{"id":81832,"date":"2020-05-27T07:00:59","date_gmt":"2020-05-27T05:00:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=81832"},"modified":"2020-05-30T08:28:23","modified_gmt":"2020-05-30T06:28:23","slug":"lammodernamento-degli-eserciti-in-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/lammodernamento-degli-eserciti-in-europa\/","title":{"rendered":"L&#8217;ammodernamento degli eserciti in Europa"},"content":{"rendered":"<p>Dalla guerra in Ucraina, gli <strong>eserciti europei<\/strong> stanno rafforzando la componente pesante in chiave di deterrenza e difesa collettiva Nato nei confronti della minaccia russa, mentre le <strong>industrie<\/strong> in Europa si muovono per soddisfare la prossima domanda di sostituzione di migliaia di mezzi da combattimento.<\/p>\n<p><strong>Le tensioni tra Russia-Nato\u2026<br \/>\n<\/strong>Dopo le azioni militari russe in <strong>Georgia<\/strong> e soprattutto in <strong>Ucraina<\/strong>, i membri della Nato hanno iniziato a temere un possibile attacco armato sul fianco orientale per creare un <em>fait accompli <\/em>a favore di Mosca e deleterio per la sicurezza e stabilit\u00e0 europea. In tale scenario, almeno nei primi giorni o settimane, le <strong>forze russe<\/strong> potrebbero sfruttare il vantaggio numerico e tecnologico nel campo dei <strong>carri armati<\/strong> (<em>Main battle tanks <\/em>\u2013 <em>Mbt<\/em>), raggiunto grazie ai continui investimenti degli ultimi decenni.<\/p>\n<p>Bench\u00e9 l&#8217;ipotesi sia remota, non la si pu\u00f2 escludere a priori nel <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/i-rischi-della-guerra-totale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sistema multipolare<\/a><\/strong> teso e conflittuale di oggi, e comunque la superiorit\u00e0 attuale russa in questo ambito di per s\u00e9 permette a Mosca di esercitare maggiori pressioni su altre regioni &#8211; a partire dall&#8217;Ucraina ma anche nel Mediterraneo. Oggi, quindi, gli <strong>alleati Nato<\/strong> attribuiscono una rinnovata priorit\u00e0 alla <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/la-difesa-collettiva-ai-tempi-del-covid-19\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">deterrenza e difesa collettiva<\/a><\/strong>. Ci\u00f2 implica requisiti pi\u00f9 elevati per tutti i suoi membri in termini sia qualitativi che quantitativi e spinge molti Paesi a investire per riequilibrare il mix di forze terrestri a favore della componente pesante, inclusi gli <em>Mbt<\/em>.<\/p>\n<p>I carri armati sono stati usati in funzione di deterrenza o appoggio alle operazioni anche nelle <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/12\/difesa-missioni-internazionali-come-strumento-di-politica-estera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">missioni all&#8217;estero<\/a><\/strong> nel periodo post-guerra fredda. L&#8217;<strong>Italia<\/strong>, ad esempio, li ha dispiegati in Somalia e Kosovo negli anni &#8217;90, in Iraq nel 2004, impiegandoli infine nel 2019 nelle esercitazioni Nato nelle Repubbliche Baltiche. Dato il <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/02\/militari-estero-riconoscere-rischio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">contesto sempre pi\u00f9 pericoloso<\/a><\/strong> delle missioni all&#8217;estero, a partire da Libia, Iraq e Afghanistan, un loro uso operativo non \u00e8 affatto escluso.<\/p>\n<p><strong>\u2026e l&#8217;ammodernamento degli eserciti in Europa<br \/>\n<\/strong>Qual \u00e8 allora lo stato dell&#8217;arte negli eserciti europei? A fine 2019, 22 Stati membri dell&#8217;Ue &#8211; compreso il Regno Unito &#8211; possedevano circa\u00a0 <strong>5.170 <em>Mbt<\/em><\/strong>, suddivisi in ben 14 differenti modelli dando prova di una grande frammentazione sia militare che industriale. Il 47% delle piattaforme in servizio \u00e8 rappresentata dalla famiglia <em>Leopard2<\/em> di produzione tedesca, cui seguono i carri russi (16%) e americani (9%).<\/p>\n<p>Secondo gli attuali piani delle forze armate europee, come rilevato da un <a href=\"https:\/\/www.iai.it\/en\/node\/11536\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">recente studio IAI,<\/a> entro il 2025 pi\u00f9 di met\u00e0 dei <em>Mbt<\/em> in servizio andranno <strong>sostituiti<\/strong> perch\u00e9 obsoleti, generando quindi una grande domanda per una nuova generazione di piattaforme tecnologicamente all&#8217;avanguardia.<\/p>\n<p><strong>La cooperazione industriale franco-tedesca<br \/>\n<\/strong>Non a caso <strong>Francia<\/strong> e <strong>Germania<\/strong> hanno in cantiere la produzione congiunta di un <strong>carro armato di nuova generazion<\/strong>e, per soddisfare le esigenze operative di entrambi, nonch\u00e9 essere esportato in altri Paesi europei, il <em>Ma in Ground Combat System<\/em> (<em>Mgcs<\/em>). Il <strong><em>Mgcs<\/em><\/strong> costituirebbe il principale nuovo progetto della societ\u00e0 <strong><em>Knds<\/em><\/strong>, costituita nel 2015 al 50% tra la francese <em>Nexter<\/em> e la tedesca <em>Krauss-Maffei Wegman<\/em>, con la produzione in prospettiva di oltre 550 mezzi. Nel 2019 per\u00f2 anche un&#8217;altra azienda tedesca, la <em>Rheinmetall<\/em>, \u00e8 entrata nel programma <em>Mgcs<\/em>, non senza creare preoccupazioni sulla ripartizione degli investimenti e dei ritorni industriali tra i due Paesi. La soluzione trovata \u00e8 stata quella di suddividere il lavoro in nove &#8220;pacchetti&#8221; distribuiti tra le tre aziende, in modo tale da garantire nel complesso una <strong>suddivisione 50-50<\/strong> tra Francia e Germania.<\/p>\n<p>Il 28 aprile le rispettive ministre della Difesa, <strong>Florence Parly<\/strong> e <strong>Annegret Kramp-Karrenbauer<\/strong>, hanno firmato un accordo quadro sull\u2019organizzazione del progetto e la ripartizione delle competenze industriali. Ne \u00e8 seguita la <strong><a href=\"https:\/\/www.bmvg.de\/en\/news\/contract-concluded-future-decisive-ground-combat-system-258470\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">firma<\/a><\/strong>, il 20 maggio, di un contratto tra l&#8217;ufficio tedesco <em>BaainBw<\/em>, in quanto interfaccia congiunta di Francia e Germania, e il consorzio <em>Arge<\/em> in rappresentanza delle industrie coinvolte, sull&#8217;avvio della <strong>fase di studio<\/strong> dell&#8217;architettura del <em>Mgcs<\/em> che dovr\u00e0 concludersi in 20 mesi. Il progetto sembra aver preso il via dopo un periodo di stallo, ma al momento resta <strong>preclusa la possibilit\u00e0 di partecipare per altri Paesi europei<\/strong>, nonostante il forte interesse manifestato ad esempio dalla Polonia che intende urgentemente acquistare circa 500 carri.<\/p>\n<p><strong>Le necessit\u00e0 italiane<br \/>\n<\/strong>La questione \u00e8 particolarmente importante per l&#8217;Italia, che deve pianificare l&#8217;acquisizione del successore del <strong>carro<\/strong> <strong>Ariete<\/strong>, entrato in servizio negli anni &#8217;90 e da dismettere intorno al 2030, con un&#8217;ipotesi di circa 250 nuovi mezzi. Un programma puramente nazionale non \u00e8 fattibile da nessun punto di vista. Piuttosto, occorre <strong>cercare partner<\/strong> per mettere in comune requisiti operativi, risorse finanziarie e capacit\u00e0 tecnologico-industriali, in modo da generare economie di scala e rendere sostenibile lo sviluppo e produzione di una piattaforma all&#8217;avanguardia e adeguata per l&#8217;esercito italiano.<\/p>\n<p>In un&#8217;ottica di <strong>sistema-Paese<\/strong>, si tratta ora di operare una sintesi delle ratio militare (prioritaria in quanto \u00e8 in gioco l&#8217;efficacia delle forze armate in caso di conflitto), industriale e politica, e di muoversi accortamente sul piano internazionale ed in particolare europeo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla guerra in Ucraina, gli eserciti europei stanno rafforzando la componente pesante in chiave di deterrenza e difesa collettiva Nato nei confronti della minaccia russa, mentre le industrie in Europa si muovono per soddisfare la prossima domanda di sostituzione di migliaia di mezzi da combattimento. Le tensioni tra Russia-Nato\u2026 Dopo le azioni militari russe in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":81869,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[82,1385,113,96,639,100,108],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81832"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=81832"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81832\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":81870,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/81832\/revisions\/81870"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/81869"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=81832"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=81832"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=81832"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}