{"id":79987,"date":"2020-03-29T18:56:19","date_gmt":"2020-03-29T16:56:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=79987"},"modified":"2020-04-01T09:07:33","modified_gmt":"2020-04-01T07:07:33","slug":"papa-francesco-quella-foto-e-gia-un-simbolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/papa-francesco-quella-foto-e-gia-un-simbolo\/","title":{"rendered":"Papa Francesco: quella foto \u00e8 gi\u00e0 un simbolo"},"content":{"rendered":"<p><strong>Le immagini che segnano la storia dell&#8217;umanit\u00e0 hanno il potere di farsi immediatamente simboli.<\/strong> La foto del <em>Tank Man<\/em>, che ritrae quello sconosciuto cittadino cinese in piedi di fronte a quattro carri armati della Repubblica popolare cinese, esprime istantaneamente la protesta di un popolo contro un regime. Una qualsiasi immagine dell&#8217;abbattimento del Muro di Berlino, allo stesso modo, \u00e8 una rappresentazione di libert\u00e0, di cambiamento, di passaggio da un&#8217;epoca all&#8217;altra.<\/p>\n<p><strong>Le foto di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/sette-anni-di-francesco-il-papa-delle-periferie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">papa Francesco<\/a><\/strong>, da solo con alle spalle l&#8217;icona della <em>Salus Populi Romani<\/em> e il Crocifisso di san Marcello \u2013 oggetto della venerazione dei romani che la tradizione vuole come salvezza della citt\u00e0 durante la peste \u2013 e di fronte piazza San Pietro completamente deserta, sono, come quelle gi\u00e0 citate, simboli. Segni che, nel presente e nel futuro, descriveranno in una sola immagine la quotidianit\u00e0 globale durante l&#8217;emergenza sanitaria del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/limpatto-del-coronavirus-covid-19\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>coronavirus<\/strong><\/a>, in grado di spezzare \u2013 o, quantomeno, sospendere \u2013 i rapporti umani.<\/p>\n<p>La <strong>benedizione del pontefice<\/strong> e <a href=\"https:\/\/press.vatican.va\/content\/salastampa\/it\/bollettino\/pubblico\/2020\/03\/27\/0188\/00417.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">le sue parole durante l&#8217;omelia<\/a> racchiudono i propositi e la speranza di Bergoglio e della Chiesa cattolica per l&#8217;umanit\u00e0 e il mondo, la &#8220;casa comune&#8221; che, oggi, affronta una crisi in grado di ridisegnare abitudini e dinamiche mondiali non solo nel breve, ma anche nel lungo periodo. Propositi di una presa di coscienza universale, che spinga i popoli a non dimenticare quella &#8220;<strong>benedetta appartenenza comune<\/strong>&#8220;, ovvero &#8220;<strong>l&#8217;appartenenza come fratelli<\/strong>&#8220;. Un&#8217;epifania necessaria alla ricucitura di quelle ferite sociali ed economiche che indeboliscono alle fondamenta le comunit\u00e0 politiche. Per avverare, finalmente, una speranza profondamente cristiana degli eventi internazionali.<\/p>\n<p><strong>La casa comune dell&#8217;umanit\u00e0<\/strong><br \/>\n&#8220;Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca&#8221;. Papa Francesco, durante la meditazione, ha riportato l&#8217;<strong>episodio della tempesta<\/strong>, citato nel vangelo di Marco. Quella barca, sulla quale l&#8217;umanit\u00e0 intera si \u00e8 ritrovata, \u00e8 metafora della &#8220;casa comune&#8221;. Un tema che Bergoglio ha originariamente individuato nella Lettera enciclica <em><strong>Laudato si\u2019<\/strong><\/em>, dove il mondo viene presentato, appunto, come &#8220;casa comune&#8221;, un ambiente di vita dove esseri umani e contesto circostante interagiscono costantemente. La visione del pontefice, che si incentra sull&#8217;ecologia integrale, racchiude in un&#8217;unica dimensione la variabile umana e sociale e quella naturale ed economica.<\/p>\n<p>Per questo, come ha detto Francesco, non \u00e8 pi\u00f9 possibile rinnegare l&#8217;appartenenza comune come fratelli che, all&#8217;interno della stessa casa e nello stesso periodo, vivono <strong>la stessa difficolt\u00e0<\/strong>. &#8220;Non siamo autosufficienti, da soli; da soli affondiamo&#8221;: un monito che ricorda il passo &#8220;<strong><em>No Man is an Island<\/em><\/strong>&#8221;\u00a0del poeta britannico John Donne e che esorta l&#8217;umanit\u00e0 a prendere coscienza della propria condizione e dell&#8217;assetto internazionale che, oggi, esclude ed emargina fasce sempre pi\u00f9 ampie di se stessa.<\/p>\n<p>&#8220;Non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri e del nostro pianeta gravemente malato&#8221;. L&#8217;equazione bergogliana, in quest\u2019ottica, \u00e8 semplice: finch\u00e9 la societ\u00e0, sia essa locale o mondiale, continua ad &#8220;<strong>abbandonare nella periferia una parte di s\u00e9<\/strong>&#8221; (<em>Evangelii Gaudium<\/em>, 59), non vi potr\u00e0 essere giustizia, ma solo violenza. &#8220;Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato&#8221;. La costruzione di un paradigma alternativo e inclusivo, che <strong>azzeri la distanza tra le periferie<\/strong> \u2013 geografiche ed esistenziali \u2013 <strong>e il centro<\/strong>, dunque, \u00e8 oggi ancor pi\u00f9 necessaria per riportare la nostra barca in acque tranquille.<\/p>\n<p><strong>Una speranza cristiana<\/strong><br \/>\nQuesta presa di coscienza \u00e8 condizione necessaria per l&#8217;avveramento della speranza che muove (anche) la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/vaticano-manifesto-geopolitica-spirito\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>politica internazionale<\/strong><\/a> di papa Francesco. Che, lo stesso pontefice, ha espresso nell&#8217;omelia di piazza San Pietro. &#8220;[\u2026] Questa \u00e8 la forza di Dio: volgere al bene tutto quello che ci capita, anche le cose brutte&#8221;. <strong>Non vi \u00e8 una politica estera della Santa Sede in senso stretto<\/strong>. Ovvero: non vi \u00e8 un calcolo di costi e benefici nell&#8217;articolazione di una determinata strategia. Quest&#8217;ultima, per definizione primitiva, mira alla valutazione delle operazioni belliche pi\u00f9 opportune per il raggiungimento dell&#8217;obiettivo finale. Un obiettivo che, va da s\u00e9, \u00e8 intimamente terreno.<\/p>\n<p><strong>La speranza che muove Francesco \u00e8 escatologica<\/strong>. Solo Dio, alla fine dei tempi, avr\u00e0 la parola definitiva. Oggi, proprio per questo, l&#8217;unico sforzo che la Chiesa pu\u00f2 e deve fare \u00e8 quello di &#8220;reimpostare la rotta di vita&#8221; verso Dio stesso e verso il bene. Una speranza escatologica, quindi, ma non deterministica: &#8220;Non \u00e8 tempo del tuo giudizio, ma del nostro giudizio&#8221;. L&#8217;umanit\u00e0 ha ancora la possibilit\u00e0 di scegliere. Il papa, nella sua opera diplomatica, sceglie di <strong>non scindere tra bene e male,<\/strong> come solo una geopolitica dell&#8217;apocalisse \u00e8 in grado di fare, bens\u00ec si adopera per instradare Stati e leader di tutto il mondo, anche al di fuori della comfort zone euro-atlantica, verso un modello di societ\u00e0 diverso.<\/p>\n<p>Il ruolo del cattolicesimo globale, dunque, \u00e8 quello di fornire una <strong>narrazione critica<\/strong>, che superi i confini statuali e che si ponga come alternativa agli attuali modelli di sviluppo che generano, appunto, periferie sociali. Un progetto che, nell&#8217;epoca del coronavirus, sembra essere entrato finalmente nelle agende delle principali istituzioni internazionali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le immagini che segnano la storia dell&#8217;umanit\u00e0 hanno il potere di farsi immediatamente simboli. 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