{"id":80185,"date":"2020-04-04T16:00:43","date_gmt":"2020-04-04T14:00:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=80185"},"modified":"2020-04-08T10:07:13","modified_gmt":"2020-04-08T08:07:13","slug":"covid-19-e-insicurezza-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/covid-19-e-insicurezza-internazionale\/","title":{"rendered":"Covid-19 e (in)sicurezza internazionale"},"content":{"rendered":"<p>Il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/limpatto-del-coronavirus-covid-19\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Covid-19<\/strong><\/a> assume sempre pi\u00f9 la forma di un uragano che, dopo aver devastato una parte della <strong>Cina<\/strong>, \u00e8 saltato in <strong>Iran<\/strong> e, poi, con un nuovo balzo in <strong>Europa<\/strong>, e subito dopo negli <strong>Stati Uniti<\/strong> e ora si sta espandendo verso nord, coinvolgendo la <strong>Russia<\/strong>, e a sud, nel Mediterraneo e verso l&#8217;<strong>Africa<\/strong> e <strong>Sud America<\/strong>.<\/p>\n<p>La sua forza non si \u00e8 ancora esaurita e non \u00e8 certo che le <strong>tardive misure di contenimento<\/strong>, adottate in ordine sparso da tutti i Paesi, riusciranno a contenerne gli effetti sulle aree non ancora contaminate.<\/p>\n<p>L&#8217;attenzione mondiale \u00e8 inevitabilmente assorbita da questo flagello, anche per le sue pesantissime e appena iniziate <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/economia-e-covid-19-le-risposte-dellue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>implicazioni economiche<\/strong><\/a>. Vi \u00e8, quindi, fra gli altri il rischio che finisca con il monopolizzare anche in prospettiva le decisioni sulle iniziative da prendere, dimenticando o sottovalutando gli <strong>altri fattori dell&#8217;insicurezza internazionale<\/strong> che pre-esistevano e che permangono.<\/p>\n<p>L&#8217;<strong>insicurezza internazionale<\/strong> \u00e8 notevolmente cresciuta nell&#8217;ultimo quinquennio. Sembra che alla fase di contrasto al terrorismo e alla destabilizzazione statuale, iniziata venti anni or sono, si accompagni ora il <strong>ritorno del tradizionale confronto di potenze<\/strong>, accentuato dall&#8217;ingresso di nuovi attori a livello mondiale e regionale, e con l&#8217;aggravante che si \u00e8 via via logorata la coesione transatlantica ed europea.<\/p>\n<p>La crescente e spesso incontrollata <strong>competizione internazionale<\/strong> ha aperto la strada alla <strong>guerra commerciale<\/strong>, con, sullo sfondo, quella energetica sia nel campo della produzione che in quello del trasporto e quella, pi\u00f9 nascosta, per l&#8217;approvvigionamento delle materie prime. Insieme ad uno sviluppo completamente squilibrato fra nuove e vecchie potenze e, in particolare, fra i Paesi europei, tutto questo ha contribuito a <strong>indebolire la solidit\u00e0 del mondo occidentale<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>I rischi per la difesa e la sicurezza<\/strong><br \/>\nIn un quadro deteriorato dei rapporti internazionali, dove a storiche tensioni si sono aggiunte minacce transnazionali, ora aggravate da una incombente devastante <strong>crisi economica globale<\/strong>, si fa sempre pi\u00f9 concreto il <strong>rischio di un &#8220;disimpegno&#8221; politico<\/strong> da parte dei Paesi occidentali (sostenuto dalle reazioni emotive delle opinioni pubbliche e dalle difficolt\u00e0 economiche) e conseguentemente di una <strong>riduzione dell&#8217;impegno militare<\/strong> verso le aree di crisi e di instabilit\u00e0. Se, alla fine dell&#8217;emergenza Covid-19, dovessero essere i Paesi occidentali quelli a pagare il prezzo maggiore, la loro capacit\u00e0 di deterrenza e di intervento potrebbe oggettivamente diminuire.<\/p>\n<p>Se la prospettiva \u00e8 quella che permangano numerosi focolai nel mondo, resta elevato e crescente il <strong>rischio che poi sfuggano a ogni controllo e si trasformino in furiosi incendi<\/strong>.<\/p>\n<p>Considerando, da questo punto di vista, i quattro attuali maggiori attori sullo scenario della difesa e della sicurezza (<strong>Stati Uniti, Russia, Cina e Unione europea<\/strong>), \u00e8 ipotizzabile che alla fine di questa emergenza si arrivi a questo risultato: Stati Uniti e Unione europea (o, meglio, i suoi maggiori Paesi, gli unici effettivamente impegnati in questo campo) indeboliti economicamente e sul fronte politico interno, con un attenuato livello di coesione e con possibili spinte a diminuire le risorse destinate a difesa e sicurezza; Russia (probabilmente) e Cina meno indeboliti dalla crisi e, grazie ai loro regimi autoritari e verticistici, pi\u00f9 in grado di controllare il fronte interno.<\/p>\n<p>Purtroppo, questa esperienza sta rafforzando, perlomeno in questa fase, una <strong>spinta diffusa verso modelli politici e istituzionali autoritari<\/strong> (oltre ai tradizionali Paesi del Medio Oriente, Turchia, Brasile, India con qualche emulo persino nell&#8217;Ue). Nel nuovo quadro geo-strategico questi nuovi attori potrebbero rappresentare un <strong>potenziale pericolo<\/strong>, perch\u00e9 poco o per niente condizionati dalle loro opinioni pubbliche e, quindi, in grado di muoversi pi\u00f9 liberamente sullo scacchiere mondiale.<\/p>\n<p>La <strong>coesione dell&#8217;Unione europea<\/strong>, gi\u00e0 messa a dura prova dalle ondate migratorie e dalle divergenze finanziarie, ha ricevuto in questi due ultimi mesi un durissimo colpo. Il <strong>&#8220;sovranismo&#8221; politico e ideologico<\/strong>, che si \u00e8 manifestato sul tema dell&#8217;immigrazione, poi si \u00e8 allargato ai temi economici e ai rapporti commerciali internazionali, adesso si \u00e8 scatenato sul fronte sanitario. <strong>Ognuno per s\u00e9<\/strong>\u00a0sembra lo slogan pi\u00f9 adatto a definire le risposte degli Stati membri al Covid-19: nessuna scelta coordinata, chiusura delle frontiere interne, persino qualche episodio di blocco delle forniture sanitarie (non solo di produzione nazionale, ma persino in transito). La <strong>limitata integrazione<\/strong> all&#8217;interno dell&#8217;Ue sta cos\u00ec evidenziando tutti i suoi limiti. Di qui anche una nuova preoccupazione: se davanti a questa emergenza sanitaria gli Stati membri si sono richiusi su se stessi (a volte in modo scandaloso), non andrebbe considerato un <strong>campanello di allarme<\/strong> anche per altre potenziali emergenze, comprese quelle per la sicurezza europea?<\/p>\n<p>Mai come in questo momento della storia dell&#8217;Unione europea la risposta dovrebbe essere quella di <strong>andare ancora pi\u00f9 avanti sulla strada dell&#8217;integrazione con chi ci sta, rinunciando ad aspettare chi non ci sta<\/strong>. E nulla vieta che, pur restando all&#8217;interno del perimetro dell&#8217;Ue, alcuni Paesi pi\u00f9 omogenei per storia e condizioni possano puntare a un legame pi\u00f9 stretto di tipo federativo, che possa eventualmente fungere poi da nucleo di aggregazione per quella &#8220;<em>ever closer Union<\/em>&#8221;\u00a0sognata dai nostri predecessori. Se l&#8217;attuale strumentazione istituzionale e politica europea non \u00e8 adeguata al fine di rafforzare le capacit\u00e0 di difesa e sicurezza, perch\u00e9 indebolita dalla disomogeneit\u00e0 dei partecipanti, bisogner\u00e0 modificarla perch\u00e9, come diceva Deng Xiaoponig per giustificare la trasformazione privatistica della Cina: &#8220;<strong>Non importa se il gatto \u00e8 nero o bianco; finch\u00e9 catturer\u00e0 i topi, sar\u00e0 un buon gatto<\/strong>&#8220;. Sarebbe, quindi, ora che i Paesi europei trovassero un buon gatto per garantire la loro sicurezza.<\/p>\n<p><strong>Le scelte del nostro Paese<\/strong><br \/>\nL&#8217;Italia dovrebbe farsi portavoce di queste scelte necessarie. Essendo il pi\u00f9 piccolo dei grandi Paesi europei, dovremmo essere pi\u00f9 consapevoli della necessit\u00e0 di <strong>avere pi\u00f9 Europa sul terreno della difesa e della sicurezza<\/strong>, anche nella sua nuova e pi\u00f9 allargata accezione. Ma questo comporta che dobbiamo fare la nostra parte e assumerci le nostre responsabilit\u00e0 sia per partecipare a questo nuovo sforzo, sia per tutelarci meglio di fronte ad un incerto futuro.<\/p>\n<p>Da alcuni anni \u00e8 ormai evidente che l&#8217;Europa non pu\u00f2 fare affidamento solo sull&#8217;ombrello americano. <strong>Cos\u00ec l&#8217;Italia non pu\u00f2 fare affidamento solo sull&#8217;ombrello europeo<\/strong>.<\/p>\n<p>Dovremo, quindi, sviluppare adeguate capacit\u00e0 nazionali per assicurare la sicurezza e la difesa del nostro Paese e dei suoi cittadini nei confronti di molteplici minacce. Serve una <strong>protezione multisettoriale<\/strong>, evitando di tutelare meglio la sanit\u00e0, ma dimenticandosi al contempo di calamit\u00e0 naturali, incidenti industriali, disastri ecologici, attacchi terroristici o militari, guerre commerciali o finanziarie.<\/p>\n<p>Insieme dovremo essere capaci di farlo rafforzando la collaborazione con tutti i Paesi con cui possiamo condividere i nostri valori, fra cui in primo luogo la sicurezza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Covid-19 assume sempre pi\u00f9 la forma di un uragano che, dopo aver devastato una parte della Cina, \u00e8 saltato in Iran e, poi, con un nuovo balzo in Europa, e subito dopo negli Stati Uniti e ora si sta espandendo verso nord, coinvolgendo la Russia, e a sud, nel Mediterraneo e verso l&#8217;Africa e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":80203,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[77,2077,2160,82,2252,108,533,735,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80185"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=80185"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80185\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":80207,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80185\/revisions\/80207"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/80203"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=80185"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=80185"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=80185"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}