{"id":8200,"date":"2008-05-20T00:00:00","date_gmt":"2008-05-19T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-dubbia-vittoria-di-tadic\/"},"modified":"2017-11-03T15:40:46","modified_gmt":"2017-11-03T14:40:46","slug":"la-dubbia-vittoria-di-tadic","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/05\/la-dubbia-vittoria-di-tadic\/","title":{"rendered":"La dubbia vittoria di Tadic"},"content":{"rendered":"<p>L\u201911 maggio i serbi sono andati alle urne per eleggere il nuovo parlamento. La coalizione guidata dal partito del presidente Tadic, denominata \u201cPer una Serbia europea &#8211; Boris Tadic\u201d, ha ottenuto pi\u00f9 voti delle aspettative, mentre l\u2019ultranazionalista Partito Radicale, finora prima forza in Parlamento, \u00e8 andato relativamente male. I risultati delle elezioni sono stati quindi presentati dai media occidentali come una vittoria dei partiti europeisti.<\/p>\n<p>Si tratta per\u00f2 una semplificazione che non tiene conto della complessit\u00e0 del sistema politico serbo, come sottolinea il <a href=\"http:\/\/www.senato.it\/documenti\/repository\/lavori\/affariinternazionali\/approfondimenti\/serbia%20completo.pdf\"><b><u>   recente studio dello IAI per il Senato<\/u><\/b><\/a>. Non sempre, a Belgrado, il partito che ottiene pi\u00f9 voti riesce a dar vita ad un governo. Il partito radicale serbo, ad esempio, \u00e8 da 5 anni il maggiore partito del paese ed \u00e8 sempre rimasto all\u2019opposizione. Quali sono, quindi, i veri vincitori delle elezioni, e  quale governo verr\u00e0 eletto dal nuovo Parlamento?<\/p>\n<p><b>Vincitori e vinti<\/b><br \/>La coalizione \u201cPer una Serbia europea\u201d ha senza dubbio vinto il confronto con il suo diretto avversario, il partito radicale. Le due formazioni erano date entrambe intorno al 30%. La coalizione di Tadic ha finito per prendere il 38,7% dei voti (102 seggi), mentre il partito radicale \u00e8 fermato al 29,2% (77 seggi). La vittoria della coalizione europeista \u00e8 per\u00f2 incompleta:  i seggi conquistati non sono sufficienti a Tadic per formare un governo. Il numero minimo di seggi per una maggioranza in Parlamento \u00e8 di 126. I partiti della coalizione saranno quindi costretti a trovare uno o pi\u00f9 partiti disposti a formare un governo.<\/p>\n<p>Apparentemente, il primo della lista degli sconfitti dovrebbe essere proprio il partito radicale serbo. Contrariamente alle previsioni, il <i>Srpska radikalna stranka<\/i> (Srs) non \u00e8 riuscito a superare il 29,2%. Si supponeva che questa volta i radicali avrebbero beneficiato della frustrazione della Serbia per la dichiarazione di indipendenza del Kosovo, ed erano quindi dati in vantaggio di qualche punto sulla coalizione di Tadic. Cos\u00ec non \u00e8 stato. Il numero di voti conquistati dall\u2019Srs \u00e8 rimasto sostanzialmente uguale a quello delle ultime elezioni politiche.<\/p>\n<p><b>Soluzione parlamentare<\/b><br \/>La vittoria che \u00e8 sfuggita all\u2019Srs alle urne potrebbe per\u00f2 essere conquistata in Parlamento. Un\u2019alleanza dell\u2019Srs con il <i>Demokratska stranka Srbije <\/i>(Dss) di Kostunica \u00e8 quasi data per scontata. All\u2019Srs-Dss basterebbero poi altri 19 seggi per ottenere la maggioranza necessaria per formare un governo. I seggi mancanti potrebbero arrivare dal partito socialista. Pur avendo perso lo scontro diretto con la coalizione di Tadic, quindi, l\u2019Srs potrebbe risultare il principale attore del prossimo governo.<\/p>\n<p>Il vero vincitore delle elezioni \u00e8 il partito socialista, un tempo guidato da Slobodan Milosevic, che si \u00e8 presentato in coalizione con il partito dei pensionati ed il partito Serbia Unita. La coalizione \u00e8 riuscita ad ottenere ben 20 seggi, diventando cosi il vero ago della bilancia del panorama politico serbo. Questo ruolo sembrava dover essere assunto dal partito democratico serbo di Kostunica, che ha per\u00f2 scelto, dopo la firma dell\u2019Accordo di associazione (lo scorso 29 aprile), di schierarsi in modo deciso con i radicali precludendosi qualsiasi possibilit\u00e0 di intesa con Tadic.  <\/p>\n<p>      Il vero sconfitto, invece, \u00e8 il partito liberaldemocratico di Cedomir Jovanovic. Filo-occidentale e paladino della meritocrazia e delle liberalizzazioni, l\u2019Ldp \u00e8 in pratica l\u2019unico partito serbo che dichiari apertamente che il Kosovo \u00e8 ormai perduto.  In questa tornata elettorale, l\u2019Ldp \u00e8 riuscito a malapena a superare lo sbarramento del 5%, fermandosi al 5,3 e portando a casa 14 deputati. <\/p>\n<p> <b>Prospettive di governo <\/b><br \/>Durante le prossime settimane, e forse mesi, i partiti saranno impegnati nei negoziati per formare una coalizione che raggiunga 126 seggi in Parlamento, la maggioranza necessaria per esprimere un governo. Nel frattempo, il governo dimissionario continuer\u00e0 a gestire il paese senza poter intraprendere alcuna politica di ampio respiro, in una situazione in cui ci sarebbe bisogno di un\u2019azione forte.   Le trattative sono iniziate appena annunciati i risultati delle elezioni. I partiti in gioco sono molti ed il loro comportamento \u00e8 assai pragmatico. In pi\u00f9, anche i partiti che esprimono una manciata di parlamentari, come quelli che rappresentano le minoranze etniche, potrebbero essere decisivi. I risultati dei negoziati sono pertanto impossibili da prevedere. Le probabili coalizioni di governo sono due.<\/p>\n<p>La prima, e pi\u00f9 probabile, \u00e8 quella che sarebbe formata dal partito radicale, dal partito democratico serbo di Kostunica e dalla coalizione guidata dal partito socialista. I tre partiti sembrano gi\u00e0 essersi accordati sui principi di base di una eventuale coalizione. Il partito socialista ha per\u00f2 fatto sapere che nulla \u00e8 gi\u00e0 deciso e che tutte le opzioni sono ancora aperte. Una tale coalizione avrebbe una maggioranza di un solo seggio, ma sarebbe abbastanza omogenea dal punto di vista ideologico. Sembra per\u00f2 che uno dei partiti della coalizione socialista, Serbia Unita (3 seggi) sia pi\u00f9 orientato a favore del partito democratico. Senza i tre seggi di Serbia Unita questa coalizione non avrebbe la maggioranza. Un altro ostacolo per la formazione di una tale coalizione potrebbe essere rappresentato dai contrasti fra l\u2019Srs e Kostunica in merito a quale partito dovrebbe esprimere il primo ministro.<\/p>\n<p>La seconda possibile coalizione di governo potrebbe essere formata da \u201cPer una Serbia Europea\u201d pi\u00f9 i partiti delle minoranze etniche, molti dei quali da sempre vicini al Ds, e la coalizione socialista. Il partito liberaldemocratico, tradizionale alleato di Tadic, rimarrebbe escluso in quanto incompatibile con i socialisti. Una tale coalizione sarebbe ideologicamente meno omogenea di quella nazional-populista. Andare al governo con Tadic consentirebbe per\u00f2 al partito socialista di migliorare sensibilmente la propria immagine agli occhi dell\u2019opinione pubblica serba e occidentale, scrollandosi definitivamente di dosso la pesante eredit\u00e0 di Slobodan Milosevic.<\/p>\n<p><b>Il futuro della Serbia<\/b><br \/>Se il governo sar\u00e0 formato da una coalizione di partiti nazionalisti, il cammino della Serbia verso l\u2019Europa si interromper\u00e0. Il governo annuller\u00e0 l\u2019Accordo di stabilizzazione ed associazione firmato con l\u2019Ue ad aprile, che per i nazional-populisti costituisce un riconoscimento implicito della sovranit\u00e0 del Kosovo. Il partito radicale, poi, si rifiuter\u00e0 di cooperare con il Tribunale per la ex Jugoslavia per l\u2019arresto e l\u2019invio a L\u2019Aja di Ratko Mladic e Radovan Karadzic, il che comporter\u00e0 il congelamento a tempo indeterminato di qualsiasi ulteriore passo avanti nei rapporti con l\u2019Ue. Per quanto riguarda il Kosovo, un governo nazionalista cercher\u00e0 probabilmente di demolire la legittimit\u00e0 internazionale delle istituzioni kosovare e contemporaneamente tender\u00e0 a rafforzare la partizione che di fatto si sta creando fra le zone del Kosovo a maggioranza serba e quelle a maggioranza albanese.<\/p>\n<p>La Serbia non beneficerebbe molto di pi\u00f9, tuttavia, da un governo dominato dal partito di Tadic. A prescindere dai partiti che lo sosterrebbero, un tale esecutivo sarebbe certamente segnato da una grande fragilit\u00e0. La coalizione di maggioranza avrebbe un margine di pochi voti e si troverebbe ad affrontare questioni, di natura sia interna che internazionale, estremamente delicate e potenzialmente divisive. Le tensioni intrapartitiche costringerebbero il governo ad un\u2019azione estremamente prudente, al limite dell\u2019immobilit\u00e0, quando invece ci sarebbe bisogno di avviare una stagione di maggiore nettezza e dinamismo.<\/p>\n<p>L\u2019elezione di Tadic alla presidenza della Serbia, lo scorso febbraio, aveva suscitato la speranza che il paese imboccasse con decisione la strada della Ue. Lasciandosi definitivamente alle spalle le politiche fallimentari degli anni \u201990. I risultati delle elezioni, invece, indicano che con ogni probabilit\u00e0 nei prossimi anni il paese si trover\u00e0 costretto all\u2019immobilismo, a causa di una miope politica nazionalista o di un governo debole e diviso.    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u201911 maggio i serbi sono andati alle urne per eleggere il nuovo parlamento. 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