{"id":81908,"date":"2020-05-28T14:59:29","date_gmt":"2020-05-28T12:59:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=81908"},"modified":"2020-06-03T07:03:56","modified_gmt":"2020-06-03T05:03:56","slug":"recovery-fund-da-750-mld-il-piano-di-rilancio-della-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/recovery-fund-da-750-mld-il-piano-di-rilancio-della-ue\/","title":{"rendered":"Recovery Fund da 750 mld. Il Piano di Rilancio della Ue"},"content":{"rendered":"<p>Un nuovo strumento, il &#8220;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/presentato-il-next-generation-eu-750-miliardi-di-cui-172-allitalia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><em>Next Generation Eu<\/em><\/strong><\/a>&#8221; da 750 miliardi. \u00c8 quanto ha annunciato la presidente della Commissione europea, <strong>Ursula von der Leyen<\/strong>, presentando al Parlamento europeo il piano per la ripresa. Per l&#8217;<strong>Italia<\/strong>, a cui \u00e8 riconosciuta la cifra pi\u00f9 alta in Ue, sono destinati 81 miliardi di aiuti e 90,9 di prestiti. La proposta della Commissione europea di raccogliere direttamente sui mercati i 750 miliardi di euro tramite sue emissioni debitorie &#8211; con cui finanziare il nuovo <em>Recovery fund<\/em> di rilancio post crisi pandemica da Covid-19 &#8211; sar\u00e0 al centro del prossimo <strong>Consiglio europeo<\/strong> del 18 e 19 giugno. Se per il Presidente del Consiglio italiano, <strong>Giuseppe Conte<\/strong> &#8220;\u00e8 un ottimo segnale dalla Ue, la cifra \u00e8 adeguata&#8221;, l&#8217;Olanda frena: &#8220;i negoziati saranno lunghi&#8221;. Per la Cancelliera <strong>Angela Merkel<\/strong> &#8220;le trattative saranno difficili, ma bisogna darsi come obiettivo che il piano sia in vigore il primo gennaio 2021&#8221;, la Francia ritiene &#8220;l&#8217;accordo necessario entro luglio&#8221;.<\/p>\n<p>Sull&#8217;argomento vi proponiamo, in questo podcast, le analisi delle economiste <strong>Veronica De Romanis <\/strong><em>(Insegna European Economics, Universit\u00e0 LUISS Guido Carli di Roma &#8211; Stanford University Firenze)<\/em>, <strong>Valentina Meliciani <\/strong><em>(Ordinaria di Economia Applicata , Universit\u00e0 LUISS Guido Carli di Roma)<\/em>, <strong>Paola Subacchi<\/strong> <em>(E-Economics, Global Policy Institute Queen Mary University of London, UniBo. Senior fellow di Chatham House, insegna all\u2019Universit\u00e0 di Bologna) <\/em>e del Direttore dell&#8217;Istituto Affari Internazionali, <strong>Nathalie Tocci<\/strong>.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/widget.spreaker.com\/player?episode_id=28534050&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;autoplay=false&amp;live-autoplay=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-logo=false&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-download=true\" width=\"100%\" height=\"200px\" frameborder=\"0\"><\/iframe><br \/>\nLE MIE IMPRESSIONI<\/p>\n<p><strong>Nathalie Tocci: <\/strong>&#8220;Il programma <strong><em>Next Generation Eu<\/em><\/strong> \u00e8 una proposta della Commissione europea estremamente ambiziosa. Come sappiamo, stiamo parlando di <strong>750 miliardi di euro<\/strong>, di cui 500 miliardi in sussidi e 250 in prestiti. Arriveremo quindi a un bilancio del 2% del Pil. Quindi, un programma ambizioso, che si incastra in quello che \u00e8 e dovrebbe essere il prossimo quadro finanziario pluriennale delL&#8217;Ue. Un programma ambizioso, ma al tempo stesso all&#8217;interno di questo piano non ci sono soltanto soldi, ma <strong>soldi con una finalit\u00e0<\/strong>. Quindi, se approvati, verranno canalizzati agli Stati membri attraverso una serie di programmi europei. Non \u00e8 semplicemente un sussidio, ma un <strong>sussidio mirato alla <em>recovery\u00a0<\/em><\/strong>e\u00a0soprattutto alla<strong> ripresa<\/strong>. Una ripresa che anche qui non \u00e8 una qualunque ripresa e c&#8217;\u00e8 soprattutto l&#8217;idea di focalizzarsi su quelli che sono i punti cardine di questa Commissione (<strong>digitale e verde<\/strong>), i due pilastri principali. 16 miliardi e mezzo in pi\u00f9 diretti all&#8217;<strong>azione esterna<\/strong>, quindi una consapevolezza da parte della Commissione che per uscire da questa crisi non si pu\u00f2 solamente guardare all&#8217;interno ma anche all&#8217;esterno. Chiaramente \u00e8 una proposta, che va oltre quella che era stata la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/recovery-fund-500-miliardi-per-ricostruire-leuropa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>proposta franco-tedesca<\/strong><\/a>. In qualche modo, da parte della Commissione, \u00e8 un assist a quelle che sono le posizioni dell&#8217;Italia, della Spagna e di altri Paesi del Sud. Perch\u00e9, come sappiamo, sulla base di questa Commissione inizier\u00e0 un <strong>negoziato<\/strong>. Sappiamo dove sta il motore franco-tedesco, perch\u00e9 gi\u00e0 c&#8217;\u00e8 stata una proposta; sappiamo che le posizioni dei cosiddetti quattro &#8220;frugali&#8221; sono molto pi\u00f9 modeste; sappiamo che le nostre posizioni sono possibilmente ancora pi\u00f9 ambiziose. Quindi, da un lato va capita qual \u00e8 la forza negoziale di questi blocchi; dall&#8217;altro \u2013 e questa \u00e8 un&#8217;indicazione estremamente importante \u2013 come la Commissione si \u00e8 posizionata in questo negoziato, e lo ha fatto dal lato di quelli pi\u00f9 ambiziosi, come naturalmente \u00e8 proprio il ruolo della Commissione europea che vede attraverso questo fondo anche un&#8217;opportunit\u00e0 per fare un passo avanti nell&#8217;integrazione europea. Come ogni crisi per l&#8217;Unione \u00e8 un&#8217;opportunit\u00e0, questa lo \u00e8 non solamente per uscire dalla crisi causata da <strong>Covid-19<\/strong>, ma anche soprattutto per utilizzarla come opportunit\u00e0 per rivedere una serie di cose che dovevano essere gi\u00e0 riviste da molti anni \u2013 si parla gi\u00e0 da molti anni di risorse proprie dell&#8217;Unione, di un bilancio Ue pi\u00f9 ambizioso. <strong>La Commissione si \u00e8 posizionata<\/strong>. Non sappiamo quello che sar\u00e0 poi l&#8217;esito, ovvero dove ricadr\u00e0 il punto di accordo tra gli Stati membri, ma gli schieramenti sono chiari. Quindi, \u00e8 evidente che, qualora ci dovesse essere un punto di atterraggio molto meno ambizioso, sar\u00e0 perch\u00e9 noi \u2013 inteso come noi che vogliamo un piano pi\u00f9 ambizioso \u2013 non saremo stati in grado di negoziare un punto di atterraggio all&#8217;altezza. Tutto questo per dire che da parte della Commissione questo \u00e8 un grande aiuto, perch\u00e9 ci posiziona a negoziare in maniera efficace nell&#8217;arco di un lungo negoziato. Siamo ben posizionati, per\u00f2 naturalmente dovremmo essere bravi noi per cercare di portare il risultato a casa&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Veronica De Romanis:\u00a0<\/strong>&#8220;L&#8217;Europa \u00e8 scesa in campo in questa crisi con misure senza precedenti. Il <em>Recovery fund<\/em>, che oramai si chiama <strong><em>Next Generation Eu<\/em><\/strong> \u2013 un nome molto azzeccato, perch\u00e9 d\u00e0 l&#8217;idea di voler investire nelle prossime generazioni che sono, dobbiamo ammetterlo, le generazioni pi\u00f9 penalizzate da questa crisi \u2013 \u00e8 un intervento che riguarda 750 miliardi, per l&#8217;Italia ci sono circa <strong>170 miliardi<\/strong>, di cui 2\/3 come trasferimenti che non dovranno essere rimborsati. Ovviamente, questo si aggiunge a un pacchetto gi\u00e0 esistente, che riguarda il Meccanismo europeo di Stabilit\u00e0 (<strong>Mes<\/strong>), i fondi della Banca europea degli investimenti (<strong>Bei<\/strong>), i fondi per le politiche attive sul lavoro (<strong>Sure<\/strong>) e l&#8217;utilizzo dei <strong>fondi strutturali<\/strong> che non sono stati utilizzati. L&#8217;Italia pu\u00f2 contare gi\u00e0 dal 1\u00b0 giugno su 80\/90 miliardi, c&#8217;\u00e8 l&#8217;intervento della <strong>Bce<\/strong>, che ci compra 220 miliardi entro la fine dell&#8217;anno, e ora abbiamo un nuovo strumento. Questo nuovo strumento \u2013 va detto subito \u2013 non \u00e8 pronto, disponibile domani, n\u00e9 purtroppo dopodomani, ma <strong>ci vorr\u00e0 del tempo<\/strong>. Abbiamo una proposta della Commissione, che giudico veramente un passo importante, soprattutto verso una maggiore integrazione fiscale, ma ovviamente dovr\u00e0 essere discussa dai capi di Stato e di governo a giugno. <strong>Com&#8217;\u00e8 disegnata questa proposta della Commissione?<\/strong> L&#8217;obiettivo \u00e8 quello di rendere le economie pi\u00f9 resilienti, perch\u00e9 siamo parte di un club e vogliamo che l&#8217;area sia forte e stabile. Quindi, andr\u00e0 ad aiutare chi \u00e8 stato pi\u00f9 colpito e questo significa l&#8217;Italia per primo, poi la Spagna con 140 miliardi circa. <strong>Come?<\/strong> Con un fondo temporaneo \u2013 \u00e8 importante dirlo: von der Leyen ha detto &#8220;temporaneo ed eccezionale&#8221;, che durer\u00e0 fino al 2022. <strong>Quali sono gli strumenti?<\/strong> Ci sono tre pilastri: degli strumenti specifici per aiutare gli Stati a fare delle riforme; degli strumenti specifici per aiutare le imprese che hanno bisogno di capitale; poi uno strumento specifico, che \u00e8 chiamo con un nome molto opportuno, &#8220;lezioni dalla crisi&#8221; (cio\u00e8 fare tutte quelle cose per evitare di trovarci nella situazione cos\u00ec drammatica come quella attuale nell&#8217;eventualit\u00e0 di un&#8217;altra crisi), cio\u00e8 produrre tamponi, mascherine e dispositivi in Europa e creare prodotti europei, senza dipendere pi\u00f9 troppo da altri Paesi e soprattutto investire nella ricerca. <strong>Come si possono ottenere queste risorse?<\/strong> Ci sono delle condizionalit\u00e0, o meglio incentivi: bisogna presentare un piano di riforme \u2013 in realt\u00e0 queste riforme devono essere in linea con la raccomandazione dell&#8217;Ue \u2013 e sono quelle cose che da anni ci diciamo di dover fare, ossia investire nel digitale, nell&#8217;economia verde, nelle infrastrutture, nella scuola, nell&#8217;educazione. Non ci viene chiesto nulla che sia diverso da quello che abbiamo scritto nei nostri piani di riforma. <strong>Quali sono le risorse?<\/strong> Qui sta la grande novit\u00e0: verranno messi bond basati sul bilancio europeo, che dovr\u00e0 essere aumentato, e dovranno essere aumentate le risorse proprie, quindi ci sar\u00e0 una tassazione, una capacit\u00e0 europea di tassare. Ecco perch\u00e9, secondo me, \u00e8 molto importante il segnale che si sta dando: <strong>l&#8217;Europa c&#8217;\u00e8 e soprattutto c&#8217;\u00e8 un&#8217;Europa pi\u00f9 rafforzata<\/strong>, che sta andando verso una maggiore integrazione fiscale e quindi che va a completare un progetto europeo. Quello che abbiamo imparato dalla precedente crisi, e che stiamo cercando di migliorare in questa crisi, \u00e8 che la costruzione europea \u00e8 incompleta e quindi pu\u00f2 essere debole, non sufficiente per rispondere a una crisi. Siamo un&#8217;Unione monetaria, ma non siamo un&#8217;unione fiscale e non siamo un&#8217;unione politica. Questo \u00e8 un grande passo in avanti&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Paola Subacchi:\u00a0<\/strong>&#8220;La mia reazione al <em>Recovery fund<\/em> \u00e8 innanzitutto molto positiva. \u00c8 quello che ci si aspettava ed era stato gi\u00e0 annunciato da molto tempo. Il fatto che sia stato annunciato in maniera decisa e chiara \u00e8 molto importante. Naturalmente i dettagli tecnici sono fondamentali. Qui abbiamo un fondo composto da due elementi: un elemento di <strong>prestiti a fondo perduto<\/strong> e un elemento pi\u00f9 legato alla <strong>restituzione delle somme prese a prestito<\/strong>. Direi che l\u2019impostazione del fondo \u00e8 importante, dal punto di vista dell\u2019innovazione e degli strumenti perch\u00e9 il fatto che vengano presi in considerazione prestiti a lungo termine garantiti dalla Ue \u00e8 un\u2019innovazione sia dal punto di vista finanziario ed economico che dal punto di vista politico. \u00c8 un fondo che d\u00e0 molto <strong>ossigeno ai Paesi<\/strong> che sono stati colpiti pi\u00f9 duramente dalla crisi del Covid-19, in particolare l&#8217;Italia e la Spagna, ed \u00e8 un fondo che attribuisce le <strong>quote in maniera pi\u00f9 che proporzionale<\/strong>. Queste sono appunto le novit\u00e0. Naturalmente, non \u00e8 invece innovativo dal punto di vista dell&#8217;intervento di <em>policy<\/em>, perch\u00e9 riprende un punto molto caro ai tedeschi: quello delle <strong>riforme strutturali<\/strong>. \u00c8 quanto avevamo visto all\u2019epoca della crisi finanziaria e sovrana del 2009-2012, quando i tedeschi avevano insistito sulle riforme strutturali in un Paese duramente colpito dalla crisi come la <strong>Grecia<\/strong>. Lo stesso problema lo riscontro nel nuovo fondo, nel senso che \u00e8 tutto sulle riforme strutturali, che sono giuste e importanti da fare, ma sono riforme di lungo periodo. Quello di cui abbiamo bisogno \u00e8 una sorta di <strong>ponte<\/strong> tra gli interventi a breve termine, che sono serviti per aiutare e letteralmente salvare le economie, e la ripresa e il sostegno nel lungo periodo, cambiamenti strutturali per modificare, come ha detto la presidentessa von Der Leyen, l&#8217;economia europea. Ci\u00f2 che sembra mancare \u00e8 il <strong>come rilanciare le economie<\/strong> dopo questa crisi. Quindi, ancora una volta le riforme strutturali fanno giustamente a una serie di riforme dal lato dell&#8217;offerta, ma non c&#8217;\u00e8 sufficiente attenzione a come rilanciare la domanda, importantissima se si vuole riprendere l&#8217;attivit\u00e0 economica e riportarla ai livelli pre-crisi e recuperare le perdite dovute allo shock&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Valentina Meliciani:\u00a0<\/strong>&#8220;Mi sono fatta un&#8217;idea tutto sommato positiva, nel senso che anche rispetto alla prima proposta di Francia e Germania, la proposta emersa ieri \u00e8 leggermente <strong>pi\u00f9 generosa<\/strong>, nel senso\u00a0che si parla di 750 miliardi, si confermano i 500 a fondo perduto e se ne aggiungono altri 250 nella forma di prestiti. Ovviamente, \u00e8 una base di partenza e bisogner\u00e0 poi vedere le cifre effettive e soprattutto la <strong>ripartizione<\/strong> di questo ammontare di risorse tra i diversi Paesi dell&#8217;Unione europea. Ora come ora sembrerebbe che all&#8217;<strong>Italia<\/strong> debba arrivare la <strong>quota maggiore<\/strong> di queste risorse in quanto Paese maggiormente colpito dalla crisi. Quello che trovo particolarmente interessante dal punto di vista economico in questa proposta \u00e8 il <strong>cambiamento di logica<\/strong>, anche se siamo soltanto al punto di partenza, ovvero l&#8217;idea che ci possa essere innanzitutto una mutualizzazione del debito, quindi un&#8217;emissione di debito dalla Commissione Europea che raccoglie risorse che poi vengono distribuite tra Paesi non in base ai contribuiti al bilancio pluriennale europeo ma in base all&#8217;entit\u00e0 con cui le diverse economie sono state colpite dallo shock. Quindi, \u00a0l&#8217;idea che c&#8217;era anche quando \u00e8 stata creata l&#8217;Unione monetaria &#8211; poi ci fu tutto il dibattito su come impostare le politiche fiscali &#8211; che a fronte di uno shock, in questo caso simmetrico ma con effetti asimmetrici, ci possano essere <strong>meccanismi di redistribuzione interni<\/strong> all&#8217;Ue. Questa novit\u00e0 \u00e8 importante, anche se eventualmente le risorse non dovessero essere poi cos\u00ec ingenti come sembrano dai primi numeri, visto che bisogner\u00e0 vedere come questo debito dovr\u00e0 eventualmente essere ripagato in un&#8217;ottica di lungo periodo. Altro elemento interessante \u00e8 di <strong>poter ripagare il debito con risorse che vengono recuperate dalla Commissione stessa<\/strong> attraverso meccanismi di tassazione europea: tassa sul digitale, distribuzione dei permessi per inquinare tra i diversi Paesi, capacit\u00e0 propria di raccogliere risorse a livello europeo, anche questo \u00e8 un elemento molto interessante. Bisogna vedere se realmente questa capacit\u00e0 ci sar\u00e0, quale fetta di restituzione del debito questa tassazione potr\u00e0 ricoprire e, qualora non si arrivi all&#8217;intero ammontare, come verranno ripartite le risorse restituite. Sperando che l&#8217;idea che questo debito debba necessariamente essere rimborsato a una scadenza prefissata, magari con il tempo possa venir meno perch\u00e9 l&#8217;idea del debito per finanziare investimenti di lungo periodo non \u00e8 l&#8217;idea che poi questo debito debba necessariamente essere rimborsato. Nel senso che, se questo debito funger\u00e0 da stimolo alla crescita dell&#8217;economia europea, perch\u00e9 gran parte di queste risorse dovrebbero essere spese in base al fondo di rilancio e resilienza dell&#8217;Europa volto a finanziare investimenti, in realt\u00e0, se questi investimenti stimoleranno crescita &#8211; sappiamo che se il finanziamento viene erogato a tassi di interesse bassi e stimola una crescita dell&#8217;economia elevata &#8211; anche l&#8217;onere di finanziamento \u00e8 contenuto. Tutta questa \u00e8 una scommessa su come queste richieste di risorse saranno investite e se saranno capaci di far ripartire un processo di crescita europea&#8221;.<\/p>\n<p>LE\u00a0PERPLESSIT\u00c0\u00a0DEI PAESI FRUGALI<strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nathalie Tocci: <\/strong>&#8220;In merito alla posizione dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/il-no-dei-paesi-frugali-alla-proposta-merkel-macron-recovery-fund\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Paesi &#8220;frugali&#8221;<\/strong><\/a>\u00a0(Austria, Danimarca, Olanda, Svezia <em>ndr<\/em>) sicuramente \u00e8 un problema vedere nell&#8217;Ue &#8220;<strong>Babbo Natale<\/strong>&#8220;. L&#8217;Unione non lo \u00e8 e in questo loro hanno ragione. Quindi, sono favorevole all&#8217;idea che questi siano fondi canalizzati attraverso determinati programmi, che hanno una chiara finalit\u00e0. Non sono soldi a fondo perduto, a pioggia: devono avere una finalit\u00e0. Condivido l&#8217;idea che debbano esserci delle regole, una chiara <strong>direzione di marcia<\/strong>. Altrimenti \u00e8 semplicemente un grande spreco, perch\u00e9 probabilmente non verrebbe utilizzato per il fine ultimo di questo progetto, ossia il fatto che all&#8217;interno dell&#8217;Eurozona e dell&#8217;Ue ci sono stati dei trend economici divergenti. Quello che deve ottenere questa iniziativa \u00e8 far s\u00ec che la dinamica ridivenga convergente all&#8217;interno dell&#8217;Unione. Deve fare i compiti che non sono stati fatti dopo la crisi dell&#8217;Eurozona. Ripeto: sono a favore di regole e programmi, non di sussidi a pioggia. Ma dov&#8217;\u00e8 il mio disaccordo? Il fatto che da parte dei quattro frugali non c&#8217;\u00e8 semplicemente un&#8217;attenzione sacrosanta per le regole, ma c&#8217;\u00e8 di fatto una <strong>resistenza<\/strong> nel vedere un ruolo sovranazionale pi\u00f9 forte di quello che \u00e8 stato, che naturalmente \u00e8 implicito in un&#8217;Unione che arriva a essere il <strong>2% di risorse proprie<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p><strong>Veronica De Romanis:\u00a0<\/strong>&#8220;Per quanto riguarda la reazione dei <strong>Paesi &#8220;frugali&#8221;<\/strong>, non sar\u00e0 un negoziato semplice, sar\u00e0 un negoziato lungo. <strong>Angela Merkel<\/strong>, che \u00e8 un po&#8217; la madrina di questa proposta lo ha gi\u00e0 detto. Ma qual \u00e8 la posizione dei frugali? Sono scettici nel dare contributi a fondo perduto, trasferimenti. Vorrebbero una <strong>percentuale di prestiti maggiore<\/strong>. Quello che mi sembra di capire \u00e8 che loro vorrebbero che questi soldi venissero utilizzati nel modo migliore per rafforzare l&#8217;intera area. Questo, diciamo, in passato non \u00e8 avvenuto, perch\u00e9 noi siamo un Paese che &#8211; se guardiamo la precedente crisi, dal 2015 in poi, quando c&#8217;\u00e8 stato un inizio di recupero &#8211; non ha fatto altro che aumentare il debito, ma non ha investito negli ambiti che servono per aumentare la produttivit\u00e0 e la crescita potenziale del nostro Paese. Una cifra: abbiamo speso negli ultimi anni 20 miliardi, una cifra significativa, per Reddito di cittadinanza, Quota 100 e gli &#8220;80 euro&#8221;. Queste non sono misure che fanno aumentare il potenziale del nostro Paese. Lo abbiamo visto nei dati: abbiamo chiuso il 2019 con un <strong>Pil fermo<\/strong>, fanalino di coda rispetto agli altri Paesi europei. Quindi, il timore dei frugali \u00e8 che questi soldi non vengano investiti dove servano. Ma ci vuole poco a rassicurarli: baster\u00e0 presentare il <strong>piano di riforma<\/strong> che da anni tutti i Paesi \u2013 diciamo in campagna elettorale, poi al governo cambiano un po&#8217; idea \u2013 dicono di voler fare: una giustizia pi\u00f9 rapida, una pubblica amministrazione pi\u00f9 efficiente, una sanit\u00e0 che funzioni, la ricerca e l&#8217;educazione, le infrastrutture. <strong>Non c\u2019\u00e8 nulla di veramente nuovo <\/strong>o particolarmente bizzarro che ci viene chiesto dalla Commissione europea per accedere a questi fondi&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Paola Subacchi:\u00a0<\/strong>&#8220;Credo che, in linea di massima, l&#8217;idea di questo fondo di ristrutturazione e sostegno sia stata accettata soprattutto perch\u00e9 ci sono <strong>Francia e Germania fortemente coese<\/strong> su questa idea e chiaramente anche le altre due grandi economie europee, <strong>Spagna<\/strong> e <strong>Italia<\/strong>, sono parte della partita. Vorrei sottolineare, dal mio punto di vista, che \u00e8 Londra, che \u00e8 importante che gli inglesi non siano intorno al tavolo, in quanto credo che avrebbero ostacolato e si sarebbero schierati con i <strong>quattro <\/strong>&#8220;<strong>frugali<\/strong>&#8220;, le economie del Nord Europa. Il fatto che non abbiamo gli inglesi \u00e8 vantaggioso per le economie italiana e spagnola, che hanno pi\u00f9 bisogno di questi fondi. Il concetto in s\u00e8 \u00e8 ormai dato per assodato, ma sar\u00e0 interessante vedere come verr\u00e0 messo in atto e soprattutto quali saranno i tipi di richieste e i dettagli in cui verranno articolati. Questo non \u00e8 <em>free money<\/em>, denaro libero per tutti, ma ci saranno delle forme per la richiesta che richiederanno <strong>impegni<\/strong> da parte degli Stati che si avvantaggeranno del fondo. Quindi, impegni sulle riforme strutturali, su come i fondi verranno spesi e una serie di garanzie che questi soldi non vengano buttati via, perch\u00e9 questo \u00e8 il grosso problema di molti Paesi Ue, specialmente i quattro del Nord ma non solo. Il problema per alcuni governi \u00e8 anche quello di <strong>come presentare questo programma ai propri elettori<\/strong> in un momento in cui c&#8217;\u00e8 una grande dose di euroscetticismo. Bisogner\u00e0 osservare nel dettaglio come questo piano verr\u00e0 eseguito e quali saranno le richieste che verranno fatte. In Italia si parla molto di <strong>condizionalit\u00e0<\/strong>, soprattutto se n&#8217;\u00e8 parlato riguardo il <strong>Mes<\/strong>. Chiaramente, la condizionalit\u00e0 \u00e8 una grossa scatola in cui si pu\u00f2 buttare dentro qualsiasi cosa. Che cosa significa dipende: ad esempio, c&#8217;\u00e8 una condizionalit\u00e0 legata agli interventi del Fondo Monetario Internazionale che impongono condizioni forti sui Paesi che devono essere salvati. Nella condizionalit\u00e0 Ue non siamo in quest&#8217;ottica, ma saranno comunque richieste garanzie e prevedo che la strada per l&#8217;approvazione del piano di salvataggio e rilancio ha ancora molti punti da discutere e sui quali ci sar\u00e0 un <strong>compromesso<\/strong> anche di tipo politico&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Valentina Meliciani:\u00a0<\/strong>&#8220;Di per s\u00e9 non \u00e8 sorprendente se pensiamo che addirittura all&#8217;interno dell&#8217;Italia di tanto in tanto abbiamo continue discussioni sul fatto che le risorse affluiscono e si spostano dal Nord Italia, produttivo e virtuoso, al Sud, che ne fa un utilizzo distorto. <strong>Non \u00e8 sorprendente<\/strong> che avvenga tra Paesi che hanno cultura diversa, tanto che avviene anche all&#8217;interno dello stesso Paese. Su quanto sia giustificabile e quanto no ci sono due ordini di considerazione da fare: da un certo punto di vista c&#8217;\u00e8 il problema che in Italia a volte le risorse non sono spese nel miglior modo possibile. I <strong>governi hanno un&#8217;ottica di breve periodo<\/strong> &#8211; si pensi soltanto alle ultime grandi spese che abbiamo fatto: quelle per mandare in pensione le persone pi\u00f9 presto e cos\u00ec via, che non hanno la capacit\u00e0 di stimolare crescita nel lungo periodo come l&#8217;avrebbero gli investimenti. Sicuramente che le risorse siano utilizzate bene dovrebbe essere una priorit\u00e0 interna del nostro Paese, oltre che una critica esterna. Se per\u00f2 guardiamo in un&#8217;ottica collettiva &#8211; cosa che dovremmo fare &#8211; c&#8217;\u00e8 una <strong>forte interdipendenza tra tutte le nostre economie<\/strong>, cosa che la Germania ha capito molto bene. Non si deve parlare di generosit\u00e0, ma semplicemente di un <strong>obiettivo comune<\/strong> che l&#8217;Europa ha e quindi si deve avere un coraggio maggiore nelle scelte, avendo presente che un&#8217;area com&#8217;\u00e8 l&#8217;Europa, composta da tanti Stati di diverse dimensioni, non va da nessuna parte se non c&#8217;\u00e8 un approccio europeo condiviso, a prescindere dagli errori che i diversi Paesi fanno nella gestione delle risorse. Un approccio unitario su come le risorse vengono spese, sotto il controllo della Commissione, \u00e8 l&#8217;unica strada che pu\u00f2 portare crescita nel lungo periodo e che pu\u00f2 far sopravvivere l&#8217;Europa&#8221;.<\/p>\n<p>IL NOSTRO PAESE<\/p>\n<p><strong>Nathalie Tocci:\u00a0<\/strong>&#8220;Per quello che riguarda l&#8217;<strong>Italia<\/strong>, il tema in questo momento \u00e8 arrivare ad assicurarci che effettivamente ci sia un piano cos\u00ec ambizioso, perch\u00e9 per adesso rimane semplicemente una proposta. \u00c8 chiaro che se nei prossimi giorni, nelle prossime settimane tutta la nostra energia viene risucchiata da un <strong>dibattito interno<\/strong> con forze centrifughe che ci dilaniano, allora \u00e8 evidente che non riusciremo ad avere l&#8217;attenzione, la concentrazione e la forza \u2013 quello che \u00e8 il nostro dibattito interno viene osservato esternamente \u2013 di <strong>portare a casa il risultato<\/strong>. Se si dovesse poi arrivare a tale risultato, a quel punto effettivamente diventa un&#8217;opportunit\u00e0 per l&#8217;Italia. Per\u00f2 ci dobbiamo arrivare. Per adesso la cosa importante \u00e8 che se ne parli, ma che questo dibattito sia mirato a un fine, ossia quello di portare il risultato a casa&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Veronica De Romanis: <\/strong>&#8220;L&#8217;Italia riuscir\u00e0 effettivamente a spendere questi soldi? Qui va detta una cosa importante: mai un governo ha avuto a disposizione una quantit\u00e0 di risorse cos\u00ec significativa. \u00c8 una grandissima responsabilit\u00e0 e opportunit\u00e0. <strong>Si pu\u00f2 veramente cambiare il Paese con queste risorse<\/strong>. Nutro qualche perplessit\u00e0 per tre motivi: il primo \u00e8 che abbiamo una <strong>situazione politica molto instabile<\/strong> e questo \u00e8 un ostacolo, perch\u00e9 l&#8217;instabilit\u00e0 politica \u00e8 un problema nel processo decisionale. Due: abbiamo una <strong>pubblica amministrazione estremamente farraginosa<\/strong>, non penso che si cambier\u00e0 a breve anche se si dovrebbe, e questo anche rende il processo decisionale e soprattutto quello di implementazione delle decisioni complicato. Per terzo, il <strong>passato<\/strong> non lascia bene sperare: siamo il Paese che pi\u00f9 di tutti ha <strong>speso male i fondi strutturali<\/strong> e infatti una delle nuove decisioni prese dalla Commissione europea fa s\u00ec che non si debbano restituire i fondi strutturali che non abbiamo speso \u2013 abbiamo ancora 25 miliardi di fondi strutturali che non abbiamo speso, che non dobbiamo restituire e che questa volta dobbiamo spendere. Questo per\u00f2 dimostra che non siamo capaci di spendere anche quando abbiamo le risorse. L&#8217;ultimo punto sul <strong>futuro<\/strong> che non lascia ben sperare: si sente gi\u00e0 \u2013 lo ha dichiarato il ministro all&#8217;Economia Gualtieri, lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Di Maio \u2013 la volont\u00e0 di utilizzare parte di questi soldi per la <strong>diminuzione dell&#8217;Irpef<\/strong>. Qui bisogna chiarire in maniera definitiva: come ha detto la von der Leyen \u2013 lo dicevo prima \u2013 sono risorse temporanee, eccezionali e non si pu\u00f2 basare una riforma permanente come quella dell&#8217;Irpef con misure temporanee, perch\u00e9 significa di nuovo applicare metodi del passato. Cio\u00e8 ipotecare il futuro dei nostri giovani con maggior debito futuro. Questi elementi lasciano qualche perplessit\u00e0, ma ovviamente spero di sbagliarmi&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Paola Subacchi:\u00a0<\/strong>&#8220;Il dibattito interno italiano chiaramente lo vedo da fuori. Questa \u00e8 una grossa opportunit\u00e0 per l&#8217;Italia e ci\u00f2 che fino ad ora ho percepito \u00e8 la volont\u00e0 di utilizzare questa crisi per <strong>rilanciare l&#8217;economia<\/strong> <strong>italiana<\/strong>. Bisogner\u00e0 poi vedere se ci sar\u00e0 la possibilit\u00e0 di spendere, come viene chiesto dai partner europei, questi fondi per rilanciare e modernizzare l\u2019economia italiana. Temo che ci saranno <strong>molte tensioni politiche<\/strong> perch\u00e9 da alcune parti questo fondo verr\u00e0 interpretato \u2013 soprattutto la porzione di fondo perduto \u2013 come una sorta di coperta con la quale cercare di far fronte all&#8217;emergenza, che non \u00e8 lo spirito di questo fondo. Occorrer\u00e0 chiarirsi le idee su quello che si pu\u00f2 fare con questa opportunit\u00e0 e quello che i partner europei si aspettano&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Valentina Meliciani:\u00a0<\/strong>&#8220;Il dibattito nazionale italiano, da quello che si \u00e8 visto fino ad adesso, ha avuto una <strong>qualit\u00e0 piuttosto bassa<\/strong>, nel senso che ha prevalso la <strong>strumentalizzazione politica<\/strong> di ogni tipo di riforma o proposta a livello europeo. Cos\u00ec \u00e8 stato con il Mes e mi sorprenderei se l&#8217;approccio fosse diverso per questa nuova iniziativa. Questo, purtroppo, non giova perch\u00e9 un dibattito sul modo pi\u00f9 appropriato di utilizzare le risorse e anche pi\u00f9 costruttivo da parte di tutte le forze politiche su come mandare avanti la proposta avrebbe un significato importante. Purtroppo, fino ad ora la qualit\u00e0 del dibattito politico non \u00e8 stata eccelsa&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un nuovo strumento, il &#8220;Next Generation Eu&#8221; da 750 miliardi. \u00c8 quanto ha annunciato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, presentando al Parlamento europeo il piano per la ripresa. Per l&#8217;Italia, a cui \u00e8 riconosciuta la cifra pi\u00f9 alta in Ue, sono destinati 81 miliardi di aiuti e 90,9 di prestiti. 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