{"id":8190,"date":"2008-05-20T00:00:00","date_gmt":"2008-05-19T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/gli-avvoltoi-del-debito\/"},"modified":"2017-11-03T15:40:46","modified_gmt":"2017-11-03T14:40:46","slug":"gli-avvoltoi-del-debito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/05\/gli-avvoltoi-del-debito\/","title":{"rendered":"Gli avvoltoi del debito"},"content":{"rendered":"<p><i><span style=\"font-size: xx-small;\"> Pubblicato anche su <a href=\"http:\/\/www.nelmerito.com\/\" target=\"_blank\"><u>nelMerito.com<\/u><\/a> <\/span><\/i><br \/>\nDopo gli accordi raggiunti al G-8 di Gleneagles nel 2005 e l\u2019istituzione della Multilateral Debt Relief Initiative (Mdri) che dovr\u00e0 garantire la cancellazione totale del debito estero dei paesi pi\u00f9 poveri, l\u2019attenzione della comunit\u00e0 internazionale sui temi del debito estero si \u00e8 ridotta. Tuttavia, permangono motivi di preoccupazione legati ai problemi di coordinamento tra i paesi creditori, alla scarsa partecipazione dei creditori commerciali agli accordi multilaterali e all\u2019emergere dei cosiddetti \u201cfondi avvoltoio\u201d (<i>vulture funds<\/i>).<\/p>\n<p>Il limite maggiore delle iniziative di riduzione del debito risiede nell\u2019assenza di un\u2019architettura internazionale che regoli la ristrutturazione dei debiti sovrani: l\u2019attivit\u00e0 dei <i>vulture funds <\/i>trae origine da questo limite e rischia di minare i fragili risultati ottenuti dai programmi di riduzione del debito Hipc (Highly Indebted Poor Countries) e Mdri. La natura volontaria dell\u2019adesione a qualsiasi accordo rende difficile il coordinamento e incrementa i rischi di <i>free riding<\/i> e di azzardo morale anche dal lato dei creditori. L\u2019effettiva riduzione del debito estero e le attese di future cancellazioni incrementano la capacit\u00e0 di indebitamento dei paesi Hipc, generano una sottostima del rischio associato ai prestiti e attraggono investitori privati e finanziamenti non agevolati. In altre parole, la riduzione del debito potrebbe avere l\u2019effetto perverso di fungere da sussidio per chi offre finanziamenti a tassi non agevolati, creando una situazione di <i>free-riding <\/i>tra creditori e minacciando la sostenibilit\u00e0 futura dell\u2019indebitamento estero.<\/p>\n<p><b>Fondi speculativi<\/b><br \/>\nIn questo contesto, sfruttando la presenza di creditori commerciali e di governi che non fanno parte del Club di Parigi, si inserisce l\u2019attivit\u00e0 di alcuni <i>vulture funds<\/i>. In generale, i fondi avvoltoio sono fondi speculativi che operano sui mercati secondari obbligazionari o azionari per acquistare debiti a rischio di insolvenza o azioni di societ\u00e0 prossime al fallimento e garantiscono cos\u00ec liquidit\u00e0 ai mercati in situazioni difficili, come durante la crisi asiatica. Nel caso dei Paesi Hipc, tuttavia, lo scenario \u00e8 diverso poich\u00e9 i <i>vulture funds<\/i> acquistano i debiti a rischio di insolvenza contratti dai paesi pi\u00f9 poveri nei confronti dei governi o dei creditori commerciali che non sono parte dall\u2019Iniziativa Hipc a prezzi inferiori al valore di mercato e massimizzano i loro rendimenti negando la rinegoziazione del debito e citando in giudizio il paese debitore per ottenere la restituzione dell\u2019intero valore nominale del debito maggiorato degli interessi. L\u2019azione dei <i>vulture funds <\/i>nei confronti dei bond sovrani non \u00e8 nuova: nel 1996 il fondo Elliott Associates acquist\u00f2 un debito peruviano per 11 milioni di dollari e, rifiutando le rinegoziazioni del Piano Brady, ottenne nel 2000 la condanna del Per\u00f9 al pagamento di 58 milioni di dollari da parte della Corte d\u2019Appello statunitense. Pi\u00f9 recentemente, lo stesso fondo ha in corso un\u2019azione nei confronti del governo congolese per 400 milioni di dollari a fronte di un debito acquistato per soli 10 milioni.<\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 dei <i>vulture funds<\/i> nei confronti dei paesi Hipc non soltanto \u00e8 condannabile moralmente, ma causa conseguenze drammatiche per i pi\u00f9 poveri, indebolendo gli sforzi della comunit\u00e0 internazionale per generare risorse da investire in infrastrutture pubbliche, sanit\u00e0 ed istruzione. Il caso pi\u00f9 eclatante ha coinvolto il fondo avvoltoio Donegal International e i governi di Zambia e Romania. I fatti risalgono al 1979 quando il governo dello Zambia contrasse un debito commerciale di 15 milioni di dollari nei confronti della Romania per l\u2019acquisto di attrezzature agricole. Successivamente il debito and\u00f2 in default e non fu rinegoziato nell\u2019ambito degli accordi del Club di Parigi. Nel 1999 il governo rumeno cedette il debito del valore nominale di 30 milioni di dollari al fondo Donegal per un corrispettivo di 3,2 milioni, nonostante un\u2019offerta dello Zambia di poco superiore. Dopo un primo procedimento avviato nelle Isole Vergini, la Donegal ha avviato un nuova causa in Inghilterra richiedendo il pagamento di 55 milioni di dollari e l\u2019Alta Corte Inglese, nell\u2019aprile 2007, ha condannato il governo dello Zambia a pagare 15,4 milioni di dollari, una somma pari alla met\u00e0 della riduzione del debito accordata dall\u2019Iniziativa Hipc nel corso del 2006 e pari a tre quarti del budget stanziato nel 2007 per l\u2019assunzione di nuovi insegnanti.<\/p>\n<p>Il caso dello Zambia \u00e8 quello che ha destato maggior scalpore, ma molti altri sono i paesi coinvolti. I dati pi\u00f9 recenti del FMI e della <a href=\"http:\/\/siteresources.worldbank.org\/INTDEBTDEPT\/ProgressReports\/21656521\/HIPCProgressReport20070927.pdf\" target=\"blank\"><b><u>Banca Mondiale<\/u><\/b><\/a> evidenziano l\u2019esistenza di quarantaquattro azioni legali in corso da parte di creditori commerciali, per un controvalore superiore a un miliardo e mezzo di dollari, nei confronti di undici paesi Hipc, che sono gi\u00e0 stati condannati a pagare quasi un miliardo di dollari. Il governo del Niger, ad esempio, \u00e8 stato condannato a rimborsare pi\u00f9 della met\u00e0 di quanto investa annualmente in istruzione e sanit\u00e0, mentre le spese del Camerun ammontano a quasi la totalit\u00e0 delle entrate fiscali di un anno.<\/p>\n<p>Soprattutto in prospettiva futura, particolare preoccupazione desta il caso della Liberia, che, dopo un ventennio di instabilit\u00e0 e due guerre civili, \u00e8 ora uno dei paesi pi\u00f9 poveri e indebitati al mondo. Lo scorso febbraio la Liberia ha ottenuto una prima riduzione del debito da parte delle organizzazioni internazionali, ma lo stock di debito estero, accumulato sotto i regimi di Samuel Doe e Charles Taylor, rimane elevato e detenuto per un terzo da creditori commerciali. Stime del Ministero delle Finanze mostrano che un miliardo e mezzo di dollari in debito commerciale sono ora in mano a <i>hedge fund<\/i>, esponendo cos\u00ec la Liberia ad elevati rischi e costi sociali nel caso i fondi avvoltoio si rivolgano ai tribunali.<\/p>\n<p><b>Assunzione di responsabilit\u00e0<\/b><br \/>\nIl riconoscimento di questi problemi e le pressioni esercitate dalle Ong e dalla societ\u00e0 civile stanno orientando la comunit\u00e0 internazionale verso un atteggiamento pi\u00f9 prudente e responsabile nelle politiche di prestito. In particolare, il Club di Parigi si \u00e8 impegnato ad evitare la vendita di crediti detenuti nei confronti dei paesi Hipc a soggetti che non intendano far parte dell\u2019iniziativa Hipc ed ha invitato gli altri creditori a fare altrettanto. Simili dichiarazioni sono state rilasciate ai recenti summit del G8 in cui i governi si sono impegnati a sviluppare un \u201cCharter for Responsible Lending\u201d che coinvolga i Paesi appartenenti al G20 e si basi su pratiche di prestito prudenti, che limitino il rischio del riaccumularsi di un elevato indebitamento quale effetto di prestiti eccessivi o dell\u2019attivit\u00e0 dei <i>vulture funds (\u201cResponsible lenders ensure that their lending decisions meet the need for funds of recipient countries [\u2026] in order to avoid the return to the lend-and-forgive cycles [\u2026 and] help avoid the risk of litigation against HIPC\u201d<\/i>). Si tratta tuttavia di proposte e dichiarazioni cui si aggiungono le prese di posizione dei singoli governi: si pensi alle affermazioni di Gordon Brown, che ha severamente condannato il comportamento immorale dei fondi avvoltoio, e di Angela Merkel.<\/p>\n<p>Le risoluzioni concrete non sono attese prima dei meeting del G8 ed \u00e8 quindi importante che i singoli governi e la societ\u00e0 civile siano coscienti della complessit\u00e0 del problema e della necessit\u00e0 di un\u2019analisi approfondita che tenga conto di diversi aspetti. Da un lato lo sviluppo dei mercati secondari del debito sovrano migliora l\u2019efficienza del mercato. Dall\u2019altro va considerato che, nel caso dei paesi pi\u00f9 poveri, i mercati secondari sono estremamente sottili, cos\u00ec da favorire le strategie dei <i>vulture funds<\/i>. Inoltre, l\u2019attivit\u00e0 di tali fondi pu\u00f2 portare alla luce episodi di malgoverno e di corruzione e agire cos\u00ec da stimolo per i paesi africani a migliorare la propria <i>governante<\/i>. Tuttavia, le azioni legali possono indurre i paesi Hipc a perseguire pratiche non trasparenti per evitare la confisca dei propri <i>asset<\/i>.<\/p>\n<p>Due misure possono essere efficaci soprattutto nel breve termine. In primo luogo, l\u2019estensione da parte della Banca Mondiale della Debt Reduction Facility (Drf) fino al 2012 permette ai singoli paesi di ottenere risorse e aiuti per finanziare il buy-back dei debiti commerciali bench\u00e9, al fine di ridurre al minimo la possibilit\u00e0 di intervento dei <i>vulture funds<\/i>, il suo finanziamento andrebbe potenziato e l\u2019eleggibilit\u00e0 estesa a tutti i paesi Hipc, a prescindere dallo stato di avanzamento del programma di riduzione del debito. In secondo luogo, \u00e8 necessario fornire un\u2019adeguata assistenza legale ai paesi oggetto di controversie.<\/p>\n<p>Per quanto concerne misure di pi\u00f9 ampia portata, due sono le possibili vie. Una prima, pi\u00f9 ambiziosa e probabilmente meno realistica, richiede interventi legislativi per la cancellazione dei \u201cdebiti odiosi\u201d (come nel caso della Liberia) e per impedire o limitare la possibilit\u00e0 che i fondi avvoltoio acquisiscano debiti sovrani con l\u2019intento di ricorrere successivamente in tribunale. A questo proposito, lo scorso gennaio il Belgio ha creato un precedente approvando una risoluzione che salvaguardi la cooperazione allo sviluppo e la riduzione del debito dalle azioni prese dai fondi avvoltoio. Una seconda via pu\u00f2 mirare all\u2019adozione di accordi internazionali, prima sviluppati su base volontaria e poi vincolanti, che coinvolgano il maggior numero possibile di governi e definiscano codici di condotta e standard legali per le attivit\u00e0 di prestito ai paesi pi\u00f9 poveri, proteggendo i paesi debitori da azioni legali mosse da creditori di minoranza (in questa direzione nel 2001 era stata elaborata da Anne Krueger la proposta, poi abortita, della creazione del Sovereign Debt Restructuring Mechanism). In particolar modo, i governi dei paesi pi\u00f9 ricchi devono farsi promotori di un \u201cCharter for Responsible Lending\u201d che aumenti la trasparenza e vieti la vendita del debito sul mercato secondario senza l\u2019esplicita autorizzazione del debitore, come proposto anche dall\u2019European Network on Debt and Development.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblicato anche su nelMerito.com Dopo gli accordi raggiunti al G-8 di Gleneagles nel 2005 e l\u2019istituzione della Multilateral Debt Relief Initiative (Mdri) che dovr\u00e0 garantire la cancellazione totale del debito estero dei paesi pi\u00f9 poveri, l\u2019attenzione della comunit\u00e0 internazionale sui temi del debito estero si \u00e8 ridotta. 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