{"id":81203,"date":"2020-05-05T21:38:38","date_gmt":"2020-05-05T19:38:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=81203"},"modified":"2020-05-16T11:22:21","modified_gmt":"2020-05-16T09:22:21","slug":"una-nuova-sicurezza-globale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/una-nuova-sicurezza-globale\/","title":{"rendered":"Una nuova sicurezza globale dopo la pandemia"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;attuale <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/limpatto-del-coronavirus-covid-19\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>pandemia<\/strong><\/a> con le sue drammatiche conseguenze sulla popolazione e sull&#8217;economia impone una riflessione ampia e profonda sull&#8217;organizzazione della nostra societ\u00e0 e, in particolare, sui punti di <strong>debolezza<\/strong> che sono emersi. Dobbiamo, infatti, essere consapevoli che nel mondo globalizzato questo tipo di emergenze, insieme ad altre, possono ripresentarsi molto pi\u00f9 frequentemente che nel passato.<\/p>\n<p>L&#8217;<strong>interdipendenza<\/strong> economica, industriale, commerciale e delle attivit\u00e0 di ricerca e formazione, insieme al movimento delle persone per motivi turistici, di lavoro e di migrazione, aumentano e amplificano i rischi di contagio. Sono alcune delle inevitabili conseguenze della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/si-fa-presto-a-dire-deglobalizzazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>globalizzazione<\/strong><\/a> con cui dobbiamo imparare a convivere.<\/p>\n<p>La nostra societ\u00e0 vede crescere la sua complessit\u00e0 interna, ma anche la sua dipendenza internazionale. Questo comporta che, a livello nazionale, dovr\u00e0 essere riconsiderata la nostra capacit\u00e0 di gestire efficacemente le emergenze e, a livello internazionale, dovranno essere rafforzate e probabilmente ridisegnate le organizzazioni e le regolamentazioni in modo da contenere il pi\u00f9 possibile i danni derivanti dall&#8217;allargamento ad altri Paesi.<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 importante insegnamento dall&#8217;attuale pandemia ci viene dalla consapevolezza che<strong> nessun Paese al mondo e nessuna organizzazione internazionale era preparata ad affrontarla<\/strong> e che, con umilt\u00e0 e buona volont\u00e0, tutti dovranno studiare a fondo quanto \u00e8 avvenuto e fare i compiti a casa, sapendo, per\u00f2, che i risultati saranno interdipendenti con quelli degli altri, vicini e lontani.<\/p>\n<p><strong>Difesa e sicurezza<\/strong><br \/>\nLa <strong>sicurezza<\/strong> deve diventare la parola d&#8217;ordine del nuovo decennio, allargandone ancora di pi\u00f9 i confini gi\u00e0 ampi con cui molti l&#8217;avevano gi\u00e0 approcciata dall&#8217;inizio del nuovo secolo. Da tempo ormai ogni riferimento alla &#8220;difesa&#8221; era associato a quello della &#8220;sicurezza&#8221;, al punto che potevano sembrare sinonimi e alcuni sembravano non vedere pi\u00f9, oltre ai fattori di comunalit\u00e0 e collegamento, i tratti distintivi. Nello stesso <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/covid-19-leuropa-della-difesa-non-sia-vittima-del-grande-lockdown\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>dibattito sulla difesa<\/strong><\/a> vi erano stati dei profondi cambiamenti, soprattutto legati alla comparsa delle guerre ibride e al venir meno dei confini come elemento distintivo fra difesa (esterna) e sicurezza (interna). Di fatto la necessit\u00e0 di <strong>stabilizzare le aree di crisi<\/strong> e <strong>contrastare diversi fenomeni di criminalit\u00e0<\/strong> (pirateria, traffici illeciti e di essere umani) ha portato ad aumentare e allargare le missioni internazionali, ampliando il concetto stesso di difesa.<\/p>\n<p>Va, per\u00f2, rilevato che in queste <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/missioni-sicurezza-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>missioni internazionali<\/strong><\/a> vi era un insegnamento che non sempre \u00e8 stato colto e seguito appieno, quello insito nel termine inglese &#8220;<em>comprehensive approach<\/em>&#8221; che in italiano pu\u00f2 essere tradotto con &#8220;<strong>approccio globale<\/strong>&#8220;. L&#8217;intervento militare, quando necessario, deve essere accompagnato e via via sostituito dall&#8217;intervento di sostegno al rafforzamento delle istituzioni nazionali, creando una cornice di sicurezza per una ripresa della vita sociale ed economica locale.<\/p>\n<p>Nel frattempo i ripetuti <strong>attacchi terroristici e informatici<\/strong> hanno spinto la comunit\u00e0 internazionale ad allargare il concetto di sicurezza. Ma, fino ad ora, nell&#8217;affrontare questo tema \u00e8 sembrato rimanere un vincolo, quello della volontariet\u00e0 degli interventi ostili, visto come fattore distintivo e discriminante.<\/p>\n<p>Anche se si \u00e8 allargato il fronte dei possibili obiettivi da tutelare, dalle infrastrutture critiche &#8220;fisiche&#8221; (reti di comunicazione e di trasporto, infrastrutture fisiche, impianti di energia) a quelle &#8220;virtuali&#8221; (raccolta e elaborazione dati, tecnologia, attivit\u00e0 finanziarie, informazione), la loro sicurezza \u00e8 stata vista soprattutto in rapporto a possibili attacchi ostili o terroristici.<\/p>\n<p>In questo quadro non sembra essere stato compreso nemmeno il <strong>fenomeno delle consistenti migrazioni<\/strong> che si sono sviluppate dalla met\u00e0 dello scorso decennio. Al di l\u00e0 degli scontri, spesso ideologici, fra chi voleva controllarle intervenendo militarmente pi\u00f9 o meno lontano dalle nostre coste, molti sono sembrati non capire che le basi e le ragioni di questo fenomeno stavano nelle drammatiche condizioni in cui si trovavano e si trovano i territori di origine dei migranti, acuite ma non limitate alle aree di crisi. Anche in questo caso, quindi, la nostra sicurezza avrebbe richiesto, come nel caso delle missioni internazionali, un approccio globale per gestire il fenomeno nella sua interezza e, in particolare, nelle sue vere cause ed origini, non solo nel suo inevitabile sbocco.<\/p>\n<p><strong>Una nuova sicurezza globale<\/strong><br \/>\nNella lingua italiana si usa sempre il termine sicurezza per tradurre sia &#8220;<em><strong>security<\/strong>&#8220;<\/em>, intesa come la protezione di una persona, struttura, organizzazione, paese dalle minacce criminali o dagli attacchi di paesi stranieri, sia &#8220;<strong><em>safety<\/em><\/strong>&#8220;, intesa come la condizione in cui o il posto dove si \u00e8 sicuri e non in pericolo o a rischio. Per noi, quindi, <strong>parlare di sicurezza significa affrontare insieme lo strumento e l&#8217;obiettivo<\/strong>.<\/p>\n<p>Le societ\u00e0 moderne sono complesse, complicate e inevitabilmente interdipendenti a livello regionale e internazionale. Nel nuovo contesto delle societ\u00e0 moderne e sviluppate, \u00e8 pi\u00f9 semplice accettare il principio che non ci sono settori esclusi dalla necessit\u00e0 di sicurezza, che non cercare di elencare quelli coinvolti: da quella &#8220;classica&#8221; (contro terrorismo e criminalit\u00e0 organizzata) a quella delle infrastrutture, delle reti, del trattamento dati, delle informazioni, finanziaria, energetica, sanitaria, alimentare.<\/p>\n<p>Per questo l&#8217;unico approccio possibile \u00e8 quello di <strong>affrontare la sicurezza in termini globali<\/strong>. A livello nazionale il nostro obiettivo deve essere quello di elaborare una <strong>strategia nazionale per la sicurezza globale<\/strong> che offra una nuova e pi\u00f9 efficace strumentazione istituzionale, giuridica, operativa, procedurale, ma che, insieme, aiuti anche la nostra opinione pubblica ad essere preparata alle prossime sfide, salvaguardando insieme la tutela della salute, quella del lavoro e quella del nostro modo di vivere e convivere all&#8217;interno della nostra comunit\u00e0.<\/p>\n<p>A livello internazionale il nostro obiettivo deve essere quello di <strong>favorire la messa a punto di efficienti risposte collettive<\/strong> da parte delle organizzazioni internazionali di cui facciamo parte, in primo luogo quelle europee, fornendole degli strumenti giuridici, finanziari e operativi necessari.<br \/>\nIn noi tutti deve, per\u00f2, crescere la consapevolezza che <strong>la nuova sicurezza o \u00e8 globale o non \u00e8<\/strong>.<\/p>\n<div class=\"news-main-text\">\n<p><em>Con questo articolo si chiude la<\/em><em>\u00a0riflessione sul <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/covid-19-e-insicurezza-internazionale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Covid-19 e la sicurezza internazionale<\/a>, aperta da Vincenzo Camporini e Michele None<\/em>s.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;attuale pandemia con le sue drammatiche conseguenze sulla popolazione e sull&#8217;economia impone una riflessione ampia e profonda sull&#8217;organizzazione della nostra societ\u00e0 e, in particolare, sui punti di debolezza che sono emersi. 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