{"id":81403,"date":"2020-05-07T10:51:49","date_gmt":"2020-05-07T08:51:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=81403"},"modified":"2020-05-07T12:28:56","modified_gmt":"2020-05-07T10:28:56","slug":"contro-il-bazooka-di-draghi-artiglieria-pesante-da-karlsruhe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/contro-il-bazooka-di-draghi-artiglieria-pesante-da-karlsruhe\/","title":{"rendered":"Contro il bazooka di Draghi artiglieria pesante da Karlsruhe"},"content":{"rendered":"<p>La <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/dubbi-corte-costituzionale-tedesca-quantitative-easing\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>sentenza<\/strong><\/a> pronunciata il 5 maggio dalla <strong>Corte Costituzionale tedesca<\/strong> ha scatenato le solite polemiche sull&#8217;egoismo germanico e su un&#8217;Europa egemonizzata da Berlino che lesinerebbe gli aiuti all&#8217;Italia. Del tutto a sproposito si \u00e8 parlato, non solo a destra ma anche a sinistra, di un &#8220;sovranismo&#8221; tedesco che giustificherebbe le pulsioni nazionaliste ed euro-scettiche nostrane. Quella accusa pu\u00f2 essere rivolta con qualche fondamento ai giudici di <strong>Karlsruhe<\/strong>, e di certo ai ricorrenti (fra cui politici della AfD e della Csu), non alla <strong>Germania<\/strong> nel suo insieme.<\/p>\n<p>Come si \u00e8 visto dalle reazioni fredde o evasive della Cancelliera <strong>Angela Merkel<\/strong> e di altri esponenti governativi, la sentenza non riflette affatto i loro orientamenti sul ruolo assunto dalla <strong>Bce<\/strong> sotto <strong>Mario Draghi<\/strong> e ripreso ora da <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/bce-nuovo-qe-da-750-miliardi-per-lemergenza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Christine Lagarde<\/strong><\/a>. Si staranno interrogando su come meglio disinnescare questa mina.<\/p>\n<p><strong>Il precedente<br \/>\n<\/strong>Non \u00e8 la prima volta che il <em>Bundesverfassungsgericht<\/em> (BverfG) viene chiamato in aiuto da ambienti conservatori o anche nazionalisti e finisce per dar loro almeno parzialmente ragione, con ragionamenti che appaiono dettati non tanto da una ferrea logica giuridica quanto da inclinazioni politiche.<\/p>\n<p>Questo avvenne dopo la approvazione parlamentare, nel 1973, del &#8220;<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Trattato_fondamentale\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>trattato fondamentale<\/strong><\/a>&#8221; sulle relazioni inter-tedesche, negoziato l&#8217;anno prima da <strong>Egon Bahr<\/strong> con la DDR. Su ricorso della CSU bavarese guidata da <strong>Franz Josef Strauss<\/strong>, la Corte emise entro pochi mesi una sentenza che, pur ammettendo la compatibilit\u00e0 del trattato con la legge fondamentale, ne dettava un&#8217;interpretazione restrittiva.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 discutibili sul <strong>piano giuridico<\/strong> erano state le argomentazioni in base alle quali nel 1956 aveva messo al bando il Partito Comunista <em>Kpd<\/em>. Ma in questo caso non aveva messo paletti alla linea politica del governo, anzi, ne aveva recepito dopo una iniziale riluttanza le indebite indicazioni.<\/p>\n<p><strong>Karlsruhe vs Bce<br \/>\n<\/strong>Quest&#8217;ultima pronuncia \u00e8 ancora pi\u00f9 discutibile, in quanto critica pesantemente, prima ancora che il governo federale, due istituzioni europee che si caratterizzano entrambe per l&#8217;indipendenza rispetto agli altri organi comunitari, e a maggior ragione agli organi di stati membri: <strong>Corte di Giustizia e Bce<\/strong>. \u00c8 la <strong>prima volta nella storia<\/strong> &#8211; lo ha sottolineato lo stesso presidente della Corte nell&#8217;annunciare la sentenza &#8211; che il BverfG contesta una decisione della Cgue. Ci\u00f2 facendo, nega il <strong>principio della preminenza del diritto comunitario<\/strong>.<\/p>\n<p>Secondo il <a href=\"https:\/\/www.bundesverfassungsgericht.de\/SharedDocs\/Pressemitteilungen\/EN\/2020\/bvg20-032.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>documento di sintesi<\/strong><\/a> pubblicato dai giudici di <em>Karlsruhe<\/em>, quella decisione del dicembre 2018, in risposta a un loro quesito sulla legittimit\u00e0 dell&#8217;operato della Bce, sarebbe fondata su una <strong>interpretazione inaccettabile dei trattati<\/strong>.\u00a0Sarebbe pertanto arbitraria, e non vincolante per le autorit\u00e0 tedesche. Avrebbe considerato acriticamente le intenzioni della Bce (<em>sic<\/em>!), leso il principio della delega dei poteri e quello dell&#8217;equilibrio fra competenze dell&#8217;Unione e degli Stati, e quindi <strong>violato i principi di sovranit\u00e0 popolare e democrazia<\/strong> protetti dalla costituzione tedesca.<\/p>\n<p>Nei successivi paragrafi questo singolare documento muove severi <strong>rimproveri<\/strong> alla Bce. Come messo in evidenza da chi vuole sdrammatizzare, ammette che il <strong>programma Pspp<\/strong> varato nel 2015 non viola il divieto di finanziare gli Stati, in quanto acquista buoni del tesoro dei vari stati membri in relazione alle loro dimensioni demografiche ed economiche, e inoltre \u00e8 soggetto al limite di un terzo del debito pubblico di ogni singolo stato. Ma non si astiene affatto dal condannare l&#8217;operato della Bce, colpevole di aver agito <em>ultra vires<\/em>, di aver cio\u00e8 <strong>trasgredito i limiti dei propri poteri<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il principio di proporzionalit\u00e0<br \/>\n<\/strong>La critica della Corte Costituzionale si impernia sul <strong>principio di &#8220;proporzionalit\u00e0&#8221;<\/strong>, che non sarebbe stato rispettato nel gestire quel programma. Il termine pu\u00f2 essere fuorviante: come emerge dal contesto, per &#8220;proporzionalit\u00e0&#8221; si intende <strong>equilibrio fra le finalit\u00e0 di politica monetaria<\/strong> (di competenza della Bce) ed <strong>effetti economici e sociali<\/strong>. Nel perseguire le prime, la Banca non avrebbe tenuto conto dei secondi, cio\u00e8 degli effetti su risparmio, pensioni, mercato immobiliare, sopravvivenza di imprese decotte. Avrebbe in sostanza invaso il terreno della politica economica, danneggiando fra l&#8217;altro risparmiatori e acquirenti o locatari di abitazioni.<\/p>\n<p>A <strong>governo<\/strong> e <em><strong>Bundestag<\/strong><\/em>, destinatari diretti della sentenza, si imputa di non aver impedito questa invasione di campo e queste violazioni dei diritti fondamentali dei ricorrenti, e si ingiunge di fare in modo che la Bce dia spiegazioni convincenti su quanto fatto in passato e, per il futuro, torni alla &#8220;conformit\u00e0 con i trattati&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Passato e presente<br \/>\n<\/strong>Il Ministro delle Finanze <strong>Olaf Scholz<\/strong> ha cercato di dare l&#8217;impressione che tutto si risolver\u00e0 con una <strong>autocertificazione<\/strong>, richiesta al Consiglio Bce entro il termine di<strong> tre mesi<\/strong>. E molti commentatori hanno sottolineato che la Corte si \u00e8 pronunciata sul passato, non sulle risposte alla crisi attuale. In realt\u00e0, essa dichiara che governo e parlamento hanno l&#8217;obbligo di <strong>opporsi alla continuazione del programma di acquisti come gestito sinora<\/strong>. Ed \u00e8 loro vietato di cooperare con quel programma se comporter\u00e0 &#8220;azioni <em>ultra vires<\/em>&#8221; , o anche se la suddetta autocertificazione non sar\u00e0 convincente.<\/p>\n<p>Non manca una messa in guardia contro la tentazione di spostare verso un determinato paese (ovviamente l&#8217;Italia) l&#8217;assunzione del <strong>rischio inerente al debito pubblico<\/strong>: verrebbero violate le prerogative costituzionali del <em>Bundestag<\/em> in materia di bilancio.<\/p>\n<p>Se dunque non sar\u00e0 difficile per la Bce dichiarare di aver controllato che le decisioni prese rientravano nelle proprie competenze in quanto attinenti alla politica monetaria, e se la Cancelliera potr\u00e0 ricordare che Francoforte \u00e8 indipendente da Berlino, \u00e8 innegabile che l&#8217;energica presa di posizione di Karlsruhe <strong>giocher\u00e0 a favore di chi si oppone a nuove forme di condivisione del debito pubblico<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sentenza pronunciata il 5 maggio dalla Corte Costituzionale tedesca ha scatenato le solite polemiche sull&#8217;egoismo germanico e su un&#8217;Europa egemonizzata da Berlino che lesinerebbe gli aiuti all&#8217;Italia. 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