{"id":80693,"date":"2020-04-17T12:56:55","date_gmt":"2020-04-17T10:56:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=80693"},"modified":"2020-04-19T09:36:58","modified_gmt":"2020-04-19T07:36:58","slug":"un-intellettuale-civile-protagonista-del-nostro-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/un-intellettuale-civile-protagonista-del-nostro-tempo\/","title":{"rendered":"Un intellettuale civile, protagonista del nostro tempo"},"content":{"rendered":"<p>A un anno dalla <strong>scomparsa di<\/strong> <strong>Massimo Bordin<\/strong>, occorre interrogarsi sulla ragione per cui da tutti gli orizzonti &#8211; politici, giornalistici, intellettuali &#8211; l&#8217;antico direttore di <strong>Radio Radicale<\/strong> \u00e8 considerato come un importante protagonista della vita pubblica italiana tra Novecento e Duemila. Un riconoscimento che non gli fu tributato in vita, se non negli ultimi anni della sua esistenza, quando le sue doti di straordinario commentatore della stampa, di fine analista della politica italiana e internazionale, di pungente giornalista negli scritti de &#8220;<em>Il Foglio<\/em>&#8221; e di profondo conoscitore di uomini e cose del mondo della giustizia, avevano oscurato l&#8217;<em>understatement<\/em> con cui soleva auto-rappresentarsi da &#8220;semplice cronista&#8221;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-80729 size-medium\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/AIbordin_5-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/AIbordin_5-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/AIbordin_5-120x180.jpg 120w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/AIbordin_5.jpg 427w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/>La verit\u00e0 \u00e8 che Bordin \u00e8 stato un <strong>protagonista del nostro tempo<\/strong>. Con una cultura politica in cui sulla giovanile passione per la sinistra di classe aveva innestato una <strong>vocazione liberaldemocratica<\/strong> dedita allo Stato di diritto, alla giustizia giusta e al socialismo libertario e riformatore. Con l&#8217;intelligenza di chi sa riconoscere la realt\u00e0, e sa valutare vizi e virt\u00f9 delle persone con cui si imbatte. Con la forza intellettuale del monaco laico che non si pavoneggia di saggi ma guarda a quell&#8217;olimpo anti-autoritario e minoritario in cui brillano le stelle dei grandi eretici del Novecento, fossero i coraggiosi dissidenti storici del comunismo, gli appassionati rivoluzionari trotskisti, o i cantori libertari alla Albert Camus e George Orwell fino al nostro Leonardo Sciascia, scrittore per eccellenza fuori dalle righe.<\/p>\n<p>Ben presto trov\u00f2 la sua casa a Radio Radicale. L&#8217;emittente a cui diede una voce forte e uno stile asciutto e anticonformista, che spaziava ben oltre il Partito radicale. Si sentiva a suo agio in quell&#8217;originale esperimento radiofonico, nato a met\u00e0 degli anni settanta del Novecento dalla ibridazione tra il movimento delle radio libere (da cui Massimo proveniva) che contestava il monopolio di &#8220;mamma Rai&#8221;, e il movimento dei diritti civili che sovvertiva il tradizionale sistema politico. Proprio nella funzione prima di redattore e poi di direttore di Rr Massimo espresse con sempre maggiore rotondit\u00e0 le sue singolari qualit\u00e0 di giornalista scevro da organicit\u00e0 partitiche, di libero pensatore senza fumisterie, e di ricercatore della verit\u00e0 tra le pieghe nascoste della realt\u00e0.<\/p>\n<p>Bordin lascia a noi tutti la sua <strong>voce<\/strong>, rauca e pungente, che ci ha accompagnato nei giorni e nelle notti di tanti anni di speranze radicali, e lo zibaldone dei suoi scritti disordinati e densi, minuti e incisivi, che non integrano un chiuso sistema retorico, ma contengono una quantit\u00e0 di acute osservazioni sulla metamorfosi italiana tra Novecento e Duemila. L&#8217;<a href=\"https:\/\/www.radioradicale.it\/scheda\/602951\/presentazione-dellarchivio-di-massimo-bordin-a-cura-di-andrea-maori\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>archivio Bordin<\/strong><\/a> con l&#8217;inventario completo dei suoi scritti, articoli, quadernetti di appunti, note preparatorie per trasmissioni e tante altre carte sono ora disponibili presso Radio Radicale. Qualsiasi scolaro voglia capire cosa \u00e8 accaduto in quell&#8217;Italia senza restare prigioniero di pregiudizi e ortodossie, e senza incorrere in banali ovviet\u00e0, dovr\u00e0 meditare i contributi di Massimo che sono miracolosamente conservati, insieme alla sua biblioteca parlante, nello scrigno prezioso che \u00e8 Radio radicale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-80727\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/AI_bordin_2-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"167\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/AI_bordin_2-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/AI_bordin_2-125x83.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/AI_bordin_2.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-80728\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/AI_bordin_3-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"167\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/AI_bordin_3-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/AI_bordin_3-125x83.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/AI_bordin_3.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-80730\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/AI_bordin4-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"250\" height=\"167\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/AI_bordin4-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/AI_bordin4-125x83.jpg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/AI_bordin4.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/p>\n<p><em>\u00c8 passato un anno dalla scomparsa di <strong>Massimo Bordin<\/strong>, storico direttore di RadioRadicale. Non ci conoscevamo vent\u2019anni fa quando un giorno lo chiamai per telefono dopo la fine della sua rassegna stampa. Gli dissi che mi avrebbe tanto fatto piacere collaborare con la radio. Fu gentile, mi pass\u00f2 l&#8217;allora caporedattore Paolo Martini, e cominciai. Devo a lui l&#8217;aver potuto fare nella vita quanto pi\u00f9 amo. Ciao Massimo\u2026<\/em><\/p>\n<p><em>Francesco De Leo<\/em><\/p>\n<h6><em>\u00a0<\/em>(<em>Foto realizzate dalla fotografa iraniana Sara Zandi al Convegno Internazionale &#8220;Il Vicino Oriente&#8221;, svoltosi a Otranto (Lecce) il 29 e 30 Giugno 2007<\/em>)<\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A un anno dalla scomparsa di Massimo Bordin, occorre interrogarsi sulla ragione per cui da tutti gli orizzonti &#8211; politici, giornalistici, intellettuali &#8211; l&#8217;antico direttore di Radio Radicale \u00e8 considerato come un importante protagonista della vita pubblica italiana tra Novecento e Duemila. 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