{"id":80493,"date":"2020-04-13T00:21:11","date_gmt":"2020-04-12T22:21:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=80493"},"modified":"2020-04-15T16:43:32","modified_gmt":"2020-04-15T14:43:32","slug":"la-pasqua-del-papa-confinato-e-le-parole-sulla-globalizzazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/la-pasqua-del-papa-confinato-e-le-parole-sulla-globalizzazione\/","title":{"rendered":"La Pasqua del &#8220;Papa confinato&#8221; e le parole sull&#8217;Ue"},"content":{"rendered":"<p>Una celebrazione di passaggio per un momento di passaggio. La <strong>messa di Pasqua<\/strong> di <strong>papa Francesco<\/strong>, che ha rinunciato al rito del <em>Resurrexit<\/em> e ha preferito un momento di silenzio all\u2019omelia, segna una rottura senza precedenti nelle celebrazioni della Chiesa cattolica. L\u2019<strong>emergenza sanitaria<\/strong> mondiale in corso aveva gi\u00e0 rimodulato il cerimoniale vaticano durante la Quaresima, il periodo pi\u00f9 importante per la cristianit\u00e0: dalla preghiera solitaria di Bergoglio di fronte a una piazza san Pietro totalmente vuota alla <strong><em>Via Crucis<\/em> immersa nel silenzio<\/strong> di due giorni fa. Anche ieri, come gi\u00e0 in quelle occasioni, sull&#8217;altare erano esposti l&#8217;icona di Maria\u00a0<em>Salus Populi Romani<\/em> e il Crocifisso di san Marcello al Corso.<\/p>\n<p>Queste celebrazioni, per\u00f2, sono solo un effetto collaterale di un passaggio che, nel vicino futuro, riguarder\u00e0 l\u2019assetto sociale, politico ed economico a livello globale. La Pasqua, in un certo senso, assume oggi un significato che travalica la dimensione prettamente religiosa: il termine ebraico <em>Pesach<\/em>, \u201cpassaggio\u201d, riesce a descrivere anche la prossima ed inevitabile alterazione dell\u2019equilibrio internazionale. Un momento di rottura che, utilizzando il lessico del filosofo tedesco Karl Jaspers, potrebbe essere sintomo di una nuova et\u00e0 assiale, ossia di rinnovamento dell\u2019umanit\u00e0 intera, in grado finalmente di superare i rischi intrinsecamente connessi all\u2019incapacit\u00e0 di controllare e governare quei processi che gli stessi uomini hanno innescato.<\/p>\n<p><strong>La societ\u00e0 limitata<\/strong><br \/>\nIn una <a href=\"https:\/\/www.laciviltacattolica.it\/news\/il-papa-confinato-intervista-a-papa-francesco\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">recente intervista di Austen Ivereigh a Francesco<\/a>, il pontefice \u00e8 stato descritto come \u201c<strong>il Papa confinato<\/strong>\u201d. La <strong>pandemia di Covid-19<\/strong> ha violentemente messo a nudo i limiti della societ\u00e0 globale. Limiti che papa Francesco ha <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/sette-anni-di-francesco-il-papa-delle-periferie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">spesso denunciato nel suo settennato<\/a> sul soglio di Pietro e che, nella sua <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/vaticano-manifesto-geopolitica-spirito\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">narrazione internazionale<\/a>, ha spesso indicato come principali cause della conflittualit\u00e0 mondiale.<\/p>\n<p>Innanzitutto, la diffusione esponenziale del virus ha dimostrato come la societ\u00e0 immaginata e \u2013 in parte \u2013 realizzata dal capitalismo internazionale, composta dalla sovrapposizione di entit\u00e0 separate e non comunicanti, non sia sostenibile. L\u2019individualismo sfrenato su cui si basa l\u2019architettura neoliberista \u00e8, parafrasando il titolo di un famoso scritto kantiano, valido per la teoria, ma non per la pratica. L\u2019interconnessione tra gli esseri umani e l\u2019ambiente circostante in cui essi interagiscono \u2013 la \u201ccasa comune\u201d di cui papa Francesco parla a lungo nell\u2019enciclica <em>Laudato Si\u2019<\/em> \u2013 non pu\u00f2 essere semplicemente aggirata grazie all\u2019implementazione di un sistema economico e sociale che ne nega la rilevanza. I legami sociali, prima ancora di quelli economici, costituiscono lo scheletro di qualsivoglia dinamica umana.<\/p>\n<p>Il riferimento, qui, non \u00e8 solo ai singoli individui. Durante l\u2019<a href=\"http:\/\/www.vatican.va\/content\/francesco\/it\/messages\/urbi\/documents\/papa-francesco_20200412_urbi-et-orbi-pasqua.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><em>Urbi et Orbi<\/em><\/strong><\/a>, Francesco ha condannato l\u2019egoismo e <strong>il particolarismo degli Stati membri dell\u2019Unione europea<\/strong>, che oggi si trova di fronte ad una sfida epocale. Solo attraverso uno spirito di solidariet\u00e0 e di condivisione il progetto di unit\u00e0 continentale pu\u00f2 superare questa emergenza sanitaria: &#8220;Non si perda l\u2019occasione di dare ulteriore prova di solidariet\u00e0, anche ricorrendo a soluzioni innovative&#8221;.<\/p>\n<p>In secondo luogo, il predominio di una teleologia economicista, che indirizza le comunit\u00e0 umane verso il profitto come fine unico, \u00e8 stato messo in discussione dopo decenni di cieca fiducia nel progresso illimitato del genere umano. Appena un paio di mesi dopo la sua elezione, papa Francesco si era gi\u00e0 scagliato contro questo ideale: \u201cIl denaro deve servire, e non governare\u201d. Ancora, nella <em>Laudato Si\u2019<\/em>, Bergoglio scrive come la crisi finanziaria dei mutui <em>sub-prime<\/em> rappresenti un\u2019occasione persa da parte dei governi: doveva essere quello il momento di \u201csviluppare una nuova economia pi\u00f9 attenta ai principi etici\u201d e di porre politica ed economia \u201cal servizio della vita, specialmente della vita umana\u201d.<\/p>\n<p><strong>La societ\u00e0 dei limiti<\/strong><br \/>\nIl passaggio di papa Francesco \u00e8 quello che porta l\u2019umanit\u00e0 da una societ\u00e0 limitata a una societ\u00e0 dei limiti. Ovvero, da una societ\u00e0 dove le colonne d\u2019Ercole siano drammaticamente scoperte durante crisi mondiali come quella di oggi a una societ\u00e0 consapevole dei propri limiti e della finitudine della condizione umana.<\/p>\n<p>La nostra casa comune, troppo spesso considerata come una inesauribile fonte di risorse e ricchezze, anzich\u00e9 come luogo da valorizzare e da vivere, richiede un nuovo paradigma per le relazioni umane e, di conseguenza, le relazioni internazionali. Alla frenetica libert\u00e0 dei mercati occorrono dei limiti, che salvaguardino e garantiscano quei beni pubblici \u2013 come, appunto, la salute globale \u2013 che non possono essere sottoposti alla logica di produzione e profitto. Anche per questo, il ritorno dello Stato come soggetto cardine nell\u2019articolazione delle politiche economiche \u00e8, in queste settimane, un tema ricorrente.<\/p>\n<p>Questo cambio di paradigma non deve, per\u00f2, essere inteso come attacco acritico della globalizzazione. Nel 2015, a Filadelfia, nel cuore della potenza globale per eccellenza \u2013 gli Stati Uniti \u2013 papa Francesco specific\u00f2 come la globalizzazione non possa essere ritenuta \u201ccattiva\u201d. Al contrario, essa, quando si presenta come tendenza alla globalizzazione che unisce gli esseri umani in modo trasversale e dunque trascendente rispetto agli Stati, \u00e8 \u201cbuona\u201d. Ma quando quest\u2019ultima pretende di assoggettare interamente le relazioni umane e, infine, anche la politica all\u2019economia e alla finanza, allora la globalizzazione \u00e8 degenerazione.<\/p>\n<p>Occorre, per papa Francesco, riscoprirne i limiti e le possibilit\u00e0: \u00e8 un passaggio complicato, ma necessario.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una celebrazione di passaggio per un momento di passaggio. 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