{"id":81452,"date":"2020-05-09T11:13:01","date_gmt":"2020-05-09T09:13:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=81452"},"modified":"2020-05-11T09:10:21","modified_gmt":"2020-05-11T07:10:21","slug":"un-sentenza-devastante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/un-sentenza-devastante\/","title":{"rendered":"Da Karlsruhe una sentenza devastante?"},"content":{"rendered":"<p>Dopo le prime reazioni a caldo, \u00e8 il caso di tornare a riflettere sulle conseguenze che la recente <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/dubbi-corte-costituzionale-tedesca-quantitative-easing\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>sentenza tedesca<\/strong><\/a> produce per la <strong>Banca centrale europea<\/strong>, la<strong> Corte di giustizia<\/strong> e il <strong>diritto dell&#8217;Unione europea<\/strong>\u00a0in genere.<\/p>\n<p>La Bce ha svolto un ruolo essenziale per il superamento della crisi degli anni 2010-2013; un ruolo analogo a quello che \u00e8 chiamata a svolgere ora, e sta di fatto svolgendo, a fronte dell&#8217;attuale <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/limpatto-del-coronavirus-covid-19\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>pandemia<\/strong><\/a>. \u00c8 appena il caso di ricordare il &#8220;<em>whatever it takes<\/em>&#8221; di <strong>Mario Draghi<\/strong> nel 2012, ora riaffermato dalla <strong>Christine Lagarde<\/strong>. Quell&#8217;intervento fu determinante allora per la difesa dell&#8217;euro, ed \u00e8 importante che sia stato ripreso ora in tempi possibilmente ancora pi\u00f9 difficili per l&#8217;unione monetaria. In queste circostanze una <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/contro-il-bazooka-di-draghi-artiglieria-pesante-da-karlsruhe\/\"><strong>delegittimazione<\/strong><\/a> della Bce, e del suoi acquisti di titoli del debito pubblico, avrebbe indubbiamente un effetto devastante.<\/p>\n<p>Non mi pare tuttavia che questa sia una conseguenza necessaria della sentenza in esame. La Corte costituzionale tedesca, pur sollevando forti dubbi sulla legittimit\u00e0 del programma di <em>Quantitative easing<\/em>, <strong>non lo ha definitivamente cassato<\/strong>. Ha lasciato aperta una porta per poterlo assolvere fra tre mesi, dopo i chiarimenti richiesti alla Bce sul punto della <strong>proporzionalit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>La Corte di Karlsruhe ha tenuto inoltre a precisare che la sua sentenza non si applica alle<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/bce-nuovo-qe-da-750-miliardi-per-lemergenza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong> misure prese dalla Bce<\/strong><\/a> per fronteggiare l&#8217;attuale pandemia. Non dubito che la Bce sar\u00e0 in grado di soddisfare adeguatamente la condizione posta dai giudici tedeschi, anche perch\u00e9 pu\u00f2 attingere a precisazioni gi\u00e0 ampiamente fornite sulla idoneit\u00e0 e necessit\u00e0 del <em>Qe<\/em>. Si pu\u00f2 quindi ragionevolmente supporre che il <strong>mandato della Bce non risulter\u00e0 menomato<\/strong> dalla sentenza tedesca, con riguardo sia alle misure passate sia a quelle future.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 preoccupanti sono le implicazioni della sentenza sul ruolo della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/il-bvg-e-lambiguita-dellibrido-sistema-europeo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Corte di giustizia<\/strong><\/a>. Per i giudici tedeschi la Corte europea sarebbe incorsa in errori gravissimi e manifesti. In particolare, avrebbe condotto la sua indagine in tema di proporzionalit\u00e0 sulla base di canoni ermeneutici improponibili. In tal modo, essa avrebbe completamente <strong>disatteso il mandato<\/strong> assegnatole dall&#8217;art.19.2 Tue, che \u00e8 di assicurare il <strong>rispetto del diritto nella interpretazione e applicazione dei trattati<\/strong>. Di qui la conseguenza che ne ha tratto la Corte tedesca: ponendosi al di fuori del suo mandato, la <strong>Corte di giustizia ha agito <em>ultra vires<\/em><\/strong> e dunque la sua decisione pu\u00f2 essere disconosciuta.<\/p>\n<p>Le accuse della Corte tedesca lasciano evidentemente perplessi. Mancato rispetto del diritto, utilizzo di metodologie interpretative prive di una accettabile base giuridica, errori gravi e manifesti: sono <strong>addebiti pesanti<\/strong>, specie in quanto rivolti alla suprema istanza giurisdizionale europea. E preoccupano non solo per il pregiudizio al prestigio dei giudici del Lussemburgo, ma anche per le ripercussioni sul sistema dell&#8217;Unione nel suo complesso. L&#8217;applicazione uniforme, l&#8217;efficacia diretta, il primato del diritto dell&#8217;Unione dipendono strettamente dalla presenza della Corte di giustizia, dalla sua competenza esclusiva in tema di interpretazione e validit\u00e0 delle norme europee, e dalla obbligatoriet\u00e0 delle sue sentenze.<\/p>\n<p>Qualsiasi lesione, o anche solo indebolimento delle prerogative della Corte di giustizia mettono inevitabilmente <strong>in crisi l&#8217;intera struttura costituzionale dell&#8217;Ue<\/strong>. \u00c8 pur vero che si tratta di un singolo episodio, i cui effetti pregiudizievoli possono essere sanati da successivi sviluppi. Ma potrebbe essere la spia di una tendenza molto pericolosa, ove dovesse consolidarsi in seguito.<\/p>\n<p>Per la verit\u00e0, la pretesa della Corte costituzionale tedesca di verificare che l&#8217;Unione non ecceda le competenze a essa attribuite, <strong>non costituisce una novit\u00e0<\/strong> della sentenza in discorso. La si rinviene gi\u00e0 nella sentenza Maastricht e, da ultimo, nella <a href=\"https:\/\/www.agi.it\/estero\/news\/2020-05-05\/bce-corte-karlsruhe-qe-costituzione-tedesca-8520344\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sentenza Omt<\/a>. La teoria sottostante \u00e8 che se le istituzioni europee agiscono <em>ultra vires<\/em>, viene meno la loro legittimazione democratica ai sensi della costituzione tedesca.<\/p>\n<p>Del resto a una concezione non dissimile si ispira la <strong>dottrina dei contro-limiti<\/strong>, fatta propria anche dalla nostra Corte costituzionale. Senonch\u00e9 i giudici di Karlsruhe si sono limitati in precedenza a manifestare dubbi e perplessit\u00e0 sulle decisioni della Corte di giustizia, evitando di arrivare a un aperto conflitto. Avevano anzi espresso una certa &#8220;<em><strong>Fehlertoleranz<\/strong>&#8220;<\/em>\u00a0verso posizioni non condivise dei loro colleghi del Lussemburgo (vedi la sentenza Mangold). Ora invece ogni remora \u00e8 stata accantonata e stupisce che si sia giunti allo <strong>scontro<\/strong> sulla base di argomentazioni giuridiche discutibili.<\/p>\n<p>Ovviamente, la decisione della Corte di giustizia conserva piena validit\u00e0 ed efficacia nel diritto dell&#8217;Unione. La Corte tedesca pu\u00f2 solo impedirne l&#8217;ingresso in <strong>Germania<\/strong>. Potrebbe dunque eventualmente inibire alla <em>Bundesbank<\/em> di proseguire nell&#8217;attuazione del programma di QE. Per le ragioni gi\u00e0 dette questo probabilmente non si verificher\u00e0; e bene ha fatto la Presidente Lagarde a dichiarare che l&#8217;azione della Bce va avanti regolarmente. Ma resta il timore che la sentenza tedesca segnali un pi\u00f9 diffuso <strong>malumore<\/strong> di quel Paese nei confronti del processo di integrazione europea.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo le prime reazioni a caldo, \u00e8 il caso di tornare a riflettere sulle conseguenze che la recente sentenza tedesca produce per la Banca centrale europea, la Corte di giustizia e il diritto dell&#8217;Unione europea\u00a0in genere. 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