{"id":81568,"date":"2020-05-15T07:00:53","date_gmt":"2020-05-15T05:00:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=81568"},"modified":"2020-05-14T22:50:30","modified_gmt":"2020-05-14T20:50:30","slug":"burundi-cambio-della-guardia-nella-fragile-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/burundi-cambio-della-guardia-nella-fragile-democrazia\/","title":{"rendered":"Burundi: cambio della guardia nella fragile democrazia?"},"content":{"rendered":"<p>Cinque anni dopo le violente proteste che hanno insanguinato il <strong>Burundi<\/strong> a seguito della terza elezione di <strong>Pierre Nkurunziza<\/strong> in qualit\u00e0 di presidente, il leader di questo piccolo Paese nel cuore dell\u2019Africa subsahariana ha reso pubblica la decisione di non ricandidarsi alle elezioni previste mercoled\u00ec 20 maggio.<\/p>\n<p>Una scelta inaspettata che ha colto molti di sorpresa. Soprattutto ripensando agli avvenimenti di soli due anni fa, quando un referendum, fortemente voluto da Nkurunziza stesso, ha allungato la durata del mandato presidenziale da cinque a sette anni e dato esplicitamente la possibilit\u00e0 all\u2019attuale presidente di ricandidarsi per un quarto mandato.<\/p>\n<p><strong>Il sistema elettorale e i candidati alla presidenza<\/strong><br \/>\nNonostante l\u2019emergenza Covid-19 che ha costretto molti Paesi in tutto il mondo a <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/tutte-le-elezioni-rinviate-a-causa-del-coronavirus\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rimandare le tornate elettorali<\/a>, il Burundi si recher\u00e0 lo stesso alle urne. Il Paese ad oggi conta solamente diciannove\u00a0<a href=\"https:\/\/coronavirus.jhu.edu\/map.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">quindici casi confermati di Covid-19<\/a> e il presidente si \u00e8 dimostrato fiducioso sul fatto che le elezioni si possano svolgere normalmente. Questa fiducia \u00e8 stata confermata il 12 maggio, quando, con una lettera inviata all\u2019Ufficio regionale per l\u2019Africa dell\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 (Oms), il ministro degli Esteri ha comunicato che i quattro esperti alla guida del gruppo che si stava occupando di organizzare la risposta al Covid-19 avrebbero dovuto lasciare il Paese, in quanto \u201cpersone non gradite\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019unica misura che \u00e8 stata adottata riguarda i cittadini all\u2019estero &#8211;\u00a0 un numero consistente &#8211; che non potranno votare per evitare assembramenti \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0nelle ambasciate e \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0nei consolati. Una scelta che non tutti hanno apprezzato: l\u2019opposizione, in particolar modo, ha chiesto pi\u00f9 volte di sfruttare le nuove tecnologie per permettere anche alla diaspora burundese di esprimere il proprio voto.<\/p>\n<p>Il Burundi \u2013 11 milioni di abitanti, la capitale \u00e8 Gitega &#8211; \u00e8 una\u00a0<strong>r<\/strong><strong>epubblica presidenziale<\/strong> e il 20 maggio i cittadini saranno chiamati a scegliere il nuovo presidente e a rinnovare l\u2019Assemblea nazionale, mentre le elezioni del Senato si terranno a luglio di quest\u2019anno. Per la scelta del capo dello Stato \u00e8 previsto un <strong>doppio turno<\/strong>: se nessuno dei candidati al primo turno otterr\u00e0 almeno la met\u00e0 dei consensi si terr\u00e0 un ballottaggio tra i due leader pi\u00f9 votati. Se ci\u00f2 dovesse accadere, i cittadini torneranno al voto il 19 giugno.<\/p>\n<p>L\u2019elezione dell\u2019Assemblea nazionale avviene, invece, su base proporzionale. Il Paese \u00e8 diviso in 18 circoscrizioni<em>,<\/em> corrispondenti alle province, e in ognuna di esse gli elettori possono votare mediante il sistema delle liste bloccate. Ci\u00f2 significa che i votanti non hanno la possibilit\u00e0 di esprimere una preferenza sui candidati e votano per il partito nel suo complesso, rispettando l\u2019ordine di lista da esso scelto. La soglia minima che i partiti dovranno superare per entrare a far parte del nuovo Parlamento \u00e8 del 2%, calcolato su base nazionale. Inoltre, all\u2019Assemblea nazionale cos\u00ec eletta verranno aggiunti tre membri appartenenti all\u2019etnia twa e saranno cooptati alcuni parlamentari al fine di assicurare una proporzione etnica del 60%-40% tra hutu e tutsi. Il sistema garantisce una rappresentanza femminile pari ad almeno il 30% dei membri.<\/p>\n<p>Non ricandidandosi pi\u00f9 Nkurunziza, il <em>Conseil National pour la D\u00e9fense de la D\u00e9mocratie &#8211; Forces pour la d\u00e9fense de la d\u00e9mocratie<\/em> (Cndd-Fdd), ha scelto come candidato alla presidenza l\u2019attuale segretario generale, <strong>Evariste Ndayishimiye<\/strong>. Uomo di fiducia di Nkurunziza, attualmente a capo del dipartimento per gli affari militari, in passato ha ricoperto anche le cariche di ministro dell\u2019Interno e della sicurezza. Il suo principale sfidante \u00e8 <strong>Agathon Rwasa<\/strong>, leader del<em> Congr\u00e9s National pour la Liberation (<\/em>CnlL) ed ex comandante hutu durante la guerra civile. Oltre ai due candidati principali, rappresentanti l\u2019uno del partito di maggioranza e l\u2019altro del maggior partito di opposizione, le elezioni vedranno scendere in campo altri quattro candidati, di cui due indipendenti.<\/p>\n<p><strong>Tensioni etniche e una pace fragile<\/strong><br \/>\nCome abbiamo appena visto, il Burundi si \u00e8 dotato di <strong>un sistema elettorale tendente a garantire un\u2019adeguata rappresentanza etnica<\/strong>. Le <strong>tensioni tra hutu e tutsi<\/strong> sono infatti state una costante nella storia del Paese sin dall\u2019indipendenza. In realt\u00e0, le loro radici risalgono al periodo coloniale, quando la Germania prima e il Belgio poi imposero il modello dell\u2019<em>indirect rule<\/em>, offrendo benefici e ricompense a quella parte della popolazione che si sarebbe occupata per conto loro dell\u2019amministrazione locale. In Burundi i tutsi, in quanto ceto pi\u00f9 istruito, furono scelti per svolgere questo compito, dando cos\u00ec avvio ai primi conflitti. Questa vicenda ci permette di comprendere come per molti hutu la lotta per l\u2019indipendenza non fosse semplicemente una lotta contro la potenza coloniale, ma anche una ribellione contro i despoti locali, i tutsi.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019indipendenza, ottenuta nel 1962, le tensioni etniche sono rimaste latenti per poi riesplodere nel 1993 con lo scoppio della <strong>guerra civile che si concluder\u00e0 solamente nel 2005<\/strong>. Si stima che essa abbia causato pi\u00f9 di 300.000 morti, la fuga di circa un milione di persone nei Paesi vicini e centinaia di migliaia di rifugiati interni.<\/p>\n<p>Fu con la firma del <em>Burundi power-sharing Agreement<\/em> e l\u2019entrata in vigore della nuova Costituzione che venne riportata la democrazia nel Paese. Le prime elezioni dopo la fine del conflitto, nel 2005, hanno segnato la vittoria del Cndd-Fdd, guidato da Nkurunziza, poi eletto presidente dalle due Camere del Parlamento. Nkurunziza venne poi riconfermato nel 2010 e nel 2015, quando si candid\u00f2\u00a0 per la terza volta contravvenendo al limite dei due mandati previsto in Costituzione. Una scelta che in questi ultimi cinque anni \u00e8 stata motivo di continue proteste popolari, tutte duramente represse nel sangue dagli organi di polizia e dall\u2019<em>Imbonerakure<\/em>, l\u2019ala militare giovanile del partito del presidente. Le frequenti violazioni dei diritti umani, il protrarsi delle violenze, la loro sistematica repressione e il continuo discredito lanciato sull\u2019opposizione hanno portato molti osservatori a temere per la <strong>tenuta della fragile democrazia<\/strong>.<\/p>\n<p>Ora il ritiro del presidente uscente fa sorgere alcuni interrogativi. Sono in molti a chiedersi quale sar\u00e0 il futuro del Burundi, ma soprattutto a domandarsi se il Cndd-Fdd riuscir\u00e0 a mantenere il potere con la leadership di Ndayishimiye o se per la prima volta dal 2005 assisteremo a un cambio alla guida del Paese.<\/p>\n<p><em>A cura di Aurora Guainazzi, autrice della redazione Africa de Lo Spiegone.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>***<a href=\"https:\/\/lospiegone.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Lo Spiegone<\/a><\/strong><em>\u00a0\u00e8 un sito giornalistico fondato nel 2016 e formato da studenti universitari e giovani professionisti provenienti da tutta Italia e sparsi per il mondo con l\u2019obiettivo di spiegare con chiarezza le dinamiche che l\u2019informazione di massa tralascia quando riporta le notizie legate al mondo delle relazioni internazionali, della politica e dell\u2019economia.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cinque anni dopo le violente proteste che hanno insanguinato il Burundi a seguito della terza elezione di Pierre Nkurunziza in qualit\u00e0 di presidente, il leader di questo piccolo Paese nel cuore dell\u2019Africa subsahariana ha reso pubblica la decisione di non ricandidarsi alle elezioni previste mercoled\u00ec 20 maggio. 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