{"id":81195,"date":"2020-05-04T07:00:02","date_gmt":"2020-05-04T05:00:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=81195"},"modified":"2020-05-05T10:49:48","modified_gmt":"2020-05-05T08:49:48","slug":"i-rischi-della-guerra-totale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/i-rischi-della-guerra-totale\/","title":{"rendered":"I rischi della &#8220;guerra totale&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Per quarant&#8217;anni la <strong>Nato<\/strong> ha combattuto una <strong>guerra totale<\/strong> con il blocco sovietico, sempre mantenendo fermo il punto che eravamo in pace. Di pi\u00f9, mentre molti governi sostenevano la dottrina strategica secondo cui il possesso di armi nucleari serviva a dissuadere gli avversari dall&#8217;impiego (o dalla minaccia di impiegare) le loro armi nucleari, la dottrina della Nato invece ha sempre sostenuto che tutto il nostro arsenale, convenzionale e nucleare, serve a dissuadere la guerra stessa.<\/p>\n<p><strong>Il vecchio scenario strategico<\/strong><br \/>\nEppure la <strong>Guerra Fredda<\/strong> \u00e8 stata combattuta in moltissimi modi diversi e su una grande variet\u00e0 di fronti (compresi molti campi di battaglia, perlopi\u00f9 lontani dal territorio coperto formalmente dalle garanzie della Nato), ha fatto molti milioni di morti, forse 25, e ha avuto se non proprio un vincitore quanto meno uno sconfitto, l&#8217;Urss.<\/p>\n<p>In questo lungo periodo di pace, abbiamo combattuto una durissima <strong>guerra ideologica<\/strong> (tra sistemi comunisti e liberaldemocratici, tra economia di mercato e economia pianificata, tra &#8220;Occidente&#8221; e &#8220;Oriente&#8221;, ma anche tra Nord e Sud, tra &#8220;allineati&#8221; e &#8220;non allineati&#8221;) o anche <strong>guerre civili<\/strong>, di decolonizzazione o tra rivali regionali. La Nato e il Patto di Varsavia hanno mantenuto in tutto questo periodo le loro forze militari in una condizione di<strong> altissima prontezza operativa<\/strong>: non solo l&#8217;equilibrio nucleare richiedeva uno stato di allarme permanente, ma due giganteschi schieramenti convenzionali erano pronti a scontrarsi in qualsiasi momento.<\/p>\n<p>Era la <strong>guerra totale in tempo di pace<\/strong>, ed era riconosciuta e accettata come tale, per cui non ci si stupiva pi\u00f9 di tanto per le operazioni di spionaggio, disinformazione, inganno, furto di dati sensibili, restrizioni alla circolazione di dati, informazioni o tecnologie, tentativi di manipolazione dell\u2019opinione pubblica o delle forze politiche, che rientravano in questa logica di scontro.<\/p>\n<p>Questa logica \u00e8 entrata in crisi dopo il 1989, con la fine del Patto di Varsavia e la frammentazione dell&#8217;Unione Sovietica. Il sistema occidentale di mercato e liberal-democratico appariva padrone del campo. Per cui tutti i nostri Paesi hanno cominciato a smobilitare, sia riducendo i bilanci e le forze militari, sia soprattutto abbandonando la veglia permanente della guerra totale.<\/p>\n<p><strong>Il nuovo scenario strategico<\/strong><br \/>\nSono bastati pochi anni, un terribile attentato terroristico negli Stati Uniti e le guerre in Iraq e Afghanistan per dimostrarci che la guerra nella pace non era affatto terminata, ma aveva solo <strong>mutato d&#8217;aspetto<\/strong>. Il vecchio sistema bipolare \u00e8 divenuto <strong>multipolare<\/strong> mentre la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/si-fa-presto-a-dire-deglobalizzazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>globalizzazione<\/strong><\/a> ha compiuto un deciso balzo in avanti. Manca per\u00f2 il vecchio fattore d&#8217;ordine e di mobilitazione costituito dal confronto ideologico.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/loccidente-che-sara\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>L&#8217;ideologia &#8220;occidentale&#8221; \u00e8 in crisi<\/strong><\/a>, ma non c&#8217;\u00e8 una precisa ideologia alternativa, bens\u00ec un insieme di residui ideologici disparati e sconnessi, tra cui il vecchio comunismo in versione neo-capitalista cinese, religioni tradizionali in salsa estremista e dosi sempre pi\u00f9 massicce di nazionalismo e persino razzismo. La <strong>frammentazione ideologica<\/strong> diviene anche frammentazione politica e si aggiunge alla multipolarit\u00e0 e alle frammentazioni regionali per rendere pi\u00f9 improbabile una risposta solidale e coesa del sistema occidentale sotto attacco. Manca il fattore unificante per cui, persino quando emergono minacce chiaramente globali, come l&#8217;attuale <strong>pandemia<\/strong>, le risposte sono sconnesse e differenziate, a tutto scapito della sicurezza di ognuno.<\/p>\n<p>In questa situazione, il rischio di una <strong>nuova guerra mondiale generalizzata<\/strong> non \u00e8 affatto scomparso, ma sembra, almeno per ora, bloccato dal fatto che nessuno ancora \u00e8 in grado di sfidare apertamente gli Stati Uniti, per cui le numerose potenze esistenti, in particolare <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/italia-russia-pragmatismo-e-ancoraggio-ue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Russia<\/strong><\/a> e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/la-pandemia-mette-a-rischio-le-ambizioni-globali-di-pechino\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Cina<\/strong><\/a>, non affrontano direttamente l\u2019assetto degli equilibri globali.<\/p>\n<p>La guerra assume la forma di scontri indiretti, marginali, ibridi, caratterizzati tra l&#8217;altro dal ricorso al terrorismo, dalla sponsorizzazione di guerre civili, dal moltiplicarsi di piccole provocazioni, dall&#8217;uso diffuso della propaganda e della disinformazione. Negli ultimi anni per\u00f2 il <strong>processo di disgregazione dell&#8217;ordine internazionale<\/strong> si \u00e8 accelerato, arrivando a infrangere la barriera delle competizioni territoriali, con relativa modifica dei confini, dai <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/bosnia-erzegovina-il-percorso-verso-lue-e-ancora-lungo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Balcani<\/strong><\/a> alla <strong>Crimea<\/strong>, e, in modo pi\u00f9 coperto, alla <strong>Siria<\/strong> e alla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/haftar-un-golpe-per-conquistare-tripoli\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Libia<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p><strong>Nuove tattiche\u00a0della\u00a0&#8220;guerra totale&#8221;<br \/>\n<\/strong>Nel frattempo, rimaniamo in una situazione di incertezza, una<strong> fase &#8220;sperimentale&#8221;<\/strong> durante la quale vengono testate le opportunit\u00e0 offerte dalle nuove tecnologie <em>cyber<\/em>, alla scoperta di nuove vulnerabilit\u00e0 e di come possano condizionare le scelte dei maggiori attori internazionali. Per quanto le capacit\u00e0 e gli equilibri in campo militare mantengano la loro fondamentale importanza, l&#8217;attenzione si concentra piuttosto sui comportamenti politici, sulle opinioni pubbliche e sulle esigenze, vulnerabilit\u00e0 o disfunzioni della societ\u00e0 civile nel suo complesso: dalle <em>fake news a<\/em>ll&#8217;uso distorto dei <em>social network<\/em>, passando per gli attacchi contro settori dell&#8217;amministrazione pubblica, \u00e8 <strong>tutto il sistema sociale che viene continuamente sottoposto a tensioni distruttive<\/strong> che ne ricercano il collasso.<\/p>\n<p>Le nuove tattiche sono quelle della <strong>disinformazione<\/strong>, ma anche dell&#8217;<strong>inganno<\/strong> e soprattutto della <strong>destabilizzazione<\/strong>. Esse preparano la strada per raggiungere, al momento voluto, altri obiettivi quali la crisi o il collasso sistemico, la coercizione o la distruzione. \u00c8 cos\u00ec che il significato di &#8220;guerra totale&#8221; assume una nuova profondit\u00e0 ed \u00e8 a questo che dobbiamo prepararci.<\/p>\n<p><em>Questo articolo \u00e8 il quindicesimo di una serie dedicata a una riflessione sul <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/covid-19-e-insicurezza-internazionale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Covid-19 e la sicurezza internazionale<\/a>, aperta da Vincenzo Camporini e Michele None<\/em>s.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per quarant&#8217;anni la Nato ha combattuto una guerra totale con il blocco sovietico, sempre mantenendo fermo il punto che eravamo in pace. 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