp.org\/publications\/covid-19-situation-reports\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>World Food Programme<\/strong><\/a>\u00a0sta da un lato sta monitorando i prezzi delle derrate alimentari in numerosi Paesi, dato che in alcuni casi (come il <strong>riso<\/strong> in Thailandia, Vietnam e Myanmar) sono aumentate del 10-15%. Dall\u2019altro sta negoziando con i governi di vari Paesi per evitare che la chiusura delle frontiere possa impedire alle popolazioni in emergenza di ricevere aiuti umanitari. La riduzione dell\u2019export alimentare cinese e le restrizioni alle frontiere rischia di \u00a0bloccare o quanto meno rallentare le consegne di cargo o container umanitari, come accaduto ad esempio in <strong>Siria<\/strong>. Molti Paesi hanno poi chiuso le <strong>scuole<\/strong> e questo mette a rischio fino a 9 milioni di bambini che ricevono pasti dagli operatori del Wfp.<\/p>\n<p><strong>I tre rischi per la filiera alimentare<\/strong><br \/>\nIl coronavirus pu\u00f2 avere un impatto sulla filiera alimentare sotto molti punti di vista. In primo luogo, la pandemia rischia di dare un <strong>colpo terribile agli attori meno forti della filiera<\/strong>, come i <strong>piccoli produttori<\/strong>, i quali continuano a produrre la stragrande maggioranza di cibo nel mondo. La chiusura di scuole, mercati e piccole aziende di trasformazione impedisce loro di vendere i propri prodotti e provoca gravi danni anche per i <strong>ristoranti,<\/strong> diventati ormai le nuove fabbriche in numerosi Paesi. Inoltre, rispettare il distanziamento fisico non \u00e8 semplice in periodi di <strong>raccolto<\/strong> o per esempio all&#8217;interno di strutture come i <strong>macelli<\/strong> e questo rischia di diffondere maggiormente il contagio. La <strong>salute degli operatori<\/strong> \u00e8 fondamentale in periodo di pandemia, soprattutto se si pensa che <strong>l&#8217;et\u00e0 media dei contadini \u00e8 sempre pi\u00f9 elevata in molti Paesi del mondo<\/strong>. Nell&#8217;<strong>Unione europea<\/strong>, poi, il <strong>settore agricolo<\/strong> \u00e8 dominato dagli over 60 e poco pi\u00f9 del 10% dei capi azienda ha meno di 40 anni. La diffusione del contagio potrebbe infine produrre conseguenze drammatiche anche per la logistica del cibo, la trasformazione, la produzione di fertilizzanti agricoli o i rifornimenti di materie prime.<\/p>\n<p>In secondo luogo, la <strong>globalizzazione del cibo<\/strong> rende tutti i Paesi vulnerabili a shock della filiera alimentare. Da un lato, in aree di libero commercio come l&#8217;Ue, la minaccia di chiusura delle frontiere mette non solo in pericolo valori e diritti fondamentali, ma anche l&#8217;equilibrio socio-economico di\u00a0<strong>Paesi esportatori di derrate alimentari <\/strong>nel nord e sud globale. Dall&#8217;altro lato, le restrizioni commerciali per motivi sanitari possono bloccare intere filiere alimentari, provocando problemi di <strong>carenza di cibo<\/strong> per Paesi che sono altamente dipendenti dalle importazioni. Pensiamo ad esempio ai grandi porti e centri logistici internazionali come quello di Seattle, dove nelle scorse settimane il blocco delle operazioni ha impedito ad alcune navi container provenienti dalla Cina di sbarcare prodotti agro-alimentari. Tali blocchi potrebbero essere causati non solo dal diffondersi del virus tra gli operatori portuali ma anche tra gli ispettori sanitari che devono garantire che le merci importate rispettino i vari<strong> standard di sicurezza alimentare<\/strong>.<\/p>\n<p>Infine, la pandemia pu\u00f2 esporre a gravi forme di insicurezza alimentare le <strong>categorie pi\u00f9 deboli<\/strong> che vivono nelle nostre comunit\u00e0. La chiusura per motivi sanitari di numerose strutture come le <strong>mense caritatevoli<\/strong> minaccia coloro che gi\u00e0 non hanno accesso a cibo sano e che vivono di donazioni di alimenti. Negli Stati Uniti, ad esempio, quasi 3 milioni di nuclei familiari composti da singoli anziani soffrono di insicurezza alimentare. \u00c8 per questo motivo che in molte citt\u00e0 le autorit\u00e0 pubbliche e il terzo settore si stanno organizzando per risolvere questi problemi. \u00c8 il caso di <a href=\"https:\/\/www.comune.milano.it\/-\/coronavirus.-nascono-sette-hub-temporanei-per-la-consegna-della-spesa-a-domicilio\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Milano<\/strong><\/a> dove, pur in una situazione di estrema difficolt\u00e0, sono stati istituiti in collaborazione con numerosi enti caritatevoli sette hub temporanei di redistribuzione che consentono di consegnare ogni giorno circa 1 tonnellata di cibo per hub<em>.<\/em><\/p>\n<p><strong>Cina e Italia a confronto<\/strong><br \/>\nIn <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/cina-primo-caso-di-successo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Cina<\/strong><\/a> lo scoppio dell&#8217;epidemia ha prodotto sin da subito effetti importanti sul <strong>sistema alimentare<\/strong>: il <strong>tasso di inflazione alimentare<\/strong> ha raggiunto livelli record dopo otto anni nei primi mesi del 2020, con prezzi fino al 20% superiori rispetto all&#8217;anno precedente. La chiusura delle vie di comunicazione e del trasporto pubblico hanno create numerose interruzioni nella filiera alimentare, rendendo complicato il trasporto di cibo dalle zone rurali o dai porti ai centri urbani. Immaginiamo cosa sarebbe potuto accadere se ad essere colpita fosse stata non la citt\u00e0 di Wuhan bens\u00ec un centro come Shouguang, il quale rappresenta il principale hub di produzione e distribuzione di verdura del gigante asiatico. Ci\u00f2 ha consentito, nonostante le restrizioni, alla logistica di continuare a rifornire la citt\u00e0, evitando una crisi alimentare potenzialmente gravissime per una megalopoli.<\/p>\n<p>La pandemia di Covid-19 rischia di avere ripercussioni importanti anche per l&#8217;<strong>intera filiera alimentare italiana<\/strong>. Al momento, secondo la <a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/canale_terraegusto\/notizie\/mondo_agricolo\/2020\/03\/12\/coronavirus-coldiretti-cibo-garantito-da-750-mila-aziende_d210c028-672d-4911-9e2b-c05f3389ddaf.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Coldiretti<\/strong><\/a>, il nostro Paese ha scorte sufficienti per pi\u00f9 di due terzi delle materie prime nazionali e i tre milioni di lavoratori della filiera alimentare insieme alle 740 mila aziende agricole e le 70 mila imprese di lavorazione alimentare continuano a garantire <strong>continuit\u00e0 alle forniture di cibo e bevande alla popolazione<\/strong>. I problemi principali per il Paese riguardano per\u00f2 le <strong>esportazioni,<\/strong> dal momento che la penisola esporta pi\u00f9 del 70% della produzione (in particolare verso Francia, Germania, Regno Unito e Usa). In tal senso, l&#8217;adozione di blocchi, misure di contenimento o l&#8217;annullamento delle commesse tra Stati membri o extra Ue pu\u00f2 provocare degli effetti negativi per le aziende nazionali. Per questo \u00e8 necessario un maggiore <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/home-affairs\/sites\/homeaffairs\/files\/what-we-do\/policies\/european-agenda-migration\/20200316_covid-19-guidelines-for-border-management.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>coordinamento a livello europeo<\/strong><\/a>, per evitare forme di concorrenza sleale, garantire la libera circolazione delle merci e sostenere tutti gli attori che operano nella filiera.<\/p>\n<p>Il 23 marzo la Commissione europea ha pubblicato una\u00a0<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/transport\/sites\/transport\/files\/legislation\/2020-03-23-communication-green-lanes_en.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/ec.europa.eu\/transport\/sites\/transport\/files\/legislation\/2020-03-23-communication-green-lanes_en.pdf&amp;source=gmail&amp;ust=1585243828699000&amp;usg=AFQjCNGCT08V-ZaqacnECJ89Tm8FpAGx4w\">Comunicazione<\/a>\u00a0in cui offre delle indicazioni su come implementare le\u00a0<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/presscorner\/detail\/en\/ip_20_468\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/presscorner\/detail\/en\/ip_20_468&amp;source=gmail&amp;ust=1585243828699000&amp;usg=AFQjCNF3o8MWuxaQv0rY6q6WgmkHmV_FoQ\">linee guida<\/a>\u00a0sul controllo delle frontiere pubblicate il 16 marzo. La comunicazione serve a garantire la libera circolazione delle merci nell\u2019Unione anche durante la pandemia. Gli Stati dovranno istituire delle vere e proprie <strong>\u201cgreen lane\u201d<\/strong> per l\u2019attraversamento dei confini per far s\u00ec che eventuali controlli anche di tipo sanitario sulle merci trasportate \u2013 inclusi i prodotti alimentari &#8211; non debbano durare pi\u00f9 di 15 minuti.<\/p>\n<p>L&#8217;emergenza attuale impone una serie riflessione su come <strong>proteggere i sistemi alimentari nazionali e mondiali da crisi globali<\/strong>. Ci\u00f2 significa non solo ripensare gli attuali modelli di distribuzione, logistica e consumo, ma anche investire in politiche che favoriscano l&#8217;imprenditoria agricola giovanile. Infine, occorre evitare a tutti i costi che la paura del contagio favorisca l&#8217;emergere di <strong>nuove forme di nazionalismo o xenofobia economica<\/strong> con conseguenze drammatiche per il libero commercio e le economie di numerosi Stati, soprattutto i pi\u00f9 deboli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019emergenza sanitaria legata al diffondersi del Covid-19 sta mostrando forse per la prima volta per molti di noi il rischio di vivere in una situazione di insicurezza alimentare. Le immagini di lunghe code ai supermercati e di interi scaffali vuoti mostrano come le componenti della filiera alimentare e dell&#8217;epidemia interagiscano e producano impatti a livello [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":79899,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[698,1881,77,2077,2160,2237,2236,96,728,696,1882,2238],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79896"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=79896"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79896\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":79902,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/79896\/revisions\/79902"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/79899"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=79896"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=79896"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=79896"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}