{"id":79958,"date":"2020-03-27T14:27:49","date_gmt":"2020-03-27T13:27:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=79958"},"modified":"2020-04-01T17:19:16","modified_gmt":"2020-04-01T15:19:16","slug":"e-leuropa-rinvia-ancora-lappuntamento-con-la-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/e-leuropa-rinvia-ancora-lappuntamento-con-la-storia\/","title":{"rendered":"E l&#8217;Europa rinvia ancora l&#8217;appuntamento con la storia"},"content":{"rendered":"<p>Il 26 marzo, dopo una lunga riunione telematica, il <strong>Consiglio europeo<\/strong> ha rinviato di almeno due settimane la definizione operativa di una complessiva strategia di risposta comune alla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/limpatto-del-coronavirus-covid-19\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>crisi sanitaria ed economica<\/strong><\/a>. Non \u00e8 certo una bella notizia, ma non \u00e8 neppure inattesa dopo l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.rainews.it\/dl\/rainews\/articoli\/eurogruppo-nulla-di-fatto-no-conclusioni-congiunte-93fd7d4f-074d-4b5d-99a3-a620f5b4db9d.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>esito dell&#8217;Eurogruppo di marted\u00ec 24 marzo<\/strong><\/a> e le molte dichiarazioni divergenti di vari leader nazionali europei. Comunque, in questa fase una scelta errata sarebbe stata peggio di un breve rinvio pur con esiti incerti.<\/p>\n<p>Come \u00e8 noto, almeno otto o nove paesi (i firmatari della lettera favorevole ai Bond europei), tra cui <strong>Italia, Spagna e Francia<\/strong>, vorrebbero condividere maggiormente i rischi, pur limitatamente alle nuove risorse da raccogliere e impiegare per contrastare la crisi. La visione di azione di tali paesi &#8211; che rappresentano comunque ben oltre la met\u00e0 del Pil e della popolazione dell&#8217;Eurozona &#8211; trova una sponda importante &#8211; pi\u00f9 o meno esplicita &#8211; nelle dichiarazioni di <strong>Mario Draghi<\/strong> (ex presidente Bce, che sul <a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/c6d2de3a-6ec5-11ea-89df-41bea055720b\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Financial Times<\/a> ha sostanzialmente scritto che &#8220;in guerra va fatto pi\u00f9 debito pubblico e usare tali risorse rapidamente&#8221;) ma anche di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/bce-nuovo-qe-da-750-miliardi-per-lemergenza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Christine Lagarde<\/strong><\/a> (attuale presidente Bce, che si \u00e8 detta esplicitamente non-contraria a una &#8220;emissione una tantum di Bond europei&#8221;) nonch\u00e9, molto pi\u00f9 esplicitamente favorevole, la presidente della Commissione Europea <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/la-commissione-ue-attiva-la-clausola-che-stoppa-il-patto-di-stabilita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Ursula von der Leyen<\/strong><\/a>, il Presidente del Parlamento Europeo <strong>David Sassoli<\/strong> e altri.<\/p>\n<p>Tuttavia, i <strong>Paesi &#8220;del Nord&#8221; (Olanda<\/strong> in primis ma &#8211; soprattutto e finora &#8211; la <strong>Germania<\/strong>) non sono disponibili di fatto a fare passi avanti comuni per il necessario completamento dell&#8217;Unione monetaria senza specifiche condizioni che tutelino i loro interessi nazionali. Insomma, sono i veri &#8220;sovranisti&#8221; senza rendersi conto che a livello globale (G20, G7 e non solo) ci si sta avviando \u2013 almeno come intenzioni ma non solo \u2013 verso un forte rafforzamento di logiche di intervento coordinato internazionale.<\/p>\n<p>Quindi, <strong>\u00e8 soprattutto l&#8217;Europa a rinviare ancora l&#8217;appuntamento con la storia<\/strong>, ed \u00e8 il suo livello pi\u00f9 avanzato di integrazione (Eurozona) che ha da tempo necessit\u00e0 di completare i suoi strumenti e migliorare la sua <em>governance<\/em> e potrebbe trovare nella situazione attuale di shock simmetrico grave una <strong>opportunit\u00e0 unica<\/strong> da cogliere con pragmatismo politico ma anche visione storica.<\/p>\n<p>Va detto che, fortunatamente, le nuove libert\u00e0 e entit\u00e0 di acquisti di titoli decisi opportunamente della Bce (con il nuovo Qe senza limitazioni) probabilmente proteggeranno l&#8217;Eurozona da una immediata <strong>crisi sui debiti sovrani<\/strong> in questa fase, pi\u00f9 o meno prolungata, di non-decisione su una azione comune complessiva europea sulla politica di bilancio. Ma, come credo sia oramai chiaro a molti, la <strong>politica monetaria ha limiti di efficacia reale considerevoli<\/strong> (a meno che non si voglia andare verso una qualche azione di <em>helicopter money<\/em>): solo gli interventi con spesa pubblica aggiuntiva e riduzione o annullamento di tassazione sono in grado di avere effetti sul reddito disponibile di persone e famiglie, liquidit\u00e0 e solvibilit\u00e0 delle imprese, insomma sulla capacit\u00e0 di <strong>non ridurre troppo il &#8220;prodotto potenziale&#8221;<\/strong>\u00a0in questa fase di parziale blocco delle attivit\u00e0 produttive, e poter cos\u00ec ripartire bene e rapidamente &#8211; con adeguate politiche di investimenti pubblici a sostegno &#8211; appena le condizioni di sicurezza sanitaria lo consentiranno.<\/p>\n<p>E intanto, mentre molti lo vivono drammaticamente nella loro quotidianit\u00e0, la drammatica e dura realt\u00e0 imposta dall&#8217;epidemia prosegue con tempistiche e dinamiche incerte. La <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/bini-smaghi-effetto-economico-coronavirus-grave\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>grave crisi economica<\/strong> <\/a>avanza inesorabilmente producendo effetti in parte irreversibili, tanto maggiori quanto pi\u00f9 saranno tardive e inadeguate le risposte in termini di politiche di bilancio pubblico tramite maggior debito sostenibile.<\/p>\n<p>Con il mondo che si interroga e cerca, pur in forme ancora insufficienti, un maggior coordinamento e unit\u00e0 di azione, paradossalmente sono i paesi europei pi\u00f9 integrati fra loro (addirittura 19 con una moneta comune) che \u2013 tradendo il sogno dei &#8220;padri fondatori&#8221; dell&#8217;integrazione europea \u2013 proseguono con <strong>veti incrociati e a blocchi<\/strong>, senza comprendere adeguatamente che, se prevarranno, i veri &#8220;sovranismi nazionali&#8221; sospingeranno sempre pi\u00f9 i piccoli stati europei (il pi\u00f9 grande, la Germania, pesa il 3% del Pil globale) a una <strong>ulteriore e progressiva irrilevanza nel nuovo contesto internazionale<\/strong> che uscir\u00e0 comunque cambiato dalla pandemia globale.<\/p>\n<p>Degli incerti sviluppi delle prossime settimane molto dipender\u00e0 anche da <strong>Angela Merkel<\/strong> che dovr\u00e0 scegliere fra una prudenziale difesa della (presunta) &#8220;grande Germania&#8221;, accontentandosi di entrare nella storia del suo paese, oppure chiudere la sua lunga parabola politica con un colpo d&#8217;ala che la farebbe entrare veramente nella storia dell&#8217;integrazione europea. Mi auguro che la memoria sulla storia della sua Germania non sia troppo corta e offuscata dagli indubbi successi economici degli ultimi decenni, ma vada molto pi\u00f9 indietro nel tempo, fino ai periodi delle difficolt\u00e0 e degli errori gravi, per far si che una <strong>rinnovata visione dell&#8217;integrazione europea sia rilanciata<\/strong> e che l&#8217;<strong>Eurozona non rimanga altro tempo &#8220;in mezzo al guado&#8221; in una situazione cos\u00ec difficile e rischiosa<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 26 marzo, dopo una lunga riunione telematica, il Consiglio europeo ha rinviato di almeno due settimane la definizione operativa di una complessiva strategia di risposta comune alla crisi sanitaria ed economica. 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