{"id":82124,"date":"2020-06-08T12:00:15","date_gmt":"2020-06-08T10:00:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=82124"},"modified":"2020-06-08T01:00:41","modified_gmt":"2020-06-07T23:00:41","slug":"finanzia-i-ricchi-con-i-soldi-dei-poveri-il-recovery-fund-visto-da-visegrad","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/06\/finanzia-i-ricchi-con-i-soldi-dei-poveri-il-recovery-fund-visto-da-visegrad\/","title":{"rendered":"&#8220;Finanzia i ricchi con i soldi dei poveri&#8221;: il Recovery Fund visto da Visegr\u00e1d"},"content":{"rendered":"<p>Le leadership dei <strong>quattro Paesi del Gruppo di Visegr\u00e1d<\/strong> (V4: Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia) puntano a una convergenza sul <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/recovery-fund-da-750-mld-il-piano-di-rilancio-della-ue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong><em>Recovery Fund<\/em> <\/strong><\/a>integrato nel nuovo bilancio pluriennale dell&#8217;Unione europea proposto dalla Commissione per far fronte i problemi economici innescati dalla crisi del <strong>Covid-19<\/strong>.<\/p>\n<p>Gioved\u00ec 11 giugno i leader dei quattro Paesi del blocco si incontreranno nel <strong>castello di Lednice<\/strong>, in Repubblica Ceca, dov&#8217;\u00e8 prevista un&#8217;ampia discussione sull&#8217;argomento nel tentativo di dar luogo a una posizione comune in vista del Consiglio europeo che si terr\u00e0 in video-conferenza il 19 giugno. I quattro Paesi provano a coordinare le loro posizioni come fatto gi\u00e0 nelle scorse settimane dai <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/05\/parsimoniosi-o-difensori-dei-vantaggi-ottenuti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>quattro cosiddetti &#8220;frugali&#8221;<\/strong><\/a> (Austria, Paesi Bassi, Svezia e Danimarca), scettici rispetto alla proposta di Bruxelles.<\/p>\n<p><strong>Scetticismo ceco e slovacco<\/strong><br \/>\nLa <strong>Repubblica Ceca<\/strong> appare critica nei confronti del meccanismo di distribuzione dei fondi concepito per far ripartire le economie dei Paesi membri colpiti dalla pandemia. Il primo ministro di Praga, <strong>Andrej Babi\u0161<\/strong>, trova inconcepibile che il metro per la distribuzione dei fondi sia il tasso di disoccupazione, facendo notare che il dato relativo al periodo compreso fra il 2015 e il 2019 non \u00e8 certo legato alla crisi innescata dal coronavirus. A suo avviso, occorre aspettare di conoscere il valore del Pil di ciascuno Stato, cosa che avverr\u00e0 alla fine del 2020, per fare i conti.<\/p>\n<p>Il punto di vista del premier ceco sulla proposta di distribuzione dei fondi legati alla pandemia \u00e8 che la medesima sarebbe stata concepita per <strong>agevolare i Paesi meno rispettosi delle norme fiscali e di bilancio<\/strong>.<\/p>\n<p>Il primo ministro slovacco <strong>Igor Matovi\u010d<\/strong>, in visita ufficiale a Praga questa settimana, dove ha discusso dell&#8217;argomento insieme al suo omologo ceco dopo una prima consultazione a quattro sul tema, avvenuta due giorni prima, si ritiene abbastanza <strong>soddisfatto<\/strong> della somma destinata a Bratislava: si parla di circa 8 miliardi di euro (circa l&#8217;8% del Pil) entro il 2024. Fatta questa precisazione, pensa, comunque, che i criteri proposti per la distribuzione dei fondi siano meno favorevoli per Praga e Budapest.<\/p>\n<p><strong>Trattamento iniquo secondo Orb\u00e1n<br \/>\n<\/strong>E dall&#8217;<strong>Ungheria<\/strong> giungono altre critiche al <em>Recovery Fund<\/em> che, secondo il primo ministro <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2020\/04\/orban-e-il-contagio-delle-democrazie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Viktor Orb\u00e1n<\/strong><\/a>, &#8220;<strong>finanzia i ricchi con i soldi dei poveri<\/strong>&#8220;. Il premier danubiano considera il meccanismo che sta alla base dell&#8217;intervento &#8220;assurdo e perverso&#8221;. Ingiusto e ancora una volta concepito per agevolare i paesi dell&#8217;Europa occidentale a svantaggio di quelli della regione centro-orientale. In questo modo, Budapest si schiera al fianco dei Paesi membri cosiddetti &#8220;frugali&#8221; per esprimere contrariet\u00e0 nei confronti del <em>Recovery Fund<\/em>, aggiungendo motivazioni specifiche riguardanti la ormai nota critica al funzionamento dell\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>Per Orb\u00e1n, il meccanismo situato alla base dell&#8217;intervento pensato dalla Commissione europea porta una <strong>maggiore quantit\u00e0 di fondi ai Paesi pi\u00f9 ricchi<\/strong> dell&#8217;Ue e occorre sottoporlo a revisione. Per il primo ministro ungherese, il criterio stabilito equivarrebbe a chiedere al cittadino ungherese di assumersi la responsabilit\u00e0 di rimborsare i debiti greci, francesi e italiani e se l\u2019operazione non riesce, a rimetterci sar\u00e0 lui.<\/p>\n<p>La proposta della\u00a0<strong>Commissione europea<\/strong> prevede aiuti a fondo perduto per 500 miliardi di euro e 250 di prestiti. All&#8217;Italia spetterebbe una somma di circa 170 miliardi, di cui 80 in trasferimenti e 90 in prestiti. A seguire la Spagna, che dovrebbe ottenere poco pi\u00f9 di 140 miliardi, la Polonia riceverebbe in tutto 63 miliardi; l&#8217;Ungheria avrebbe invece diritto a 15 miliardi di euro di cui 8,1 a fondo perduto e 6,9 in prestiti.<\/p>\n<p>Un <strong>trattamento iniquo<\/strong>, secondo Budapest, che sottolinea la necessit\u00e0 di ripensare il meccanismo di distribuzione dei fondi per renderlo pi\u00f9 giusto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le leadership dei quattro Paesi del Gruppo di Visegr\u00e1d (V4: Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia) puntano a una convergenza sul Recovery Fund integrato nel nuovo bilancio pluriennale dell&#8217;Unione europea proposto dalla Commissione per far fronte i problemi economici innescati dalla crisi del Covid-19. 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