{"id":81838,"date":"2020-05-26T09:03:37","date_gmt":"2020-05-26T07:03:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=81838"},"modified":"2020-05-31T23:43:46","modified_gmt":"2020-05-31T21:43:46","slug":"un-recovery-fund-per-il-rilancio-europeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/un-recovery-fund-per-il-rilancio-europeo\/","title":{"rendered":"Un Recovery Fund per il rilancio europeo"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 chi lo chiama il &#8220;<strong>momento Hamilton<\/strong>&#8221; dell&#8217;Unione europea, riferendosi al padre fondatore degli Stati Uniti e primo segretario al Tesoro che, nel 1790, dichiar\u00f2 che il governo federale si sarebbe fatto carico dei debiti degli Stati americani durante la guerra di indipendenza. C&#8217;\u00e8 chi parla di un &#8220;<strong><em>welfare state<\/em> continentale<\/strong>&#8220;. Altri lo liquidano come un passo verso un <strong>vicolo cieco<\/strong>.<\/p>\n<p>Sono alcuni dei commenti alla proposta di Francia e Germania per un <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/recovery-fund-500-miliardi-per-ricostruire-leuropa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><em>Recovery fund<\/em> di 500 miliardi di euro<\/strong><\/a>, finanziato attraverso l&#8217;emissione di titoli di debito della Commissione europea per conto dell&#8217;Ue e diretto, attraverso sussidi e non prestiti, al sostegno dei settori e Paesi che hanno pagato il prezzo pi\u00f9 alto nella crisi.<\/p>\n<p><strong>Le divisioni sul rilancio europeo<br \/>\n<\/strong>Il Presidente <strong>Giuseppe Conte<\/strong> e il suo omologo spagnolo <strong>Pedro\u00a0<\/strong><strong>Sanchez<\/strong> lo considerano un avanzamento positivo, anche se non pienamente soddisfacente, mentre una netta bocciatura \u00e8 arrivata dai <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/il-no-dei-paesi-frugali-alla-proposta-merkel-macron-recovery-fund\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Paesi cosiddetti &#8220;frugali&#8221;<\/strong><\/a> \u2013 Austria, Danimarca, Paesi Bassi e Svezia \u2013 che rifiutano la logica dei sussidi.<\/p>\n<p>Alla Commissione europea spetta ora il difficile compito di mettere sul tavolo, il 27 maggio, una <strong>proposta convincente<\/strong> che tenga conto di tutte le posizioni degli Stati membri e anche di quella del Parlamento europeo, che vorrebbe un <em>Recovery fund<\/em> di 2mila miliardi, da finanziare attraverso risorse proprie dell&#8217;Unione e da trasferire agli Stati colpiti prevalentemente attraverso sussidi. Il Presidente del Consiglio europeo <strong>Charles Michel<\/strong> dovr\u00e0 poi trovare il consenso a 27 nel vertice del 18 e 19 giugno prossimi.<\/p>\n<p><strong>Uno strumento ambizioso ed equo<\/strong><br \/>\nLa proposta della Commissione ha un significato importante ed \u00e8 destinata a produrre conseguenze durature a molteplici livelli: economico e istituzionale, oltre che politico. A livello <strong>economico<\/strong>, il <em>Recovery fund<\/em> dovrebbe essere lo strumento attraverso il quale rilanciare l&#8217;economia europea, mitigando allo stesso tempo\u00a0la grave frammentazione tra gli Stati membri generata dalla crisi del coronavirus.<\/p>\n<p>Le conseguenze economiche del Covid-19, che ha colpito alcuni Paesi molto pi\u00f9 di altri, sono state infatti <strong>asimmetriche<\/strong>: le misure finora introdotte a livello europeo, sebbene necessarie e utili a garantire risorse per la ripresa economica, le hanno rese ancora pi\u00f9 marcate. Ne \u00e8 un esempio il fatto che, dei circa 2mila miliardi di euro in aiuti di Stato autorizzati dalla Commissione europea nell&#8217;ambito della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/03\/la-commissione-ue-attiva-la-clausola-che-stoppa-il-patto-di-stabilita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>sospensione del Patto di stabilit\u00e0<\/strong><\/a> deciso per far fronte all&#8217;emergenza, pi\u00f9 della met\u00e0 riguardino la sola Germania.<\/p>\n<p>\u00c8 per questo che, al fine di garantire una ripresa reale e una tenuta complessiva dell&#8217;Eurozona, occorre uno <strong>strumento<\/strong> che sia allo stesso tempo <strong>ambizioso ed equo<\/strong>. Auspicabilmente, la proposta complessiva della Commissione dovrebbe andare ben oltre i 500 miliardi di euro proposti da Francia e Germania e attestarsi su una cifra pi\u00f9 in linea con i <strong>1000 miliardi di euro<\/strong> evocata dalla stessa Presidente Von der Leyen subito dopo il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/gli-esiti-del-consiglio-europeo-del-23-aprile\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Consiglio europeo del 23 aprile scorso<\/strong><\/a>. Le risorse del <em>Recovery fund<\/em> dovrebbero essere allocate prevalentemente sulla base di sussidi e non di prestiti, evitando di gravare ulteriormente sui bilanci degli Stati membri.<\/p>\n<p>Inoltre, servirebbe che il rimborso dei debiti contratti dalla Commissione fosse fatto a livello europeo, secondo una logica abbastanza vicina a quella dei <strong>coronabond<\/strong>. Per questo occorrerebbe un aumento significativo del <strong>bilancio comune<\/strong> \u2013 che dovrebbe salire fino al 2% del Rnl dell&#8217;Ue \u2013 e l\u2019introduzione di risorse proprie dell&#8217;Unione \u2013 che potrebbero prendere la forma di <em>carbon tax, web tax<\/em>, o di una tassa sulle transazioni finanziarie. Infine, affinch\u00e9 produca gli effetti sperati, servirebbe un <strong>fondo disponibile in tempi brevi<\/strong>, senza attendere la conclusione dei difficili negoziati per il prossimo bilancio pluriennale.<\/p>\n<p><strong>Il ritorno del metodo comunitario<\/strong><br \/>\nA livello istituzionale, l&#8217;adozione del <em>Recovery fund<\/em> da parte della Commissione europea segna il <strong>ritorno della dimensione sovranazionale su quella tecnocratica<\/strong> \u2013 rappresentata dall&#8217;intervento di <em>quantitative easing<\/em> realizzato dalla Banca Centrale Europea (<strong>Bce<\/strong>) all&#8217;inizio della crisi \u2013 e <strong>su quella intergovernativa<\/strong> \u2013 simboleggiata dal pacchetto di misure, tra cui il Meccanismo Europeo di Stabilit\u00e0 (<strong>Mes<\/strong>) a condizioni minime per le spese sanitarie, approvato dal Consiglio europeo in aprile. E la sua portata \u00e8 ancora pi\u00f9 significativa se consideriamo che la proposta franco-tedesca e il <em>Recovery fund<\/em> arrivano dopo la discussa <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/dubbi-corte-costituzionale-tedesca-quantitative-easing\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>sentenza della Corte di Karlsruhe<\/strong><\/a> del 7 maggio scorso che, giudicando il piano di acquisto di titoli pubblici della Bce sproporzionato, ha inferto un duro <strong>colpo all&#8217;unit\u00e0 dell&#8217;ordinamento giuridico<\/strong> dell&#8217;Unione, ma allo stesso tempo ha posto la legittima questione di una necessaria riforma politica della governance economica europea.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 qui che riconosciamo la portata politica della proposta che avanzer\u00e0 la Commissione europea: se il <em>Recovery fund<\/em> sar\u00e0 in grado di fornire un&#8217;<strong>efficace risposta europea<\/strong> alle conseguenze devastanti dell&#8217;emergenza coronavirus, testimonier\u00e0 che ancora una volta il progetto europeo \u00e8 uscito rafforzato da una crisi e che solo attraverso un potenziamento del metodo comunitario \u00e8 possibile garantirne la tenuta al di l\u00e0 delle differenze e delle divergenze nazionali. Fornir\u00e0, quindi, non solo uno strumento valido nell&#8217;immediato che porter\u00e0 benefici tangibili ai cittadini europei, ma anche una <strong>bussola<\/strong> affidabile per orientare il processo di integrazione nel medio e lungo periodo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;\u00e8 chi lo chiama il &#8220;momento Hamilton&#8221; dell&#8217;Unione europea, riferendosi al padre fondatore degli Stati Uniti e primo segretario al Tesoro che, nel 1790, dichiar\u00f2 che il governo federale si sarebbe fatto carico dei debiti degli Stati americani durante la guerra di indipendenza. C&#8217;\u00e8 chi parla di un &#8220;welfare state continentale&#8220;. 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