{"id":81415,"date":"2020-05-08T10:19:38","date_gmt":"2020-05-08T08:19:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=81415"},"modified":"2020-05-11T08:24:21","modified_gmt":"2020-05-11T06:24:21","slug":"il-bvg-e-lambiguita-dellibrido-sistema-europeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/il-bvg-e-lambiguita-dellibrido-sistema-europeo\/","title":{"rendered":"Il BvG e l&#8217;ambiguit\u00e0 dell&#8217;ibrido sistema europeo"},"content":{"rendered":"<p>Sulla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/dubbi-corte-costituzionale-tedesca-quantitative-easing\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>sentenza della Corte tedesca<\/strong><\/a> (<em>Bundesverfassungsgericht<\/em>,\u00a0<em>BvG<\/em>) e sull&#8217;impatto che potrebbe avere per gli interventi della Bce \u00e8 stato scritto molto. Molto si \u00e8 detto anche sul conflitto che la sentenza solleva rispetto al potere della <strong>Corte di Giustizia europea<\/strong>. Possiamo ragionevolmente pensare che i problemi relativi alla Bce saranno risolti.<\/p>\n<p>Cosa succeder\u00e0 invece del <strong>conflitto fra corti<\/strong>? Il <em>BvG<\/em> ha fatto un gesto di arroganza, ma rapporti fra Karlsruhe e Lussemburgo sono stretti e costanti e nulla lascia pensare che saranno interrotti. Ma quale potrebbe essere l&#8217;<strong>effetto sulle altre Corti<\/strong>? Cosa succederebbe se le sfide a Lussemburgo si moltiplicassero?<\/p>\n<p>La domanda \u00e8 seria, ma prima di fasciarci la testa \u00e8 bene ricordare che <strong>il <em>BvG<\/em> non mette in discussione il principio della supremazia del diritto europeo<\/strong>. Ricorda invece che, non essendo l&#8217;Ue una federazione, le sue politiche non possono in alcun modo violare i principi fondamentali delle costituzioni nazionali e che questa limitazione si applica anche alla Corte di Lussemburgo. Il <em>BvG<\/em> interpreta questo principio in senso molto estensivo, soprattutto negando &#8211; lo ha gi\u00e0 fatto in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/contro-il-bazooka-di-draghi-artiglieria-pesante-da-karlsruhe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>sentenze precedenti<\/strong><\/a> &#8211; che il sistema europeo abbia tutte le garanzie che la Costituzione tedesca richiede perch\u00e9 il processo decisionale possa essere considerato compiutamente democratico.<\/p>\n<p>Le argomentazioni addotte sono sicuramente criticabili, ma <strong>dubito che questa preoccupazione sia unicamente tedesca<\/strong>. Non credo per esempio che la Corte italiana rinuncerebbe facilmente, nell&#8217;interpretazione dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.senato.it\/1025?sezione=118&amp;articolo_numero_articolo=11\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">art. 11 della nostra Costituzione<\/a>, alla teoria dei &#8220;contro-limiti&#8221;.<\/p>\n<p>La domanda di come gestire eventuali conflitti \u00e8 quindi <strong>legittima<\/strong>. Il problema potr\u00e0 essere risolto solo se e quando diventeremo una federazione. Da parte di alcuni commentatori, la domanda ha avuto una formulazione pi\u00f9 insidiosa. Il rifiuto del <em>BvG<\/em> di attribuire valore assoluto alle decisioni di Lussemburgo pu\u00f2 infatti incoraggiare la ribellione di paesi come la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/la-polonia-vota-per-posta-il-suo-presidente\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Polonia<\/strong><\/a> e l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/orban-e-il-contagio-delle-democrazie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Ungheria<\/strong><\/a>, con il paradosso che invocherebbero il parere tedesco con motivazioni opposte: giustificare i loro attentati alla democrazia. Esponenti dei due Paesi non hanno perso l&#8217;occasione per esprimersi nello steso senso.<\/p>\n<p>Il dilemma sarebbe insolubile solo se ammettessimo che un conflitto istituzionale \u00e8 sanabile solo se c&#8217;\u00e8 <strong>unanimit\u00e0<\/strong>.\u00a0L&#8217;Ue \u00e8 certamente un&#8217;unione di Stati sovrani come dice il <em>BvG<\/em>, ma non nel senso che credono molti sovranisti. Ce lo dice la storia.<\/p>\n<p>Nel 1965 il generale Charles De Gaulle provoc\u00f2 una crisi, detta della &#8220;<strong>sedia vuota<\/strong>&#8220;, per ottenere la sospensione delle disposizioni del trattato di Roma che prevedevano il voto a maggioranza. Lo scontro fu durissimo e si concluse qualche mese dopo con il cosiddetto &#8220;<strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Compromesso_di_Lussemburgo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">compromesso di Lussemburgo<\/a><\/strong>&#8220;. Si tratt\u00f2 dell&#8217;archetipo dei compromessi europei. Si decise che in caso un Paese ritenesse che su una determinata questione era in giuoco un suo &#8220;interesse vitale&#8221;, le discussioni dovessero continuare. Tuttavia nulla fu detto sulla conclusione del processo, limitandosi a constatare una divergenza fra la Francia e gli altri (che all&#8217;epoca erano solo cinque). In pratica per\u00f2, e per molti anni, si rinunci\u00f2 a votare. In sostanza il diritto di veto di un Paese, come il gatto di Schroedinger, fu <strong>contemporaneamente negato e affermato<\/strong>.<\/p>\n<p>Questa situazione contribu\u00ec non poco a rallentare la marcia dell&#8217;integrazione, ma permise comunque al sistema di funzionare. Fino a che, nel 1983, la signora Margaret Thatcher prese l&#8217;improvvida decisione di porre il <strong>veto alla decisione sulla fissazione dei prezzi agricoli<\/strong> con l&#8217;intento di forzare la mano agli altri sulla questione del contributo britannico al bilancio. Si decise invece che il veto britannico era pretestuoso e contrario al compromesso di Lussemburgo, perch\u00e9 formulato con motivazioni estranee alla materia soggetta al voto. Si procedette quindi al voto e i prezzi furono approvati. La vicenda ebbe del surreale.<\/p>\n<p>La crisi del &#8217;65 era stata infatti motivata da ragioni ideologiche, ma anche dal timore francese di restare in minoranza su questioni vitali legate alla politica agricola. Ci\u00f2 che conta che \u00e8 che fu affermato il principio che il diritto sovrano di un Paese a dichiarare un <strong>&#8220;interesse vitale&#8221; vale solo finch\u00e9 non si scontra contro l&#8217;interesse collettivo<\/strong> affermato dagli altri (in quel caso la necessit\u00e0 di fissare i prezzi per gli agricoltori). In pratica il &#8220;compromesso&#8221; di Lussemburgo continu\u00f2 a funzionare ancora per alcuni anni, ma l&#8217;incantesimo era rotto.<\/p>\n<p>Il precedente \u00e8 rilevante anche se il contesto di un eventuale conflitto fra Corti costituzionali potrebbe essere molto pi\u00f9 grave. \u00c8 infatti prevedibile che il conflitto sar\u00e0 risolto dalla percezione che la maggioranza dei Paesi membri avr\u00e0 dell&#8217;equilibrio da stabilire fra <strong>rispetto della sovranit\u00e0 nazionale e interesse collettivo<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che in vicende del genere contano i <strong>rapporti di forza<\/strong>. Polonia e Ungheria, la cui economia dipende per il 3-4% da trasferimenti europei, hanno quindi interesse a sperare che il momento della verit\u00e0 non si presenti. Oppure hanno interesse a rileggere Tucidide e in particolare il &#8220;Dialogo dei Meli&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sulla sentenza della Corte tedesca (Bundesverfassungsgericht,\u00a0BvG) e sull&#8217;impatto che potrebbe avere per gli interventi della Bce \u00e8 stato scritto molto. Molto si \u00e8 detto anche sul conflitto che la sentenza solleva rispetto al potere della Corte di Giustizia europea. Possiamo ragionevolmente pensare che i problemi relativi alla Bce saranno risolti. 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