{"id":80788,"date":"2020-04-19T10:35:08","date_gmt":"2020-04-19T08:35:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=80788"},"modified":"2020-04-22T15:09:57","modified_gmt":"2020-04-22T13:09:57","slug":"soft-power-e-diplomazia-del-covid-19-nel-v4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/soft-power-e-diplomazia-del-covid-19-nel-v4\/","title":{"rendered":"Soft power e diplomazia del Covid-19 nel V4"},"content":{"rendered":"<p>Per <strong>Josep Borrell<\/strong>, numero uno della diplomazia europea, &#8220;Pechino sta conducendo una politica aggressiva&#8221; nel Vecchio Continente per dimostrarsi un partner pi\u00f9 affidabile degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Mentre la Ue si arenava sugli aiuti da consegnare ai Paesi pi\u00f9 colpiti dal virus la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/la-cina-e-lopera-di-convincimento-globale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Cina<\/strong><\/a> aveva gi\u00e0 avviato la macchina per la distribuzione.\u00a0Respiratori, mascherine e tute protettive sono diventati beni primari e la Cina li ha destinati a diversi Paesi europei <strong>non gratis<\/strong>. La <strong>Spagna<\/strong> ad esempio ha speso oltre 400 milioni per equipaggiamenti medici.<\/p>\n<p><strong>Pechino e Praga<br \/>\n<\/strong>Nella <strong>Repubblica ceca<\/strong> ad accogliere il primo cargo cinese \u00e8 andato il premier <strong>Andrej Babis<\/strong> accompagnato dall&#8217;ambasciatore cinese a Praga che ha rimarcato la &#8220;ri-costruzione di un legame di amicizia sino-ceco&#8221;.<\/p>\n<p>Dietro quella che appare come una dichiarazione di maniera, c&#8217;\u00e8 per\u00f2 una storia pi\u00f9 complessa.\u00a0Nel 2018 le <strong>municipalit\u00e0 di Praga e Pechino<\/strong> avevano progettato una partnership culturale ed economica. La richiesta cinese per dar corpo al <em>memorandum<\/em> era che Praga &#8220;<strong>si esprimesse contro l&#8217;indipendenza di Tibet e Taiwan<\/strong>&#8220;. I cechi avevano rigettato la condizione. E poi avevano controreplicato, sotto la guida di Zdenek Hrib, sindaco praghese esponente del Partito dei pirati, siglando un gemellaggio con Taipei sfidando la &#8220;<em>One China Policy<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>Ma quando il cargo lo scorso marzo \u00e8 atterrato a Praga l&#8217;incidente diplomatico legato a Taipei, \u00e8 &#8220;miracolosamente&#8221; rientrato. Pechino, cui non fa difetto il pragmatismo, ha compreso che &#8220;<strong>la politica della generosit\u00e0&#8221;<\/strong> \u00e8 parte della battaglia per avere maggior influenza in Europa. La posta in palio \u00e8 ben pi\u00f9 alta di un gemellaggio.<\/p>\n<p><strong><em>Soft power<\/em> cinese nel Gruppo di Visegr\u00e1d<br \/>\n<\/strong>Pechino ricorre al <em>soft power<\/em> da anni verso i <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/parlamenti-sotto-attacco-e-mascherine-sequestrate-il-coronavirus-nei-v4\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Paesi del Gruppo di Visegr\u00e1d<\/strong><\/a>: gestisce Istituti Confucio, sostiene le Ong, investe nei media e finanzia <em>scholarship<\/em> e centri di ricerca.\u00a0E ha aumentato, sfruttando la capillarit\u00e0 dei <em>social media<\/em>, il ricorso alla <strong>disinformazione<\/strong> (<em>sharp power<\/em>) per migliorare la propria immagine nella percezione dell\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p><strong>Lijan Zhao<\/strong>, portavoce del ministero degli Esteri, ha un profilo Twitter con 530mila followers. Sempre pi\u00f9 ambasciate in giro per il mondo hanno account social attivi e assai performanti. Un paradosso se pensiamo che Twitter \u00e8 vietato in Cina.\u00a0L&#8217;<strong>ambasciata cinese a Varsavia<\/strong> ha 1300 follower, quella a <strong>Budapest<\/strong> 1400. Giornali che sono emanazione del Partito comunista come il <em>Global Times<\/em> e il <em>China Daily<\/em>, garantiscono pagine intere a investitori centro-europei e ai progetti di sviluppo di Pechino nel cuore dell&#8217;Europa centro-orientale. I video &#8220;positivi&#8221; su Tik Tok amplificano il messaggio grazie ad algoritmi e a un ricorso massiccio all\u2019intelligenza artificiale.<\/p>\n<p>Dal 2010 la Cina ha investito circa <strong>3 miliardi di dollari sul mercato dell&#8217;informazione europeo<\/strong>, dice un report di <a href=\"https:\/\/rsf.org\/en\/reports\/rsf-report-chinas-pursuit-new-world-media-order\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Rsf<\/em><\/a>. Nella sola Repubblica ceca i cinesi hanno partecipazioni significative nei gruppi <em>Medea<\/em> ed <em>Empresa Media<\/em>.<\/p>\n<p>Una tendenza che \u00e8 ancora pi\u00f9 forte nel <strong>mondo della ricerca<\/strong>. Pechino finanzia <strong>centri studi e seminari<\/strong> in tutti i Paesi di Visegr\u00e1d. Gli Istituti Confucio per statuto promuovono la cultura e la lingua cinese, ma come nota la studiosa polacca Alicja Bachulska, talvolta questi centri escono dalle direttive originarie intromettendosi nella politica. Attualmente ci sono <strong>6 centri Confucio in Polonia, due in Cechia, tre in Slovacchia e 5 in Ungheria<\/strong>. Nel 2017 Pechino ha fondato anche il China-cee Institute che si occupa di cooperazione fra i Paesi dell\u2019Europa centro-orientale e Pechino (il format 16+1, quello che mette in relazione Cina con 16 Paesi della cintura orientale dell\u2019Europa, Ue ed extra Ue).<\/p>\n<p>Tutto questo attivismo \u2013 rafforzato dal filone della &#8220;diplomazia degli aiuti&#8221; &#8211; ha generato una percezione favorevole nelle opinioni pubbliche in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/il-nodo-delle-presidenziali-in-polonia-nellora-del-covid-19\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Polonia<\/strong><\/a> e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/in-ungheria-anche-il-poco-stato-di-diritto-rimasto-e-morto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Ungheria<\/strong><\/a>, dove <strong>un cittadino su due \u00e8 &#8220;pro-Cina&#8221;<\/strong>.\u00a0In <strong>Slovacchia<\/strong> e <strong>Repubblica<\/strong> <strong>Ceca<\/strong> invece malgrado i cospicui interventi, la percezione della Cina \u00e8 ancora perlopi\u00f9 negativa (in Slovacchia addirittura del 57%).<\/p>\n<p><strong>Commercio, 5G e infrastrutture<br \/>\n<\/strong>Ma la strategia di Pechino \u00e8 a <strong>lungo termine<\/strong>. Le armi a disposizione della Cina sono molte. Laddove il <em>soft power<\/em> dovesse perdere di incisivit\u00e0, resta sempre attivo e florido il <strong>canale dei commerci<\/strong> (Nuova Via della Seta), dello <strong>sviluppo<\/strong> <strong>tecnologico<\/strong> (il 5G e Huawei) e degli <strong>investimenti in<\/strong> <strong>infrastrutture<\/strong>.<\/p>\n<p>I V4 <strong>importano beni per<\/strong> <strong>68,9 miliardi di dollari<\/strong> dalla Cina (poco meno di un quinto di tutta la Ue), e <strong>vi esportano prodotti per<\/strong> <strong>9 miliardi<\/strong> (a fronte dei 198 miliardi che tutta la Ue d\u00e0 alla Cina). Lo squilibrio commerciale rende Budapest, Praga e Varsavia assai dipendenti dai quattrini cinesi. Progetti infrastrutturali innovativi e strategici sono possibili solo grazie alla Cina: la Repubblica Ceca attende una mano dalla <em>China General Nuclear Power<\/em> per potenziare lo <strong>stabilimento di<\/strong> <strong>Dukovany<\/strong>; Ungheria (e Serbia) collegano le loro capitali con il <strong>treno veloce<\/strong> <em>made in China<\/em>. La Polonia ha <strong><em>hub<\/em> logistici<\/strong> in co-gestione con Pechino ed \u00e8 uno dei nodi strategici in Europa della Nuova via della Seta.<\/p>\n<p><strong>&#8220;La diplomazia del Covid-19&#8221; ha accelerato dinamiche gi\u00e0 in essere.<\/strong> E la porta orientale \u00e8 ormai aperta per l&#8217;ingresso cinese nei salotti europei.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per Josep Borrell, numero uno della diplomazia europea, &#8220;Pechino sta conducendo una politica aggressiva&#8221; nel Vecchio Continente per dimostrarsi un partner pi\u00f9 affidabile degli Stati Uniti. 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