{"id":80536,"date":"2020-04-17T11:44:23","date_gmt":"2020-04-17T09:44:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=80536"},"modified":"2020-04-18T10:11:28","modified_gmt":"2020-04-18T08:11:28","slug":"covid-19-e-impreparazione-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/covid-19-e-impreparazione-internazionale\/","title":{"rendered":"Covid-19 e impreparazione internazionale"},"content":{"rendered":"<p>Come ogni grave crisi, la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/limpatto-del-coronavirus-covid-19\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>pandemia di Covid-19<\/strong><\/a> ha colpito il mondo in modo inaspettato, ha avuto presto effetti eccezionalmente distruttivi e rappresenta un momento di svolta. Per quanto oggi si ricordi che <strong><a href=\"https:\/\/www.ted.com\/talks\/bill_gates_the_next_outbreak_we_re_not_ready\/transcript?language=it\">Bill Gates<\/a><\/strong> avesse preannunciato il rischio (e la nostra <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/farsi-ritrovare-impreparati-sarebbe-imperdonabile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>impreparazione<\/strong><\/a>), per quanto nei documenti strategici redatti dopo la fine della guerra fredda fosse apparsa la parola &#8220;pandemia&#8221;, non era nella direzione di microbi e batteri che gli occhi, le armi e i soldi dell&#8217;Europa, e del mondo, erano puntati all&#8217;inizio del 2020.<\/p>\n<p>N\u00e9 l\u2019Europa, n\u00e9 il resto del mondo hanno brillato per capacit\u00e0 di comprendere rapidamente la portata della minaccia o per abilit\u00e0 di apprendimento dall&#8217;esperienza di altri paesi affetti (basti pensare a\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/coronavirus-i-tentennamenti-di-bo-jo-e-il-paragone-con-churchill\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Boris Johnson<\/strong><\/a>, che ha notoriamente invocato l&#8217;immunit\u00e0 di gregge quando ormai in Italia si contavano migliaia di morti ed era emerso chiaramente che solo l&#8217;isolamento avrebbe consentito di rallentare i contagi).<\/p>\n<p>Viste queste <strong>premesse<\/strong> non \u00e8 facile auspicare che la crisi venga colta come un&#8217;opportunit\u00e0 e che quindi si argini il suo potenziale distruttivo non solo &#8211; principalmente, intendiamoci &#8211; di vite umane, ma anche di ordini socio-politici.<\/p>\n<p><strong>Non giochiamo con le competenze<br \/>\n<\/strong>A livello internazionale, la pandemia, proprio in quanto sfida condivisa e ingestibile individualmente, richiamerebbe la <strong>necessit\u00e0 di un rinnovato multilateralismo<\/strong>. Eppure, al contrario, la pandemia sta producendo troppo spesso chiusura nazionalistica, ristabilendo frontiere e retorica infarcita di orgoglio nazionale. L&#8217;<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/covid-19-e-istituzioni-internazionali\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Organizzazione mondiale della sanit\u00e0<\/a><\/strong> \u00e8 stata fatta bersaglio di reiterate critiche e strumentalizzazioni.<\/p>\n<p>In Europa, la credibilit\u00e0 dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/unione-europea-tra-decisioni-e-percezioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Unione europea<\/strong><\/a>, gi\u00e0 gravemente compromessa dalle recenti crisi (economica e migratoria), \u00e8 stata ulteriormente minacciata da una <strong>gestione lenta<\/strong> dell&#8217;emergenza, che ha lasciato l&#8217;Italia largamente da sola ad affrontare le prime settimane di crisi, rallentando l&#8217;attivazione degli strumenti disponibili come il <strong>meccanismo europeo di protezione civile<\/strong>.\u00a0Poco conta che la competenza sulle questioni di salute sia in capo agli stati membri, nel momento in cui l&#8217;Unione si \u00e8 impegnata a monitorare e combattere <strong>minacce alla salute transnazionali<\/strong> (art 168.1 Tfue) e a lavorare per una efficace <strong>prevenzione e risposta alle pandemie globali<\/strong> (<a href=\"http:\/\/eeas.europa.eu\/archives\/docs\/top_stories\/pdf\/eugs_review_web.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Eu Global Strategy<\/em> 2016<\/a>).<\/p>\n<p><strong>La posta in gioco<br \/>\n<\/strong>Inoltre, indipendentemente dalla disputa tecnica sulle competenze, ci\u00f2 che conta \u00e8 l&#8217;<strong>immagine<\/strong> di un sistema politico che, malgrado condivida una moneta unica e una comune cittadinanza per i propri cittadini, fatica a mostrare <strong>solidariet\u00e0 interna<\/strong> (come testimoniato dal rifiuto di adozione di nuove forme di finanziamento come i &#8220;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/eurobond-per-la-rinascita-delleuropa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>coronabond<\/strong><\/a>&#8220;). La <strong>credibilit\u00e0<\/strong> \u00e8 una risorsa importante per un attore internazionale, sia per il proprio funzionamento interno che per le proprie relazioni esterne, e questo ennesimo colpo potrebbe essere pagato molto caro, soprattutto se l&#8217;emergenza dovesse prolungarsi e gli strumenti economici messi in atto non bastassero ad arginarne gli effetti pi\u00f9 negativi. In questo caso, si riprodurrebbe, in forma molto amplificata, lo scenario che si \u00e8 gi\u00e0 visto durante l&#8217;ultima crisi economica, cavalcata da <strong>forze populiste e anti-europee<\/strong> che si sono ulteriormente rafforzate strumentalizzando la cosiddetta crisi dei migranti nel 2015 e che oggi, lungi dall&#8217;essere scomparse, attendono solo il momento per poter cavalcare questa nuova onda di crisi, che rischia di essere assai pi\u00f9 alta e distruttiva delle precedenti.<\/p>\n<p>La crisi sta anche permettendo un rafforzamento di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/orban-e-il-contagio-delle-democrazie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>tendenze illiberali<\/strong><\/a> laddove gi\u00e0 esistevano. Segnali sono gi\u00e0 evidenti in <strong>Ungheria<\/strong>, dove <strong>Viktor Orb\u00e1n<\/strong>\u00a0non ha perso occasione per chiedere e ottenere pieni poteri, con timide reazioni da parte del resto dell&#8217;Europa. Ma nuovi segnali potrebbero presto venire in molti altri paesi europei, nel momento in cui al triste conteggio dei morti si dovesse sommare quello delle vittime per depressione economica e il disagio sociale dovesse degenerare in disordine pubblico.<\/p>\n<p>Non solo, in questo contesto che \u00e8 legittimo ipotizzare anche una diminuita attenzione (e investimenti) per la <strong>difesa europea<\/strong>, con il conseguente arresto dei progetti di collaborazione nel settore della difesa, ma anche con conseguenti rinnovate tensioni con l&#8217;alleato statunitense in contesto <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/cosa-sta-facendo-la-nato\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Nato<\/strong><\/a>. \u00c8 sempre in questo contesto che la capacit\u00e0 di prevenzione e reazione rispetto alle azioni della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/covid-19-e-comunita-internazionale-parla-paola-severino\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>criminalit\u00e0 organizzata<\/strong><\/a> potrebbero ridursi. Ed \u00e8 ancora sempre in questo contesto che le societ\u00e0 europee vedrebbero &#8211; invero hanno gi\u00e0 visto &#8211; aumentata la propria vulnerabilit\u00e0 rispetto a pressioni di attori esterni capaci di utilizzare strumenti di <em>soft power<\/em> pi\u00f9 o meno legittimi (dalle fake news sul coronavirus diffuse da fonti russe alla cooperazione sanitaria cinese che ha l&#8217;odore di propaganda con la mascherina).<\/p>\n<p><strong>Una politica estera lungimirante<br \/>\n<\/strong>Dalla risposta efficace, coesa e solidale, almeno da ora in poi, a questa crisi dipende il <strong>futuro dell&#8217;Unione europea<\/strong> non solo come sistema politico regionale, ma anche come attore credibile sulla scena internazionale. Le due cose, peraltro, sono pi\u00f9 legate di quanto siano mai state: la credibilit\u00e0 \u00e8 ingrediente fondamentale per contare nei contesti internazionali, ma nel contempo, solo un&#8217;Ue con capacit\u00e0 di politica estera coesa potr\u00e0 evitare nuove sfide che possano metterla a rischio.<\/p>\n<p>Giusto per menzionarne una legata all\u2019emergenza di Covid 19, solo un&#8217;Ue capace di fare la sua parte per sostenere <strong>paesi africani<\/strong> nel fronteggiare un&#8217;emergenza per la quale questi ultimi sono decisamente impreparati, potr\u00e0 costruire le condizione non solo per ricostruire la propria credibilit\u00e0, ma soprattutto per evitare contagi di ritorno e il pericolosissimo aumento di un atteggiamento gi\u00e0 fortemente xenofobo nei confronti degli immigrati, un atteggiamento di cui beneficiano populismi di destra, anti-europeismi e tendenze illiberali.<\/p>\n<p>La sfida che l&#8217;Europa ha davanti \u00e8 di proporzioni immani, poich\u00e9 richiede la capacit\u00e0 di porre in essere misure coraggiose, solidali e innovative per fronteggiare le difficolt\u00e0 interne, senza perdere di vista il proprio ruolo internazionale. Il Covid-19 \u00e8 un&#8217;ulteriore chiamata all&#8217;Ue per ripensare se stessa e il proprio ruolo nel mondo.\u00a0<strong>Le conseguenze di una mancata risposta sarebbero catastrofiche<\/strong>.<\/p>\n<p><em>Questo articolo \u00e8 il settimo di una serie dedicata a una riflessione sul <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/covid-19-e-insicurezza-internazionale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Covid-19 e la sicurezza internazionale<\/a>, aperta da Vincenzo Camporini e Michele Nones.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come ogni grave crisi, la pandemia di Covid-19 ha colpito il mondo in modo inaspettato, ha avuto presto effetti eccezionalmente distruttivi e rappresenta un momento di svolta. 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