{"id":81129,"date":"2020-04-29T08:18:47","date_gmt":"2020-04-29T06:18:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=81129"},"modified":"2020-05-04T10:08:45","modified_gmt":"2020-05-04T08:08:45","slug":"haftar-un-golpe-per-conquistare-tripoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/haftar-un-golpe-per-conquistare-tripoli\/","title":{"rendered":"Haftar: un golpe per conquistare Tripoli"},"content":{"rendered":"<p>Un golpe nella sua stessa <strong>Cirenaica<\/strong> per epurare le frange moderate dell\u2019est, autoproclamarsi guida assoluta e sferrare una (improbabile) azione risolutiva per la <strong>conquista di Tripoli<\/strong>. <strong>Khalifa Haftar<\/strong>, comandante dell&#8217;autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), risponde cos\u00ec alla controffensiva con la quale il Governo di accordo nazionale (Gna) di <strong>Fayez al Serraj<\/strong>, sostenuto dalla <strong>Turchia<\/strong>, ha ripreso il controllo dell\u2019ovest arrivando ad assediare Tarhuna.<\/p>\n<p>Un ribaltone rispetto all\u2019impasse dettata dalla bassa intensit\u00e0 del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/libia-un-anno-di-guerra-e-la-pace-e-piu-lontana-che-mai\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">conflitto libico iniziato il 4 aprile 2019<\/a> con la marcia su Tripoli dell\u2019uomo forte della Cirenaica.<\/p>\n<p>Rischia intanto di diventare un pericoloso incidente internazionale quello tra Tripoli e <strong>Parigi<\/strong>, dopo che tre caccia francesi hanno sorvolato ieri il territorio libico interessato dagli scontri tra le forze governative e quelle del generale, senza permesso n\u00e9 avviso alle autorit\u00e0 del Governo di accordo nazionale guidato da al Serraj. Tripoli ha immediatamente chiesto spiegazioni al ministero degli Esteri di Parigi. A questo si aggiunge anche il fatto che la <strong>Francia<\/strong> \u00e8 l\u2019unico Paese (coinvolto nella partita libica) a non essersi pronunciato sul nuovo colpo di mano di cui \u00e8 stato protagonista Haftar, a conferma dell\u2019ambiguit\u00e0 di condotta dell\u2019Eliseo sul dossier libico. Ovvero, sotto il cappello dell\u2019Unione europea ha appoggiato il Gna, giocando tuttavia in solitario una partita tutta a favore di Haftar, al quale la Francia ha garantito copertura diplomatica, appoggio logistico e di intelligence e agevolato forniture militari. Anche nella sua ultima avventura militare all\u2019assalto di Tripoli.<\/p>\n<p><strong>Il colpo di mano del generale<\/strong><br \/>\nIl cambio di equilibri sul terreno vede in difficolt\u00e0 Haftar, il quale teme di essere spinto dalla Camera di Tobruk a un compromesso con Serraj. Il numero uno dell&#8217;organo parlamentare orientale, <strong>Agila Saleh<\/strong>, molto vicino al presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, \u00e8 propenso a un accordo che lascerebbe la Cirenaica sotto una forte influenza dell&#8217;<strong>Egitto<\/strong>. Gli oltranzisti vicini al generale spingono invece per continuare la campagna di Tripoli a ogni costo, e addirittura, sciogliere Tobruk.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9, secondo fonti locali da noi sentite, Saleh si sarebbe rifugiato a Derna protetto dalle sue trib\u00f9, terrorizzato da azioni intimidatorie da parte di Haftar. Il quale avrebbe gi\u00e0 fatto destituire il governo \u201combra\u201d dell\u2019est, guidato da Abdullah al-Thinni, per agevolare la formazione di un &#8220;<strong>Consiglio di sovranit\u00e0 della Libia<\/strong>&#8221; che governer\u00e0 le zone del Paese sotto il suo controllo durante un periodo di transizione. Dopo la formazione del Consiglio verr\u00e0 annunciata la nascita di un governo di crisi con cinque o sette ministeri, probabilmente presieduto da Ali Qatrani, fedelissimo del generale che era gi\u00e0 stato indicato da lui quando nel 2015 nacque il Consiglio presidenziale con nove membri, uno dei quali riservato a un rappresentante del potere di Bengasi.<\/p>\n<p><strong>Rais &#8220;per volont\u00e0 del popolo libico&#8221;<\/strong><br \/>\nA spiegare l\u2019assedio interno dal quale l\u2019uomo forte della Cirenaica si sente minacciato \u00e8 Daniele Ruvinetti, profondo conoscitore delle dinamiche libiche. \u201cC\u2019\u00e8 stato un cambio di scenari veloce dopo la riconquista della costa occidentale da parte del Gna e la controffensiva che lo ha portato alle porte di Tarhuna. L\u00ec \u00e8 in atto una trattativa con le trib\u00f9 e le componenti importanti della citt\u00e0 (ultimo feudo di Haftar in Tripolitania). Storicamente Tarhuna e Misurata non si sono mai fatte la guerra, e visto che gran parte di chi combatte tra le fila dei governativi proviene da Misurata, si sta cercando di trovare una strada per la resa\u201d. Non \u00e8 tutto perch\u00e9, come spiega Ruvinetti, visto il progressivo cambio di rotta del Cairo verso una \u201cexit strategy soft\u201d al conflitto \u201cin Cirenaica chi \u00e8 meno vicino al generale non rifiuta l\u2019ipotesi di compromesso con la parte moderata di Misurata, per quanto al momento risulti complicato individuare un accordo\u201d.<\/p>\n<p>Ecco allora che il \u201c<strong>generale ferito<\/strong>\u201d, dinanzi al rischio di vedersi messo ai margini da un\u2019azione negoziale proveniente dalle sue stesse roccaforti, gioca d\u2019anticipo con un piano in due mosse. Dapprima annuncia di &#8220;aver accettato il mandato popolare di occuparsi delle questioni nel Paese\u201d e sentenzia la contestuale fine dell&#8217;accordo di Skhirat, firmato in Marocco nel dicembre 2015 sotto l&#8217;egida dell&#8217;Onu, per mettere fine alla seconda guerra civile nel Paese che durava dal 2014. E 24 ore dopo si autoproclama <strong>rais della Libia per \u201cvolont\u00e0 del popolo libico\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;inizio della fine<\/strong><br \/>\nMa qual \u00e8 l\u2019obiettivo del 76enne ex ufficiale di Gheddafi, la cui fuga in avanti e al momento trova scarso sostegno tra le trib\u00f9 e i politici della Cirenaica? Fonti di &#8220;Agenzia Nova&#8221; riferiscono che il compito principale di questo \u201cgoverno di crisi\u201d \u00e8 di preparare le elezioni presidenziali e parlamentari nel Paese, oltre a gestire servizi per i cittadini e risolvere la crisi economica. Una manovra, quindi, per riconquistare Tripoli ma questa volta con l\u2019arma democratica del voto?<\/p>\n<p>Un colpo di scena per Haftar che, del resto, sul successo militare sembra poter contare poco, come ci spiega Mohamed Buisier, ex superconsigliere dell\u2019uomo forte della Cirenaica. \u201cIl 4 aprile di un anno fa Haftar aveva a disposizione un\u2019armata fortissima e sostegni esterni importanti, tali da catapultarlo a 9 miglia dal centro di Tripoli in pochi giorni. Oggi fortifica le posizioni nel Golfo della Sirte, a 120 km da Bengasi. Non ti chiudi dentro casa se vuoi entrare in quella di un altro &#8211; chiosa Buisier -. <strong>Haftar tenta di trovare un significato politico per sopravvivere, per lui \u00e8 l\u2019inizio della fine<\/strong>\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un golpe nella sua stessa Cirenaica per epurare le frange moderate dell\u2019est, autoproclamarsi guida assoluta e sferrare una (improbabile) azione risolutiva per la conquista di Tripoli. 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