{"id":81560,"date":"2020-05-14T20:49:30","date_gmt":"2020-05-14T18:49:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=81560"},"modified":"2020-05-14T20:50:45","modified_gmt":"2020-05-14T18:50:45","slug":"la-convenzione-di-istanbul-ungheria-i-paesi-ex-socialisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/la-convenzione-di-istanbul-ungheria-i-paesi-ex-socialisti\/","title":{"rendered":"La Convenzione contro la violenza di genere e l&#8217;Europa dell&#8217;Est"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;<strong>Ungheria<\/strong> si \u00e8 aggiunta negli ultimi giorni ai Paesi europei che non hanno ratificato la <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Convenzione_del_Consiglio_d%27Europa_sulla_prevenzione_e_la_lotta_contro_la_violenza_nei_confronti_delle_donne_e_la_violenza_domestica\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Convenzione di Istanbul<\/strong><\/a>\u00a0sulla prevenzione e la lotta alla violenza di genere e alla violenza domestica per ostentate <strong>questioni di principio<\/strong>. Per la maggioranza governativa che egemonizza il Parlamento di Budapest il trattato promuoverebbe infatti &#8220;ideologie di genere distruttive&#8221; e sarebbe contrario alla legge ungherese e alle posizioni dell&#8217;esecutivo. Quest&#8217;ultimo sottolinea il fatto che il sistema giuridico ungherese contiene gi\u00e0 da tempo strumenti per contrastare la <strong>violenza contro le donne e i minori<\/strong>\u00a0e che, invece, la Convenzione di Istanbul sollecita un approccio tale da accelerare l&#8217;immigrazione in Europa.<\/p>\n<p>Cos\u00ec i governanti ungheresi respingono in particolare gli aspetti del trattato riguardanti l&#8217;<strong>obbligo di concedere l&#8217;asilo ai rifugiati<\/strong> perseguitati per il loro orientamento sessuale o per motivi di genere. Le opposizioni hanno cercato di contrastare le ragioni del governo guidato da <strong>Viktor Orb\u00e1n<\/strong> sostenendo che con l&#8217;isolamento forzato dovuto alle misure per contrastare la pandemia di Covid-19 le violenze domestiche sono aumentate, addirittura raddoppiate secondo <a href=\"https:\/\/www.amnesty.org\/en\/latest\/news\/2020\/05\/hungary-blocking-of-domestic-violence-treaty-further-exposes-women\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Amnesty International Ungheria,<\/em><\/a> ma il loro tentativo \u00e8 stato vano.<\/p>\n<p><b>Le parole delle Ong<\/b><br \/>\nPer D\u00e1vid Vig, direttore di <em>Amnesty International Ungheria<\/em>, la mancata ratifica del trattato, che il Paese aveva firmato nel 2014, \u00e8 un <strong>grave errore<\/strong> che espone le donne a maggiori pericoli di prima in quanto, a suo avviso, i violenti potranno contare su una certa impunit\u00e0. Vig fa comunque notare che neppure prima della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/limpatto-del-coronavirus-covid-19\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>pandemia<\/strong><\/a> il governo era riuscito a prevenire e combattere in modo efficace la violenza contro le donne dato anche il numero di inchieste e procedimenti penali da lui definito vergognosamente basso.<\/p>\n<p>Ma per il governo di Budapest &#8211; che \u00e8 tra quelli dell&#8217;Ue in cui le donne sono meno rappresentate (e la stessa cosa vale anche per il Parlamento) &#8211; le <strong>leggi in vigore<\/strong> nel Paese sono pi\u00f9 che sufficienti a contrastare la violenza sulle donne e quella domestica in generale. Non solo, secondo il sistema guidato da <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/orban-e-il-contagio-delle-democrazie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Viktor Orb\u00e1n<\/strong><\/a> queste leggi offrono ai soggetti interessati una protezione maggiore di quella prevista dalla Convenzione di Istanbul.<\/p>\n<p><strong>Il trattato nell&#8217;Europa orientale<\/strong><br \/>\nCome abbiamo visto all&#8217;inizio, <strong>l&#8217;Ungheria non \u00e8 l&#8217;unico Stato europeo ad aver respinto la Convenzione<\/strong>. Purtroppo, stereotipi sessisti e interpretazioni distorte date ai mezzi esistenti contro la violenza di genere e quella sui minori ostacolano spesso una tutela maggiormente efficace dei soggetti pi\u00f9 vulnerabili. C&#8217;\u00e8 comunque da aggiungere che, anche laddove la ratifica ha avuto luogo, si verificano sovente <strong>lentezze e problemi<\/strong> nell&#8217;applicazione dei punti contenuti nel trattato. Ma tornando alle mancate ratifiche, pregiudizi e pretese questioni di incompatibilit\u00e0 costituzionale, sono di solito alla base degli atteggiamenti di chiusura assunti da maggioranze governative di fronte a questa carta internazionale.<\/p>\n<p>Rimanendo fra i Paesi del Gruppo di Visegr\u00e1d (V4), la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/dalla-gestione-della-crisi-babis-si-aspettava-piu-gloria-che-complicazioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Repubblica Ceca<\/strong><\/a>, ad esempio, si \u00e8 limitata alla sola<strong> firma<\/strong> della Convenzione, avvenuta nel 2016. Un sondaggio effettuato nel paese due anni dopo ha messo in luce il fatto che <strong>solo il 5-8%<\/strong> dei casi di violenza di genere viene verbalizzato dalla polizia. La percentuale di quelli che finiscono in tribunale sarebbe ancora minore. Anche la <strong>Slovacchia<\/strong> figura tra i Paesi che non hanno ancora ratificato la Convenzione.<\/p>\n<p>E del gruppo fa parte pure la <strong>Bulgaria<\/strong>. Nel 2018 la Corte Costituzionale di Sofia ha dichiarato il documento <strong>anticostituzionale<\/strong>. Era stato firmato nel 2016 dall&#8217;allora ministro della Giustizia, <strong>Ekaterina Zakharieva<\/strong>. Due anni dopo il governo present\u00f2 al Parlamento il testo del trattato per poi ritirarlo di fronte a obiezioni sul suo linguaggio e sulla definizione del concetto di genere in esso contenuta. Il presidente <strong>Rumen Radev<\/strong> aggiunse che il linguaggio del trattato si prestava a molteplici interpretazioni e che la Convenzione non risultava essere in grado di prevenire le forme di violenza da essa contemplate in quanto continuavano a svolgersi anche nei Paesi ratificatori. I sostenitori del documento sottolineavano che il medesimo riconosceva il terzo sesso e il matrimonio omosessuale (aspetto incompatibile con la Costituzione che riconosce solo due sessi, faceva notare la Corte costituzionale).<\/p>\n<p>Delle tre repubbliche baltiche, solo l&#8217;<strong>Estonia<\/strong> ha ratificato il documento; in <strong>Lituania<\/strong> ci sono addirittura problemi a portare avanti il dibattito parlamentare sull&#8217;argomento. Al momento <strong>34 Paesi<\/strong> membri del Consiglio d&#8217;Europa hanno ratificato la Convenzione. Quelli dell&#8217;Europa centrale e centro-orientale, finora, non hanno contribuito granch\u00e9 alla sua diffusione e applicazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Ungheria si \u00e8 aggiunta negli ultimi giorni ai Paesi europei che non hanno ratificato la Convenzione di Istanbul\u00a0sulla prevenzione e la lotta alla violenza di genere e alla violenza domestica per ostentate questioni di principio. 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