{"id":81488,"date":"2020-05-11T06:40:23","date_gmt":"2020-05-11T04:40:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=81488"},"modified":"2020-05-11T09:02:19","modified_gmt":"2020-05-11T07:02:19","slug":"italia-europa-prova-virus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/italia-europa-prova-virus\/","title":{"rendered":"L\u2019Italia e l\u2019Europa alla prova del virus"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><i>In occasione della Festa dell\u2019Europa, sabato 9 maggio, \u00e8 ripartita &#8211; all\u2019interno del portale EURACTIV Italia &#8211;\u00a0<\/i><a href=\"https:\/\/euractiv.it\/sections\/europea-parlano-i-fatti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span class=\"s1\"><b><i>Europea<\/i><\/b><\/span><\/a><i>, la piattaforma, coordinata dallo IAI, che d\u00e0 voce ai maggiori think tank italiani che si occupano di temi europei e del ruolo dell\u2019Italia in Europa.\u00a0<\/i><span class=\"s1\"><i>Ripubblichiamo l&#8217;editoriale del presidente dello IAI Ferdinando Nelli Feroci<\/i><\/span><i>.\u00a0<\/i><\/p>\n<p>Nel contesto europeo il coronavirus \u00e8 stato descritto da molti come uno <strong>shock simmetrico<\/strong>, di dimensioni senza precedenti, che per\u00f2 sta producendo e produrr\u00e0 <strong>effetti asimmetrici<\/strong>. Uno shock da cui l\u2019Italia rischia di uscire, con buone probabilit\u00e0, come uno fra i Paesi pi\u00f9 colpiti. E questo sicuramente per l\u2019intensit\u00e0 di diffusione della pandemia, per il numero dei contagiati e dei decessi, e per le conseguenze del lungo lockdown. Ma anche per le condizioni che caratterizzavano economia e finanze pubbliche italiane prima della crisi sanitaria: tasso di crescita del Pil pi\u00f9 basso della media europea, alto debito pubblico, modesta competitivit\u00e0 del sistema produttivo, scarsa attrattivit\u00e0 per gli investimenti e inefficienze varie, e gi\u00e0 ampiamente note, del settore pubblico.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>Italia<\/strong> ha affrontato con coraggio e grande senso di responsabilit\u00e0 la prima fase della pandemia; ed \u00e8 riuscita in qualche modo a contenere i danni. Ora si trova \u00a0confrontata con tutti i dubbi e le incertezze di una fase in cui si dovranno conciliare riaperture parziali, ma progressive, con l\u2019esigenza di mantenere un elevato livello di vigilanza. Ma soprattutto l\u2019Italia dovr\u00e0 avviare una difficile e incerta fase di ripresa di un\u2019economia messa a durissima prova dalla prolungata chiusura e sospensione di quasi tutte le attivit\u00e0 economiche, e in un contesto di crescente disagio sociale.<\/p>\n<p>Sotto il profilo del rapporto con l\u2019Europa, finora il Governo ha \u00a0manifestato qualche incertezza iniziale, qualche sbandamento con relative polemiche (sul <strong>Meccanismo europeo di stabilit\u00e0<\/strong>, Mes) e qualche inutile forzatura (la minaccia di un veto sugli Eurobond), prevalentemente motivati dalle difficolt\u00e0 di tenere insieme le diverse sensibilit\u00e0 dei partiti della maggioranza. Ma, si \u00e8 mosso in maniera corretta, evitando facili e strumentali polemiche e mantenendo \u00a0una linea di costruttiva collaborazione con le istituzioni europee. Certo sul fronte europeo non si \u00e8 caratterizzato per capacit\u00e0 propositive. Ma \u00a0ha complessivamente dato l\u2019impressione di volersi collocare in un quadro di compatibilit\u00e0 e coerenza con i nostri impegni europei.<\/p>\n<p>L\u2019Europa d\u2019altra parte\u00a0 ha mostrato carenze e debolezze nella risposta all\u2019emergenza sanitaria, in larga misura dovute alla circostanza che l\u2019Unione europea dispone di <strong>competenze solo residuali in campo sanitario<\/strong>. L&#8217;Unione europea, di fatto, pu\u00f2 intervenire in questo settore solo a supporto e sostegno di misure nazionali, come confermato dalla circostanza che gli Stati\u00a0 membri si sono mossi in ordine sparso nella prima fase del contenimento del contagio e continuano a muoversi sulla base di decisioni nazionali nella fase di graduale allentamento delle restrizioni. Ma l&#8217;Ue ora sembra intenzionata a recuperare, soprattutto sostenendo programmi comuni di ricerca nel campo delle terapie e dei vaccini.<\/p>\n<p>La Ue\u00a0 si \u00e8 invece nel complesso mossa rapidamente e nel segno della solidariet\u00e0 sul fronte all\u2019emergenza economica. La Commissione ha proposto, e il Consiglio ha rapidamente approvato, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/la-commissione-ue-attiva-la-clausola-che-stoppa-il-patto-di-stabilita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">una sospensione delle regole del Patto di Stabilit\u00e0<\/a>; sempre la Commissione ha reso noto un alleggerimento consistente delle regole vigenti in materia di aiuti di Stato; la Banca centrale europea ha annunciato un aumento del programma di acquisto di titoli sui mercati secondari fino ad un massimo di circa 1100 miliardi di euro (il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/bce-nuovo-qe-da-750-miliardi-per-lemergenza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Pepp<\/a>) entro la fine dell\u2019anno; su proposta della Commissione si \u00e8 concordato di creare uno strumento di sostegno ai dispositivi nazionali di assicurazione contro la disoccupazione (il Sure che potr\u00e0 mobilitare prestiti fino ad un massimo di 100 euro); la Banca europea degli investimenti (Bei) metter\u00e0 a disposizione una\u00a0 nuova linea di finanziamenti garantiti (fino a 250 miliardi di euro); si sta concordando una nuova linea di credito del Mes con condizionalit\u00e0 collegate esclusivamente all\u2019utilizzo dei fondi; e infine si dovrebbe creare \u00a0un <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/unione-europea-il-recovery-fund-tra-speranze-e-incognite\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Fondo per la Ricostruzione<\/strong><\/a>, per il quale la Commissione presenter\u00e0 una proposta nei prossimi giorni.<\/p>\n<p><strong>Tutto bene quindi? Non esattamente<\/strong>. La sospensione del Patto di Stabilit\u00e0 significa maggiori margini di flessibilit\u00e0 per chi se lo pu\u00f2 permettere (perch\u00e9 ha un bilancio pubblico in condizioni migliori) e potr\u00e0 spendere di pi\u00f9 per contrastare la recessione; mentre chi ha un debito pubblico molto elevato potr\u00e0 certamente aumentare l\u2019indebitamento, ma \u00a0dovr\u00e0 comunque fare i conti con il rischio di un aumento consistente dei costi di rifinanziamento del debito. Uguali conclusioni sul tema degli aiuti di Stato. <strong>L\u2019aumento della flessibilit\u00e0 e l\u2019allentamento delle regole avvantagger\u00e0 inevitabilmente chi ha mezzi per intervenire a sostegno di imprese in difficolt\u00e0<\/strong>. E i primi dati pubblicati nei giorni scorsi dalla Commissione confermano che la Germania \u00e8 il Paese che ha stanziato il maggior volume di aiuti consentiti dalle nuove regole. Due misure necessarie ed inevitabili, ma che anticipano il rischio di un aumento delle divergenze nelle performance economiche fra Stati che appartengono alla stessa area monetaria.<\/p>\n<p>Anche per gli aiuti che sotto varia forma saranno messi a disposizione dalla UE si impone una qualche nota di cautela. Salvo che per il Recovery Fund, per il quale \u00a0resta ancora aperta la possibilit\u00e0 di <strong>interventi a fondo perduto<\/strong>, gli aiuti previsti verranno infatti prevalentemente erogati in forma di <strong>prestiti<\/strong>, sia pure a condizioni agevolate (sotto il profilo dei tassi di interesse e della durata). Sono interventi che andranno quindi a incrementare il debito e verosimilmente saranno accompagnati da qualche forma di condizionalit\u00e0. In altre parole, e anche senza immaginare forme pesanti e intrusive di condizionalit\u00e0 con relativi programmi di aggiustamento macro-economici, appare inevitabile che la messa a disposizione di prestiti agevolati sia accompagnata da una attivit\u00e0 di monitoraggio perlomeno sulle condizioni di utilizzo del prestito stesso. da parte della Commissione, o altra istituzione europea\u00a0 che disporr\u00e0 il prestito,<\/p>\n<p><strong>Il Governo dovrebbe quindi attrezzarsi per tempo per individuare programmi e progetti su cui far convergere gli aiuti europei; per avanzare richieste mirate e motivate, e quindi suscettibili di accoglimento; per utilizzare in maniera efficace \u00a0questi aiuti; e infine per rendere conto del modo come saranno spesi questi fondi.<\/strong><\/p>\n<p>Infine il Governo dovr\u00e0 mettere in cantiere un programma di ripresa e ricostruzione \u00a0dell\u2019economia per il dopo-emergenza, certamente modellato sulle caratteristiche e necessit\u00e0 del sistema produttivo nazionale, ma che sia anche coerente con obiettivi e priorit\u00e0 definiti in un quadro europeo. In altre parole, nell\u2019individuare obiettivi e strumenti di un programma di ricostruzione post-Covid 19, occorrer\u00e0 muoversi in un quadro di coerenza con il programma di lavoro concordato in sede europea prima dell\u2019emergenza sanitaria: crescita sostenibile in termini ambientali e sociali, \u00a0maggiore attenzione alla dimensione sociale, contrasto del cambiamento climatico e decarbonizzazione, transizione energetica, progressiva riduzione delle fonti fossili e sostegno alle rinnovabili, protezione dell\u2019ambiente, e un programma di sviluppo del digitale per il mondo della produzione e dei servizi, che proprio il Covid 19 ha confermato come irrinunciabile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione della Festa dell\u2019Europa, sabato 9 maggio, \u00e8 ripartita &#8211; all\u2019interno del portale EURACTIV Italia &#8211;\u00a0Europea, la piattaforma, coordinata dallo IAI, che d\u00e0 voce ai maggiori think tank italiani che si occupano di temi europei e del ruolo dell\u2019Italia in Europa.\u00a0Ripubblichiamo l&#8217;editoriale del presidente dello IAI Ferdinando Nelli Feroci.\u00a0 Nel contesto europeo il coronavirus [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":81489,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[485,1957,2077,2317,504,2282,2283,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81488"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=81488"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81488\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":81500,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81488\/revisions\/81500"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/81489"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=81488"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=81488"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=81488"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}