{"id":80259,"date":"2020-04-06T13:06:49","date_gmt":"2020-04-06T11:06:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=80259"},"modified":"2020-04-08T11:41:20","modified_gmt":"2020-04-08T09:41:20","slug":"eurobond-per-la-rinascita-delleuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/eurobond-per-la-rinascita-delleuropa\/","title":{"rendered":"Eurobond per la rinascita dell&#8217;Europa"},"content":{"rendered":"<p>La gravissima emergenza <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/limpatto-del-coronavirus-covid-19\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Covid-19<\/strong><\/a> e le enormi conseguenze sull&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/economia-e-covid-19-le-risposte-dellue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>economia<\/strong><\/a> di tanti paesi hanno molto avvicinato le proposte di politica economica di tanti economisti che, solitamente, sono invece schierati su posizioni variegate e spesso contrapposte. La spiegazione \u00e8 connessa alla <strong>considerevole entit\u00e0 delle risorse pubbliche necessarie<\/strong> per intervenire efficacemente sulla rilevante e inedita crisi economica in atto (shock da offerta e da domanda contemporaneamente), peraltro in un contesto di inevitabile forte calo delle entrate pubbliche.<\/p>\n<p>In altri termini &#8211; come lo stesso <strong>Mario Draghi<\/strong> ha recentemente ben specificato sul <a href=\"https:\/\/www.ft.com\/content\/c6d2de3a-6ec5-11ea-89df-41bea055720b\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Financial Times<\/a> \u2013 in una situazione assimilabile a una &#8220;<strong>guerra<\/strong>&#8220;, gli Stati non potranno che <strong>accrescere i propri debiti pubblici<\/strong> per finanziare i considerevoli peggioramenti nei deficit pubblici.<\/p>\n<p>Va detto che, in teoria, i disavanzi di bilancio pubblico potrebbero essere finanziati &#8211; almeno in parte &#8211; con &#8220;<strong>stampa di moneta<\/strong>&#8221; della Banca centrale, cosa che accade in molte parti del mondo; questa possibilit\u00e0 \u00e8 tuttavia preclusa nell&#8217;Eurozona dove la <strong>Bce<\/strong> deve fare i conti con il <strong>divieto di intervenire sul mercato primario<\/strong>,\u00a0cio\u00e8 all&#8217;emissione dei titoli di stato dei 19 paesi membri.<\/p>\n<p>Peraltro, va rilevato che gli interventi sistematici di acquisto della stessa Bce sul <strong>mercato secondario<\/strong> <strong>dei bond nazionali<\/strong> (si pensi al Quantitative easing iniziato nel 2015 e recentemente rilanciato in forma nuova) assieme al reinvestimento immediato delle risorse derivanti dai titoli in scadenza, hanno un evidente impatto anche sul mercato primario e, per taluni economisti, sono assimilabili alla &#8220;<strong>monetizzazione<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 servono gli Eurobond<br \/>\n<\/strong>Effettivamente, nella pur fragile e incompleta Eurozona, l&#8217;importante decisione di acquisti imponenti (per <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/bce-nuovo-qe-da-750-miliardi-per-lemergenza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>750 miliardi di euro<\/strong><\/a> aggiuntivi nei prossimi mesi dell&#8217;anno) presa dalla Bce nella riunione di emergenza del 18 marzo scorso ha creato un valido (sar\u00e0 da vedere quanto temporaneo) <strong>ombrello protettivo per la sostenibilit\u00e0 dei debiti pubblici nazionali<\/strong>, anche dei paesi gi\u00e0 fortemente indebitati come l&#8217;Italia. Ma viene da chiedersi, anche se a breve termine una crisi dei debiti sovrani \u00e8 molto improbabile, \u00e8 saggio far gravare gran parte del peso della sostenibilit\u00e0 dei debiti pubblici e quindi della sopravvivenza dell&#8217;euro sulla Bce? E per quanto tempo potr\u00e0 funzionare?<\/p>\n<p>Ricordiamo che la Bce, oltre ai citati impedimenti di acquisti sul mercato primario dei titoli di stato, <strong>ha obiettivi pi\u00f9 ristretti rispetto alla Federal Reserve e altre banche centrali<\/strong>.\u00a0Questo per non parlare degli scarni strumenti finora a disposizione delle altre istituzioni europee: un <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/coronavirus-e-bilancio-europeo-lora-del-coraggio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>bilancio europeo<\/strong><\/a> molto piccolo a livello Ue-27 (solo l&#8217;1% del Pil), la sostanziale <strong>assenza di un bilancio specifico dell&#8217;Eurozona<\/strong>, la presenza di <strong>istituzioni di vecchia data<\/strong> (la Banca europea per gli investimenti, Bei) e <strong>relativamente nuove<\/strong> (il Meccanismo europeo di stabilit\u00e0, Mes) pi\u00f9 o meno inadeguate ad affrontare il contesto attuale, senza un loro forte rilancio della capacit\u00e0 di azione (Bei) o un rilevante ripensamento di condizionalit\u00e0 e obiettivi (Mes).<\/p>\n<p>Insomma &#8211; e qui veniamo al punto decisivo \u2013 non \u00e8 pensabile che l&#8217;Europa, e in particolare il suo livello pi\u00f9 avanzato di integrazione che \u00e8 l\u2019Eurozona, si limiti sostanzialmente alla sola &#8211; pur necessaria &#8211; rimozione delle regole del patto di stabilit\u00e0 e crescita e lasci i singoli stati sostanzialmente soli ad affrontare una fase, che non sar\u00e0 breve, di forte crescita dei debiti pubblici nazionali in un <strong>contesto di grave e diffusa recessione<\/strong> (e quindi con rapporti debito pubblico\/Pil in forte ascesa) e non si avvii finalmente \u2013 dopo quasi 30 anni dalla proposta formulata da Jacques Delors \u2013 l&#8217;<strong>emissione di Eurobond<\/strong>, cio\u00e8 di titoli pubblici garantiti dai paesi membri volti non a mutualizzare i debiti pubblici nazionali esistenti, ma a <strong>finanziare specifiche spese pubbliche di emergenza e rilancio economico<\/strong> per una concreta rinascita dell&#8217;Europa e un vero rilancio del necessario completamento del processo di integrazione.<\/p>\n<p><strong>Gi\u00e0 1.700 adesioni<br \/>\n<\/strong>In tale direzione spinge fortemente la &#8220;<a href=\"https:\/\/europeanrenaissance.altervista.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Lettera Aperta<\/strong><\/a>&#8221; promossa da tanti economisti di vari paesi (fra i primi firmatari vi sono i Proff. Mario Morroni e Pompeo Della Posta dell&#8217;Universit\u00e0 di Pisa, nonch\u00e9 nomi molto autorevoli come il Prof. Paul De Grauwe della <em>London School of Economics<\/em>) indirizzata ai 5 Presidenti delle istituzioni europee e ai capi di stato e di governo dei paesi membri.<\/p>\n<p>In soli tre giorni tale &#8220;Lettera Aperta&#8221;<a href=\"https:\/\/europeanrenaissance.altervista.org\/signatories\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> <strong>ha gi\u00e0 superato le 1.700 adesioni<\/strong><\/a> (far cui anche economisti tedeschi e di molti altri paesi) e i firmatari continuano ad aumentare. Nella proposta, si sottolinea che siamo di fronte a una <strong>sfida senza precedenti per l&#8217;Europa<\/strong> e che, conseguentemente, \u00e8 necessaria una <strong>strategia comune inedita<\/strong>. La proposta suggerisce la raccolta di risorse in un &#8220;<strong>fondo comune europeo<\/strong>&#8221; sotto la responsabilit\u00e0 delle istituzioni dell&#8217;Unione (ad esempio la Commissione) e qualsiasi paese membro dovrebbe avere accesso a questo fondo<strong> sulla base di esigenze documentate e piani coerenti concordati con la suddetta istituzione<\/strong>.<\/p>\n<p>Pragmaticamente, si suggerisce che, in caso di difficolt\u00e0 nel prendere una decisione di ripartizione, le risorse potrebbero essere distribuite agli Stati membri <strong>in proporzione alla popolazione<\/strong>. Per quanto riguarda i mezzi necessari per creare tale fondo comune, vengono proposti Eurobond (chiamati evocativamente &#8220;<strong><em>European Renaissance Bonds<\/em><\/strong>&#8220;) precisando che <strong>questo nuovo debito comune non implicher\u00e0 alcuna mutualizzazione dei debiti nazionali esistenti<\/strong>, ma si riferir\u00e0 solo alle spese (per i sistemi sanitari, le famiglie, le imprese e per investimenti pubblici) necessarie per affrontare l&#8217;enorme shock comune che sta colpendo tutti i paesi europei.<\/p>\n<p><strong>Quale futuro per l&#8217;Ue<br \/>\n<\/strong>La &#8220;<strong>Lettera<\/strong> <strong>Aperta<\/strong>&#8221; conclude ponendo delle domande e dei moniti: perch\u00e9 \u00e8 stata creata l&#8217;Unione europea? Perch\u00e9 noi cittadini europei dovremmo stare insieme se non siamo nemmeno in grado di fornire una risposta unitaria alla minaccia comune che ci sta aggredendo? Senza una risposta comune, pur in un orizzonte temporale imprevedibile, lo stesso <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/ora-piu-che-mai-o-siamo-ununione-o-non-siamo-niente\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>futuro dell\u2019Eurozona e dell&#8217;Unione europea<\/strong><\/a> sar\u00e0 gravemente a rischio, con possibili crisi dei debiti sovrani e un progressivo allontanamento delle popolazioni dall&#8217;ideale europeo tradito da scelte politiche non lungimiranti.<\/p>\n<p>L&#8217;Europa dovrebbe trasformare questi giorni difficili in un&#8217;<strong>opportunit\u00e0 di vera rinascita<\/strong>. Nell&#8217;Eurogruppo di marted\u00ec 6 aprile 2020, e nel successivo Consiglio Europeo, \u00e8 importante che \u2013 sia pur in un eventuale ventaglio di pi\u00f9 strumenti attivati in forma ben disegnata \u2013 i leader delle istituzioni europee e i capi di stato e di governo non ignorino il suggerimento compatto, motivato nella &#8220;Lettera Aperta\u201d&#8221; di un numero cos\u00ec vasto e variegato di economisti di cos\u00ec tanti paesi.<\/p>\n<p>In questo incerto tornante della storia, la &#8220;<strong>politica<\/strong>&#8221; (dell&#8217;Europa e degli stati membri) sapr\u00e0 incamminarsi verso una sintesi virtuosa tra posizioni diverse nell&#8217;ambito di una visione comune del benessere delle popolazioni europee?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La gravissima emergenza Covid-19 e le enormi conseguenze sull&#8217;economia di tanti paesi hanno molto avvicinato le proposte di politica economica di tanti economisti che, solitamente, sono invece schierati su posizioni variegate e spesso contrapposte. 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