{"id":820,"date":"2006-04-03T00:00:00","date_gmt":"2006-04-02T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/tra-i-politici-italiani-domina-il-disinteresse\/"},"modified":"2017-11-03T15:44:07","modified_gmt":"2017-11-03T14:44:07","slug":"tra-i-politici-italiani-domina-il-disinteresse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2006\/04\/tra-i-politici-italiani-domina-il-disinteresse\/","title":{"rendered":"Tra i politici italiani domina il disinteresse"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Europa \u00e8 in crisi, l\u2019Iraq fa le prove di guerra civile, Israele e i palestinesi non si parlano, l\u2019Ucraina vive la fine della rivoluzione arancione, si delinea una nuova geopolitica dell\u2019energia, ma questi e tanti altri temi di politica estera sono assenti dalla campagna elettorale italiana, salvo forse in alcuni slogan e cortei. Nel primo confronto televisivo tra Berlusconi e Prodi \u00e8 stata fatta una sola domanda di politica estera, sull\u2019Iran, ed \u00e8 stata anche quella che ha visto i due contendenti rispondere pi\u00f9 rapidamente, praticamente in accordo tra loro. Poi ambedue sono rapidamente passati ad altro. Certo ci sono le polemiche sull\u2019Euro, ma anche quelle non affrontano il problema di come migliorarne il regime o come riformarlo: vengono sfruttate a semplici fini polemici.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto il disinteresse della classe politica italiana su questi temi \u00e8 rivelato anche dalla scarsa attenzione dimostrata nei confronti degli strumenti necessari per tali azioni. L\u2019ultima finanziaria ha visto un taglio delle spese di esercizio un po\u2019 di tutti i dicasteri, ma nel caso degli Esteri e della Difesa (i due ministeri pi\u00f9 legati agli impegni internazionali italiani) si \u00e8 arrivati al punto di finanziare circa il 50% dello stretto necessario. Pur viaggiando in classe economica o con le compagnie low-cost e pur rinviando ogni impegno di manutenzione non essenziale, tra giugno e luglio queste amministrazioni saranno praticamente paralizzate, salvo rifinanziamento. <\/p>\n<p>Non \u00e8 una grande sorpresa. Da tempo il bilancio degli Esteri (al netto delle spese per la cooperazione allo sviluppo, del resto anch\u2019esse taglieggiate, \u00e8 solo lo 0,24% del bilancio dello Stato: una percentuale che \u00e8 meno della met\u00e0 di quella impegnata dagli altri maggiori paesi europei. Ci\u00f2 va di conserva con il taglio progressivo dei nostri contributi alle Nazioni Unite, sceso ormai di quasi un quinto, malgrado il nostro interesse a mantenerci \u201cin corsa\u201d sulla questione del Consiglio di Sicurezza. E il bilancio della Difesa vero e proprio \u00e8 sceso ormai al di sotto dell\u20191% del PIL: un livello che non permette di mantenere il livello di impegni internazionali sinora garantito e minaccia la credibilit\u00e0 delle Forze Armate.<\/p>\n<p>Queste sono le responsabilit\u00e0 del Governo Berlusconi, ma n\u00e9 il programma elettorale dell\u2019Ulivo, n\u00e9 le dichiarazione dei leader del centro-sinistra sembrano voler seriamente correggere questo trend fallimentare. E\u2019 giusto quindi che nessuno parli di politica estera: presto non ne avremo pi\u00f9 i mezzi. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Europa \u00e8 in crisi, l\u2019Iraq fa le prove di guerra civile, Israele e i palestinesi non si parlano, l\u2019Ucraina vive la fine della rivoluzione arancione, si delinea una nuova geopolitica dell\u2019energia, ma questi e tanti altri temi di politica estera sono assenti dalla campagna elettorale italiana, salvo forse in alcuni slogan e cortei. 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