{"id":80812,"date":"2020-04-20T16:40:23","date_gmt":"2020-04-20T14:40:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=80812"},"modified":"2020-04-20T15:11:16","modified_gmt":"2020-04-20T13:11:16","slug":"il-coronavirus-scuote-lafrica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/il-coronavirus-scuote-lafrica\/","title":{"rendered":"Il coronavirus scuote l&#8217;Africa"},"content":{"rendered":"<p>La pandemia colpisce in <strong>Africa subsahariana un paziente gi\u00e0 fragile<\/strong> e portatore di patologie pregresse multiple. \u00c8 difficile immaginare un urto meno che drammatico per la regione, ma l\u2019impatto e gli effetti di breve e lungo periodo non si manifesteranno necessariamente nella maniera in cui si stanno delineando altrove. Numerosi tratti specifici della regione &#8211; o almeno comuni ad ampie parti di essa &#8211; potrebbero svolgere un ruolo rilevante nel fare da <strong>amplificatori oppure da riduttori per la diffusione della pandemia<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Amplificatori e contenitori del contagio<br \/>\n<\/strong>Tra i fattori di <strong>potenziale contenimento<\/strong> sono stati evocati aspetti climatico-ambientali forse avversi al virus, l\u2019et\u00e0 media estremamente bassa, la limitata densit\u00e0 di popolazione, una mobilit\u00e0 umana comparativamente ridotta, specificit\u00e0 immunologiche di genti diverse, e l\u2019esperienza recente nella lotta ad altre epidemie.<\/p>\n<p>Sul fronte opposto, i <strong>possibili moltiplicatori<\/strong> includono la co-morbosit\u00e0 legata alla prevalenza di HIV\/Aids, tubercolosi o altre malattie endemiche, gli affollati insediamenti delle baraccopoli e dei campi profughi, la notevole estensione di famiglie e parentele, la diffusa insicurezza economica e alimentare, il limitato accesso all\u2019acqua (e dunque all\u2019igiene preventiva), la porosit\u00e0 dei confini nazionali scarsamente controllabili. L\u2019esempio pi\u00f9 chiaro \u00e8 il dato di una popolazione subsahariana nel complesso giovanissima: <a href=\"https:\/\/population.un.org\/wpp\/Download\/Standard\/Interpolated\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>il 50% <\/strong><strong>non supera i 18 anni<\/strong><\/a><strong> (contro il 20% per l\u2019Europa) <\/strong>e solo il 3% ha 65 anni o pi\u00f9 (l&#8217;Italia arriva al 23%). L&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/limpatto-del-coronavirus-covid-19\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>impatto del Covid-19<\/strong><\/a> ne sar\u00e0 indubbiamente condizionato.<\/p>\n<p>Ma non c\u2019\u00e8 da girarci attorno, il colpo del <strong>Covid-19 sar\u00e0 comunque pesantissimo<\/strong> anche a sud del Sahara, anzitutto sotto il profilo sanitario. Nonostante l\u2019iniziale, rapida risposta continentale nell\u2019attrezzare centri in grado di effettuare la diagnosi del coronavirus, i sistemi sanitari africani sono drammaticamente <strong>sotto-attrezzati per i necessari servizi <\/strong>di prevenzione, diagnosi, assistenza e cure. Visti i limiti nelle capacit\u00e0 di cura, l&#8217;indicazione dell&#8217;Oms Africa \u00e8 quella di focalizzarsi sulla prevenzione e il contenimento della diffusione del virus. Due terzi dei paesi subsahariani hanno adottato misure di <em>lockdown<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Economia in difficolt\u00e0<br \/>\n<\/strong>Il coronavirus <strong>accompagna l\u2019Africa fuori da un ventennio di relativi successi economici<\/strong> \u2013 seppure dal 2015 ben meno omogenei e sempre pi\u00f9 appannati dal crescente indebitamento pubblico \u2013 e dentro una nuova epoca destinata a essere notevolmente meno brillante. Se l\u2019ultima recessione per l&#8217;Africa subsahariana nel suo complesso risale a ormai quasi trent\u2019anni fa (il -0,004% del 1992), oggi si delinea gi\u00e0 <strong>una contrazione del -1,6% del Pil regionale\u00a0<\/strong>per il 2020. Ma si tratta di stime inziali.<\/p>\n<p>Prima ancora del <em>lockdown<\/em> degli stessi Paesi africani \u2013 e dunque del freno interno alle attivit\u00e0 economiche \u2013 <strong>sono le relazioni esterne a coinvolgere l&#8217;Africa<\/strong> in un secondo tipo di contagio: la forte <strong>dipendenza dalla domanda cinese<\/strong>, ma anche i rapporti con altri partner diventati rilevanti, come <strong>l\u2019India<\/strong>, stanno prosciugando commercio e investimenti esteri in generale. Emblematico il caso del Regno Unito: lo scenario di un rilancio dei rapporti post-Brexit, delineato non pi\u00f9 tardi di gennaio dal primo ministro Boris Johnson allo <em>UK-Africa Investment Summit<\/em>, \u00e8 destinato a incagliarsi nelle attuali secche.<\/p>\n<p><strong>Capitali in fuga<br \/>\n<\/strong>Da febbraio <strong>l\u2019area subsahariana sta registrando una continua fuga di capitali<\/strong>. A soffrire per la nuova congiuntura globale non sono solo le economie colpite direttamente dal crollo del prezzo del greggio (Nigeria, Angola, Gabon e diverse altre) o quelle alle prese con il ribasso di altre esportazioni primarie (ad esempio il rame del gi\u00e0 precario Zambia). Le ripercussioni attraversano pressoch\u00e9 ogni settore, inclusi quelli di servizi come turismo e linee aeree. E il contagio economico che viene da fuori include il <strong>prevedibile calo nelle rimesse dei migranti<\/strong>, mediamente pari al 2,5%-3% dell\u2019intera economia africana ma con un peso anche molto superiore per alcuni Paesi. La maggiore economia del continente, la <a href=\"https:\/\/www.pwc.com\/ng\/en\/pdf\/the-economic-power-of-nigerias-diaspora.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Nigeria<\/strong><\/a>, riceve un terzo delle rimesse complessive dei migranti subsahariani, pari al 6,1% del Pil nazionale nel 2018.<\/p>\n<p>Gli Stati africani <strong>non hanno le risorse finanziare n\u00e9 la capacit\u00e0 infrastrutturale<\/strong> o le risorse umane per contrastare gli effetti economici e sociali della pandemia come stanno facendo i Paesi europei. Le reti di protezione sociale ad opera dello Stato variano tra l\u2019inesistente e l\u2019embrionale, con la sola parziale eccezione del Sudafrica. N\u00e9 gli stimoli fiscali sono alla portata dei paesi della regione, gi\u00e0 alle prese con <strong>debiti fortemente cresciuti<\/strong>. Il deteriorarsi dell\u2019andamento economico si tradurr\u00e0 in una riduzione delle entrate statali, alimentando l\u2019ulteriore aumento del debito e dei connessi costi.<\/p>\n<p>Il Fondo monetario internazionale (Fmi) \u2013 che ha allertato sul rischio di veder <strong>persi i progressi subsahariani registrati nell&#8217;ultimo ventennio<\/strong> \u2013 ha chiamato a raccolta i donatori internazionali perch\u00e9 sostengano i Paesi dell\u2019area nello sforzo di far fronte all\u2019emergenza sanitaria e nel sostenerne le attivit\u00e0 economiche, anche alleviando le loro posizioni debitorie<a href=\"applewebdata:\/\/2C0A6C29-32CA-48F7-8207-2D3F530F0E58#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><\/a>. Il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/boccata-dossigeno-per-le-economie-piu-fragili\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>G20<\/strong><\/a> rispondeva intanto accordando ai paesi pi\u00f9 poveri la <strong>sospensione dei pagamenti del debito bilaterale<\/strong> almeno fino a fine anno.<\/p>\n<p><strong>Cina, Usa e Ue in Africa<\/strong><br \/>\nIn una fase che vede gli stessi Paesi occidentali piegati su se stessi, il <strong>primo ostacolo che l\u2019Africa deve superare sul piano internazionale \u00e8 proprio la competizione per ottenere attenzione <\/strong>e mobilitare risorse (sia quelle economiche che in termini di equipaggiamenti sanitari e farmacologici, che in Africa sono pressoch\u00e9 interamente di importazione). La crisi del Covid-19 \u2013 &#8220;<a href=\"https:\/\/www.iai.it\/en\/pubblicazioni\/covid-19-stress-test-international-development-cooperation\">il pi\u00f9 grande stress test di sempre per la cooperazione<\/a> allo sviluppo&#8221; \u2013 sar\u00e0 anche inevitabilmente <strong>un momento di ridefinizione di strategie<\/strong>, ruoli ed equilibri, tanto interni all\u2019Africa stessa \u2013 dove si cercano riferimenti in leadership nazionali come quelle del sudafricano <strong>Cyril Ramaphosa<\/strong> e dell&#8217;etiope <strong>Abiy Ahmed<\/strong>\u00a0&#8211; quanto, soprattutto, all\u2019esterno.<\/p>\n<p>La <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/la-cina-e-lopera-di-convincimento-globale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Cina<\/a> non molla la proiezione sul continente<\/strong> e ha avviato un&#8217;offensiva diplomatica non solo con l&#8217;invio di esperti e di strumentazione tecnica (in buona misura targata Huawei), ma anche aprendo in modo inatteso alla discussione internazionale sul problema del debito africano. Gli <strong>Stati Uniti<\/strong>, ancora nel pieno del ciclone interno, sembrano accentuare la loro relativa <strong>latitanza<\/strong> dalla regione. <strong>Per l&#8217;Europa<\/strong>, la traccia di una &#8220;<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/perche-lafrica-e-una-priorita-per-la-commissione-europea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nuova strategia con l\u2019Africa<\/a><\/strong>&#8220;, fortemente voluta da Ursula von\u00a0der Leyen e pubblicata a inizio marzo, appare oggi gi\u00e0 datata, almeno in parte superata non solo dal disinteresse africano al momento della divulgazione, ma dal mondo nuovo che nel frattempo si sta dischiudendo anche a sud del Sahara.<a href=\"applewebdata:\/\/2C0A6C29-32CA-48F7-8207-2D3F530F0E58#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><\/a><\/p>\n<p><em>Questo articolo \u00e8 stato pubblicato nell\u2019ambito\u00a0dell\u2019<\/em><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/osservatorio-iai-ispi-politica-estera-italiana\/\"><em>Osservatorio IAI-ISPI sulla politica estera italiana<\/em><\/a><em>, realizzato anche grazie al sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.\u00a0Le opinioni espresse dall\u2019autore\/autori sono strettamente personali e non riflettono necessariamente quelle dell\u2019ISPI o del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La pandemia colpisce in Africa subsahariana un paziente gi\u00e0 fragile e portatore di patologie pregresse multiple. \u00c8 difficile immaginare un urto meno che drammatico per la regione, ma l\u2019impatto e gli effetti di breve e lungo periodo non si manifesteranno necessariamente nella maniera in cui si stanno delineando altrove. 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