{"id":81422,"date":"2020-05-13T07:38:53","date_gmt":"2020-05-13T05:38:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=81422"},"modified":"2020-05-13T07:38:53","modified_gmt":"2020-05-13T05:38:53","slug":"gestire-la-complessita-opportunita-e-rischi-della-crisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/gestire-la-complessita-opportunita-e-rischi-della-crisi\/","title":{"rendered":"Gestire la complessit\u00e0: opportunit\u00e0 e rischi della crisi"},"content":{"rendered":"<p>Mentre i decisori e i cittadini di molti Paesi sono assorbiti dalle problematiche sanitarie in scia a bollettini medici preoccupanti, ponderare quali saranno le implicazioni della pandemia \u00e8 comunque necessario. In ogni crisi si cela un&#8217;<strong>opportunit\u00e0<\/strong>, secondo l\u2019adagio, ma anche dei <strong>rischi<\/strong>.<\/p>\n<p>La portata epocale e probabilmente storica della fase attuale \u00e8 assodata. Non necessariamente nel senso che la pandemia riscriver\u00e0 il corso della storia, ma pi\u00f9 probabilmente lo accelerer\u00e0 &#8211; come sostiene <strong>Richard Haass<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.foreignaffairs.com\/articles\/united-states\/2020-04-07\/pandemic-will-accelerate-history-rather-reshape-it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">in un recente articolo su <em>Foreign Affairs<\/em><\/a>. E &#8220;una volta che la pandemia di Covid-19 sar\u00e0 conclusa, apparir\u00e0 chiaramente che le istituzioni di molti Paesi avranno fallito&#8221;, scrive <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/se-lo-dice-kissinger-che-il-mondo-cambiera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Henry Kissinger<\/strong><\/a> sul <em>Wall Street Journal<\/em>. Tale valutazione prender\u00e0 in esame non solo la condotta pi\u00f9 o meno efficace sotto il profilo sanitario, ma soprattutto la capacit\u00e0 di adottare politiche pubbliche costruttive per <strong>difendere le economie e risollevare le rispettive comunit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Il punto economico<br \/>\n<\/strong>In un <a href=\"https:\/\/www.pwc.com\/gx\/en\/issues\/economy\/the-world-in-2050.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rapporto del 2017<\/a>, la societ\u00e0 di consulenza di <em>Price Waterhouse Coopers<\/em> (Pwc) delineava scenari dell&#8217;<strong>economia mondiale al 2050<\/strong>, prospettando una geografia della prosperit\u00e0 profondamente alterata rispetto a quella odierna. Immaginare ricambi sostanziali tra le prime dieci economie del pianeta non \u00e8 difficile, ma vi si ipotizzano rotazioni perfino tra le prime venti. Giappone, Germania e Regno Unito scivolerebbero rispettivamente all&#8217;ottavo, nono e decimo posto. La Francia uscirebbe dai primi dieci, l&#8217;Italia addirittura dai primi 20.<\/p>\n<p>Il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/fmi-nel-2020-recessione-globale-e-pil-italiano-giu-del-9\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Fondo monetario internazionale<\/strong><\/a>\u00a0(Fmi) prevede un calo dell&#8217;economia mondiale fino all&#8217;<strong>11%<\/strong>; l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.wto.org\/english\/news_e\/pres20_e\/pr855_e.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Organizzazione mondiale del commercio<\/strong><\/a>\u00a0(Omc) vede un crollo degli scambi tra <strong>il 13 e il 32%<\/strong>. Ciononostante, ancorch\u00e9 rappresenti la pi\u00f9 significativa contrazione dalla Grande depressione, <a href=\"https:\/\/www.blackrock.com\/corporate\/insights\/blackrock-investment-institute\/publications\/coronavirus-impact-on-markets\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><em>BlackRock<\/em><\/strong><\/a> ritiene che nel tempo questa crisi potrebbe avere un<strong> impatto inferiore a quella del 2008\/2009<\/strong>\u00a0&#8211; purch\u00e9 i decisori politici siano capaci di evitare che lo shock si traduca in pressioni finanziarie sistemiche.<\/p>\n<p>Nondimeno, <strong>tutte le economie non saranno colpite allo stesso modo<\/strong>. Varieranno per coesione, resilienza, capacit\u00e0 di esecuzione delle misure per la ripresa. La maggior parte dei Paesi del G7 e del G20 si sono portati avanti enormemente, dotandosi di strumenti eccezionali per proteggere famiglie e filiere economiche, immettendo finanziamenti copiosi e disponendo numerose misure di sostegno fin dalla fase acuta della crisi. Altri, invece, hanno accumulato ritardi, false partenze, tentennamenti, e rischiano di arrivare alla fase due impreparati o comunque fortemente debilitati.<\/p>\n<p><strong>Le funzioni dello Stato<\/strong><br \/>\nSebbene sia frequente il paragone con l&#8217;<strong>influenza del 1918<\/strong>, il mondo di allora era assai pi\u00f9 piccolo e pi\u00f9 lento. La posta in gioco \u00e8 oggi pi\u00f9 elevata e il mondo di domani sar\u00e0 con tutta probabilit\u00e0 pi\u00f9 stratificato e competitivo. Rivali statuali e transnazionali sempre pi\u00f9 agguerriti contenderanno con i vari Stati nel loro sforzo per mantenere la sostenibilit\u00e0 dei rispettivi sistema-Paese, ovvero la loro stessa <strong>sopravvivenza<\/strong>. Si sottolinea come quest&#8217;ultima sia da sempre l&#8217;imperativo principale dello statista responsabile.<\/p>\n<p>S&#8217;intende il mantenimento e preferibilmente il miglioramento del tenore di vita, della ricchezza aggregata, del sistema socio-economico, delle catene di approvvigionamento, dei distretti industriali, della cultura e dei valori della comunit\u00e0, oltre che l&#8217;integrit\u00e0 territoriale, il rango internazionale, l&#8217;indipendenza e le capacit\u00e0 istituzionali e materiali dello Stato che la contiene. Si tratta delle <strong>funzioni fondamentali<\/strong> che ogni Stato, in quanto organizzazione complessa, deve essere in grado di garantire in primo luogo con i propri mezzi, e poco importa se in prospettiva sovrana, confederale o federale. Poich\u00e9 tali funzioni derivano dalla responsabilit\u00e0 degli esecutivi davanti agli altri poteri costituzionali del caso e ai propri cittadini, sarebbe inesatto ritenere soluzioni multilaterali pienamente sostitutive. Tuttavia, in un <strong>mondo profondamente interdipendente<\/strong>, meccanismi di cooperazione internazionale hanno un ruolo complementare essenziale nel promuovere i rispettivi interessi davanti a sfide comuni.<\/p>\n<p>Del resto, solo un Paese governato secondo questi princ\u00ecpi di legittimit\u00e0 democratica pu\u00f2 verosimilmente contribuire alla costruzione equa e progressiva dell&#8217;<strong>ordine liberale\u00a0internazionale<\/strong>. Viceversa, un governo le cui scelte aderissero ad altri criteri contribuirebbe all&#8217;edificazione di un ordine internazionale iniquo \u2013 specialmente alla luce di tendenze di lungo periodo, quali le crescenti contraddizioni del paradigma neo-liberale, il cambiamento tecnologico, il riaffiorare di aspirazioni egemoniche in Asia come in Europa.<\/p>\n<p><strong>Un&#8217;epoca di cambiamenti<br \/>\n<\/strong>Sebbene siano passati solo tre anni, appare chiaro che il 2017 \u2013 l&#8217;anno in cui usciva lo studio di Pwc &#8211; sia ormai decisamente superato, e in ogni crisi si celano anche opportunit\u00e0. A condizione di capire correttamente la realt\u00e0 del contesto globale e regionale, e avere l&#8217;immaginazione per coglierle o crearle. Un&#8217;altra condizione \u00e8 la <strong>competenza<\/strong>. Sicuramente quella tecnica, ma alla fine forse pi\u00f9 ancora quella politica di saper usare il potere per bilanciare il potere.<\/p>\n<p>In entrambi i casi, &#8220;il principale nemico \u00e8 l&#8217;ortodossia: usare la stessa ricetta, somministrare la stessa terapia per risolvere i pi\u00f9 diversi tipi di problemi; non ammettere mai la complessit\u00e0 e cercare di ridurla il pi\u00f9 possibile, ignorando che le cose sono sempre pi\u00f9 complicate nella realt\u00e0&#8221;, ammoniva <strong>Albert Hirschman<\/strong>. Questo potrebbe rivelarsi ancor pi\u00f9 vero in un&#8217;epoca in cui si profilano grandi cambiamenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre i decisori e i cittadini di molti Paesi sono assorbiti dalle problematiche sanitarie in scia a bollettini medici preoccupanti, ponderare quali saranno le implicazioni della pandemia \u00e8 comunque necessario. In ogni crisi si cela un&#8217;opportunit\u00e0, secondo l\u2019adagio, ma anche dei rischi. 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