{"id":81720,"date":"2020-05-19T23:34:21","date_gmt":"2020-05-19T21:34:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=81720"},"modified":"2020-05-26T09:51:29","modified_gmt":"2020-05-26T07:51:29","slug":"parigi-berlino-la-leadership-non-lasse-che-muove-leuropa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/parigi-berlino-la-leadership-non-lasse-che-muove-leuropa\/","title":{"rendered":"Parigi-Berlino: la leadership (non l\u2019asse) che muove l\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p>La risposta all\u2019<strong>emergenza Covid-19<\/strong> passa anche per strade gi\u00e0 conosciute: l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/recovery-fund-500-miliardi-per-ricostruire-leuropa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>iniziativa congiunta franco-tedesca<\/strong><\/a> per un <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/unione-europea-il-recovery-fund-tra-speranze-e-incognite\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><em>Recovery Fund<\/em><\/strong><\/a>\u00a0europeo conferma la centralit\u00e0 dei due Paesi promotori nel processo di <strong>rilancio dell\u2019Unione europea<\/strong>. Il progetto franco-tedesco riporta al centro l\u2019Unione: pur rappresentando \u2013 almeno nelle intenzioni iniziali \u2013 uno strumento operativo solo nel breve periodo, il fondo pone al centro il bilancio settennale dell\u2019Unione. Da anni il rafforzamento del bilancio viene individuato come uno dei principali mezzi per un&#8217;Unione pi\u00f9 efficace ma anche pi\u00f9 coesa.<\/p>\n<p>Il duo <strong>Angela Merkel-Emmanuel Macron<\/strong> ha avanzato una proposta che replica la tattica diplomatica utilizzata questo periodo dall\u2019Unione europea: quella di presentare un progetto che contenga proposte diverse che possono essere utilizzate da ciascuno Stato per mostrare ai propri cittadini di aver ottenuto quello che voleva o di non aver ceduto su aspetti fondamentali. Mentre olandesi ed austriaci sono stati rassicurati (ma ancora non del tutto) sull\u2019esistenza di una qualche forma di condizionalit\u00e0 e sulla portata temporalmente circoscritta del programma, italiani, spagnoli ed altri Paesi mediterranei hanno incassato la promessa di essere tra i beneficiari netti, nonch\u00e9 l\u2019intenzione di accrescere la convergenza nel campo dell\u2019armonizzazione tributaria.<\/p>\n<p>L\u2019annuncio del piano presentato in videoconferenza da Berlino e Parigi ha suscitato reazioni diverse e ha riproposto, come in vari momenti nel passato, l\u2019immagine di un <strong>asse franco-tedesco come motore dell\u2019Europa<\/strong>. L\u2019immagine dell\u2019asse viene evocata soprattutto da coloro che da tale intesa privilegiata si sentono esclusi: l\u2019<strong>Italia<\/strong>, ad esempio, \u00e8 uno di quei Paesi maggiormente insofferenti rispetto a quella che sentono come il <strong>dominio dell\u2019Europa carolingia<\/strong>. Come in passato, anche quest\u2019iniziativa ha suscitato diversi malumori, alimentati dalla scelta apparentemente discutibile di avanzare questa proposta fuori dal Consiglio.<\/p>\n<p><strong>Due Paesi in transizione<\/strong><br \/>\nSarebbe per\u00f2 esagerato vedere in questo progetto il frutto di un vero e proprio asse tra Parigi e Berlino, tra l\u2019altro animato da ambizioni egemoniche. La realt\u00e0 \u00e8 che il presunto asse appare particolarmente problematico e squilibrato a causa delle dinamiche interne che caratterizzano i due Paesi, in particolare la Francia. Il partito di Macron ha infatti di recente incassato una scissione a sinistra che, pur non risultando particolarmente rilevante in termini numerici, rende il suo partito meno trasversale e maggiormente dipendente dalla corrente di centro-destra. L\u2019idea iniziale della <em>R\u00e9publique en Marche<\/em> di scardinare la dialettica destra-sinistra in nome di un progetto nuovo e comune si consuma, mentre il partito perde la componente della sinistra-ecologista e si attesta (almeno per il momento) su posizioni pi\u00f9 conservatrici. Pure la Germania vive un momento di transizione: anche se la successione ad Angela Merkel \u00e8 congelata e la linea tenuta dal governo ha ottenuto un\u2019approvazione crescente, non si pu\u00f2 dimenticare che anche a Berlino gli equilibri politici sono dinamici.<\/p>\n<p>Oltre ad essere entrambi due Paesi in transizione, <strong>Francia e Germania sono due realt\u00e0 con differenze sostanziali, con due modelli di leadership che non coincidono<\/strong>: per questi motivi l\u2019idea di ridurre tutto all\u2019immagine monolitica dell\u2019asse Parigi-Berlino appare, per quanto retoricamente attraente, quanto meno riduttiva.<\/p>\n<p><strong>Un&#8217;Ue di soluzioni concrete<\/strong><br \/>\nUna cosa per\u00f2 unisce i due Paesi, e cio\u00e8 la convinzione che l\u2019Unione europea possa uscire dalla crisi solo con un approfondimento del processo di integrazione che sia, al contempo, l\u2019occasione per una riconnessione tra Unione e cittadini europei. Abbandonati i progetti monnettiani di un\u2019Europa integrata ma non spiegata, il progetto disegnato va nella direzione di <strong>un\u2019Europa capace di intervenire per soddisfare i bisogni pi\u00f9 pressanti dei suoi cittadini<\/strong>, definendo al contempo un sistema partecipativo che dovrebbe contrastare sia il populismo emergente all\u2019interno dei Paesi membri sia le tendenze al\u00a0<em>free riding<\/em>\u00a0di alcuni degli Stati.<\/p>\n<p>Come ogni progetto che si fonda sulla partecipazione popolare, anche l&#8217;Ue richiede per\u00f2 solidit\u00e0 della leadership e questo riporta l\u2019attenzione sui due Paesi promotori. Sebbene sia da attendersi un progressivo coinvolgimento degli altri Stati membri nello sviluppo del fondo per la ripresa, <strong>la spinta propulsiva di Francia e Germania rimane una componente fondamentale<\/strong>. Per questo motivo ogni esitazione o disponibilit\u00e0 condizionata dai promotori \u2013 questo spiega l\u2019importanza e i rischi derivanti dalla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/un-sentenza-devastante\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">recente pronuncia della Corte costituzionale tedesca<\/a> \u2013 rischia di minare le basi dell\u2019ennesimo rilancio della costruzione europea.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La risposta all\u2019emergenza Covid-19 passa anche per strade gi\u00e0 conosciute: l\u2019iniziativa congiunta franco-tedesca per un Recovery Fund\u00a0europeo conferma la centralit\u00e0 dei due Paesi promotori nel processo di rilancio dell\u2019Unione europea. 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