{"id":81407,"date":"2020-05-10T15:00:26","date_gmt":"2020-05-10T13:00:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=81407"},"modified":"2020-05-17T21:18:05","modified_gmt":"2020-05-17T19:18:05","slug":"le-misure-delle-app-anti-covid-19-tra-privacy-ed-efficacia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/le-misure-delle-app-anti-covid-19-tra-privacy-ed-efficacia\/","title":{"rendered":"Le misure delle app anti Covid-19, tra privacy ed efficacia"},"content":{"rendered":"<p>Nei prossimi giorni partir\u00e0 in Italia l&#8217;adozione della <strong>app Immuni<\/strong>, discussa misura di tracciamento anti-coronavirus contenuta nel <a href=\"https:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/eli\/id\/2020\/04\/30\/20G00046\/sg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Dl 30 aprile 2020, n. 28<\/a>. Si tratta di un <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/tech-e-democrazia-i-rischi-di-unapp-anti-coronavirus\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>sistema di individuazione dei contatti e dei contagi<\/strong><\/a>, da attivare su base volontaria, istituito presso il Ministero della Salute, riproponendo una modalit\u00e0 gi\u00e0 sperimentata con successo in alcuni altri Paesi, in particolare dell&#8217;Asia orientale.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;orientamento dell&#8217;Ue<br \/>\n<\/strong>Il governo italiano nell&#8217;adozione di strumenti d&#8217;identificazione digitale, si muove in linea con gli orientamenti dell&#8217;Ue che, attraverso la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/coronavirus-il-dilemma-tecnologico-della-commissione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Commissione<\/strong><\/a>, ha elaborato indicazioni relative alle specificit\u00e0 delle app progettate per contrastare la pandemia in atto, compatibili con la normativa europea in materia di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/ue-privacy-dati-gdpr\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>protezione dei dati personali e della riservatezza<\/strong><\/a>, in particolare il regolamento generale sulla protezione dei dati (<em>Gdpr<\/em>) e la direttiva <em>e-privacy<\/em>.<\/p>\n<p>I documenti dell&#8217;Ue hanno pi\u00f9 volte sottolineato la preoccupazione di <strong>non pregiudicare il diritto alla privacy del cittadino<\/strong> <strong>tracciato<\/strong>, chiedendo che i titolari del trattamento dei dati fossero le autorit\u00e0 sanitarie locali e insistendo particolarmente sulla volontariet\u00e0 della installazione della app, con la raccomandazione di non prevedere conseguenze dannose per chi di non ne accetti l\u2019impiego.<\/p>\n<p><strong>App tra democrazie e <em>asian value<\/em><br \/>\n<\/strong>L&#8217;utilizzo del tracciamento della popolazione ai fini di contrasto alla pandemia attraverso le app si manifesta nell&#8217;esperienza internazionale con un <strong>andamento dicotomico<\/strong>: laddove gli ordinamenti si ispirano alla <strong>cultura liberaldemocratica<\/strong> di impianto occidentale, che iscrive nel bouquet dei diritti fondamentali la riservatezza dei dati personali, <strong>la sperimentazione stenta a partire<\/strong> o si afferma con una necessaria parzialit\u00e0.<\/p>\n<p>Invece, in Estremo Oriente, dove gli ordinamenti giuridici sono ispirati dagli &#8220;<strong><em>asian value<\/em><\/strong>&#8221; che ribaltano il catalogo delle libert\u00e0 individuali privilegiando il comunitarismo di stampo confuciano, le applicazioni per il monitoraggio della popolazione rappresentano una <strong>esperienza abituale<\/strong> e tendenzialmente garante di un controllo che raggiunge livelli molto alti nella cittadinanza. Pu\u00f2 apparire utile un rapido excursus sullo stato dell\u2019arte nell\u2019uso delle applicazioni nei diversi contesti continentali.<\/p>\n<p><strong>Comparazione tra governi occidentali<br \/>\n<\/strong>Significative appaiono le determinazioni di alcuni stati membri dell&#8217;Ue, come la <strong>Francia<\/strong> e la <strong>Spagna<\/strong>, che, pur avendo preso in considerazione la possibilit\u00e0 di adottare strategie di tracciamento digitale per le persone potenzialmente contagiate a causa di contatti con portatori di Covid-19, tuttavia appaiono ancora in <strong>fase di valutazione preliminare<\/strong> sull&#8217;adozione delle app.<\/p>\n<p>In particolare, nel contesto francese si registra un&#8217;iniziativa dell&#8217;operatore di telefonia mobile <em><strong>Orange<\/strong><\/em> che sta realizzando, a fini di prevenzione, un piano di condivisione di dati (aggregati e anonimi) di geolocalizzazione con l&#8217;Istituto nazionale di ricerca sulla salute (<em>Inserm<\/em>). Anche la Spagna prevede di utilizzare i <strong>dati sulla posizione<\/strong> del cellulare per tracciare l&#8217;adesione degli utenti alle misure di blocco &#8211; gli stessi dati saranno utilizzati dal ministero della Salute per programmare una app per l&#8217;<strong>autovalutazione<\/strong> da parte dei cittadini.<\/p>\n<p>Diverso l&#8217;atteggiamento delle autorit\u00e0 tedesche che hanno dichiarato, attraverso il ministro dell&#8217;Interno, di <strong>non prevedere il tracciamento dei dati<\/strong> attraverso il telefono cellulare, mentre il ministro della Sanit\u00e0 ha insistito sul carattere <strong>volontario<\/strong> di strumenti di monitoraggio della popolazione attraverso lo smartphone. Cos\u00ec come in Francia e in Spagna, anche in <strong>Germania<\/strong> l&#8217;operatore telefonico ha annunciato una collaborazione con l&#8217;istituto di ricerca governativa\u00a0(<em>Robert-Koch Institute<\/em>), condividendo i dati anonimi sulla posizione dei suoi utenti sulla salute.<\/p>\n<p>Ancora in Europa, ma fuori dall&#8217;Ue, anche nel <strong>Regno Unito<\/strong> \u00e8 aperto il dialogo con <strong><em>BT Group<\/em><\/strong>, l&#8217;operatore telefonico ex monopolista statale, sull&#8217;uso dei dati per monitorare l&#8217;efficacia delle misure di distanziamento sociale.<\/p>\n<p>Fuori dal continente europeo il mondo occidentale oscilla tra l&#8217;atteggiamento di controllo rigoroso di <strong>Israele<\/strong>, con norme che devolvono ai servizi di sicurezza il potere di tracciare gli spostamenti delle persone sospette o positive al virus e quello degli <strong>Usa<\/strong>, che solo adesso comincia ad utilizzare i dati dei telefoni mobili per il tracciamento della popolazione.<\/p>\n<p><strong>Modelli asiatici<br \/>\n<\/strong>Di tutt&#8217;altro registro il quadrante asiatico, dove l&#8217;applicazione delle app per il tracciamento non sempre \u00e8 affidata alla scelta del cittadino. In particolare la <strong>Repubblica Popolare Cinese\u00a0<\/strong>obbliga i cittadini a <strong>subire il tracciamento<\/strong> dei loro spostamenti utilizzando un&#8217;app (<em>Alipay<\/em>\u00a0<em>health code system<\/em>) in grado di incrociare i dati personali al fine di limitare la mobilit\u00e0 sul territorio in caso di pericolo di contagio.<\/p>\n<p><strong>Singapore<\/strong>, che nel 2020 completer\u00e0 il <strong>programma di digitalizzazione totale<\/strong> promosso dal governo 200.000 <em>smart objects<\/em> (telecamere, droni, microsensori, app volontariamente scaricate sugli smartphone) per effettuare il monitoraggio assoluto <em>h24<\/em> su tutta la popolazione, ha attivato da subito l&#8217;app <em>TraceTogether<\/em>, per il tracciamento, su base volontaria, della popolazione. Non diversamente ha agito il governo della <strong>Corea del Sud<\/strong> adottando una politica di <em>contact tracing<\/em> particolarmente invasiva.<\/p>\n<p><strong>E l&#8217;Italia?<\/strong><br \/>\nA fronte del variegato contesto mondiale l&#8217;<strong>Italia<\/strong>, dunque, si appresta ad adottare dal 18 maggio l&#8217;<strong>app Immuni<\/strong>. Ora, dando per accolta la posizione di chi, come il garante della privacy, chiede garanzie convincenti per la gestione di questi dati sensibilissimi, resta la domanda sull&#8217;<strong>efficacia di un <em>contact tracing<\/em> necessariamente parziale<\/strong>. Parziale sia per le ragioni del <em>digital divide<\/em>, che emargina a priori forse un 30% della popolazione, in particolare quella anziana, peraltro pi\u00f9 a rischio contagio, ma anche per l&#8217;adozione solo volontaria del sistema.<\/p>\n<p>Non \u00e8 ancora chiaro quanto alta possa essere la soglia attribuire un valore al tracciamento: gli esperti parlavano nei giorni scorsi di <strong>almeno il 60% degli italiani<\/strong>, secondo il ministero proponente di meno. Ponendo per ipotesi (improbabile) che vi fosse un&#8217;adesione di massa, addirittura del 90%, resterebbero comunque 6 milioni di italiani potenziali portatori di contagio non individuabili.<\/p>\n<p>\u00c8 una difficolt\u00e0 non solo italiana, certo, ma resta ancora una <strong>domanda senza risposte convincenti<\/strong>: che ne faremo di una app che immagazzina tanti dati personali sulla salute e che molto probabilmente non arriver\u00e0 a realizzare l&#8217;obiettivo che si prefigge?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei prossimi giorni partir\u00e0 in Italia l&#8217;adozione della app Immuni, discussa misura di tracciamento anti-coronavirus contenuta nel Dl 30 aprile 2020, n. 28. 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