{"id":81062,"date":"2020-04-26T18:51:47","date_gmt":"2020-04-26T16:51:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=81062"},"modified":"2020-05-01T07:50:07","modified_gmt":"2020-05-01T05:50:07","slug":"unione-europea-il-recovery-fund-tra-speranze-e-incognite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/unione-europea-il-recovery-fund-tra-speranze-e-incognite\/","title":{"rendered":"Il Recovery Fund tra speranze e incognite"},"content":{"rendered":"<p>Il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/gli-esiti-del-consiglio-europeo-del-23-aprile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Consiglio europeo del 23 aprile<\/strong> <\/a>ha fatto registrare un accordo importante su vari aspetti del programma europeo di contrasto della drammatica crisi economica provocata dal <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/limpatto-del-coronavirus-covid-19\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Covid-19<\/strong><\/a>. Oltre ai gi\u00e0 annunciati interventi delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/bce-nuovo-qe-da-750-miliardi-per-lemergenza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Banca centrale europea<\/strong><\/a>, e alla sospensione delle regole del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/la-commissione-ue-attiva-la-clausola-che-stoppa-il-patto-di-stabilita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Patto di stabilit\u00e0<\/strong><\/a>, si \u00e8 concordato di procedere con uno strumento di sostegno ai dispositivi nazionali di assicurazione contro la disoccupazione (il <strong>Sure<\/strong>), con una nuova linea di finanziamenti garantiti della <strong>Banca europea degli investimenti<\/strong>, e con una nuova linea di credito del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/cose-il-meccanismo-europeo-di-stabilita-mes\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Meccanismo europeo di stabilit\u00e0<\/strong><\/a> con condizionalit\u00e0 collegate esclusivamente all&#8217;utilizzo dei fondi.<\/p>\n<p>Un complesso di interventi che dovrebbero mobilitare a regime circa <strong>500 miliardi di euro<\/strong>. Infine si \u00e8 concordato sull&#8217;idea di creare un <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/consiglio-europeo-ok-al-recovery-fund\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>fondo per la ricostruzione<\/strong><\/a>, dando mandato alla Commissione di fare una proposta entro il 6 maggio per la sua attivazione.<\/p>\n<p>Un risultato sicuramente positivo, ma con qualche incognita. Mentre infatti su Sure, Bei e anche, per molti aspetti anche sul Mes riveduto e corretto, si conoscono i dettagli, sul fondo per la ricostruzione, a parte la decisione di principio, tutto il resto (e non \u00e8 poco!) <strong>resta da definire<\/strong>.<\/p>\n<p>La prima incognita riguarda il <strong>volume complessivo di risorse<\/strong> che il fondo dovrebbe riuscire a mobilitare. In proposito sono circolate varie ipotesi sulla cui congruit\u00e0 appare difficile pronunciarsi. Non esiste in effetti ancora un consenso sull&#8217;<strong>ammontare ottimale<\/strong> di risorse di cui dovrebbe disporre. Ma le cifre che circolano lasciano immaginare che, quale sia la natura dell&#8217;istituendo fondo, esso dovr\u00e0 operare soprattutto sulla base di una <strong>adeguata leva<\/strong>. Il piano Juncker, fatte le debite proporzioni, potrebbe costituire un buon precedente.<\/p>\n<p>La seconda incognita riguarda la questione degli <strong>strumenti<\/strong> del fondo: <strong>prestiti o erogazioni a fondo perduto<\/strong>. Da varie fonti (tra le altre, <a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/europa\/notizie\/rubriche\/altrenews\/2020\/04\/20\/spagna-propone-fondo-ue-da-1500-miliardi-con-debito-perpetuo-_d31872e2-490c-400d-bda8-9c3eea5e507b.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la proposta del governo spagnolo<\/a>) si \u00e8 sottolineata la necessit\u00e0 che il fondo intervenga con &#8220;doni&#8221;, data l&#8217;eccezionalit\u00e0 delle circostanze e la necessit\u00e0 di non aggravare la situazione debitoria dei Paesi beneficiari. Difficile per\u00f2 che questa opzione passi per la prevedibile resistenza dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/bilancio-pluriennale-il-vero-ostacolo-sul-futuro-dellue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Paesi &#8220;frugali&#8221;<\/strong><\/a>. E forse anche per il precedente, non sempre brillante, di come vengono utilizzati, in certi Paesi, quei fondi strutturali, che sono il tipico esempio di &#8220;<strong>erogazioni a fondo perduto<\/strong>&#8221; della Ue.<\/p>\n<p>Se poi, come sembra plausibile, si dovesse far ricorso, come base giuridica, all&#8217;<strong>articolo 122 del Trattato sul funzionamento dell&#8217;Ue<\/strong>, occorre ricordare che questo articolo prevede la possibilit\u00e0 di fornire, in situazioni di emergenza, &#8220;<strong>assistenza finanziaria<\/strong>&#8221; a Paesi che lo richiedano: una formula che sembra ipotizzare crediti, sia pure a condizioni molto agevolate, piuttosto che doni. L&#8217;<strong><em>Efsm<\/em><\/strong>, l&#8217;immediato predecessore del Mes, creato nel 2011 con il ricorso all&#8217;articolo 122, utilizzava crediti agevolati. E anche per il Sure (da creare sempre con ricorso all\u2019articolo 122), la Commissione ha ipotizzato l&#8217;utilizzo di crediti.<\/p>\n<p>La terza incognita riguarda le <strong>modalit\u00e0 di erogazione<\/strong> degli interventi del fondo. E in questo caso l&#8217;alternativa \u00e8 fra<strong> finanziamenti<\/strong> per programmi e progetti comuni, definiti in sede europea (e monitorati in sede europea), o <strong>interventi<\/strong> a sostegno di programmi di singoli Stati membri. In questa seconda ipotesi, che sembrerebbe la pi\u00f9 verosimile, e forse la pi\u00f9 auspicabile date le esigenze dei Paesi che ne beneficerebbero, si porrebbe la <strong>questione dei criteri di distribuzione<\/strong> delle risorse del Fondo fra singoli Stati membri. E comunque, anche nella ipotesi di interventi di sostegno a singoli Stati membri, appare inevitabile immaginare un collegamento con una qualche strategia comune decisa a livello europeo e soprattutto una qualche forma di controllo\/monitoraggio sull&#8217;utilizzo delle risorse del fondo. Inevitabile in altre parole il ricorso a una qualche forma di <strong>condizionalit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>La quarta incognita \u00e8 la questione del collegamento con il <strong>bilancio dell&#8217;Ue<\/strong>. La Commissione ha evocato, in varie forme e occasioni, la necessit\u00e0 di collegare il fondo per la ricostruzione al bilancio Ue per l&#8217;anno 2020, e al <strong>futuro quadro finanziario pluriennale<\/strong>, segnalando la necessit\u00e0 di un aumento molto sostanzioso, ancorch\u00e9 temporaneo. dei tetti di spesa del bilancio della Ue (secondo talune fonti fino al 2% del Pil dell&#8217;Unione).<\/p>\n<p>A parte le prime caute aperture della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/il-problema-tedesco-in-versione-2020\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>cancelliera Angela Merkel<\/strong><\/a>, su questa ipotesi non si sono ancora registrate reazioni. Ma va ricordato che sul Quadro finanziario pluriennale, solo nel febbraio scorso, ci si era bloccati per la mancanza di intesa su un incremento di uno a due decimali sopra l&#8217;1%. <strong>Forse il Covid-19 far\u00e0 il miracolo<\/strong>.<\/p>\n<p>Trovare un<strong> accordo su un aumento del bilancio Ue<\/strong> non sar\u00e0 per\u00f2 un&#8217;operazione semplice, perch\u00e9 \u00e8 necessaria l&#8217;unanimit\u00e0, e soprattutto \u00e8 necessario superare le prevedibili resistenze dei cosiddetti contribuenti netti (che vedrebbero aggravarsi considerevolmente il loro saldo netto).<\/p>\n<p>L&#8217;aumento del bilancio Ue lascerebbe comunque impregiudicata la questione, per certi aspetti pi\u00f9 rilevante, di <strong>come utilizzare queste risorse addizionali<\/strong>. L&#8217;ipotesi pi\u00f9 verosimile sembrerebbe quella di creare uno strumento (uno &#8220;<em>special purpose vehicle<\/em>&#8221; &#8211; Spv?) che raccolga finanziamenti sui mercati finanziari emettendo titoli supportati da garanzie fornite dallo stesso bilancio Ue, e poi a sua volta faccia prestiti agli Stati membri. Conoscendo le resistenze di alcuni Paesi sulla questione dei <strong>titoli comuni di debito<\/strong>, la sfida per la Commissione sar\u00e0 quella di presentare <strong>una proposta &#8220;creativa&#8221; sul finanziamento del Fondo<\/strong>, che eviti di suscitare reazioni negative pregiudiziali.<\/p>\n<p>La quinta incognita riguarda infine la<strong> questione dei tempi di entrata in vigore di questo fondo<\/strong>. Trovare una intesa su tutti gli aspetti del funzionamento di questo nuovo strumento, anche nella migliore delle ipotesi, richieder\u00e0 <strong>mesi<\/strong>. Difficile quindi che il fondo possa essere operativo prima dell&#8217;inizio dell\u2019anno prossimo. Nel frattempo gli Stati membri dovranno fare affidamento soprattutto su <strong>strumenti e risorse nazionali, oltre agli strumenti comuni<\/strong> gi\u00e0 concordati. Sar\u00e0 per\u00f2 necessario che gli Stati membri si attrezzino per tempo per definire programmi e progetti per la ricostruzione compatibili con gli interventi (ancora in corso di definizione) del futuro fondo.<\/p>\n<p>In conclusione, e in attesa che la Commissione sveli i suoi piani e presenti una proposta articolata, sembra arrivato il momento in Italia per <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/covid-19-e-comunita-internazionale-parla-pier-carlo-padoan\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>accantonare le polemiche surreali e pretestuose sul Mes<\/strong><\/a>, e iniziare a interrogarci seriamente su cosa aspettarci dal <em>Recovery Fund<\/em>, magari avanzando proposte credibili e articolate. Siamo il Paese pi\u00f9 colpito dal Covid-19. Sarebbe paradossale non avere una voce in capitolo nella definizione delle modalit\u00e0 di funzionamento del fondo per la ricostruzione. Ma sarebbe altrettanto necessario che si cominci a programmare la fase della ricostruzione in coerenza con obiettivi e priorit\u00e0 condivisi in Europa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Consiglio europeo del 23 aprile ha fatto registrare un accordo importante su vari aspetti del programma europeo di contrasto della drammatica crisi economica provocata dal Covid-19. 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