{"id":80092,"date":"2020-04-02T09:25:27","date_gmt":"2020-04-02T07:25:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=80092"},"modified":"2020-04-05T10:15:27","modified_gmt":"2020-04-05T08:15:27","slug":"la-minaccia-delle-barriere-commerciali-per-la-salute-pubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/la-minaccia-delle-barriere-commerciali-per-la-salute-pubblica\/","title":{"rendered":"La minaccia delle barriere commerciali per la salute pubblica"},"content":{"rendered":"<p>La <strong>crisi sanitaria globale<\/strong> scatenata dalla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/limpatto-del-coronavirus-covid-19\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>pandemia di Covid-19<\/strong><\/a> ha immediatamente mostrato le carenze dell&#8217;offerta mondiale di prodotti e attrezzature mediche essenziali e condotto, nel giro di poche settimane, all&#8217;adozione di <strong>provvedimenti restrittivi di politica commerciale<\/strong> da parte di un numero crescente di Paesi esportatori.<\/p>\n<p>Questi atti unilaterali hanno preso la forma di veri e propri <strong>bandi<\/strong> o altre misure restrittive alle esportazioni (richiesta di autorizzazioni e minacce di revoca delle licenze ai produttori locali, oltre all&#8217;imposizione di agenzie statali quali acquirenti unici) di <a href=\"http:\/\/www.wcoomd.org\/-\/media\/wco\/public\/global\/pdf\/topics\/facilitation\/activities-and-programmes\/natural-disaster\/covid_19\/hs-classification-reference_en.pdf?la=en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>prodotti e medicinali<\/strong><\/a> vitali nella gestione della pandemia che vanno dai disinfettanti e i prodotti per la sterilizzazione alle mascherine, i ventilatori per l&#8217;ossigenazione ed il materiale per l&#8217;intubazione. Questi <strong>ostacoli agli acquisti dall&#8217;estero di dotazioni anti-Covid-19<\/strong> sono attualmente adottati da 54 governi a livello mondiale.<\/p>\n<p><strong>Stati Uniti<\/strong> e <strong>Unione europea<\/strong> rischiano di dover affrontare una minaccia inedita alla salute pubblica dei rispettivi Paesi con una dotazione di apparecchiature e equipaggiamenti medici indispensabili che rischia di essere compromessa da approcci di politica commerciale diversi, seppure accomunati da un <strong>principio discriminatorio nei confronti delle produzioni estere<\/strong> che rischia di rilevarsi controproducente in questa fase di emergenza pandemica.<\/p>\n<p><strong>Le guerre commerciali di Trump indeboliscono la risposta Usa\u00a0<\/strong><br \/>\nIl 10 e 12 marzo scorsi, il presidente Usa Donald Trump ha, sommessamente e in maniera temporanea, <a href=\"https:\/\/www.federalregister.gov\/documents\/2020\/03\/10\/2020-05000\/notice-of-product-exclusions-chinas-acts-policies-and-practices-related-to-technology-transfer\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>sospeso i dazi imposti<\/strong><\/a> su alcune importazioni dalla Cina. Tuttavia, queste azioni del rappresentante del Commercio degli Stati Uniti non rientrano nell&#8217;attuazione della cosiddetta &#8220;<strong>fase uno<\/strong>&#8221;\u00a0dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/01\/trump-cina-primo-round\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>accordo commerciale con la Cina<\/strong><\/a> siglato lo scorso 14 gennaio, ma interessano esclusivamente alcune categorie di prodotti medici colpite da dazi compresi tra il 10% e il 25% a partire dal 2018.<\/p>\n<p>Nella fase iniziale della diffusione del contagio negli Usa, esse hanno rappresentato un riconoscimento implicito da parte dell&#8217;amministrazione Trump della pericolosit\u00e0 della guerra commerciale condotta contro la Cina per la sanit\u00e0 pubblica statunitense. La <strong>contrazione delle importazioni dalla Cina di prodotti medici<\/strong> necessari per il trattamento di Covid-19 \u00e8 stata pari a <strong>200 milioni<\/strong>\u00a0<strong>di dollari<\/strong> (-16%) in seguito all&#8217;introduzione delle tariffe americane . Quindi, la guerra commerciale con la Cina si \u00e8 tradotta in un <strong>peggioramento dei costi di approvvigionamento<\/strong> per il sistema sanitario statunitense dei mezzi necessari per la gestione della pandemia, dovuto soprattutto alle difficolt\u00e0 di reperire nel breve-medio termine produttori alternativi in Paesi terzi o avviare la produzione negli Usa mantenendo gli standard di qualit\u00e0 e sicurezza richiesti dalla<em> Food and Drug Administration<\/em> (Fda).<\/p>\n<p>Inasprimenti nei costi di reperimento sono inoltre provocati dal <strong>mantenimento dei dazi al 25% su $100 milioni di input intermedi<\/strong> provenienti dalla Cina. Senza considerare che la politica commerciale aggressiva degli ultimi tre anni mette in pericolo anche le relazioni con fornitori terzi di attrezzature mediche in una <strong>fase di spirale protezionistica<\/strong> caratterizzata, come detto, da un ricorso diffuso a misure di restrizione alle esportazioni.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Unione europea nella lotta alla pandemia<br \/>\n<\/strong>Il 15 marzo 2020 la <strong>Commissione Europea<\/strong> ha adottato il <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/HTML\/?uri=OJ:L:2020:077I:FULL&amp;from=EN\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Regolamento di esecuzione 2020\/402<\/strong><\/a> col quale subordina l&#8217;esportazione di dispositivi di protezione individuale specifici (occhiali e schermi protettivi e facciali, mascherine e indumenti protettivi) all&#8217;acquisizione di un&#8217;autorizzazione di esportazione, al fine di garantire il <strong>soddisfacimento della domanda interna<\/strong> in un contesto di crisi sanitaria .<\/p>\n<p>Il provvedimento \u00e8 stato accolto come un <strong>necessario atto di solidariet\u00e0 europea<\/strong>, adottato nelle settimane pi\u00f9 critiche per il sistema ospedaliero italiano, impegnato a fronteggiare carenze significative di attrezzature mediche cruciali, e in risposta ad iniziative unilaterali di restrizione delle esportazioni intraprese da alcuni Stati Membri (Francia, Germania e Repubblica Ceca) all\u2019inizio del mese di marzo.\u00a0L&#8217;iniziativa della Commissione Europea per\u00f2, seppure giustificata da precedenti azioni restrittive di alcuni paesi fornitori del mercato dell&#8217;Unione, rischia di causare involontariamente <strong>costi considerevoli per le economie europee<\/strong> e soprattutto di minacciare la dotazione di equipaggiamenti adeguati dei sistemi sanitari europei di fronte all&#8217;emergenza coronavirus.<\/p>\n<p>In primo luogo, le catene produttive europee di prodotti medici essenziali si avvalgono di parti e componenti che sono oggetto di scambi transfrontalieri extra-Ue anche multipli, con la conseguenza che <strong>politiche commerciali protettive<\/strong> a fini sanitari possano determinare un&#8217;interruzione o altri effetti difficili da prevedere lungo le diverse fasi di lavorazione del processo produttivo.\u00a0Sebbene limitato nel tempo, il provvedimento della Commissione introduce nella sostanza una <strong>nuova barriera commerciale per le imprese europee esportatrici<\/strong>, in termini di tempi amministrativi e impegno di risorse umane e finanziarie per la richiesta di autorizzazione all&#8217;esportazione. Tali ostacoli aggiuntivi di natura non tariffaria contrastano con le correnti esigenze di rapido adeguamento della capacit\u00e0 produttiva di prodotti medici cruciali per le cure dei pazienti affetti da Covid-19.<\/p>\n<p>Le conseguenze delle limitazioni europee potrebbero essere enormi per <strong>i paesi pi\u00f9 poveri<\/strong>, che dopo aver concesso una progressiva apertura dei propri mercati alle importazioni di prodotti esteri, potrebbero ritrovarsi, nel pieno di un&#8217;emergenza sanitaria, <strong>tagliati fuori dall&#8217;accesso alle forniture globali di equipaggiamenti medici essenziali<\/strong>. Tra i paesi che acquisiscono pi\u00f9 della met\u00e0 della dotazione complessiva di protezioni facciali dall&#8217;Ue e che risulterebbero maggiormente colpiti dalle restrizioni si trovano in particolare alcuni paesi dell&#8217;<strong>est Europa<\/strong> (Albania, Macedonia, Serbia, Moldavia, Bosnia-Erzegovina e Ucraina), <strong>nord Africa<\/strong> (Tunisia, Marocco e Algeria) e <strong>Africa subsahariana<\/strong> (Capo Verde, Senegal, Repubblica Democratica del Congo, Niger, Angola e Nigeria).<\/p>\n<p><strong>La globalizzazione \u00e8 morta, lunga vita alla globalizzazione!<\/strong><br \/>\nSecondo alcuni osservatori, il Sars-CoV-2 rappresenterebbe un &#8220;<a href=\"https:\/\/www.foreignaffairs.com\/articles\/2020-03-16\/will-coronavirus-end-globalization-we-know-it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>enorme stress test per la globalizzazione<\/strong><\/a>&#8221; . Il blocco delle catene globali del valore, il moltiplicarsi di misure protezionistiche e la chiusura delle frontiere mettono in discussione il modello di interconessione economica globale dominante in un&#8217;epoca di <strong>crescente ascesa delle idee sovraniste<\/strong>.<\/p>\n<p>Le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/prime-lezioni-per-la-comunita-internazionale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>prime lezioni dalla pandemia globale di Covid-19<\/strong><\/a> mostrano, tuttavia, come non solo le barriere tariffarie di Trump, ma anche le restrizioni agli scambi commerciali recentemente introdotte dall&#8217;Ue, si rivelino controproducenti per la salute pubblica nazionale e globale. Il <strong>nazionalismo economico<\/strong> sottostante non solo compromette la qualit\u00e0 e l&#8217;accessibilit\u00e0 della dotazione di apparecchiature ed equipaggiamenti cruciali nella lotta al coronavirus, ma la stessa sicurezza nazionale, se si considera che il <em>lockdown,<\/em> nel tentativo di limitare la diffusione del virus, pu\u00f2 arrivare a coinvolgere anche l&#8217;intero sistema produttivo di un Paese.<\/p>\n<p>La <strong>cooperazione e il coordinamento globale<\/strong> appaiono come le uniche opzioni percorribili per assicurare la disponibilit\u00e0 dei mezzi necessari ai sistemi ospedalieri sotto pressione. La<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/lambasciatore-nelli-feroci-conversa-con-lord-mandelson\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong> crisi del multilateralismo<\/strong><\/a> per\u00f2 precede l&#8217;attuale stato di emergenza pandemica e richiede degli sforzi di rinnovamento dell&#8217;architettura della <em>governance<\/em> globale e di sperimentazione di nuovi meccanismi di cooperazione internazionale. Se la pandemia dovesse raggiungere i Paesi pi\u00f9 poveri con sistemi sanitari inadeguati alla cura ed al contenimento del virus, <strong>inedite forme di solidariet\u00e0 internazionale<\/strong> dovranno prendere forma, oltre alle tradizionali modalit\u00e0 di aiuto allo sviluppo guidate dall&#8217;influenza geopolitica.<\/p>\n<p>&#8220;<strong>Non torneremo alla normalit\u00e0, perch\u00e9 la normalit\u00e0 era il problema<\/strong>&#8220;(Anonimo street artist cileno, 2019).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La crisi sanitaria globale scatenata dalla pandemia di Covid-19 ha immediatamente mostrato le carenze dell&#8217;offerta mondiale di prodotti e attrezzature mediche essenziali e condotto, nel giro di poche settimane, all&#8217;adozione di provvedimenti restrittivi di politica commerciale da parte di un numero crescente di Paesi esportatori. 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